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Pig Destroyer - Book Burner
( 3599 letture )
Let's get down to the nitty gritty.

Se ne avete le scatole piene di acuti stirati fino alla rottura delle corde vocali, di melodie narranti di nani a cavallo ad elfi barzotti minacciati da draghi con alito importante, e, sempre che non facciate parte di quella nutrita schiera di efebi colorati, così inclini ad agitare ideali spadoni di carta, o che non siate adoratori delle tarantelle mascherate e del metal quale sinonimo di bordello fine a se stesso, allora il nuovo album dei Pig Destroyer fa al caso vostro.
La sequela di parole era dovuta, un po’ perché non se ne può più dei soliti luoghi comuni (metallaro=ignorante=violento), ergo ci si scherza, ma principalmente perché la band di Scott Hull (a mio parere una delle menti più brillanti nel metal) è tornata a macinare rabbia intelligente, quindi, i luoghi comuni li rifugge.

Book Burner è un album che suona sì quale prodotto fresco ma nello stesso tempo sfrutta nel migliore dei modi la tradizione grind, che, oltre che sul sound veloce e corrosivo, ha puntato quasi sempre sulla dimensione sociale, e per certi versi, intellettuale dei testi. Il percorso che ha condotto i Pig Destroyer fino a Book Burner è grossomodo quello dell’essere umano in via di maturazione, il quale, a fronte di emozioni forti, dapprima assorbe in un sol colpo quel che proviene dall’esterno, poi lo assimila e quindi ne trae le conclusioni.
Inizialmente la band di Alexandria, Virginia (uno degli stati più conservatori della storia del mondo, Medio Evo compreso), agli inizi sputava fuori tutto il furore possibile in maniera istintiva, salvo poi raffinarsi nel corso del tempo, passando per il claustrofobico Terrifyer ed arrivando all’ultimo lavoro, il più maturo. Parte del merito va concesso anche all’etichetta, Relapse Records, la quale ha creduto nei Pig Destroyer dall’inizio, tant’è che i nostri già nel 2003 hanno fatto parte -insieme ad altri ottimi gruppi- del Relapse Contamination Festival, da cui è stato tratto l’omonimo dvd che consiglio a tutti di vedere.

Book Burner è un album che racconta la band in ogni suo tratto ma dove vengono anche aggiunti ulteriori elementi che arricchiscono quanto già fatto in precedenza.
Si nota la presenza maggiore di parti rallentate (anche se tale definizione è da prendere con le molle), così come appare più varia la sezione ritmica, complice un Adam Jarvis particolarmente ispirato e preciso (non è un caso che facesse parte dei Misery Index).
La tracce scorrono via veloci, come da tradizione grindcore, eppure i nostri ne hanno di più rispetto alle tante realtà che affollano la scena. Non è solo una questione di testi, ma anche di songwriting, di groove e scelta dei suoni. Le chitarre, infatti, hanno sì quel suono ruvido e affilato che il genere richiede, eppure c’è anche parte della corposità tipica dello sludge, tale da amplificare le note per larghezza più che per profondità. Come se non bastasse i Pig Destroyer godono della collaborazione di musicisti estremamente dotati, quali Jason Netherton dei Misery Index (The Diplomat), Richard Johnson e Ka Katz degli Agoraphobic Nosebleed rispettivamente su Underground Man, Eve e The Bug.

Che altro aggiungere? Con la scomparsa dei Nasum (è passato tempo ma non mi ci abituerò mai), tra i migliori del grind, assieme agli enormi Napalm Death, ai geniali Misery Index, ai corrosivi Rotten Sound, ai rivoluzionari Cephalic Carnage e a pochi altri, è bene piazzare i Pig Destroyer, perché se lo meritano davvero.
Un ultimo pensiero va al cantante; su tutto domina la voce di Jr Hayes, un schizofrenico solo apparente, che in realtà da ragazzetto ribelle sta diventando giovane uomo sempre più attento alla realtà circostante e meticoloso sul da farsi. Niente sfugge alle sue parole, nulla è immune da critica, si va dritti al nocciolo della questione, e, ad ascoltarlo, torna alla mente un pensiero comune a molti: viviamo in un mondo sempre più ipocrita.
Speriamo di non diventarne pure noi lo specchio.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
80.24 su 25 voti [ VOTA]
Roche
Giovedì 31 Gennaio 2013, 16.41.51
12
Bomba.
Megarom
Giovedì 8 Novembre 2012, 14.37.13
11
No amo i generi estremi del metal,cosi come non sopporto il grind.Ma diavolo i Pig son l'eccezione che conferma la regola.tanta violenza
Tommaso Del Greco
Mercoledì 7 Novembre 2012, 18.41.43
10
Mamma mia che mazzate ragazzi. Disco decisamente molto bello e anche i video di "The Diplomant" e "Burning Palm" sono veramente molto belli.
Acido
Mercoledì 7 Novembre 2012, 18.37.07
9
Non riesco a toglierlo dallo stereo. Voto utenti troppo basso... dove sono i grinders?
GrindMind
Mercoledì 7 Novembre 2012, 18.32.17
8
Questo dsico merita tranquillamente 82.
Alex Ve
Mercoledì 7 Novembre 2012, 13.23.45
7
Propongo un minuto di silenzio per ricordare lo sfiancante lavoro che fanno (senza riscontri positivi) gli psicoterapeuti, i quali hanno in cura i genialoidi che passano il loro tempo a mettere 30 come voto alla recensioni che hanno il voto del recensore alto, e 99 come voto alle recensioni che hanno il voto del recensore basso.
piggod
Mercoledì 7 Novembre 2012, 12.54.24
6
Buon disco, nulla da dire, però Terrifyer era di un altro pianeta.
Leonardo G.
Martedì 6 Novembre 2012, 20.59.15
5
Lo aspettavo da tempo e l'attesa è stata largamente ripagata. Veramente un ottimo disco!
Undercover
Martedì 6 Novembre 2012, 20.53.05
4
A me questi ultimi prodotti invece convincono poco, sembrano sterili e dotati di potenza che vale solo per il momento, ho ottimi ricordi dei primi due con il debutto che per me rimane la loro miglior opera.
waste of air
Martedì 6 Novembre 2012, 20.41.09
3
sto aspettando l'originale! sbav quadruplo.
Th3Ali3n
Martedì 6 Novembre 2012, 15.56.31
2
Verissimo concordo al 100% con Enrico il disco è veramente molto valido per me 90.
Enrico
Martedì 6 Novembre 2012, 15.54.41
1
Ma chi è quella testa di minkia che aveva messo 30 a questo discone. Ma se non lo capite il genere andate a votare i dischi che capite ed astenetevi dal venire a votare a cazzo qui. CAPRONI! questo è un gioiello nel suo genere.
INFORMAZIONI
2012
Relapse Records
Grindcore
Tracklist
01. Sis
02. The American’s Head
03. The Underground Man
04. Eve
05. The Diplomat
06. All Seeing Eye
07. Valley of the Geysers
08. Book Burner
09. Machiavellian
10. Baltimore Strangler
11. White Lady
12. The Bug
13. Iron Drunk
14. Burning Palm
15. Dirty Knife
16. Totaled
17. Kamikaze Heart
18. King of Clubs
19. Permanent Funeral
Line Up
Jr Hayes (Vocals)
Scott Hull (Guitars)
Adam Fucking Jarvis (Drums)
Blake Harrison (Pan Flute)
 
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