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Pan.Thy.Monium - Khaooos & Kon-Fus-Ion
( 3006 letture )
Day DiSyraah, l'altra faccia di Dan Swanö.

Khaooohs & Kon-Fus-Ion è, come chi segue il mastermind svedese saprà sicuramente, l'ultima perla della discografia del progetto Pan.Thy.Monium, band nata come semplice divertissement ma che è divenuta, inconsapevolmente o forse fin troppo consapevolmente, un vero e proprio laboratorio ad uso e consumo del nostro talentuoso eroe. Sì, perché se da un lato la banda di "geniali caciaroni" sperimenta ed esaspera ogni idea, soluzione, passaggio e intuizione, dall'altra, fin dal mirabolante esordio, si ritrovano tutte quelle idee rischiose che lentamente sono state accorpate al sound degli Edge Of Sanity dello stesso Swanö. Il fatto che Crimson esca poche settimane dopo Khaooohs & Kon-Fus-Ion è solo un caso, ma è indubbio il contributo dato dal progetto Pan.Thy.Monium alla nascita di uno dei dischi cult nel suo genere e non solo.

Il platter in questione è terzo capitolo della saga di Raagoonshinnaah, dio della pioggia, dell'oscurità e della desolazione, e Amaraah, dio della luce, characters mitologici dai tratti vagamente lovecraftiani nati dalla fantasia dello stesso Swanö, le cui gesta si concretizzano in una dimensione onirica. Oltre che a livello tematico, Khaooohs &Kon-Fus-Ion è il perfetto completamento di un percorso musicale iniziato con Dawn Of Dreams, fulgido esempio di come a volte si possano registrare dischi talmente spontanei e frutto della reale volontà dell'artista da sfumare i confini di fatto tra autore e fruitore, proseguito con Khaooohs, antitesi concettuale del suo predecessore, un full-filler album, pieno di digressioni e progressioni senza capo ne coda, spontaneo quanto una dama francese del XVII secolo alla corte di Versailles. Khaooohs & Kon-Fus-Ion si colloca nel mezzo, nonostante una registrazione ed una produzione piuttosto frettolose, tra istinto e (il)logica. Che Swanö sia la fisica rappresentazione del connubio tra genio e follia non lo scopriamo oggi ma già, definitivamente, allora.

Perché nel 1996 questo era un disco disarmante, avanti anni luce pur facendo i conti con i suoi pregi-difetti, perché nel 1996 il trittico avanguardista dei Solefald (The Linear Scaffold, Neonism e In Harmonia Universali) era ancora intangibile pensiero e gli Arcturus dovevano ancora definire il sound di The La Masquerade Infernale e The Sham Mirrors che li ha resi tanto celebri. Bands come i canadesi Unexpect, gli Sculptured di Don Anderson (periodo Apollo Ends) e gli Age Of Silence, per citare i più rappresentativi, sono i primissimi esempi che vengono alla mente pensando all'eredità musicale lasciata dai Pan.Thy.Monium, ognuno nella sua personale visione s'intende.

Facciamo un passo indietro.

I Pan.Thy.Monium nascono nel mezzo delle continue sessioni di registrazione che accompagnano i primi demo degli Edge Of Sanity, siamo nel 1990 e Dan è un fiume in piena, a tal punto da imbastire con l'amico e chitarrista Robert Ivarson (Mourning) lunghe jam session nelle quali dar fondo a tutte le idee che gli frullavano in testa. Chitarre ribassate (all'epoca una novità) e inserti di tastiera (ancora assenti nel sound degli Edge Of Sanity) sono il main focus delle suddette sessioni. Tra i vari frequentatori della loro sala prove i due conoscono Benny Larsson (a.k.a. Winter, futuro drummer degli stessi Edge Of Sanity) e poco dopo Robert Karlsson (a.k.a. Derelict, per un periodo singer degli Edge Of Sanity e attualmente in forza negli Scar Symmetry) con i quali arrivano a registrare …Dawn, la prima demo ufficiale, ed un anno dopo l'EP Dream, vero primo vagito del combo e, a detta dello stesso Dan, picco artistico della band. A ridosso della release (nel frattempo esce Nothing But Death Remains) entra in formazione Dag Swanö (Äag), fratello di Dan, nel ruolo di chitarrista solista, organista e sassofonista (la famiglia Swanö a tratti è inquietante), ultimo tassello per l'effettiva nascita del "Pan.Thy.Sound", ed è con questa formazione, invariata, che vengono pubblicati tutti i successivi album.

