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Neurosis - Honor Found In Decay
( 5330 letture )
Prima Recensione di: Emiliano Sammarco "Witchcraft"
I Neurosis con Honor Found In Decay, escludendo l'esperimento del 2003 con Jarboe, giungono a tagliare l'importante traguardo del decimo album in studio.
Di acqua sotto i ponti ne è passata in questi anni e i nostri con il loro sound magmatico e multiforme hanno saputo costruire e trascinare una scena post core\sludge pregna di tanti piccoli cloni, in cerca del mood perfetto e di quella propensione all'onipotenza degna solo di bands al di fuori della norma come i Neurosis.
Perché la band americana è un dogma, è una legge sconsacrata votata al martirio divino, è il desiderio di sangue in un mondo privato dei suoi equilibri, è l'insurrezione che nessuno ha il coraggio di affrontare. Non ci sono termini di paragone quando si parla dei Neurosis, non ci sono domande da porsi, non c'è niente se non la loro musica, sudicia di sofferenza e privazione.

Prodotto ancora da Steve Albini, il suono dei nostri si mostra a noi meno spesso e più controllato apparentemente, ma ancora più distruttivo e disturbante nella sua morsa celebrale straniante e multiforme.
Basti ascoltare la traccia d'apertura We All Rage In Blood, dove la band si lascia andare in toni aspri ma ricchi di melodia e di tappeti malinconici, dove riff ovattati e doom\sludge si gettano nel cantato amaro e inconfondibile di Scott Kelly che si imbeve di quella verve nera che lo ha reso celebre.
At The Well prosegue confermandoci che i nostri non hanno più voglia di colpire con la frusta l'ascoltatore, ma di farlo lentamente e molto più sadicamente, tessendo melodie sinistre raccontate da rantoli cavernicoli e fuori da ogni umano controllo.
Il brano è lungo e si distende in dieci minuti di ritmi spezzati e ritmiche sincopate, volti a tessere una tensione capace di crescere pian piano assieme ai vuoti e ai sussurri che li rincorrono lungo le vette elettriche delle chitarre.
È innegabile che le carriere soliste di Scott Kelly e di Steve Von Till abbiano influenzato anche i nuovi Neurosis, che ora sembrano più maturi e dotati di quella vena malinconica e bucolica in grado di colorare ancor di più un songwriting già di per se eccellente.
Ma non sono certo questi i brani migliori del lotto, anzi a dirla tutta nonostante queste prime tracce sarebbero manna dal cielo per qualsiasi altra band, per i Neurosis si tratta di canzoni di mestiere che nulla aggiungono a ciò che i nostri ci hanno regalato in passato.
Per arrivare all'eccellenza si deve così giungere all'intro industriale di My Heart For Deliverance, un pezzo struggente, lungo, accerchiato da melodie che lasciano il posto alle lacrime anzichè ai pugni in pieno volto.
Ma l'apice del disco arriva con la visionaria Bleeding The Pigs, giocata su tribalismi assordanti per intensità dolorosa e da un'interpretazione di Kelly a dir poco incredibile. Il brano cresce pian piano come un malessere interiore che si fa strada fra le anime che lo circondano, è buio ovunque vi giriate, è il suono dell'apocalisse, della fine dei tempi, descritto da momenti ti tensione acida impossibili da commentare.
Casting Of The Ages parte ancora soffusa, abbandonata al suo destino, per poi aprirsi a riff doom lenti ed inesorabili, ma anche questo brano lascia un senso di appagamento a metà, proprio come i primi due.
Cosa ben diversa sono le stupende All Is Found... In Time e la conclusiva e oscura Rise The Down dove è la componente metal a venir fuori con più prepotenza, sempre alternata a momenti più ragionati. La prima presenta un approccio quasi progressivo alla materia, mentre la seconda, potenziale singolo, ci dona uno scheletro diretto e morbosamente magnetico nella sua perversione totale e destabilizzante.

Si può sicuramente perdonare qualche brano di mestiere ai Neurosis, per il semplice fatto che quei tre\quattro capolavori da soli valgono l'acquisto dell'album ad occhi chiusi ed anche perché sono ben poca cosa in una discografia votata all'eccellenza e a volte vicinissima alla perfezione.
Magnifici ed inarrivabili, come sempre.

