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Tygers of Pan Tang - Spellbound
( 2309 letture )
«Pan Tang was an unholy island dominated by its dark aristocracy of warrior-wizards [...] “I felt that if the warped lords of Pan Tang dominate these nations, then tyranny will come upon them and they will threaten the security of the whole world.” [...] Now the ranks or the enemy fell back and seemed to open. Through this self-made breech, animals came running. Animals with gleaming eyes and red, fang-filled jaws. Animals with claws. The hunting tigers of Pan Tang» (Moorcock, M. (1977), Stormbringer)

Nell'evoluzione della NWOBHM, le tigri di Pan Tang (volontari reduci -come Witchfynde, Def Leppard e compagnia- di sconvolgimenti ortografici) occupano una posizione sicuramente essenziale. Nati nell'Inghilterra settentrionale, nei pressi di Newcastle, i Tygers emergono nel 79, quando la Neat Records di David Wood (futura mecenate di Cloven Hoof e Venom) dà alle stampe l'animalesco singolo Don't Touch Me There. Preso in simpatia dalla MCA, il quartetto finisce sotto la sua ala protettiva e, mentre la EMI fa ambarabaciccicoccò tra Maiden e Angel Witch, debutta nel 1980 con il ferino Wild Cat, summa dell'attitudine più punk e stradaiola della NWOBHM, in cui si nasconde anche una vena melodica che sarà più tardi ripresa. Infatti, la sostituzione della vetrata ugola di Jeff Cox con l'ex Persian Risk Jon Deverill segna il primo sintomo di cambiamento stilistico, che porta nel 1981 all'epocale Spellbound.

Rispetto al predecessore, il nuovo cantante si muove con molta più agilità e tecnica tra i salti d'intervalli e le note acute, rivelando qualche affinità con il coevo Sean Harris, sebbene meno “decadente” e con un'incisività più consona allo sferragliare impetuoso della sei corde di Robb Weir, ora coadiuvato dal fenomenale John Skyes. Il poco più che ventenne chitarrista (futuro Thin Lizzy e Whitesnake) viene assoldato dalle fila degli Streetfighter, e il suo stile virtuosistico (dal retrogusto quasi oltreatlantico) si dimostra come un enorme acquisto per la band già dall'opener Gangland, combustione speed metal alla Raven a base di veloci progressioni di accordi, ritmiche serrate, linee vocali atletiche e un ritornello che racchiude tutta l'attitudine della NWOBHM primordiale. Complice anche una produzione più curata, che rende i suoni più gonfi e meno caotici, il salto di qualità rispetto all'immaturo (seppur buono) Wild Cat si nota anche nella varietà, prima rifiutata dalle imperiose e adolescenti tigri, nell'alternare gli stili: si passa adesso da episodi dal tiro funesto come Tyger Bay, Take It, Blackjack e l'anthem Hellbound, all'espressività onirica della dolce ballata Mirror e ai momenti più emotivi della romantica Don't Stop By, senza cali di tensione. Sarebbe poi sicuramente interessante tracciare -pretestuosamente- un filo conduttore storico per legare il riff di Silver and Gold a tutti gli altri “simili” che l'hanno preceduto e l'hanno seguito: da Moonchild di Rory Gallagher agli White Spirit di Janick Gers con Midnight Chaser, per poi passare agli americani Riot con Swords and Tequila, arrivare ai nostri Tygers con Silver and Gold, e ripartire con Flash Rockin' Man degli Accept, Two Minutes to Midnight degli Iron Maiden, Heavy Metal Maniac degli Exciter, fino a Curse of the Pharaoh dei Mercyful Fate e Seek and Destroy dei Raven. E non finisce certo l'elenco!

