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Devin Townsend Project - Epicloud
( 4793 letture )
PRIMA DI ADDORMENTARSI, ANNO 2052
Il poster capeggiava sgualcito dal muro dietro la testata del letto; rappresentava il simbolo dell’infinito munito di due prolungamenti al centro sia verso l’alto che verso il basso. Era un simbolo simmetrico, armonioso, resisteva in quella stanza da oltre quarant’anni e nessuno si era mai sognato di sfiorare quel pezzo di carta ingiallito, corroso dal tempo ma vivo nel ricordo di una persona. Quella persona era seduta sul letto e accarezzava la fronte del bambino sotto le coperte: “Dai nonno raccontami una storia”, disse quest’ultimo. Aveva cinque anni e ormai era diventato un rito addormentarsi con le parole del nonno. Il settuagenario era una persona strana, particolare; aveva ancora il piercing al sopracciglio e una chitarra ormai sbiadita sorrideva tatuata dal suo avambraccio destro. Ogni tanto strimpellava la sua, quella vera, una Music Man John Petrucci Signature ancora perfettamente funzionante; le dita e le articolazioni non erano più quelle di una volta ma l’uomo se la cavava eccome. Il nipote ancora non capiva perché la nonna sistematicamente usciva di casa ad ogni concerto (l’ultima volta successe durante l’esecuzione di One Shot, One Kill dei Dying Fetus); osservava il nonno con fare divertito e pensava che anche lui avrebbe voluto creare tutto quel rumore. Il nonno diceva sempre: “E’ heavy metal, tesoro, presto ti insegnerò i suoi rudimenti”.. Era una sera particolare quella: avevano festeggiato con tutta la famiglia riunita il ritorno del nonno dall’ospedale. Fumava molto e si temeva il peggio per il suo cuore; falso allarme, ma da quel giorno dieta ferrea e proibizionismo riguardo alla nicotina. Un nuovo inizio quindi, e un’ottima occasione per riprendere quella complicità e quella magia che ogni sera permeavano la mente del bambino. “Ti ho mai parlato di quel mio amico canadese…” iniziò l’anziano; “Si nonno, tantissime volte! Si chiama Devin!” “Esatto, tesoro. Ti sarai chiesto spesso il senso del poster lì dietro; ora te ne parlo, anche se non è che racchiuda una grandissima storia, è solo importante per me. Un bel ricordo di quando avevo qualche annetto in meno. Tanti in meno in realtà: non era ancora nata neanche la tua mamma”. L’anziano si mise comodo, bevette un sorso d’acqua dal bicchiere appoggiato sul comodino e iniziò a raccontare.

EPICLOUD
“Come sai, tesoro, la mia passione è sempre stata la musica. Ho sempre più o meno vissuto assieme a lei ed è sempre stata una fedele compagna di avventure. Devin Townsend era uno dei miei artisti preferiti in assoluto: un mattacchione. Una persona che faceva quello che voleva e praticamente tutto da solo: scriveva, registrava, suonava tantissimi strumenti. Certo, aveva bisogno di una mano, ma il 70% di ogni opera era sempre e comunque sua. Pensa che una volta lo chiamò Arjen Anthony Lucassen per cantare in un suo disco; gli spedì le basi sul dove avrebbe dovuto cantare e Devin rifiutò. Spiegò molto bene che avrebbe presenziato solo in parti scritte totalmente da lui. Iniziò giovanissimo cantando su un disco di Steve Vai, girava anche voce che il suo primo demo l’avesse spedito avvolto in un paio di mutande! Pulite, ovvio, non pensare male. Alla fine di quell’avventura fondò la sua band, gli Strapping Young Lad, e ottenne un successone. Oggi però non siamo qui per parlare di questo; dopo cinque album sciolse il gruppo e intraprese la sua carriera solista: pubblicò molti dischi, alcuni dei quali veri e propri capolavori. Terria, Addicted eDeconstruction in particolare. Il poster, tesoro mio, è di quarant’anni fa; un’eternità se si pensa alla musica. Nel 2012 uscì Epicloud, pochissimo tempo dopo Deconstruction e Ghost; lo ricordo molto bene perché fu una delle rare volte in cui il mio artista preferito non mi convinse appieno. Ora lo mettiamo su e vediamo il perché, vuoi? Tanto domani è domenica e non penso che la mamma si arrabbi se per oggi esageriamo un po’”. Al bambino si illuminarono gli occhi, il rapporto tra i due era anche fatto di sguardi, talvolta più eloquenti delle parole. Il nonno aprì l’armadio e tirò fuori una scatola impolverata. Soffiò, la aprì e prese in mano un disco con custodia cartonata. Un reperto archeologico per quei tempi in cui la musica era praticamente tutta sotto forma di file elettronici. Inserì il cd in un vecchio lettore il cui cassetto cigolava e imprecava e premette il tasto play a volume soffuso, poi si sedette ancora sul letto a fianco del bimbo, pronto a continuare la storia.