VOTO Prima Recensione: 80


Seconda Recensione di: Gianluca Fontanesi "Waste Of Air"
We All Rage In Gold: un effetto acuto si propagò nell’aria rarefatta; un sibilo fastidioso veniva vomitato dalle casse di un impianto che inspiegabilmente funzionava ancora. L’uomo iniziò lentamente a riprendere conoscenza; una chitarra subentrava andando a braccetto con quel suono orribile che, come un cacciavite, perforava i timpani di chi osava ascoltarlo. Fruscii, elettricità statica, l’occhio ancora non riusciva a mettere a fuoco un’immagine; l’orecchio era avvolto e assordato da una voce rauca che cantava su pochi accordi in maniera calda e sanguigna. Poi un rallentamento, uno stacco di tastiere e l’apertura verso terreni distorti, grassi e stranianti; l’uomo ancora non riusciva a rendersi conto di cosa stesse succedendo e non era aiutato dai sensi. Percepiva solo musica dissonante con sampler acuti in sottofondo, percepiva un magma sonoro che ribolliva nelle fauci di un vulcano pronto a esplodere; percepiva l’incertezza di un grembo che arcignamente lo stava cullando nel passaggio dall’ombra alla luce. Altre scariche di elettricità statica, la canzone sfumò sospesa su un accordo e una voce tagliò a fette il silenzio dopo pochi secondi.

"Buonasera a tutti da Radio Metallized! Chi vi parla in questa fredda serata autunnale è un tremolante Khaine, che non ha più l’età per certe temperature! Scricchiola ogni mia giuntura in maniera compulsiva e ho dimenticato a casa il mio pelliccione in finta pelle di capibara. Che vita grama! Ma veniamo a noi e cerchiamo di scaldarci un po’; questa, se non l’avete ancora intuito dalla canzone precedente, sarà una puntata speciale e dedicata a una grande band. Vi faccio una domanda: hanno mai sbagliato un disco i Neurosis? Mi sembra di sentire un no praticamente corale, infatti è la risposta che più si avvicina alla verità. La band americana ha una carriera lunghissima alle spalle: una carriera priva di cedimenti e votata alla credibilità e all’innovazione. Una carriera in cui un disco oggettivamente brutto non si è mai sentito e dove si sono sempre sfoggiati standard qualitativi vertiginosi. Quante altre band potrebbero vantarsi di tutto ciò? Probabilmente si conterebbero sulle dita di una mano; dato poco rassicurante ma tremendamente veritiero. Honor Found In Decay, se non erro, è il loro decimo album in studio (ep esclusi); esce cinque anni dopo il magnifico Given To The Rising e ci riconsegna una band in forma grandiosa! Posso quindi anticipare che i detrattori rimarranno delusi ancora una volta e con la coda fra le gambe, perché questi non sbagliano un colpo. Per gentile concessione in questa puntata ascolteremo tutto il loro nuovo album in esclusiva; la sigla iniziale ovviamente era la prima traccia delle sette date alle stampe. Ora non ci resta che metterci comodi e riprendere il viaggio dove l’avevamo interrotto, così posso finalmente francobollarmi al termosifone nel tentativo di ristabilire la mia temperatura corporea arrivata a livelli polari. A tra poco".

At The Well: ancora quella voce, sola con una chitarra. Ancora quella voce lacerava il silenzio in maniera sinistra e malsana mentre la nebbia faticava a diradarsi. L’uomo rinasceva dal torpore lentamente, risaliva da una fase rem che durava da tempo indefinito; non aveva però sognato. Sibili, effetti, un tempo scarno sui tom e note lasciate lunghe accompagnavano un flusso di coscienza che ancora tardava a trovare il bandolo della matassa, il filo da cui iniziare a srotolarsi. Gli accordi sempre più cupi, la voce sempre più dissonante; poi un’oasi di pace. L’uomo percepì un suono molto simile ad una cornamusa che intonava una breve ma rassicurante nenia, poi il ritorno alle distorsioni a livelli assordanti. Non capiva, non riusciva a connettere e rendersi conto di cosa gli stava capitando; quella musica infernale stava portando la sua mente verso un luogo ben preciso che ancora non era alla portata delle sue facoltà. Una chitarra in solitaria, la voce ora quasi parlata; la tensione era altissima, stava per succedere qualcosa, lo si poteva percepire.

In a shadow world
In a shadow world
In a shadow world


La frase urlata diverse volte su un tappeto psichedelico, l’apertura melodica e il ritorno a quelle quattro parole; l’uomo vide nel mondo d’ombra qualche tassello che iniziava a sistemarsi, e finalmente realizzò.

