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House of Lords - House of Lords
( 4096 letture )
Album mastodontico, monumentale. Non storcete naso ed orecchi se si parla di AOR o pomp rock: qui troverete stecche di corposo metallo per affilare i vostri canini truculenti di sangue d’alta classe. I Giuffria, band antecedente a questo immenso progetto, mossero passi d’indubbio tenore marchiato hard rock nonostante ampie porzioni di tasti d’avorio nelle composizioni; quindi al bando i preconcetti. Il lungocrinito Greg Giuffria concepì il combo come una rifioritura degli Angel, gruppo seminale del quale per problemi di marchio non poté utilizzare il vecchio nome. Due discreti episodi vinilici, l’eponimo nell’84 e Silk + Steel due anni dopo, con personaggi di rilievo in formazione come David Glen Eisley (voce), Lanny Cordola e Craig Goldy (chitarre), Chuck Wright (basso), poi l’incontro con Gene Simmons dei Kiss, talent-scout dal fiuto dorato, che cambiò le carte in tavola e direzionò la carriera. Simmons, accordatosi con il talentuoso Giuffria, diede il via alla produzione del nuovo disco, ma non volle alla voce il cantante David Glen Eisley, facendo subentrare il meraviglioso James Christian, singer pregevolissimo, e favorì l'ingresso del nuovo batterista Ken Mary, già membro della band di Alice Cooper, dei Fifth Angel e Chastain. Il bassista più linguacciuto del mondo metal suggerì di rinominare il gruppo House of Lords, e proprio dalle ceneri della vecchia line-up del pestatasti platinato, nacque un quintetto strepitoso che darà alla luce un ellepì inattaccabile.

L’esordio degli House of Lords è l’eccellenza in ambito power-AOR, passatemi questa definizione: un hard rock massiccio, voce galattica e arrangiamenti pregevoli e dorati. Un disco da avere a tutti i costi con una copertina nobile che illustra degnamente il contenuto. Punte insuperate come l’opener magniloquente di Pleasure Palace, un’apertura degna del palazzo aureo della musica, marmorea e di sangue blu con un crescendo strappa-abiti, equilibrata tra chitarre al fulmicotone, tastiere imponenti ma mai sopra le righe, un drumming possente e una voce da impero delle corde vocali! Il singolone I Wanna Be Loved, dotato di un video molto eighties, fece incetta di favori, la stupenda cover Love Don’t Lie, si presenta come uno slow di extralusso dove Christian fa il fuoriclasse e incendia i cuori di tante signorine, dirigendo magicamente una macchina da guerra oliatissima. Da non dimenticare la potente, e al tempo stesso coloratissima e tastieristica, Edge of Your Life dove Giuffria esemplifica il suo grande gusto in termini di resa sonora esaltando il songwriting. La scavezzacollo Lookin' for Strange, tirata e quasi metal, con Cordola che fa il guitar-hero e ci riesce davvero bene accoppiando il basso in tapping di Chuck Wright e il dialogo strumenti-voce da applausi; la fantastica Under Blue Skies dalle atmosfere celtiche che lascia a bocca aperta per energia e armonie, compreso un solo di key davvero efficace e quei cori da anthem che la fanno risaltare come oro tra la sabbia. Slip of the Tongue è una party song ma non certamente banale, mentre Hearts of the World sciorina gocce di puro “paradise” con un mix perfetto tra rocciosità e melodie che si conficcano nell’olimpo di questa nostra stupenda musica. Call My Name e Jealous Heart concludono la scaletta di questo scrigno di tesori immarcescibili, la prima consistente e melodicamente perfetta, la seconda una mid slow che non fa altro che confermare la grandezza e lo splendore di questo lotto di song incredibili.

L’unica pecca di questo album è che la band mai più si ripeterà su questi eccezionali livelli e, tra infiniti cambi di formazione, si perderà nel limbo. Il secondo capitolo Sahara, nonostante una schiera infinita di personalità e numerosi ospiti quali Rick Nielsen dei Cheap Trick, Chris Impellitteri, Doug Aldrich, l'ex-Asia Mandy Meyer e coristi d'eccezione come l'ex cantante David Glenn Eisley, Mike Tramp dei White Lion, Steve Plunkett e Steve Isham degli Autograph, Ron Keel dei Keel, SS Priest e Billy Dior dei D'Molls e Robin Zander dei Cheap Trick, sfumerà in breve, lasciando sconcertati i fans, come il seguente capitolo Demons Down. Ad oggi il gruppo esiste ancora e produce buonissimi album sulla scia della stessa matrice iniziale, grazie all’unico membro rimasto di quegli splendidi tempi, un James Christian con tanto di parrucca, ma con un ugola ancora da far invidia ai ragazzini. Questo è un lavoro strepitoso: riscopritelo, riascoltatelo, trovatelo, è peccato capitale non averlo!



