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Finntroll - Midnattens Widunder
( 2583 letture )
In una desolata Helsinki che si appresta a lasciarsi alle spalle il ventesimo secolo avviene un evento importante, forse importantissimo, per la nascita e lo sviluppo di un particolare ramo musicale. Sul finire del 1999, solamente un anno dopo l’uscita del demo-tape Rivfader, i Finntroll pubblicano il proprio album di debutto che prende il titolo di Midnattens Widunder: un disco che mira letteralmente oltre a ciò che era già stato fatto, suonato e composto in quel periodo, e che comincia a costruire le solide basi che contraddistingueranno la carriera del combo finlandese.

Da un punto di vista strettamente tecnico la produzione si presenta adeguata per quello che viene proposto e la ritengo decisamente accettabile. La fase di mixing è opera di Tuomo Valtonen (molto conosciuto nella scena finnica) e il mastering è avvenuto presso i Finnvox Studios ad opera di Mika Jussila. Per quanto riguarda il misterioso artwork, il risultato finale è opera di un lavoro combinato tra la fotografa Saila Hänninen, Katla (cantante) e Skrymer (chitarrista).

Non c’è bisogno di enormi giri di parole per descrivere Midnattens Widunder, l’ascolto di quest’album è infatti qualcosa di semplicemente accogliente e mai noioso. Ecco, proprio il termine noia corrisponde a uno di quei vocaboli che i Finntroll disconoscono e che non vogliono assolutamente imparare e che soprattutto la loro musica non vuole imparare, quella musica che tanto colpì in positivo diversi anni fa grazie ad un concentrato letale di sonorità humppa perfettamente adagiate in un contesto musicale decisamente estremo. È chiaro infatti come questa band presenti un buon numero di influenze derivanti dal black senza comunque risultare una band black metal: gli unici elementi in comune potrebbero essere dati da alcuni spunti di batteria (da notare Vätteanda) e, ovviamente, dall’eccellente cantato di Katla, autore di una prova in screaming semplicemente spettacolare per quanto riguarda immedesimazione, partecipazione e capacità di trasmettere lo stato d’animo e l’atmosfera di ogni singolo pezzo; impossibile non spendere un paio di parole per esprimere tutto il rammarico possibile per quanto riguarda il destino di questo grande cantante, il quale per un problema incurabile alle corde vocali dovrà rinunciare alla propria carriera canora, rimanendo comunque come compositore dei testi all’interno della band. Un altro punto di forza di questo disco, forse anche più imponente e rilevante della voce, è dato dalle melodie di tastiera di Trollhorn (Henri Sorvali) che rinvigoriscono costantemente il sound Finntroll, grazie a delle trame ottime, ariose e musicalmente splendide. Sempre rimanendo legati alle tastiere posso portare l’esempio di Rivfader, brano in cui la componente sinfonica imprime uno stato d’animo colmo di tensione e in completa dissonanza con le composizioni scherzose e incalzanti presenti in Bastuvisan o in Segersång. Anche dal punto di vista del riffing il risultato è molto buono, in questo caso non riscontriamo nulla di stravolgente e innovativo, ma piuttosto notiamo come la sezione ritmica sia particolarmente scorrevole e adatta a sorreggere le incessanti melodie di Trollhorn. Si può infine dire che in Midnattens Widunder il vero –e forse unico– problema sia dato dalla brevissima durata del platter, che risulta essere composto da trenta minuti scarsi di musica, ma che presenta comunque al suo interno tanti spunti interessanti che poi verranno ripresi con il passare degli anni. Come ultima cosa vi invito ad osservare lo splendore e l’epicità della title-track (uno dei miei pezzi preferiti in assoluto di questa band) e di Blodnatt, una canzone che giostra magistralmente una serie di atmosfere molto più malinconiche rispetto al solito.