Effervescent!: “Questo, tesoro, è un coro gospel…” “Cos’è il gospel, nonno?”, chiese il bimbo. “Il gospel nasceva negli anni trenta (oltre un secolo fa quindi) come musica religiosa cantata nelle chiese afroamericane nel sud degli Stati Uniti. Si può intendere anche come musica religiosa composta e suonata da artisti di qualunque etnia nel sud di quegli stati. Qui un pezzettino viene usato come introduzione del disco, ma si ripeterà anche in qualche altra canzone. Non me lo sarei mai aspettato, da Devin, rimasi folgorato all’epoca; specialmente quando vidi l’anteprima con questo pezzo diretto da Ziltoid, quel mostriciattolo verde che sorride sopra il portafogli che ti ho regalato l’anno scorso a Natale”.

True North: “Qui inizia il disco vero e proprio. Ci sono tutti gli elementi che hanno reso famoso e unico Devin: suoni corposi, a volte ariosi e a volte heavy; una stratificazione dei suoni notevole e il solito briciolo di follia. Non è affatto un brutto brano, ma ci sono parecchi però. Sai cosa, tesoro? Ai tempi il disco mi sembrò una grande b-side di Addicted, hai presente vero il disco con la ragazza? Quello che ti piace tanto? Ecco. Qui Anneke ritorna al microfono, ma manca una cosa fondamentale. Anzi due: la sorpresa e la freschezza. Sono direzioni già sperimentate e portate al massimo, difficile fare meglio, infatti True North non mi esaltò più di tanto. Un pochino fiacca e poco longeva. Molto bello il finale con la ripresa del coro di prima accompagnato dalle campane; fosse stato usato come ritornello del pezzo sarebbe venuta fuori una cosa magnifica. Peccato”.

Lucky Animals: “Nonno! Questa la conosco! Era quella della recita di fine anno a scuola!” “Esatto. Ti ricordi quanto tempo ci mettemmo a imparare il balletto? Devin lo registrò come video non ufficiale del pezzo e fece ridere mezzo mondo! Poi eri bellissimo con la maglietta con su scritto “Lucky” che ti aveva fatto la nonna, ero molto fiero di te quel giorno. Dai, riproviamolo insieme”. Al bimbo si illuminarono gli occhi e in un attimo fu in piedi di fianco al nonno; iniziarono un balletto inventato parecchi lustri prima ma che aveva ancora la capacità di unire. Erano felici. Il pezzo era pura goliardia: ricordava come approccio Bad Devil di Infinity e Vampolka di Sinchestra. Facilissimo quindi sia a livello strutturale che di approccio e di partitura, ma tremendamente divertente. Era una di quelle canzoni che si insinuavano in mente al primo ascolto senza più lasciarla, in un marasma di toni scanzonati e rilassati. Il siparietto finì dopo poco a causa dei ripetuti colpi di tosse del nonno: “Meglio che mi sieda, piccolo mio; non sono più in grado di sostenere certi ritmi. Poi il dottore mi sgrida se non faccio ciò che dice; continuiamo ad ascoltare il disco, prima che la nonna se ne accorga e venga ad interromperci”. Il bambino tornò a letto, sul suo viso era dipinto un sorriso complice e cospiratorio.

Liberation: “Qualche settimana prima che uscisse il disco riuscii a reperirne un promo digitale per vie molto traverse; ricordo molto bene questa canzone. Devi sapere, tesoro, che spesso le versioni promozionali dei dischi uscivano molti giorni prima: venivano dati alla stampa, alle webzine ecc.. Alcune case discografiche inserivano dei commenti sopra le canzoni per evitare che venissero smerciati i dischi troppo presto. Qui era Devin in persona a parlare sopra le tracce. Sono passati troppi anni, ovviamente non posso ricordare cosa diceva, ma il fatto che cantasse You Really Got Me dei Van Halen (che poi era una cover resa famosa da loro) sopra il riff portante del pezzo mi rimase impresso. Non era roba da tutti, a quei tempi, fare dell’autoironia: era tutto preso in maniera troppo seria, troppo oltranzista. Un brutto modo di vedere le cose insomma. A Devin non importava un bel niente. La canzone, come puoi sentire, non è niente di particolare. Piuttosto classica con strofa in battere e ritornello particolarmente azzeccato; ma come ti ho detto poco fa, siamo un pochino lontani dagli apici compositivi del musicista”.