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
92.14 su 14 voti [ VOTA]
jaw
Venerdì 19 Aprile 2019, 22.42.48
12
a certi personaggi anti-rock, anti-eleganza, consiglio, prima di commentare questo disco, di leggersi i miserabili di Victor Hugo
Rob Fleming
Venerdì 17 Febbraio 2017, 18.48.07
11
Stupendo. Le mie preferite: Pleasure palace, Lookin' for strange (come dire quando la tecnica è al servizio della canzone); Call my name; Jealous heart e Love don't lie.
Ronnie
Mercoledì 8 Ottobre 2014, 21.50.27
10
D'accordissimo!!Prova insuperata!!Credo esistano anche delle tracce cantate da Eisley(Pleasure palace)..Forse alcuni pezzi erano stati concepiti per un ipotetico terzo disco dei Giuffria..
Mimmo
Mercoledì 2 Aprile 2014, 2.31.48
9
Capolavoro assoluto...si manterranno con i successivi due dischi su standard di alto livello, ma questo rimane uno dei dischi più belli del genere.
Roll The Dice
Domenica 17 Febbraio 2013, 0.25.33
8
Alcibiade: Ron Moss era nei Player....
fabio II
Martedì 6 Novembre 2012, 10.16.25
7
Reso merito ad un disco che non può mancare nella collezione dell'hard classico; chi ama Whitesnake e Blue Murder troverà un songwirting altrettanto regale. Concordo con Frankiss sul fatto che 'Silk & Steel' non è quel megaclassico che qualcuno oggi vorrebbe far intendere, mentre l'omonimo debutto rimane un grandissimo lavoro, a mio parere ( le sole 'Do me Right' e 'Trouble Again' sono stellari ) . PS: ayreon se non la conosci, la prima versione di 'Love Don't Lie' è di un anno prima ed è contenuta in 'Stan Bush & Barrage'- Alcibiade: Ridge era nei Player di Peter Beckett da quallo che mi risulta...negli Angel non saprei...sicuramente non figura in nessun disco
Andy '71
Martedì 6 Novembre 2012, 9.29.03
6
Bella rece,l'unica cosa è che per me questo è un capolavoro da 100!ASSOLUTO!
PAOLO
Lunedì 5 Novembre 2012, 9.01.17
5
Grandissimo disco ballate pezzi veloci una voce stupenda class metal aor chiamimolo come si vuole ma imperdibile
Alcibiade il Maialino
Domenica 4 Novembre 2012, 9.12.32
4
Gran lavoro, lo comprai appena uscito spinto dalle recensioni positive lette qua e la e devo dire che come il buon vino questo album con gli anni migliora, si ascolta sempre con piacere. P.S.- Piccola curiosita' riguardo agli Angel, agli esordi con questa band ci suonava tal Ron Moss poi divenuto famoso come il mascellone Ridge nella soap Beautiful.
ayreon
Sabato 3 Novembre 2012, 11.43.29
3
"love don't lie" è una delle più belle ballads mai scritte,suonate e cantate
lux chaos
Sabato 3 Novembre 2012, 10.38.58
2
Capolavoro assoluto e bella recensione! Sono felice di leggere che, come me, consideri discreti i due album del gruppo Giuffria, omonimo e Silk and Steel...non ho mai capito piu di tanto il loro stato di capolavori! Grande frankiss bella rece, ascoltate questo album!!
sonny73
Sabato 3 Novembre 2012, 9.57.51
1
ho il cd con il libretto autografato da tutti. album stupendo!
INFORMAZIONI
1988
Simmons Records
AOR
Tracklist
1. Pleasure Palace
2. I Wanna Be Loved
3. Edge of Your Life
4. Lookin' for Strange
5. Love Don't Lie
6. Slip of the Tongue
7. Hearts of the World
8. Under Blue Skies
9. Call My Name
10. Jealous Heart
Line Up
James Christian (Voce)
Lanny Cordola (Chitarra)
Gregg Giuffria (Tastiere)
Chuck Wright (Basso)
Ken Mary (Batteria)
 
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