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Eagles - Eagles
( 4275 letture )
Ben poche band hanno fatto parte di un'epoca ben precisa della storia caratterizzandola tanto fortemente da finire per essere identificati con essa ed essere viceversa una delle identità della stessa. Poche, pochissime di queste, a colpi di successi hanno saputo scolpire il loro nome nella pietra, riscrivendo pagine di musica potendosi permettere poi di firmarsi col nome di Leggende. Alcuni numeri? 5 singoli e 6 album alla numero uno delle classifiche; uno degli album più venduti della storia con più di 40 milioni di copie negli States -Their Greatest Hits (1971-1975)-, Paese nel quale hanno ben 2 album nella classifica dei 20 più venduti; band che nel suolo americano non ha avuto rivali nell'intera decade degli anni '70, con un complessivo di ben 100 milioni di copie vendute fino ad oggi, non tenendo conto del resto del mondo. Tutto questo servendosi di due delle radici musicali più caratterizzanti del territorio statunitense, il country e il bluegrass, con le quali la band in questione ridefinì i contorni del rock ponendogli al di sopra uno dei songwriting più ispirati di sempre, armonie vocali capaci di colpire e fondersi con le emozioni stesse e una preparazione strumentale di prim'ordine, che confluirono in una musica dalle venature nobili ma dalle sembianze radiofoniche e popolari.

1971. Glenn Lewis Frey, chitarrista e tastierista di Detroit con alle spalle già diverse esperienze musicali di una certa rilevanza nel corso degli anni '60, conosce a Los Angeles Donald Hugh Henley, batterista texano giunto nella Città degli Angeli per registrare un album con la sua prima band, gli Shiloh. Diventati session men della cantante Linda Ronstadt, i due capiscono di aver più di un'affinità musicale e umana, non a caso daranno vita nella successiva decade -protraendosi fino ad oggi- ad uno dei sodalizi compositivi più importanti della storia del rock, firmando a quattro mani numerose canzoni, e duettando tra l'altro in alcune di queste. Le stelle del destino si allineano definitivamente quando due musicisti, il polistrumentista Bernard Mathew Leadon III e il bassista Randy Herman Meisner, si uniscono allo stesso gruppo di spalla alla Ronstadt per il tour estivo. Ciò che successe in seguito è storia, ormai: i quattro ventenni diedero vita agli Eagles (fu più di tutti Frey ad insistere nel voler omettere il classico "The" nel monicker), firmarono per la Asylum Records -neonata etichetta del noto produttore David Geffen- ed ebbe così inizio una delle più celebri e celebrate carriere di tutti i tempi. E non solo del rock.

1972. Agli Olympic Studios di Londra venne registrato l'omonimo debutto discografico del gruppo. Eagles si caratterizza già per la sua maturità compositiva, oltre che per la grande varietà di stili espressi dalle tracce presenti, racchiusi in una forte organicità d'insieme. L'album in questione appare forse come il più personale della carriera, il più rappresentativo delle quattro personalità che composero la prima storica formazione californiana e, certamente, uno dei più ancorati alle loro radici musicali, le quali col tempo iniziarono sempre più a diluirsi, fino a perdere quasi del tutto la propria fisionomia confluendo in quella del rock. Altra peculiarità è senz'altro il maggior contributo compositivo e vocale di Leadon e Meisner ai brani: peculiarità, questa, che progressivamente andrà a diminuire e, con essa, probabilmente l'identità musicale da cui la band era nata e si era sviluppata. Per quanto qui il contributo di Frey ed Henley fu molto più contenuto che in futuro, si iniziò già a delineare quella che sarà la leadership incontrastata negli anni a venire: i due, non a caso, firmano le voci ed il songwriting dei tre singoli (ad eccezione di Peaceful Easy Feeling, scritta da Jack Tempchin). Da segnalare, inoltre, il contributo esterno del celebre rocker country-folk Jackson Browne -amico nonché ex vicino di casa di Frey- il quale scrisse di questo album la quinta traccia, Nightingale e la celeberrima traccia di apertura. Il testo di quest'ultima, inizialmente, venne scritto dallo stesso Browne per il suo album di debutto, ma sarà terminato e ri-arrangiato dall'amico nella veste a noi più celebre e che gli ha valso l'entrata nella storia dalla porta principale.
L'intera opera si apre, per l'appunto, col masterpiece Take It Easy, primo singolo estratto dalla spiccata melodia e, nel contempo, dal carattere prorompente che consegnano velocemente il gruppo alla storia e l'album in vetta alle classifiche d'America: progressione rock dal fascinoso accento country su cui si fa strada la voce di un Glenn Frey impeccabile, supportato dalle onnipresenti armonie vocali dei tre compagni. Il cielo luminoso dell'opener si sfuma di blues con la successiva Witchy Woman, secondo singolo scelto, scritto dal duo Leadon/Henley, i quali ne caratterizzano l'ipnotico incedere con i rispettivi ruoli di chitarra e voce. Da vittima delle nubi il giorno diventa notte, la luce diventa buio, la leggerezza si tramuta in pesantezza e il blues in hard rock: ecco far la sua comparsa Chug All Night, episodio che senza dubbio sa essere convincente e coinvolgente allo stesso tempo. L'energia qui interpretata da Frey scaccia via i dubbi che annuvolavano poco prima la testa, lasciando ora spazio ad una mesta certezza cantata dalla tenue voce di Meisner, ovvero Most of Us Are Sad:

Most of us are sad, it's true
Still we must go on
Love was here today
Oh the sun was bright
I will sing you faraway
Love is here tonight
Most of us are sad
No one lets it show
I've been shadows of myself
How was I to know?