Where We Belong: “Questa è una ballad. Rimasi molto tempo a pensare se mi piacesse o no; la strofa è abbastanza anonima ma il ritornello è sognante e molto bello. Non siamo per niente ai livelli dell’immensa Stagnant pubblicata su Terria, ma non siamo neanche davanti a una bruttura totale. Un pezzo discreto ma non memorabile insomma. Ero piuttosto rimasto stupito dalla prova molto convincente di Devin al microfono: migliorato tantissimo rispetto a qualche anno prima”.

Save Our Now: “Questa invece mi piacque molto. Sembrava addirittura un pezzo degli Atoma! Il duetto tra Devin e Anneke è riuscitissimo; le tastiere invadenti e presentissime ricordano Ayreon e il ritornello è spaziale. È un disco positivo, semplice e lineare questo; la classica musica da viaggio che ascolti in macchina come sottofondo mentre chiacchieri con i tuoi amici macinando chilometri. Pura spensieratezza, ma a tratti potrebbe anche sembrare troppa faciloneria. Devi sapere, tesoro, che Devin era famoso per sfornare più o meno un album ogni anno; tra il 2009 e il 2011 ne fece uscire ben quattro! Poi questo Epicloud un anno dopo. Gli si poté perdonare quindi un album non stellare, di mestiere”. “Cosa vuol dire di mestiere, nonno?” “Ottima domanda, piccolo mio. E’ un’espressione usata, nella musica, quando si ascolta un disco al di sotto degli standard qualitativi soliti di un artista o di un genere. Si dice di mestiere perché sembrano dischi fatti in fretta e furia per fare concerti o soldi, senz’anima, e perché non hanno una gran ispirazione. Cose per mestieranti, appunto, non per alti livelli espressivi. Devi poi sapere che in quegli anni l’industria era parecchio in crisi: la gente non comprava più i dischi perché li scaricava gratis; per gli artisti erano tempi bui, e gli unici guadagni li racimolavano facendo dei concerti. Per fare dei concerti servivano quindi dischi in continuazione, ed è per questo che ogni tanto anche i migliori non erano all’altezza delle aspettative”.

Kingdom: Nel 2000 uscì Physicist: un disco che piacque a pochi ma fu rivalutato molto tempo dopo. Pensa che il progetto originale era iniziato con Devin e Jason Newsted; fu poi temporaneamente interrotto perché quest’ultimo era il bassista dei Metallica, e il batterista gli proibì di suonare in altri progetti. Devin fu costretto a ripiegare, a finire il disco e registrarlo con la stessa formazione degli Strapping Young Lad; fu scontento per anni del risultato, ma poco tempo dopo per farsi perdonare pubblicò Terria, il suo capolavoro da solista. Questo, tesoro, per dirti che Kingdom è un pezzo di Physicist totalmente riregistrato. Le versioni sono praticamente identiche tranne ovviamente la produzione e qualche cadenza diversa nella strofa cantata. Te l’ho già fatta sentire mille volte, il motivo è che continuo tutt’ora a pensare che sia una delle canzoni più belle che Devin abbia mai scritto. Mi emoziona sempre. Come tu sai, quando ero giovane scrivevo per una webzine piena di vecchi albicocchi (li chiamavo così i miei amici, ma non erano arancioni tranne Khaine, Raven e Agent Orange), e non potei valutare il disco comprendendo questo pezzo. Sarei stato disonesto”.

Divine: “Un’altra ballad, questa volta al 100% e senza momenti distorti. Chitarra e voce, semplice, quasi una ninna nanna. Continua il senso di pace e positività di cui ti parlavo prima, ma è un pezzo di cui ti dimentichi molto in fretta. Per intenderci: l’anno prima Devin pubblicò Unplugged sotto Natale, fu un disco per pochi eletti, con una tiratura limitatissima e oggi praticamente introvabile. Ma regalava gran bei momenti acustici, tutti migliori di questa canzone; presto te lo farò sentire e mi dirai se non ho ragione”.

Grace: “Molto bella l’introduzione cantata da Anneke, che sfocia poi in un coro potentissimo sostenuto dalla doppia cassa. Siamo qui sullo stile del Devin più classico e ritmato. Persiste comunque la sensazione che siano presenti nel disco pezzi scartati da Addicted inseriti per fare numero. C’è poco di memorabile qui, purtroppo. Devin ci aveva abituati troppo bene, tesoro, ci aspettavamo sempre tantissimo da ogni suo disco. Purtroppo qui l’effetto sorpresa manca totalmente e il tutto non morde”.