Spellbound rappresenta il momento di maggiore ispirazione del quintetto della Whitley Bay, in cui viene calibrata l'impetuosità ruggente e grezza del precedente Wild Cat con la vena melodica/commerciale che nei prossimi lavori tenterà di conquistare, invano, il mercato statunitense. I primi sintomi di declino si avvertono infatti già con Crazy Nights, dopo il quale l'axemen prodige Skyes defezionerà, e con il melodico The Cage, cui seguirà l'abbandono per strada da parte della MCA. Ma rimanendo al 1981, Spellbound non sfigura affatto vicino agli altri grandi nomi della NWOBHM, che nello stesso anno sparano le loro cartucce migliori.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
95.62 su 16 voti [ VOTA]
Max
Venerdì 8 Aprile 2016, 15.37.12
11
Ai tempi - non avevo nemmeno 18 anni - erano il mio riferimento tanto che riuscivo nel garage di casa mia a produrre delle magliette con il loro logo!!! Peccato, perché alla fine si son perse le tracce sia come gruppo che come singoli, anche di quelli, leggasi Sykes che sembravano aver preso il volo definitivamente.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 14.38.51
10
Bell'esempio di NWOBHM con un cantante che avrebbe meritato più fortuna ed un chitarrista che quella che ha avuto, cammin facendo, se l'è persa. Ma ritengo che al gruppo sia sia sempre mancato quel qualcosa da fargli fare il salto di qualità definitivo.
Philosopher3185
Sabato 13 Dicembre 2014, 18.52.53
9
Personalmente è il mio preferito..sebben forse "wild cat",sia leggermente superiore.Comunque bastano hellbound,gangland e mirror per fare di questo album un capolavoro della nwobhm.
The Nightcomer
Martedì 9 Ottobre 2012, 20.47.15
8
Probabilmente per me questo è il miglior album delle tigri, anche se quoto Fabio nella difficoltà di scelta tra i primi due lavori, nonostante le evidenti diversità che li caratterizzano. Due modi diversi di intendere il metal, altrettanto affascinanti ed efficaci. Pure Crazy Nights è un buon disco, sebbene inferiore ai precedenti, nei quali mi è sempre parso di cogliere più ispirazione e continuità. Come sempre complimenti ad Alberto per la cura con la quale scrive le sue recensioni.
fabio II
Lunedì 8 Ottobre 2012, 11.26.28
7
Non so se sia migliore 'Wild Cat' o questo, certo vale un pò il discorso che si può fare per gli Iron con Paul o Bruce; più energici i primi e più classici i secondi. Comunque vada 'Wild Cat' e 'Spellbound' sono autentici capolavori
Sudparadiso
Sabato 6 Ottobre 2012, 23.43.28
6
Definire immaturo Wild Cat mi sembra un po azzardato.. è puro metal stradaiolo.. il predecessore è prodotto meglio e cantato in maniera differente. Le tigri di Pang Tang restano con le prime 2 fatiche una band da conoscere ed ammirare.
Baia Della Tigre
Sabato 6 Ottobre 2012, 18.08.15
5
aaahhh, finalmente... un disco al tempo stesso bello, fresco, leggero e così fottutamente... heavy! ogni tanto me lo riascolto sempre con immenso piacere... inchinatevi al potere delle tigri!
THOR OF VALHALLA
Sabato 6 Ottobre 2012, 14.43.04
4
Disco leggendario che potrei benissimo mettere nella top 10 dei migliori della NWOBHM,mitiche Hellbound e Gangland.Onore a un gruppo che anche oggi riesce a farsi valere alla grande a dimostrazione che le mode musicali passano ma l'heavy metal rimane immortale!!
Undercover
Sabato 6 Ottobre 2012, 14.24.51
3
Grandissimo disco... c'è poco da commentare anche se io continuo a preferirgli "Wild Cat".
Celtic Warrior
Sabato 6 Ottobre 2012, 13.33.48
2
Vinile pure io , capolavoro e ho detto tutto.
jek
Sabato 6 Ottobre 2012, 13.11.11
1
Disco che conservo gelosamente in vinile. I Tiger fanno parte della mi formazione musicale un caposaldo della NWOBHM. Recensione che sottoscrivo in toto come il voto
INFORMAZIONI
1981
MCA
Heavy
Tracklist
1. Gangland
2. Take It
3. Minotaur
4. Hellbound
5. Mirror
6. Silver and Gold
7. Tyger Bay
8. The Story So Far
9. Blackjack
10. Don't Stop By
Line Up
Jon Deverill (Voce)
Robb Weir (Chitarra)
John Sykes (Chitarra)
Richard “Rocky” Laws (Basso)
Brian Dick (Batteria)
 
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