Tornando al disco, Khaooohs & Kon-Fus-Ion, come i suoi fratelli maggiori, tratta la materia avanguardista partendo da presupposti inconsueti per l'epoca; hard rock, free jazz e progressive si legano al doom, al death ed al black per creare composizioni indecifrabili sormontate dai vocalizzi di Karlsson, il quale non "canta" un bel niente in quanto i brani non prevedono testi ma l'uso della voce come elemento strumentale. L'ultimo nato però spicca rispetto ai suoi predecessori grazie ad un riffing più ragionato e meno inflazionato, ad una struttura dei brani inconsueta ma percettibile ed all'utilizzo del sax nelle sue sfumature acide e schizoidi.

I brani che seguono maggiormente l'analisi fatta finora sono decisamente The Battle Of Geeheeb e Thee-Pherent, mentre i restanti Behrial e In Remembrance sono, rispettivamente, un brano ambient poco rilevante ed un minuto di silenzio, apposto in ultima istanza dall'allora "produttore" della band, Raagoonshinnaah… In ricordo appunto, un minuto di silenzio commemorativo.

La produzione, ad opera di William Yurkiewicz, Matthew Jacobson e il già citato Raagoonshinnaah, è anche discreta per l'epoca (non aspettatevi suoni patinati e definiti), sporca ma non troppo, calda quando serve e decisamente organica, soprattutto grazie alla posizione del basso nel mix globale. L'esecuzione è a tratti sublime così come gli arrangiamenti, sempre esaltanti, mai banali e ripetitivi. In summa, un grande album, da ascoltare, riascoltare e tramandare.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
74.87 su 24 voti [ VOTA]
Enrico
Domenica 12 Luglio 2020, 14.28.30
9
Capolavoro.
thanatos
Venerdì 23 Settembre 2016, 17.44.28
8
Ogni volta che ascolto the battle of geeheeb mi immagino un neonato che sogna una battaglia tra bene e male ,sostanzialmente la battaglia tra Amaraah e raagoonshinnah
fabio II
Lunedì 29 Ottobre 2012, 10.45.47
7
Ha già detto tutto Nagash con '..che Swano sia la fisica rappresentazione del connubio tra genio e follia non lo scopriamo oggi ma già, definitivamente, allora', come dire non c'è solo John Zorn come troppa stampa 'alternative' vorrebbe far intendere. Le composizioni di 'K & K' non mi sembrano per molti versi meno avventurose...anzi
il vichingo
Domenica 28 Ottobre 2012, 13.42.14
6
Voto lettori 45? Ma andate ad ascoltare Masini...
Undercover
Sabato 27 Ottobre 2012, 13.58.04
5
Stratosferico.
il vichingo
Sabato 27 Ottobre 2012, 13.37.19
4
Capolavoro assoluto.
Ad Astra
Sabato 27 Ottobre 2012, 13.36.16
3
cosa mi fai tornare in mente vecchio saggio rami... questo fà parte di quelli che non chiamo dischi, album, release... ma nemmeno musica... più semplicemente opere d'arte. unici incontaminati e sempreterni.
Nikolas
Sabato 27 Ottobre 2012, 13.16.09
2
Nulla da dire, disco splendido!
Mickey
Sabato 27 Ottobre 2012, 13.09.11
1
Disco che rulla molto. A mo parere non ne hanno mai sbagliato mai nulla, insomma tale fratello, tale fratello. Concordo col voto e complimenti per aver rispolverato questo gioiello undeground
INFORMAZIONI
1996
Relapse Records
Avantgarde
Tracklist
1. The Battle Of Geeheeb
2. Thee-Pherenth
3. Behrial
4. In Remembrance
Line Up
Derelict (Robert Karlsson) (Voce)
Äag (Dag Swanö) (Chitarra Solista/Organo/Sax Baritono)
Mourning (Robert Ivarsson) (Chitarra Ritmica)
Day DiSyraah (Dan Swanö) (Basso/Keyboards/FX)
Winter (Benny Larsson) (Batteria/Percussioni/Violino)
 
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