More!: “Sei stanco eh? E’ stata una giornata lunga. Vuoi che ti lascio dormire?”, disse il nonno; “No no! Finiamo, finiamo! Non sono stanco! Dai nonno dai!”, rispose il bimbo. “ “Ok. Cos’abbiamo qua? Dunque.. I riff si fanno un pelino più pesanti ma non lo è il pezzo. Si alternano sempre Devin e Anneke assieme al rinnovo delle sensazioni di cui di ho parlato finora. Niente da segnalare quindi, More! è una canzone abbastanza anonima. Non male il finale simile ad alcune cose degli Slayer, avrebbe dovuto essere approfondito di più come momento”.

Lessons: “Niente di che. Un minuto scarso di chitarra acustica, tastiere e voci effettate che nulla aggiunge e nulla toglie all’economia del disco”.

Hold On: “Tre ballad! In un disco di Devin non si era mai vista una cosa del genere! Si arriva inevitabilmente stanchi fin qua: si cercano sussulti che non ci sono, purtroppo. Il pezzo in realtà funziona, ma è, come dire, di mestiere! Probabilmente il disco avrebbe avuto bisogno di una gestazione più lunga per essere curato al meglio, ma noi siamo vecchi cospiratori: molti pezzi Devin li aveva già nel cassetto! Vedrai che non ci sbagliamo.. Rimane ancora il beneficio del dubbio dopo tanti anni, ma forse è meglio così. Probabilmente, tesoro, se avessi avuto più certezze avrei avuto anche molti meno miti con cui condividere la mia lunga esistenza. Va bene così, non posso lamentarmi; presto te ne renderai conto anche tu. Dai, siamo arrivati all’ultimo pezzo, un piccolo sforzo ancora poi tutti a nanna”.

Angel: “Chiude il disco Angel..” “Si! Angel! Quella di Maximum Ride!” “No tesoro, non credo che il titolo avesse qualcosa a che vedere coi libri che ti piacciono tanto; angel in inglese vuol dire angelo. Quindi i significati potrebbero essere tantissimi, incluso quello di una bambina con le ali, ma non credo sia questo il caso. Il pezzo comunque è molto bello e con una buona profondità; peccato sia stato inserito in un contesto del genere: probabilmente molti non saranno neanche arrivati ad ascoltarlo fermandosi prima, leggermente sconsolati. Devin e Anneke offrono qui una prova di buonissimo spessore assieme al coro in questo frangente azzeccatissimo. Il disco finisce poi così com’era cominciato un’oretta fa: con la magnificenza del gospel in tutto il suo splendore”.
L’anziano si alzò, estrasse il disco dal lettore; lo inserì nella custodia e il tutto poi nella sua scatola. Ripose lo scrigno dei feticci nell’armadio e si avvicinò al bimbo. “Per oggi abbiamo finito, tesoro. Come hai notato sicuramente, stasera non abbiamo ascoltato un grandissimo disco…” “Ma perché nonno mi hai fatto ascoltare un disco non bellissimo?” “E’ molto semplice. Questo cosa ci insegna? Che anche i migliori spesso sbagliano e che non possono sempre vincere. Ci sta, fa parte della vita ed è giustissimo. All’epoca rimasi deluso in parte: avevo ancora nelle orecchie i quattro dischi prima che nel complesso furono un’opera titanica contornata da due capolavori, non ci diedi quindi neanche molto peso. Sapevo già che Devin sarebbe tornato presto a livelli altissimi, e infatti non mi sbagliai. Ma questa è un’altra storia che ti racconterò presto, ora tutti a nanna! Sono già le undici e se non spegniamo le luci qui arrivano i Carabinieri!” “Ok nonno! Agli ordini!” Il bambino si girò mettendosi di lato, l’anziano gli accarezzò una guancia e si diresse verso la porta; la luce si spense e tutto fu lasciato nelle mani della notte. Quasi tutto. Qualcuno sotto le coperte ancora era vigile, e cercava di riordinare le idee.

DIVISO DUE
La mente del bambino girava a pieno regime: stava cercando di ricordare la chiacchierata col nonno per poi riferirla a scuola ai suoi compagni e stupirli. “Dunque. Abbiamo parlato di Devin, l’amico del nonno che abita in Canada. Abbiamo parlato di Epicloud, un disco non tanto bello in cui però c’era la canzone con cui ballai nella mia recita; abbiamo ascoltato tredici canzoni, le ho contate ma il nonno ha parlato bene solo di due o tre. Anzi no! Ha parlato bene anche del coro gospel e mi ha detto che è stato inventato in America tantissimi anni fa. Poi ha anche detto che il suo primo demo (cos’è poi un demo? Non l’ho chiesto) Devin lo spedì avvolto nelle mutande! Che schifo! Poi di cosa mi ha parlato? Ah si! Del fatto che mi ha fatto ascoltare quel disco per insegnarmi che anche i grandi possono sbagliare. Forse mi voleva dire ciò che dice sempre la mamma, cioè che bisogna saper perdere? Devo chiedere. Poi mi ha parlato del mostriciattolo verde sul portafogli che mi ha regalato, ma non ricordo più come si chiama. Poi.. Poi.. Ah si! Ha detto anche che in quei tempi ridevano in pochi perché era tutto troppo serio, che i dischi non li comprava nessuno e ne uscivano tanti per fare dei concerti. Poi ha detto che questo è un disco di mestiere ma non mi ricordo cosa volesse dire. Poi non mi ricordo più”. Il bambino stava per addormentarsi, resistette ancora pochi minuti per l’ultima considerazione.