My Heart For Deliverance: I contorni iniziarono a prendere forma con una chitarra solitaria e dissonante, pregna di effetti. L’uomo capì, appena messo a fuoco le immagini, di trovarsi nell’abitacolo della sua automobile. Perché era lì? Come ci era finito? Non ricordava niente. Faceva freddo, i fari anteriori erano accesi e puntavano il vuoto; la cintura di sicurezza non era allacciata e l’aria era impregnata di umidità…

"Ed ora ragazzi ascoltatevi molto attentamente questi sei minuti: sei minuti strumentali di rarissima bellezza durante i quali non è possibile rimanere indifferenti. Gli arpeggi iniziali sono al limite della commozione e prima o poi la lacrimuccia esce. Il tappeto distorto poi annichilisce, la chitarra piange e urla; non si riesce a dire bau e si ascolta tutto rapiti, immobili come se stessimo assistendo a un rito. Vogliamo scomodare ciò che di più grande è esistito nel nostro pianeta? I Pink Floyd? E scomodiamoli per una volta! Il paragone ci può stare e non suona come un insulto verso nessuno. I Neurosis confermano ancora una volta la loro grandezza toccando picchi emozionali riservati a ristrette cerchie; pochi sono in grado al giorno d’oggi di trasmettere in questa maniera…"

L’uomo pianse sul serio, preso dal panico. Pianse nel momento in cui si rese conto di avere i piedi bagnati; nel momento in cui notò il livello dell’acqua crescere copiosamente e nel momento in cui realizzò di non potersi muovere in alcuna maniera. Era cosciente, in grado di pensare, ma nessuna parte del corpo rispondeva agli input del suo cervello, che imploravano una via di fuga e un lasciapassare verso la vita.

Bleeding The Pigs: ancora effetti fastidiosi, ancora quella voce malsana. La mente dell’uomo viaggiava vorticosamente, il livello dell’acqua aveva raggiunto i suoi polpacci; era ghiacciata, sembrava di avere tanti minuscoli aghi conficcati nella carne. Ogni secondo di quella canzone era una punta, una ferita, un lamento, il Caronte che lo stava traghettando verso l’inferno. Gli arpeggi erano sinistri e suonati su un ritmo ipnotico costruito sui tom; l’intensità saliva e scendeva assieme al vorticare dei pensieri, poi l’esplosione, e l’uomo realizzò quella che sarebbe stata la propria tomba. Era un medico, sapeva molto bene cosa gli stava succedendo.

Casting Of The Ages: chitarra e voce, una nenia quasi funebre, e una formula: C11H17N3O8. Tetrodotossina. Un veleno cento volte più potente del cianuro di potassio. Presente in alcuni pesci (uno mangiato poche ore prima) e con la simpatica peculiarità di interrompere le conduzioni nervose provocando paralisi, convulsioni e successiva morte per blocco cardiorespiratorio. Nessun rimedio, nessun antidoto; una lenta condanna a morte il cui tempo era legato alla quantità ingerita. L’uomo ricordava anche di avere letto la trilogia del male di Maxime Chattam, in cui un serial killer faceva uso di questa tossina per torturare le proprie vittime a piacimento. Nonostante l’impossibilità di movimento, il corpo intossicato sentiva qualsiasi cosa e qualsiasi dolore. E ora tutto ciò stava capitando a lui, mentre l’acqua gli arrivava alle ginocchia. Saliva lentamente come l’avanzare doom della canzone, saliva abbracciandolo in un agghiacciante cappotto di morte. L’uomo non riuscì a controllarsi e urinò; sentì l’acqua scaldarsi di poco per poi tornare ghiacciata a ricordargli che non aveva scampo. Il magma sonoro dei Neurosis continuava imperterrito verso l’imminente oblio e la distruzione totale dei sensi.

All Is Found… In Time: no. Non poteva essere. Aveva l’acqua alla gola e attraverso il vetro dell’automobile riusciva a scorgere un subacqueo. Avrebbe voluto urlare, contorcersi, far sentire al mondo che era ancora vivo. Niente. Non poteva e lo vide sfumare nel buio della notte. Un inizio effettatissimo, quasi industrial e un viaggio senza ritorno. Quella voce era ancora presente e non lo lasciava, stava cantando il suo funerale in maniera nevrotica e traballante. L’incedere era malsano, lento, opprimente. Le luci iniziavano ad affievolirsi, la batteria si stava esaurendo e la radio iniziava a vomitare elettricità statica come un sampler impazzito. Una chitarra solitaria, la croce, la consapevolezza della parole "fine" imminente; un dedalo, la linfa vitale che aveva le valigie pronte. Una rullata continua, arpeggi, suoni stridenti; mentre la traccia sfumava, l’acqua ormai aveva raggiunto le labbra dell’uomo.

