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As I Lay Dying - Awakened
( 4646 letture )
Incontri ravvicinati del terzo topo.

La diatriba tra i fan del metalcore ed il resto del mondo (metallico) è un affare ormai tanto prevedibile quanto monotono, al punto da tramutarsi in un ideale parallelo con le discussioni tra i fanboy di IOS e quelli di Android. Mentre però i diverbi che hanno come base il livello tecnologico di quel che conserviamo nelle tasche se non altro producono il merito di renderci al passo coi tempi, la prima disputa -quasi sempre- non sviluppa altro che battaglie campali al termine delle quali ognuno dei due contendenti, auspicando un’ autodafé del proprio avversario, si proclamerà vincitore della rispettiva guerra di Pirro.

La premessa era necessaria, dato che sono molte le probabilità che il disco in questione scateni l’ennesima progenie di accuse, facendo somigliare i contenuti dei rispettivi discorsi a quelli di una lite condominale in un centro di alcolisti per niente anonimi.
Il gruppo è uno dei più importanti nel proprio genere, e, soprattutto negli Stati Uniti, va per la maggiore. Pure in Europa gli As I Lay Dying procedono a vele spiegate, anche se, come tutti ben sappiamo, nel Vecchio Continente c’è una maggiore capacità critica nei confronti di quelle che sono considerate -a torto o a ragione- mode passeggere. Fatto sta che i cinque californiani sono giunti al sesto disco, e, grossomodo, non fanno altro che racimolare il bagaglio che il genere di riferimento si porta appresso da una decina di anni. Gli stilemi anche in Awakened sono tutti presenti, ergo chi vede il metalcore come un eritema ai testicoli è bene che ne stia ancora una volta lontano. Chi invece segue con attenzione questo stile potrà trovare nell’album un discreto corroborante ad un sound che mostra evidenti segni di usura, e non da ora.

Awakened, malgrado non inventi nulla e non mostri segni di sperimentazione, denota una moderata freschezza, in parte mutuata da quanto hanno realizzato gli ultimi Trivium. A mio modo di giudicare infatti, è proprio la band del virtuoso topastro Matt Heafy ad ispirare maggiormente il nuovo lavoro degli As I Lay Dying, ed il dato appare chiaro da subito. Se i nostri ‘core-qualcoser’ (abominevole neologismo) cominciano pestando a più non posso, appena possibile piazzano ritornelli catchy, estremamente paraculi, ma nello stesso tempo riusciti, esattamente come l’altra realtà di Orlando. Tutto il platter, con l’andare delle tracce, sembra seguire i medesimi intenti del fortunatissimo In Waves. Sia chiaro, l’insieme va interpretato concedendogli quella base hardcore che gli As I Lay Dying comunque sia conservano, eppure la presenza del simpatico Heafy pare aleggiare qui e lì.

Che si tratti di un incontro ravvicinato del terzo topo?
Non si sa, ma il dato -almeno per il sottoscritto- rimane evidente, anche se di riferimenti ve ne sono altri, come ad esempio quello che deriva dalle stesse opere della band californiana.
E’ vero, l’irruenza più sanguigna che caratterizzava gli inizi degli As I Lay Dying si scorge raramente, ed i momenti tosti, ancorché presenti, sembrano piazzati più per irrobustire la melodia che per sfoghi istintivi. Eppure l’insieme suona discretamente, anche perché i cinque, per quanto possano sminuzzare l’oggettività dell’audience in termini di giudizio critico, sono ragazzi tecnicamente molto dotati e gestiscono tempi, riff e vocals che per tanti costituirebbero più di un ostacolo.

Awakened, per quanto attiene la produzione, mostra un lavoro certosino, anche se l’analisi su tale punto deve tenere nel dovuto conto le enormi possibilità che un’etichetta forte come la Metal Blade può offrire. Certo, se qualcuno è pazzo e, malgrado le ottime possibilità, decide di realizzare St. Anger con annesse batterie di pentole, è libero di farlo. I nostri però hanno saputo sfruttare gli strumenti messi loro a disposizione, non sputando sulla fortuna, anche se, per questo aspetto è bene parlare del dovuto più che del merito.