DIVISO QUATTRO
Devin, disco poco bello, si può perdere e bisogna saperlo fare, il portafogli…” Il bambino crollò e si addormentò. La mamma gli diceva sempre che il nonno era molto bravo ad inventare le storie e anche che ogni tanto inventava addirittura parti della sua vita. “Devi dividere, tesoro, devi prendere quello che dice il nonno e dividerlo prima per due e poi per quattro; e non è poi detto che ciò che rimane sia vero. Ti avrà sicuramente parlato di quel suo amico canadese; pensa che a me ha detto addirittura di averlo conosciuto e intervistato! Probabilmente non è neanche mai esistito, e il poster l’ha disegnato lui quando ero una bambina. L’avevo visto, e magari poi ti farà anche ascoltare un disco qualsiasi inventandoci sopra una storia, non crederci!”
Il mattino dopo furono le parole della mamma a tornargli in mente prima di fare colazione; se avesse osservato bene il poster, però, in basso a destra c’era scritto: “To Gianluca, I’ll do something better next time! Devin”.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
79.65 su 46 voti [ VOTA]
metalraw
Venerdì 16 Ottobre 2015, 12.13.56
55
Bella la costruzione di Waste of Air, ma l'album è semplicemente grandioso. Rara bellezza pop-progressiva.
I'm a vegi-ma-tarian
Giovedì 16 Ottobre 2014, 14.57.46
54
del disco due, "epiclouder", diciamo niente? in tutto sto panegirico neanche lo spazio per dedicargli mezza parola?
Danimanzo
Sabato 27 Settembre 2014, 20.46.32
53
Devin non intende comporre e sfornare capolavori. A quello ci ha pensato nel passato. Ora mette l'anima in quello che fa e butta fuori. Un genio musicale.
Giangianni
Giovedì 14 Novembre 2013, 12.14.44
52
a me è piaciuto un bel pò
bubba
Venerdì 19 Luglio 2013, 9.03.05
51
bellissimo. Grace in particolare! finalmente un metal "felice" con un senso
daniele
Martedì 2 Luglio 2013, 22.13.09
50
Sul sito ufficiale di Devin Townsend, nel commento per disco si evince che lui non è affatto soddisfatto di Addicted, ma lo è molto da Epicloud.. Come se il primo fosse una prova generale per questo album!
Il Giappone
Giovedì 9 Maggio 2013, 15.44.41
49
Per me è figo.
daniele
Lunedì 29 Aprile 2013, 19.47.59
48
Ho trovato molto buffo trovare come voto 61 all album e un sacco di commenti negativi all'album.. E voto dei lettori 77 !!! c'è qualcosa che non mi torna.. Devo dire che ai primi due ascolti mi diceva molto poco... riprendendolo in mano invece l'ho rivalutato un sacco, e consiglio vivamente a tutti i Townsendiani e non di farlo!! Ovvio che non è ai livelli di Terria, Synchestra, Accelerated Evolution, ma rispetto a Ziltoid mi è piaciuto molto di più
Metal Maniac
Lunedì 8 Ottobre 2012, 14.37.45
47
@lo stitico: visto che non ti piace potrebbe essere la risoluzione del problema che enunci nel tuo nick!
Enrico
Lunedì 8 Ottobre 2012, 2.26.54
46
61 ??? NO! Per me 80. Davvero bel disco. Come sempre il nostro canadese è GENIALE.
LO STITICO
Lunedì 1 Ottobre 2012, 10.39.46
45
Recensione troppo lunga! un libro!
d.r.i.
Venerdì 28 Settembre 2012, 21.24.12
44
Scusa Wrong Side ma mi sa che come esempio hai scelto il più sbagliato! Per me, giudizio personale, Nine è da 90 e questo da massimo 70!
Wrong Side
Venerdì 28 Settembre 2012, 21.18.55
43
Ad un album piatto e moscio come nine dei circus maximus viene dato 85 (il primo esempio che mi è venuto in mente ma se ne potrebbero fare altri) e a questo che, non sarà un capolavoro, ma un discreto album sì, viene dato 61? L'unica spiegazione plausibile è che nel valutare l'album si è molto tenuto conto che stiamo parlando di devin townsend e l'album essendo "solo" discreto è al di sotto dei suoi "standard".
Ghost
Venerdì 28 Settembre 2012, 9.47.38
42