Solo la natura, forse, può stemperare questo stato d'animo dal proprio torpore, ed ecco un piacevole usignolo farsi spazio nella tracklist: Nightingale, solare rock 'n' roll, è in grado di risollevare gli animi con i suoi toni scanzonati ed estremamente piacevoli, mentre l'elegante ballata acustica scritta e interpretata dal chitarrista Bernie Leadon, Train Leaves Here This Morning, precede il crescendo hard blues di Meisner, Take the Devil, a cui seguono le ritmiche banjo dal forte sapore di deserto che Earlybird sa infondere. Le acustiche sei corde di Peaceful Easy Feeling ribadiscono, infine, un po' tutto il sentimento che pervade il debutto discografico delle Aquile, quell'amore per l'avventura, per la natura, per la serenità e pace che essa sa comunicarci, quell'amore per l'Amore verso cui noi tutti dovremmo sforzarci sempre di più di tendere. Oppure, come sottolineato dalla conclusiva Tryin', perlomeno provarci, nonostante tutto:

We gotta keep on trying for
The feelin' to come through
And it's a lonely way to live
You gotta take it, you gotta live
If you mistake it, just try again.


Eagles: 40 anni e non sentirli. È buffo del resto ritrovarsi di frequente a pensare al fatto che il destino ci abbia concesso di vivere questa epoca dalla forte saturazione che ha ormai intaccato ogni sfera dell'umana esistenza, ove nulla sa più meravigliare ed appagarci, in cui nulla sa più veramente sconvolgere le nostre convinzioni. Un'epoca in cui per stupirsi, per poter sentire vibrare l'anima, ancora per una volta, ci si debba per forza voltare indietro al passato: un passato che mai passerà realmente grazie a questo tipo di opere, ma che, con dolore, è e sarà sempre troppo lontano.
Piccolo pezzo di storia.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
64.83 su 24 voti [ VOTA]
Fabio Rasta
Martedì 21 Gennaio 2020, 15.36.19
9
Una Band di talenti straordinari, un esordio eccezionale, che sarà seguito da un capolavoro assoluto della West Coast Country; entrambi i lavori, oscurati da sempre dalla ingombrante fama del + radiofonico Hotel California.
Rob Fleming
Martedì 19 Gennaio 2016, 14.55.34
8
Se le hit sono Take it easy e Peaceful easy feeling non si devono dimenticare Witchy woman e Take the devil due perle oscure e drammatiche. voto 88
Matocc
Mercoledì 31 Ottobre 2012, 16.50.23
7
l'inizio della Leggenda, una band unica e straordinaria
Phoenix
Martedì 16 Ottobre 2012, 18.22.49
6
Ti ringrazio anvil
anvil
Martedì 16 Ottobre 2012, 12.50.20
5
Ps : bravo andrea bella recensione .
anvil
Martedì 16 Ottobre 2012, 12.38.43
4
Grande band e ottimo debutto .
fabio II
Martedì 2 Ottobre 2012, 16.18.13
3
Oh bene the eagle has landed; musica radiofonica sopraffina
dantes
Martedì 2 Ottobre 2012, 15.56.23
2
... che bello vedere sulle pagine di Metallized la giusta considerazione per questa grande Band. Bella e sentita la recensione ... Eagles: album ancora un pò acerbo, ma con alcune perle storiche che lo proiettarono da subito nell'olimpo e lì tutt'ora rimane per quanto mi riguarda. Ottimi musicisti, gusto, la giusta tecnica ed un songwriting dal peso specifico enorme considerata la discografia "corta" rispetto a tante band coetanee ... voci da paura, sempre curate ed amalgamate, dal 75 in poi anche le chitarre si fecero sentire sul serio ... Li ho visti a Lucca nel 2001 a Verona nel 2006 ed a Milano nel 2009 ... Hotel California rasenta la mia canzone "perfetta": spledido intro di chitarra ,ottimo attacco strofe e ritornelli ineccepibili ... assolo finale doppio Felder/Walsh ed armonizzato sul finale ... Don Henley (una delle più belle voci di sempre a mio parere) alla voce solista/batteria : che meraviglia.
hm is the law
Martedì 2 Ottobre 2012, 10.36.15
1
L'inizio della leggenda.....
INFORMAZIONI
1972
Asylum Records
Rock
Tracklist
1. Take It Easy
2. Witchy Woman
3. Chug All Night
4. Most of Us Are Sad
5. Nightingale
6. Train Leaves Here This Morning
7. Take the Devil
8. Earlybird
9. Peaceful Easy Feeling
10. Tryin'
Line Up
Glenn Frey (Voce, Chitarra ritmica, Chitarra slide, Armonica, Tastiere)
Bernie Leadon (Voce, Chitarra solista, Mandolino, Banjo)
Randy Meisner (Basso, Chitarra, Voce)
Don Henley (Voce, Batteria, Chitarra)
 
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