Concludo riaffermando l’alto livello di questo debutto, un disco che io stesso ho rivalutato in meglio col passare degli ascolti e che si presenta come un eccellente trampolino di lancio per il monumentale Jaktens Tid che uscirà solamente due anni dopo. Agli interessati che non sanno ancora nulla su questa band consiglio di partire da questo proseguendo poi album dopo album, non ne rimarrete delusi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
88.57 su 14 voti [ VOTA]
Angelo
Venerdì 1 Aprile 2016, 16.57.30
12
Ragazzi che fenomeni!!!! li ho scoperti a 43 anni.....ma ora mi faccio tutta la discografia!!
Theo
Martedì 25 Dicembre 2012, 19.46.26
11
Ma ragazzi vogliamo parlare dello stacco di centrale folk di "Rivfader"? Pelle d'oca ad ogni ascolto...
Johnny Bosic
Sabato 10 Novembre 2012, 16.30.46
10
Grandissimo disco!! La titletrack mi fa ancora venire la pelle d'oca e mi trovo sempre ad urlare "Blod utav krististam" a squarciagola, senza parlare di Rivfader che tutte le volte che inizia la rimetto da capo più volte per riascoltarmi l'intro In più ha praticamente dato il via ad un genere. Voto 90
Theo
Mercoledì 7 Novembre 2012, 21.15.08
9
200 e passa commenti sotti i peggiori album di plastica (pure non riciclabile) e piu di duemila letture... E in calce a questa gemma di valore incredibile 8 commenti (di cui due miei) e sole 260 letture, che peccato che la qualità e la fama non vadano quasi mai di pari passo.
Theo
Sabato 3 Novembre 2012, 21.24.03
8
Le tastiere di Sorvali comunque le migliori mai sentite!! (da me ovvio )
Theo
Sabato 3 Novembre 2012, 18.02.03
7
Che bell'album questo e quanto l'ho consumato... Tra i migliori dei finntroll (ma quali sono i peggiori? Mhh...). Per me vale sicuramente un 90, come minimo per la freschezza e l'originalità. PIETRA MILIARE, lui e quell'altro immenso disco di Jaktens Tid. Concordo con Vichingo, la title track fa venire i brividi, però a me per lo stacco di tastiere... Fantastico!!
Arvssynd
Sabato 3 Novembre 2012, 14.06.13
6
@Giaxomo il chitarrista Somnium nel 2003 cadendo da un ponte, le circostanze sono ancora un po' dubbie tra incidente o suicidio...
Francesco
Sabato 3 Novembre 2012, 12.05.09
5
Il loro album migliore, uno di quei dischi che ogni appassionato di arte dovrebbe avere in casa, fra l'"Urlo" di Munch e "The Marriage of Heaven and Hell" di Blake. Semplicemente un disco perfetto, anche in virtù della sua brevità che lo pone ad un livello più alto rispetto a Jaktens Tid: dove questo ha alcune canzoni un poco meno valide delle altre, Midnattens Widunder non ha alcun calo. L'accoppiata iniziale è devastante, sprizza magia da ogni nota. Rivfader con il suo stacco in 3/4 che sembra un walzer svela il vero significato della musica dei Finntroll e nel complesso della nascita dei sottogeneri folk e avant-garde: la corsa verso la velocità è finita, siamo arrivati al brutal, non è possibile andare oltre, occorre cambiare strada, occorre incorporare altre strutture nelle nostre. E via con questa nuova strada per tutto il resto dell'album che restituisce senso alle sfuriate del black aggiungendovi una carica di ironia e di epicità che si collocano nella migliore tradizione del romanticismo e del decadentismo, di cui il mondo del metal è figlio diretto, segno che il mondo non è cambiato poi tanto negli ultimi due secoli. E tremendamente carica di passione, di sensucht è l'interpretazione vocale di Midnattens Widunder, in cui Katla realizza compiutamente in forma sonora l'anelito nostalgico per un passato perfetto opposto del mondo conformista dell'oggi. Svampfest infine si inserisce nel solco della musica classica, scatenando, senza neppure l'utlizzo della voce, visioni di troll che siedono assonnati ai piedi di alberi con la faccia da fattoni beoti per i funghi con cui hanno cucinato i cristiani. Se ascoltate questa traccia seduti, con un bicchiere di idromele in mano e chiudete gli occhi potreste veramente riuscire a vederli quei troll.
Giaxomo
Sabato 3 Novembre 2012, 11.29.21
4
Pilastro di questo genere, lo amo e lo ascolto ancora dopo anni che l'ho scoperto..lo stacco a metà canzone della title-track mi fa ancora venire i peli d'oca dopo innumerevoli ascolti..si tratta di un lavoro abbastanza grezzo, parecchio selvaggio, (chi è il componente di questo album che è morto? ) vicino a lidi black, meno elaborato dell'altro loro capolavoro "Jaktens Tid" ma dotato di una grande emotività. 90 abbondante, e longevo assai. Buona la recensione.
dev
Sabato 3 Novembre 2012, 10.44.07
3
capolavoro che farà storia di un genere, abbondantemente il loro miglior disco, con attitudine molto selvaggia e quasi black.
il vichingo
Sabato 3 Novembre 2012, 9.40.54
2
Mi trovo d'accordo con Enry. Per quanto mi riguarda è a pari merito con Jaktens Tid, e in termini numerici siamo intorno ad un 85-90. A mio modesto avviso uno dei migliori dischi Folk di sempre. Parecchie canzoni veramente buone (Svartberg, Rivfader) e qualche perla (la titletrack, che tra l'altro mi vengono ancora i brividi nella schiena quando parte la melodia iniziale). A distanza di anni lo ascolto ancora con molto piacere, e qui quoto Enry sul discorso longevità.
enry
Sabato 3 Novembre 2012, 8.56.13
1
Per me il migliore dei Finntroll, anche più dell'ottimo Jaktens Tid...85, voto alto perchè dopo 13 anni lo ascolto sempre volentieri, cosa che non succede con molti loro colleghi che al folk serio hanno preferito quello da osteria, riducendo la longevità a poche settimane.
INFORMAZIONI
1999
Spinefarm Records
Folk/Black
Tracklist
1. Intro
2. Svartberg
3. Rivfader
4. Vätteanda
5. Bastuvisan
6. Blodnatt
7. Midnattens Widunder
8. Segersång
9. Svampfest
Line Up
Katla (Voce)
Somnium (Chitarra)
Örmy (Chitarra)
Trollhorn (Tastiera, Orchestrazioni)
Tundra (Basso)
Beast Dominator (Batteria)

Mistress Helga (Fisarmonica su traccia 7)
Tapio Wilska (Voce pulita su tracce 4 e 7)
 
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