Il mondo è bello perchè è vario. Qui leggo un casino di stroncature su sto disco mentre su altri siti ho letto recensioni e commenti entusiasti......bah!!!! eppure si suppone siamo tutti amanti della musica del buon Devin no? C'è chi parla di merdata assoluta e chi grida al capolavoro. Io come già ho detto sto nel mezzo. Non penso sto album rappresenti un capolavoro ma si ascolta comunque con piacere con 3/4 pezzi per me veramente ottimi. che poi da una mente come Townsend sia lecito aspettarsi sempre di più ok..ci può stare e mi trovate daccordo. Ma ho sentito ben di peggio ultimamente per cui un bel 75 per me sto disco li vale...e non vedo l'ora di ribeccarmelo Live
Forbidden
Giovedì 27 Settembre 2012, 15.33.37
41
Recensione molto divertente e originale, complimenti a Waste of Air! Non condivido però voto e contenuti, a me il disco è piaciuto moltissimo e gli do un 85 buono!!! Gira instancabilmente nel mio stereo da giorni!
d.r.i.
Mercoledì 26 Settembre 2012, 20.28.35
40
Ma state ancora a commentare certi post? Se qualcuno ha da dire qualcosa contro un altro dovrebbe semplicemente motivare le sue affermazioni, come ha giustamente detto Nagash. Questi troll appaiono in tutte le recensioni...poi magari tra qualche post motiverà le sue affermazioni e allora si potrà discutere
lux chaos
Mercoledì 26 Settembre 2012, 19.24.02
39
@AAA: scarsa professionalità nella recensione??? Boh...ma lo leggi quello che c'è in giro negli altri portali???? A me sembra originalissima e scritta da dio nello stesso tempo...poi de gustibus sul fatto che piaccia o meno, ma scarsa professionalità...non diciamo ca##ate!
Tempesta Di Merda
Mercoledì 26 Settembre 2012, 14.21.39
38
@AAA: che noioso che sei... accusa fuori luogo.
fabio II
Mercoledì 26 Settembre 2012, 14.00.02
37
A me la renesione di waste è piaciuta; anzi ti dirò di più , caro Gian,dovresti scrivere i testi per il prossimo Magnum: magari ritrovano la vena di 'On a Storytellers Night'
NagasH
Mercoledì 26 Settembre 2012, 13.54.52
36
@AAA: puoi cortesemente argomentare la tua accusa di scarsa professionalità?
AAA
Mercoledì 26 Settembre 2012, 13.45.04
35
Scarsa professionalità nella recensione, al di là del gusto personale. Non ti è piaciuto? Fai una recensione DECENTE e dì che non ti è piaciuto.
Salvatore
Mercoledì 26 Settembre 2012, 13.05.28
34
Dai non sono 5 commenti uguali lo sai anche tu... (fine del discorso se no diventa anche questa una provocazione antipatica che, fin dall'inizio, non è mai stata mia intenzione). Tornando a epicloud, le mie canzoni preferite al momento sono: grace e save our now. Per quanto riguarda kingdom è difficile dire se sia meglio questa o la versione precedente. Questa ha come pregi il duetto con Anneke e il suono meno compresso ma ha il difetto di essere meno "pesante" e "veloce" rispetto all'originale. Diciamo che sono "figlie" dei rispettivi album.
Er Trucido
Mercoledì 26 Settembre 2012, 12.16.26
33
@Salvatore: 5 commenti uguali a dire la stessa cosa sono già una provocazione antipatica, rendiamocene conto. Che non ti possa piacere siamo d'accordo, non è un problema mica deve piacerti per forza, ma alla quinta sembra che tu lo faccia apposta per provocare ed aspettare una risposta stizzita. Io ho usato l'ironia, dici che era antipatica, opinioni ed interpretazioni diverse. Se avessi scritto un solo commento come il 32 non si sarebbe arrivati a questo punto
Salvatore
Mercoledì 26 Settembre 2012, 12.09.59
32
A me per esempio la recensione di Terria (scritta dallo stesso autore) è piaciuta molto. Per epicloud mi sarebbe piaciuto leggere una recensione tipo quella... non una storia inventata sul nonno che si ascolta l'album nel 2052 perché non la trovo pertinente con una recensione (mia personalissima opinione)... Il commento 29 era la risposta ad una provocazione antipatica.
il vichingo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 11.42.31
31
Noto con piacere che alcuni utenti sono in vena di giudizi. Perchè non provate voi a scriverne una, giusto per mostrare la vostra bravura?
Er Trucido
Mercoledì 26 Settembre 2012, 11.14.26
30
Sei veramente simpatico lo sai? Come un riccio nelle mutande. Ora che hai detto la tua facci vedere come si fa una recensione