In conclusione, riformulo quanto scritto sopra: se il metalcore non vi piace, se vi annoia più di un film di Akira “Lexotan” Kurosawa, se vi irrita come una spremuta di limone su una ferita aperta o come un cactus nel più sacro dei buchi, evitatelo. L’umore ne guadagnerà.
Qualora invece apprezziate il genere, fate vostro Awakened, non ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
74.03 su 26 voti [ VOTA]
Snake
Giovedì 12 Novembre 2015, 12.24.08
9
Si sono rialzati in parte dopo il non ottimo periodo post Shadows Are Security che è il loro capolavoro, peccato che la maggior parte delle tracce sia piatta e monotona, eccezion fatta per Cauterize, A Greater Foundation e Defender (la migliore del platter). 73
Macca
Giovedì 14 Febbraio 2013, 0.04.47
8
Ormai la ricetta alla base della loro proposta è diventata abbastanza banale (riff spezzaossa, ritornello da college radio, breakdown, etc....) e un disco come Shadows Are Security, che piace anche a chi come il sottoscritto non ama il metalcore, resta di un altro pianeta. Però oh, si possono scrivere anche commenti di un km ma tanto Awakened ti è già entrato in testa, nel bene e nel male....disco di mestiere di un gruppo che ormai è una solida realtà nel suo genere, e che probabilmente piacerà un pochino anche a persone che non lo ammetteranno mai.
Michele
Venerdì 23 Novembre 2012, 19.22.23
7
Penso che si siano rialzati dal mezzo scivolone di The Powerless Rise... Concordo in tutto e per tutto con al rece di Alex (come sempre, sei il mio recensore preferito di Metallized, continua così lol) tranne che col voto. Quest'ultimo penso che sia puramente indicativo. Ogni canzone del disco, infatti, è ottima: l'unico problema è la mancanza di originalità. Quindi, chi ha amato sempre questa band, come me, amerà questo disco, gli altri continueranno a non apprezzarli (ovviamente siamo lontani dai fasti di Shadows Are Security o Frail Worlds Collapse, ma il disco merita tantissimo, ad ogni modo).
Necrolust
Venerdì 9 Novembre 2012, 18.34.52
6
Mi accodo ai giudizi di Toms e Numbered Days. Bel disco, superiore a "The Powerless Rise" per qualità di songs e compattezza di fondo. La voce pulita ogni tanto stona un pochino col contorno musicale ma per il resto nulla da dire. Orginale ? Forse no (sicuramente no). E allora ? Chissenefrega.. Per far un bel disco non è necessario essere sempre e comunque originali ma deve indurti a premere di nuovo il tasto "play" e a me questo disco lo fa fare
Numbered Days
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 23.04.00
5
un disco che ritengo molto buono, e come sostiene toms molto curato soprattutto riguardante l'aspetto melodico, ma non per questo indigesto. Forse troppo ricercata è la voce pulita che deve essere per forza collocata in ogni canzone, ma i ragazzi sanno quando darci dentro. Davvero bel disco.
Toms
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 11.48.08
4
è forse un giudizio troppo severo e neutro. certo, a me questa band piace molto e la seguo da diversi anni; An Ocean Between Us è stato forse il picco di tutta la loro carriera, ma, ragazzi, Awakened non è per nulla da buttare, ne' da mettere in seconda posizione ad alcun loro lavoro. Quello che più colpisce è che il sound è diventato meno istintivo e decisamente più curato (come forse alex intendeva dire). Il tutto è veramente compatto, inoltre. Non è tecnicamente-musicalmente innovativo? forse. Ma per valutare il risultato del lavoro non bisognerebbe interessarsi solo del lato tecnico. Gran disco.
tommy
Lunedì 8 Ottobre 2012, 21.46.47
3
ed io che il genere non lo conosco che devo fare?.....cauterize che gira in rte mi piace...
Witchcraft
Venerdì 5 Ottobre 2012, 23.22.38
2
concordo pienamente col voto di Alex, è un buon disco questo Awakened, il precedente The Powerless Rise mi aveva davvero annoiato invece....peccato solo per la voce pulita, davvero troppo tendente a quelle melenserie emo da quattro soldi, per il resto devo dire che l'album scorre via che è un piacere, con alcuni picchi qualitativi come in Wated Words o Defender, netto invece il miglioramento di Tim Lambesis.....un buon ritorno.
Michele
Giovedì 4 Ottobre 2012, 14.38.46
1
Le due canzoni che ho ascoltato non mi dissero molto, ma valuterò tutto dopo averlo ascoltato...
INFORMAZIONI
2012
Metal Blade
Metal Core
Tracklist
1. Cauterize
2. A Greater Foundation
3. Resilience
4. Wasted Words
5. Whispering Silence
6. Overcome
7. No Lungs to Breathe
8. Defender
9. Washed Away
10. My Only Home
11. Tear Out My Eyes
Line Up
Tim Lambesis (Vocals)
Nick Hipa (Guitars)
Phil Sgrosso (Guitars)
Josh Gilbert (Bass)
Jordan Mancino (Drums)
 
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