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Aerosmith - Live! Bootleg
( 3901 letture )
Un live album è visto spesso da molti al pari di una raccolta, un banale best of, un memorandum inutile col solo scopo di lucrare sulla carriera di una band. In special modo quando si ha a che fare con certi grandi nomi della scena mondiale. Ma ciò non è propriamente vero: infatti un live album può essere inteso più semplicemente come il suggello ad una parte di carriera particolarmente prolifica, la ciliegina sulla torta che ancora mancava, la naturale consacrazione di un monicker importante, ma che ancora non aveva dato prova -su disco- di quanto fosse in grado di ricreare la stessa energia tanto in studio quanto in sede live. Non tutti avranno avuto la possibilità di assistere ad un concerto degli Aerosmith nei primi anni della loro carriera, non tutti avranno potuto assaporare dal vivo la magia di un gruppo nato da poco ma già considerato un’istituzione; non più una stella nascente, bensì una band che avrebbe senz’altro fatto la storia. Live! Bootleg è l’esempio perfetto di quanto un live album non meriti affatto di essere snobbato, anche se mai come in questo caso ha in tutto e per tutto i connotati di un best of: basti il fatto che non si tratta di una registrazione unica, bensì di canzoni suonate tra il 1973 ed il 1978. Lo stesso titolo, Live! Bootleg, vuole accostarsi nelle intenzioni a quelle registrazioni illegali dalla produzione solitamente scarsa di cui il mercato era pieno, in attesa che un disco ufficiale fosse prodotto. E’ questo il motivo per cui la stessa Draw the Line non viene riportata nella tracklist, come se si trattasse di un errore, di una svista dovuta allo scarso riguardo verso il prodotto stesso, ed è per lo stesso motivo, che la foto di Joe Perry sul retro è coperta da una doppia macchia circolare, come quella lasciata dalle tazze di caffè. Pubblicato nel 1978, quando la band capitanata da Steve Tyler aveva ben cinque dischi alle spalle -oltretutto usciti a distanza di un anno l’uno dall’altro a dimostrazione della prolificità di questa formazione-, Live! Bootleg si compone di sedici tracce (alcune divenute nel tempo delle immancabili hit, come Walk This Way o Dream On) e si protrae per settantacinque minuti, giustissimi per un live.

L’urlo iniziale di Back in the Saddle ci porta fin da subito nel bel mezzo di un’esibizione che si prospetta assolutamente da brividi. Dopo quest’ideale incipit, tocca a Sweet Emotion continuare il discorso appena aperto; pur non trattandosi di due pezzi imprescindibili, è positivo notare come in un contesto di questo tipo vengano accolti entrambi con grande entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico. Per fortuna abbiamo presto a che fare con i primi pezzi da novanta: Lord of the Thighs (allungata di circa tre minuti per l’occasione), Toys in the Attic (ancor più frenetica in sede live) e Last Child (incredibilmente coinvolgente) ci danno infatti la giusta carica di adrenalina per arrivare alla prima mezz’ora di musica, che si conclude con la cover di Come Together, a mio parere ancor più significativa suonata dagli Aerosmith, da questi Aerosmith. La movimentata Walk This Way e la non immancabile Sick As a Dog preparano la pista per l’immortale Dream On, uno dei brani più intensi dell’intera discografia della band proveniente da Boston. Ogni volta che la sento mi rode il fegato per non avere ancora avuto occasione di assistere ad un loro concerto, ma confido speranzoso in occasioni future. La seconda metà del disco include numerosi brani dall’attitudine più che mai rockettara, primi tra tutti Chip Away the Stone e Mama Kin, ma non possiamo certo tralasciare la blueseggiante I Ain’t Got You e il quartetto conclusivo composto dall’accoppiata di Mother Popcorn e Draw the Line e da quella di Train Kept a Rollin’ e Strangers in the Night. Mother Popcorn, per chi non ne fosse a conoscenza, è un brano composto da James Brown nel 1969, quindi di cover si tratta. Ma che cover! Sono sempre più convinto che se gli Aerosmith non avessero trovato successo nel mondo dell’hard rock (cosa però difficile anche solo da immaginare) avrebbero di certo potuto trovare una vasta gamma di consensi nell’ancor più vasto popolo di amanti del blues. Questo solo per dire che le potenzialità di questo gruppo sono davvero immense, non voglio certo perdermi in etichette o classificazioni varie. La particolarità di Draw the Line è che è inserita nell’album in qualità di traccia nascosta dopo la fine di Mother Popcorn, ma sarebbe ben difficile non accorgersi della sua presenza. La carica finale di Train Kept a Rollin’ e Strangers in the Night è quanto di meglio ci sia per concludere una scaletta di questo tipo, l’hard rock tagliente della band americana viene qui infatti fuori in tutta la sua essenza e non potrebbe farlo meglio di così.