Salvatore
Mercoledì 26 Settembre 2012, 11.07.53
29
@er trucido e lux chaos: Va bene, se proprio insistete: sta recensione fa cagare, sta recensione fa cagare, sta recensione fa cagare, sta recensione fa cagare, sta recensione fa cagare... (il disco però non lo voglio)...
lux chaos
Martedì 25 Settembre 2012, 23.31.20
28
@er trucido: ahahahaha, vai salvatore, ancora 5, dai che ce la fai!!!
Er Trucido
Martedì 25 Settembre 2012, 22.58.31
27
@Salvatore: l'hai già detto 5 volte, alla decima di regaliamo il disco
Kriegsphilosophie
Martedì 25 Settembre 2012, 22.34.00
26
Concordo con il voto e con la disamina dei brani. Disco piacevole nel complesso ma nulla di che. E penso che la recensione sia stupenda, complimenti! E che finale...
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 21.56.48
25
Poi gli album con il passare degli anni vengono rivalutati in meglio (vedi physicist) o in peggio. Possibile che il nonno dopo 40 anni abbia la stessa opinione che aveva nel 2012? La recensione (come si può intuire dai miei commenti precedenti) non mi è piaciuta mi sa troppo di messa cantata, troppo liturgica, troppo celebrativa...
lux chaos
Martedì 25 Settembre 2012, 20.35.04
24
Una delle recensioni piu belle e originali che ho letto in vita mia...ha ragione chi la definisce a tratti commovente...se poi penso che è tutto fatto "gratis et amore metallis" dico solo....grazie. Disco invece cosi cosi, confermo sufficienza stiracchiata stiracchiata anche dopo molti ascolti
Surymae
Martedì 25 Settembre 2012, 18.17.26
23
Non ascolto Devin Townsend - troppo folle e troppo prolifico: non è il momento adatto, per me - ma la recensione è fantastica. Forse un po' troppo lunga, ma da autrice di recensioni non posso che togliermi il cappello
enry
Martedì 25 Settembre 2012, 15.34.32
22
E adesso ha fatto uscire un disco di merda, quindi? Non era meglio se evitava? Poi sui dischi citati ci sarebbe da discutere, per me Deconstruction è un ottimo disco, non un capolavoro. L'ultimo vero capolavoro Devin l'ha scritto 12 anni fa, ma qui son gusti.
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 15.23.33
21
Non stanno in piedi perché in poco più di due anni ha fatto uscire Ki, Addicted, Deconstruction e Ghost che di certo schifo non fanno (per me Deconstruction è un capolavoro alla pari di Terria)
Delirious Nomad
Martedì 25 Settembre 2012, 15.03.47
20
La rece é davvero stupenda, non ho sentito il disco però, mi spiace che devin abbia avuto un calo.
enry
Martedì 25 Settembre 2012, 14.54.12
19
Non stanno in piedi per quale motivo? Perchè si chiama Devin Townsend? Per me stanno in piedi eccome, e questo disco ne è la dimostrazione. Non vorrei che a furia di chiamarlo "genio" si sia un pò montato tanto da far uscire qualsiasi cosa gli passi per la testa, o in questo caso per il culo.
Flip Flop FLap
Martedì 25 Settembre 2012, 14.41.01
18
Disco di merda. L'ennesimo, come un po' tutto il dopo-Terria.
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 14.23.54
17
Lo stesso Devin aveva detto di ascoltarlo prima di comprarlo (lo ha reso disponibile in streaming prima dell'uscita)... Non sono io a scusarlo o giustificarlo ma il recensore co 'sta messa cantata sul nonno che tramanda il "verbo" al nipote facendogli ascoltare il disco sotto il vecchio poster...
freedom
Martedì 25 Settembre 2012, 13.53.48
16
Invece secondo me è vero che pubblica troppa roba, a volte anche con risultati mediocri, tipo questo. Poi di scusarlo o giustificarlo non me ne frega proprio niente...ha fatto un bel disco? Lo compro. Ha fatto un disco schifoso? Non lo compro. Questo non lo compro.
il vichingo
Martedì 25 Settembre 2012, 13.52.37
15
Ho apprezzato soltanto Lucky Animals, il "motivetto" iniziale mi è entrato in testa da giorni oramai. Il resto ve lo lascio molto volentieri...
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 13.00.35
14
