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Impera - Legacy of Life
( 2406 letture )
Bella copertina, molto bella, e chiari intenti da parte dei quattro membri: “Vogliamo diventare la più grande band del pianeta!” Bramosie e ambizioni alla Kiss, tanto per intenderci. I mascherati hanno influenzato alla grande i quattro, ispirandoli a prendere in mano strumenti e sogni: alcuni tipi della qui presente realtà musicale, intrattengono buoni rapporti d’amicizia con la musa ispiratrice, quella con le zeppe 20 centimetri e sono fans, amici e collezionisti del gruppo più makeuppato di sempre. A parte queste leziosità gli Impera, dal nome del fondatore batterista, J.K. Impera, sono una sorta di all-star band in fatto di turnisti; le loro collaborazioni appaiono a dir poco brillanti e celeberrime. Se J.K. ha prestato le proprie bacchette a calibri come Bruce Kulick, Vinnie Vincent, Graham Bonnett, e John Corabi, Tommy Denander ha schitarrato per Toto, Paul Stanley ed Alice Cooper; il singer Matti Alfonzetti ha prestato servizio con Jagged Edge, Scott Gorham e Skintrade, mentre il bassista Mats Vassfjord ha sviscerato le sue pulsazioni ritmiche per Vinnie Vincent, John Corabi, Laney’s Legion. Insomma, tutt’altro che ragazzini in cerca di chissà cosa, ma solidi professionisti con alle spalle gavetta, prestigio, nozioni solide e conoscenze nel music biz. Il combo vede la luce circa tre anni fa e, inizialmente, prevedeva dietro il microfono l’ex Motley, John Corabi, poi per diversi impegni le sinergie si sono perse per strada ed è stato chiamato in formazione l’attuale cantante, autore, tra l’altro anche di alcuni progetti solisti. Inutile aggiungere che tutti e quattro hanno sulle spalle sperimentazione da vendere nel suonare live hard rock ai massimi livelli.

Tutto ciò si percepisce sin dalla prima plettrata che stimola il coro di Turn My Heart to Stone, un hard rock adulto con le migliori caratteristiche del class metal scintillante dei portavalori targati metà anni 80. Si crea da subito un filo dorato con l’epoca passata, una freschezza di passaggi che definisce subito la statura della proposta. Se Kiss Of Death è fatta di tanto mestiere, Break The Law esibisce hook-line davvero notevoli che mostrano il valore esagerato di questi Impera: buonissimi cori, una voce non pazzesca ma decisamente accattivante, sezione ritmica algebricamente metronomica e potente e chitarre che danno assuefazione sin dalla prima scala eseguita. Shoot Me Down parte sgommando e si sviluppa attraverso intricate ritmiche e un solo che tocca apici come solo il grande George Lynch sapeva sfiorare; Sunset Rider diventa simile a certe cose degli Hardline e quindi a me fa letteralmente godere: davvero bravi ad emulsionare sentimenti class e modernità, senza contare il sound de luxe che trasferisce ottimi rilasci tra orecchie e papille gustative. Tell Me è un potenziale super singolo con tutti i puntini sulle i, Alfonzetti gestisce al meglio la sua ugola mentre le armonie di chitarra ricordano un po’ i Tyketto. L’ensemble è a dir poco lampeggiante con spumosità irresistibili, come la direttissima e serrata More Than Meets The Eye, germinata da miasmi puramente class.Is This Love e tutti a pensare, ecco l’ennesima ballad…e invece no, sbagliato. Ne esce fuori un corposo hard con iniezioni di ruvidezza di rigore per il genere, con un vocalist particolarmente ispirato dal palinsesto strumentale di prima eccellenza; ah, la pacca di Mister Impera non scherza per nulla. Show Me the Money e Deadend Street chiudono il playing con saette armate, la prima, e singhiozzi elettrici originali la seconda. Track, quest’ultima, capace di chiudere con degna eleganza questo Legacy Of Life.

Nemmeno una ballad, mai un momento di riposo, ma la risultante non pesa affatto, anzi, terminato l’ascolto viene voglia di rimetterlo daccapo. Questo disco non si fa solo ascoltare che è un piacere, ma denota spunti interessanti e particolarmente goderecci da assimilare come un coacervo musicale con coordinate classiche ma mai stantie, ritrite o muffite. Gli Impera e gli Hotel Diablo, recensiti qualche settimana fa su queste colonne, rappresentano il nuovo che avanza, il saper fare musica con professionalità, arrangiamenti e capacità tecniche decisamente superiori alla media. Se poi ci mettiamo che sono entrambe realtà brave e ricche di mestiere, cosa si può pretendere di più? Impera, una band che farà parlare di se.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
EagleZ
Sabato 27 Ottobre 2012, 1.55.08
7
@Lizard: beh, il debutto degli HEAT è probabilmente fra i 3/4 album hard rock più belli degli ultimi 10 anni. Magari venissero in italia!
Lizard
Martedì 23 Ottobre 2012, 14.25.24
6
Nuove band ce ne sono a bizzeffe, bisogna solo avere la pazienza di mettersi a cercarle: H.E.A.T., The Poodles, Rival Sons, Hell in the Club, Silvertide, The Parlor Mob, Graveyard, Steel Panther... Ad esempio, gli Humbucker che sono oggi in focus con un'intervista e che, al solito, vengono ignorati perché non sono un grande nome, salvo poi lamentarsi che non ci sono nuove bands (non faccio riferimento a te EagleZ eh, la mia vuole essere una provocazione sui generis).
EagleZ
Martedì 23 Ottobre 2012, 14.15.54
5
No, intendo dire che l'ormai anzianotto mondo dell'Hard rock sta aspettando nuova linfa giovane sopratutto per la sede Live! Purtroppo l'ondata Svedese è in calo (se ci pensate il debutto degli HCSS risale a circa il '97/98) e gente come The Answer e Airbourne da soli non bastano. Non credo sia necessario ricordare che quando i Bon Jovi o i Ratt debuttarono avevano tutti fra i 20 e i 30 anni. Voglio andare a vedere sia i concerti dei grandi big del passato che quelli di ragazzi nuovi. Mi sembra giusto, no?
celtic frost
Domenica 21 Ottobre 2012, 19.53.46
4
@EagleZ ...pensi forse che dopo i 40 anni la vita si fermi? ...ho 40 anni e non mi sono mai sentito bene come adesso! sessualmente, musicalmente e lavorativamente....
Khaine
Sabato 20 Ottobre 2012, 16.28.00
3
Bah, per me un bel disco non ha età. Dell'età anagrafica dei suoi autori non mi curo...
EagleZ
Sabato 20 Ottobre 2012, 16.15.36
2
Servono le nuove bands composte da gente con le idee buone ma che abbiano fra i 25 e i 30 anni. Se devi fare un bel disco dopo i 40 anni... non ci vedo il nuovo che avanza.
Lizard
Venerdì 19 Ottobre 2012, 12.40.12
1
Tommy Denander è un signor chitarrista. Da scoprire!!
INFORMAZIONI
2012
Escape Music
Hard Rock
Tracklist
1. Turn My Heart to Stone
2. Kiss of Death
3. Break the Law
4. Shoot Me Down
5. Sunset Rider
6. Tell Me
7. More than Meets the Eye
8. Is This Love
9. Show Me the Money
10. Deadend Street
Line Up
Matti Alfonzetti (Voce)
Tommy Denander (Chitarre)
Mats Vassfjord (Basso)
J.K. Impera (Batteria)
 
RECENSIONI
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