Raise The Dawn: Sua figlia. Sua figlia fu l’ultimo pensiero che riuscì a focalizzare, prima che i sensi si abbandonassero all’asfissia e il cuore cessasse di battere. La immaginò vestita di verde, il suo colore preferito; la immaginò seduta sul bracciolo della poltrona, al suo fianco mentre leggeva il giornale. Gli mancavano i suoi scherzi, avrebbe voluto rivederla un’ultima volta. Uno strumento ad arco echeggiò nel vuoto, positivo, solitario; l’epilogo di una sofferenza.
Un effetto acuto si propagò nell’aria, un sibilo fastidioso veniva vomitato dalle casse di un impianto… Il ragazzo si alzò di colpo, era sudato fradicio, aveva avuto un incubo. Si tastò la gola, non era morto soffocato e si trovava nel suo letto; il cd dei Neurosis era appena rincominciato. L’aveva messo in loop ed evidentemente si era addormentato dimenticandosi di staccarlo. Un grande spavento, ma una buona idea sul come recensire il disco il giorno dopo. Dopo essersi cambiato il pigiama fradicio, tornò a dormire.

VOTO Seconda Recensione: 85



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
67.52 su 36 voti [ VOTA]
Macca
Venerdì 17 Maggio 2013, 12.41.59
32
Ascolto i Neurosis da non tantissimo ma mi piacciono un botto, per le atmosfere che creano e per dove ti porta la loro musica. Sebbene finora il mio preferito sia "The Eye Of Every Storm" questo per me è un album con i controc_z_i (potete comprare una vocale e/o una consonante, se volete)
Marco
Giovedì 14 Marzo 2013, 10.50.59
31
Album più che discreto. Non paragonabile agli altri capolavori dei Neurosis
Marcio
Venerdì 16 Novembre 2012, 23.00.17
30
Stavolta non ha proposto niente di nuovo, ma alla fine sticazzi che disco, il meglio lo si percepisce dopo tot ascolti ma ne vale decisamente la pena. Discone come al solito...
Tenka
Martedì 13 Novembre 2012, 16.26.46
29
Io lo trovo semplicemente eccezionale. Certo è cambiato qualcosa dai tempi di Through silver in blood ma è giusto così. E' un disco maturo e devastante
EdoCFH
Martedì 13 Novembre 2012, 14.38.20
28
At The Well: è stupenda, il resto non mi convince...un sound troppo scarno, zero -core, zero metal..booh..troppo minimali e My Heart For Deliverance è proprio BRUTTA, per me voto 5.5
luca
Lunedì 12 Novembre 2012, 22.55.33
27
Premetto che sono un grande fan dei Neurosis, li ascolto con grande gioia da più di 10 anni e anche se sono un gran invasato della loro musica questo non mi impedisce di essere obiettivo e sincero nel dire quando qualcosa non va. Ebbene in questo nuovo lavoro và tutto alla grande!!! Mi stupisco nel leggere che non vi è "innovazione" che è un "disco di mestiere"...è proprio il contrario, e chi conosce i NOSTRI sà che sto dicendo il vero. Canzoni come "we all rage in gold" e ancor di più "my heart for deliverance" hanno qualcosa che nei dischi dei Neurosis non avevamo mai sentito prima: la speranza signori miei, la speranza. C'è quasi della positività, almeno io la percepisco... e quando mai l'abbiamo sentita in passato? se non è innovazione questa. è sempre più presente il folk e il songwriting tradizionale americano, non c'è più la violenza disperata di capolavori come TSIBlood ma sinceramente: chissenefrega!!! Che importanza ha voler scimmiottare di nuovo quel disco ormai antico. I NOSTRI sono cresciuti, sono più emotivi, più saggi...si vede che stanno invecchiando bene al punto da aprirsi alla già citata "speranza". Non sono più "tempi di grazia" i "soli adesso tramontano" ed è giusto così. Io ho sempre visto una continua evoluzione nella loro carriera artistica e sono d'accordo con loro quando dicono che questo album "è la vetta più alta della loro carriera". E qui direte in coro: "eh però non si può certo paragonare a TimeOfGrace", eh infatti non si può paragonare, perchè NON SI DEVE!!! i NOSTRI stanno seguendo un percorso, non dovrebbero esistere paragoni con gli album passati perchè erano solo una tappa delle tante; io sinceramente non ho un album preferito ad esempio, ogni album ha delle