Tutta la recensione è stata costruita per trasmettere il messaggio "anche i grandi possono sbagliare/fare un passo falso" (in una sorta di liturgia con simboli e insegnamenti ai posteri) concetto che viene ripetuto spesso (tre/quattro volte). Io sono rimasto molto deluso da epicloud (la prima volta non sono neanche riuscito ad ascoltarlo tutto) dopo il capolavoro Deconstruction. I discorsi tipo "ogni 6 mesi fa un disco, inevitabile che poi arrivi anche la ciofeca" fatti su Devin Townsend personalemente non stanno in piedi e lasciano il tempo che trovano.
Er Trucido
Martedì 25 Settembre 2012, 12.32.32
13
Tra una mussa e l'altra mi sono dimenticato di ascoltarlo... vabbè vediamo stasera se riesco
fabriziomagno
Martedì 25 Settembre 2012, 12.31.39
12
a me è piaciucchiato, il 60 se lo prende.
enry
Martedì 25 Settembre 2012, 12.11.38
11
Disco brutto forte eh...48 e pedalare. Anzi, magari fermarsi per un po' non farebbe male, questo ogni 6 mesi fa un disco, inevitabile che poi arrivi anche la ciofeca.
DIMMONIU73
Martedì 25 Settembre 2012, 12.00.19
10
Disco di una noia epocale. 40 e sono pure buono!
Er Trucido
Martedì 25 Settembre 2012, 11.41.20
9
Tipo?
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 11.37.04
8
Quel 61 ci sta perché stiamo parlando di Devin Townsend, ma ci sono dischi peggiori che hanno preso voti più alti (su metallized)...
Salvatore
Martedì 25 Settembre 2012, 11.33.45
7
Ammazza che pizza sta recensione! Condivido l'espressione "disco di mestiere" che può tranquillamente riassumere questo epicloud... Io torno ad ascoltarmi decontruction...
NoRemorse
Martedì 25 Settembre 2012, 10.33.56
6
Bellissima recensione davvero, complimenti. Sono più o meno d'accordo con il giudizio, se non per liberation che considero la migliore (insieme a kingdom ovviamente)...diciamo che non mi è dispiaciuto affatto, anche se non mi ha fatto fare i salti di gioia. Sarà per la prossima quindi.
MrFreddy
Martedì 25 Settembre 2012, 10.31.13
5
Bellissima recensione, davvero complimenti! Sei riuscito nella difficile impresa di non far risultare noioso un track by track. A tratti una recensione quasi commovente! Bravissimo!
perse
Martedì 25 Settembre 2012, 9.41.30
4
Recensione a dir poco stupenda. Waste come sempre ci sa fare Forse un pò troppo buono ma non posso "sgridarlo" per questo....una Devindelusione è dura e lo so Io che sono più cattivo però gli do un 50/100. Su Devin....finiscila di ballare come un cretino e sforna di nuovo qualcosa di geniale
Painkiller
Martedì 25 Settembre 2012, 8.58.18
3
complimenti per la bellissima ed originale recensione
Tempesta Di Merda
Martedì 25 Settembre 2012, 1.13.04
2
...comunque complimentoni per la "ponderosissima" recensione, davvero originale! è sulla stessa scia di quella di ihsahn... ma come vi vengono in mente certe idee... ma che vi fumate?!?
Tempesta Di Merda
Martedì 25 Settembre 2012, 0.46.16
1
ho già detto tutto quello che dovevo dire sulla notizia dell'album in streaming. è un album che non rappresenta appieno l'infinita genialità di cui è dotato devin. sarà pure il suo lato più leggero e easy listening, ma poteva venire meglio. il voto secondo me è anche un po' troppo alto, un 55 forse ci stava meglio.
INFORMAZIONI
2012
Inside Out Music
Prog Metal
Tracklist
1. Effervescent!
2. True North
3. Lucky Animals

4. Liberation
5. Where We Belong
6. Save Our Now

7. Kingdom

8. Divine
9. Grace

10. More!
11. Lessons
12. Hold On
13. Angel

Bonus Disc (Deluxe Edition)

1. Believe (demo)
2. Happy Birthday (demo)

3. Quietus (demo)

4. Heatwave (demo)

5. Love Tonight (demo)
6. The Mind WASP (demo)
7. Woah No! (demo)

8. Love And Marriage (demo)

9. Socialization (demo)

10. Little Pig (demo)
Line Up
Devin Townsend (Guitars/Vocals/Keyboards)
Anneke Van Giersbergen (Vocals)
Ryan Van Poederooyen (Drums)
Brian Waddell (Bass)
Dave Young (Guitars/Additional Keyboards)
 
RECENSIONI
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