Non ci viene fatto mancare proprio niente in questo disco e sarebbe alquanto ingiusto non conferirgli la dovuta importanza storica e artistica. Tra la voce poderosa di Tyler, le chitarre taglienti della coppia Perry/Whitford, una sezione ritmica di tutto rispetto formata da Tom Hamilton e Joey Kramer, questi Aerosmith non solo hanno fatto sognare un’intera generazione, quella dei Seventies, ma continuano a far impazzire allo stesso modo i giovani d’oggi, a dimostrazione che il vero rock non muore mai. E se pensate che nonostante gli oltre quarant’anni di carriera (il primo album è del 1973, ma il gruppo si formò nel 1970) la formazione è tuttora quella più conosciuta e più prolifica e che l’energia trasmessa non cala di una virgola... Beh, qui abbiamo a che fare con dei veri Maestri. Scusatemi se è poco.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
86.66 su 15 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Venerdì 6 Dicembre 2019, 22.06.14
11
Dovrei riascoltarlo perché a me non ha mai detto più di tanto. I live degli anni '70 devono essere bruciati dal fuoco degli assoli e qua, che io ricordi, ce ne sono pochi. Chissà, magari oggi che ho gusti meno talebani potrei apprezzarlo di più...
Philosopher3185
Lunedì 2 Marzo 2015, 13.04.18
10
Uno dei piu' grandi album live del genere...quando gli Aerosmith riuscivano a reggersi in piedi(cosa che non capitava spesso,leggetevi la biografia e capirete...),potevano competere con qualsiasi altra rock band dell'epoca.Album obbligatorio.
Flight 666
Giovedì 6 Dicembre 2012, 19.43.52
9
Grazie del commento Simone! Sicuramente arriveranno anche quelle due recensioni, o almeno una delle due come dici tu, ma non ti possiamo dare delle tempistiche a riguardo! Tu nel frattempo continua a leggerci!
Simone
Giovedì 6 Dicembre 2012, 15.16.08
8
Caro Matocc anche io ero al loro concerto a Mestre del 2010.Inutile dire che è stato il piu bel concerto hard rock della mia vita.Se ci ripenso ho ancora i brividi.Ottima recensione,anche se quando il recensore ha scritto che Back in the saddle e sweet emotion,non sono brani imprescidibili mi ha fatto storcere il naso.Grande live album..mi piacerebbe leggere su questo splendido sito la recensione di un altro live album degli Aerosmith a scelta tra Rockin the joint o Classic live complete. è possibile?
leonardo
Lunedì 22 Ottobre 2012, 13.37.40
7
fantastico live !!!!
fabio II
Lunedì 22 Ottobre 2012, 10.21.43
6
Love at first sight: aero-force one forever. Megaclassico
blackie
Domenica 21 Ottobre 2012, 3.49.36
5
un disco DIVINO!fu uno dei primi che acquistai e insieme a permanent vacation mi fece impazzire per laband.le versioni live riportate qui sono addivittura piu coinvolgenti diquelle in studio,dream on secondo me e fantastica cosi come back in the saddle.concordo con la recensione,un disco stupendo e una grande prova di una band insuperabile con un cantante che e una vera icona del rock e un perry di un altro pianeta!
BLS Furlan Chapter
Sabato 20 Ottobre 2012, 23.46.10
4
Splendido live di una band che non ha certo bisogno di presentazioni. E che di live nella sua lunga carriera ne ha pubblicati davvero pochi rispetto ad altri...
LORIN
Sabato 20 Ottobre 2012, 14.41.01
3
Lo avrò ascoltato un miliardo di volte e ancora oggi dico che è un live album bellissimo.Del resto dò ragione al buon Matocc,andrebbero visti on stage. Io non ricordo l'anno ma li ho visti ad un Monster of Rock,credo a Bologna.
Matocc
Sabato 20 Ottobre 2012, 13.32.28
2
grezzo, sporco talvolta non impeccabile ma è sempre una goduria ascoltarlo! ho avuto la fortuna di andare al loro concerto a Mestre nel 2010 e fanno ancora paura, una di quelle band che bisognerebbe vedere dal vivo almeno una volta nella vita!
hm is the law
Sabato 20 Ottobre 2012, 13.25.27
1
Live bellisssimo praticamente consumato!!!
INFORMAZIONI
1978
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Back in the Saddle
2. Sweet Emotion
3. Lord of the Thighs
4. Toys in the Attic
5. Last Child
6. Come Together
7. Walk This Way
8. Sick As a Dog
9. Dream On
10. Chip Away the Stone
11. Sight for Sore Eyes
12. Mama Kin
13. S.O.S. (Too Bad)
14. I Ain’t Got You
15. Mother Popcorn / Draw the Line
16. Train Kept a Rollin’ / Strangers in the Night
Line Up
Steven Tyler (Voce, Armonica)
Joe Perry (Chitarra)
Brad Whitford (Chitarra)
Tom Hamilton (Basso)
Joey Kramer (Batteria)
 
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