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Minas Morgul - Ära
( 1892 letture )
Tra le uscite pagan black teutoniche di questo 2012 non potevano certo mancare i Minas Morgul, band oramai storica e giunta al quinto full-lenght con Ära, che viene pubblicato esattamente un paio di lustri dopo il grande Schwertzeit e dista solamente tre anni dal precedente Eisengott, disco che non mi fece particolarmente impazzire.

Cominciando la disamina a partire dall’artwork, possiamo notare come questo invochi il classico stemma del gruppo, un lavoro quindi molto semplice e di gran lunga distante dalle stravaganze di Todesschwadron Ost o da Aus Blut Gemacht ed Eisengott, i quali possedevano due copertine che, a mio parere, sprigionavano “teutonicità” da ogni poro. La musica, purtroppo, è decisamente in linea con la “povertà” artistica del disegno, dato che durante l’ascolto di Ära lo sbadiglio continuo è dietro l’angolo, per colpa di una serie di scelte compositive e stilistiche non propriamente azzeccate. Un fattore che causa gran parte della noia è sicuramente l’elevatissimo uso di ritmiche medio-lente che portano costantemente le canzoni verso un punto di non ritorno, rendendole inoffensive, troppo lunghe e decisamente stancanti. Anche dal punto di vista della produzione sussiste qualche problematica: ho riscontrato un volume troppo basso nel suono delle chitarre, caratteristica che azzoppa completamente il livello di coinvolgimento e rende troppo spenti anche i riff che magari meritavano qualche attenzione in più. Infine, anche la prova dei musicisti si presenta nella media: potremmo dunque dire che si tratta di un lavoro senza infamia e senza lode.

Passiamo ora al contenuto di Ära, album che comincia attraverso il lieve soffio del vento, incorniciato da fiati e note di piano di chiara derivazione folkloristica. I cori femminili aiutano a costruire un'atmosfera epica ma allo stesso tempo molto introversa; toccante, ma anche battagliera. Winterherz, il primo vero pezzo, comincia come i Minas Morgul oramai ci hanno abituati: mid-tempos più o meno veloci si alternano a rocciosi riff di chitarra, con questi ultimi che tendono maggiormente alla melodia con lo scorrere del brano.
Come al solito, il cantato di 13R13 ci accompagna per tutti i sette minuti di durata della traccia; il problema consiste nel fatto che questa sembra non avere un vero e proprio fine: manca un qualcosa che la renda trascinante, ad esempio un particolare riff o ritornello; oltretutto non è presente nulla che rinvigorisca un po' ciò che stiamo ascoltando, non per nulla Winterherz si rivela piuttosto piatta e anonima. La seguente Leben cambia decisamente registro e i risultati arrivano immediatamente: il pezzo, infatti, vanta un comparto ritmico più vario e dall'impatto maggiore rispetto a quanto sentito in precedenza, non c'è alcun dubbio che nelle parti più veloci la band teutonica riesca a dare il meglio di sé. In questo caso possiamo apprezzare anche dei bei ritornelli pulito/growl accompagnati da qualche azzeccata e piacevole nota di tastiera. In Stimme In Mir è presente qualche spunto discreto, specialmente nella parte centrale, in cui si susseguono una serie di variazioni di stampo melodico, ma per il resto il brano rimane su livelli leggermente banali. A questa si susseguono Im Krieg ed Ego: la prima strutturalmente prevedibile e scontata, mentre la seconda possiede qualche buon attacco in blast beat che rinvigorisce la traccia e la rende tutto sommato apprezzabile. La settima Halbzeit consiste in un intermezzo strumentale, né carne né pesce, che spezza un disco già di per sé infinito in termini di durata.
In Aus Alten Wunden, il tipico mood strumentale dei Minas Morgul è accompagnato da alcuni inserimenti di tastiera: semplici note che bene o male si lasciano ascoltare con tranquillità. Fortunatamente, nei minuti successivi assistiamo a qualche buona accelerazione, oltre ad una continua alternanza tra riff stoppati thrasheggianti e tra riff più lenti in stile pagan. La nona Kardia è forse l'unica canzone che mi abbia seriamente preso, dato che, in termini di varietà compositiva, questi sono sicuramente i sei minuti meglio riusciti di tutto Ära. A riprova di ciò, Kardia costituisce l'unico caso in cui non mi sia messo a fissare la barra scorrevole del lettore multimediale, aspettando che il pezzo finisse. I discorsi fatti in precedenza sono validi anche per la successiva Wir: brano decisamente troppo lento, noioso e allungato all'inverosimile.

Visto che oramai siamo al termine, mi avvio alle battute conclusive di questa recensione non potendo nascondervi quanto abbia trovato faticoso assorbire gli oltre settanta minuti di Ära. A parte qualche rara eccezione ho riscontrato un’eccessiva prolissità dei pezzi, caratteristica messa ancor più in evidenza da una componente strumentale a tratti inoffensiva e decisamente poco coinvolgente. Sullo stesso piano ci sono dunque anche le conclusive Religion e Ära, mentre tutto sommato la penultima canzone (Kalt) riesce a salvarsi e a raggiungere singolarmente la sufficienza.

Detto questo non riesco, nemmeno sforzandomi, a promuovere la nuova fatica dei Minas Morgul, un disco che ascolto dopo ascolto mi sembra avvicinarsi sempre più al fantomatico "sessanta", ma che alla fine non riesce e non riesce mai a convincere completamente; lasciandomi, oltre ad annoiato, anche leggermente deluso.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
il vichingo
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 13.49.23
3
Schwertzeit era un buon disco, poi il nulla più assoluto, per quanto mi riguarda.
piggod
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 9.19.57
2
Il precedente non era malvagio, questo fa pena. Bocciati alla stragrande.
zzz
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 0.02.10
1
di certo non si può gridare al miracolo ma hanno fatto un buon lavoro... dobbiamo ammettere che ci troviamo da anni di fronte a deja vu musicali, se l avessi ascoltato 10 anni fa o fossi un neofita del black avrei gradito molto di più l'abum...
INFORMAZIONI
2012
Heiden Klangwerke
Pagan Black
Tracklist
1. Einklang
2. Winterherz
3. Leben
4. Stimme In Mir
5. Im Krieg
6. Ego
7. Halbzeit
8. Aus Alten Wunden
9. Kardia
10. Wir
11. Religion
12. Kalt
13. Ära
Line Up
13R13 (voce)
Saule (chitarra)
Herr Ewald (chitarra)
Berserk (batteria)
Tard (basso)
 
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