qualità diverse e in ognuno c'è un'evoluzione continua pur restando i NEUROSIS! e sta qui la grandezza del gruppo: sono sempre loro nonostante i progressi. Non si sono mai imputtaniti, sempre fedeli ai loro credi, sempre uniti e coerenti. Quest'ultimo album ne è la prova concreta. Tornando alla mia introduzione e scusate se mi dilungo tanto, io ammetto quando c'è qualcosa che non va, infatti in GivingTTrising qualche lungaggine c'era, qualche passaggio grezzino alla SoulAtZero c'era, per carità ottimo disco certo ma quello sì era "più di mestiere". Quest'ultimo è più coeso, più ispirato e maturo, te lo ascolti tutto d'un fiato senza problemi (e i veri fan sanno quanto era dura arrivare alla fine di certe tracce in passato...). Insomma non c'è dubbio che sia l'ennesimo capolavoro; certo se gli dedicate solo qualche misero ascolto allora è inutile che ne parliamo: nei primi 4/5 ascolti non godevo neanche...la magia arriva dopo, l'emozione vera.... Beh ora dopo una decina di ascolti sono gonfio come un omino michelin da quanto mi si rizzano i peli!!! Insomma, chiudo questa noiosa arringa: sono certo che i VERI devoti fan dei NOSTRI godranno non poco all'ascolto di questa nuova chicca neurotica. Dico i "VERI" fan perchè capisco che non è musica per tutti...e da un certo punto di vista sono contento che ci siano dei detrattori: i grandi non piacciono mai a tutti. Questa è droga signori....una droga che va capita, assimilata e interpretata.....una droga per pochi. Buon viaggio
SatanArgh
Lunedì 12 Novembre 2012, 20.21.37
26
mah, sarà.
Swan Lee
Lunedì 12 Novembre 2012, 19.36.52
25
Devo ancora ascoltarlo, ma son fiducioso, essendo una delle poche band in giro da svariati anni (assieme ai Deftones, ai Tool e poche altre) che mai delude le mie aspettative. Certo, il loro capolavoro assoluto per me resta The Eye of Every Storm, un apice qualitativo quasi impossibile da superare..
Diabloz
Lunedì 12 Novembre 2012, 17.40.27
24
Piggod@ Per easy intendo più' commerciali , e comunque anche il tribalismo e la sensazione che davano i dischi da te menzionati sono ben altra cosa, comunque non voglio insistere per me è un lavoro da 6 in pagella. Poi ognuno può dire la sua...ma paragonarlo a dischi come Through , enemy e Times of grace mi sembra veramente azzardato, quelli erano davvero originale, qui c'è l'esperienza e il mestiere di chi sa suonare ma niente altro.
fabio II
Lunedì 12 Novembre 2012, 13.31.35
23
Ascoltato solo due volte, non mi sono fatto ancora un'idea ben precisa, anche se ormai il tempo del trasformismo da 'Souls at Zero' a 'Enemy Of The Sun', sembra non replicabile, anche perchè il contesto storico dello Sludge/post core non è più lo stesso.Considero 'Time Of Grace' e 'A Sun The Never Sets' forse le loro vette; canzoni come 'Falling Unknown' e 'Under The Surface', sono indimenticabili, giocate sul minimalismo tribale e, 'Bleeding The Pigs' ( mi sembra uno dei pezzi migliori ) non fa altro che dissepellirne l'ascia di guerra. Vedremo se cresce, per adesso sufficiente e nulla più
J
Lunedì 12 Novembre 2012, 9.54.39
22
Bleeding The Pigs gran pezzo, vera classe.
piggod
Lunedì 12 Novembre 2012, 9.35.37
21
@Diabloz: se in questo disco le strutture melodiche sono un pò troppo easy, allora devi scrivere lo stesso anche per quel che concerne Through... e Enemy... dato che è palese il voler recuperare quel tipo di sonorità.
Diabloz
Lunedì 12 Novembre 2012, 1.33.30
20
Come già detto nella recensione di The Eye of Every Storm , questo è un disco di mestiere , che per la prima volta non rinnova davvero nulla. Ciò che si sente qui si è già sentito in altri dischi.. Oltre a questo va aggiunto che è il più accessibile lavoro che i Neurosis abbiamo mai fatto, certe strutture melodiche pur essendo ben fatte sono un po' troppo easy per una band che ha costruito la sua carriera con song granitiche e complesse. Un disco che raggiunge la sufficienza ma che un fan di vecchia data non può amare come i grandiosi lavori che questa band ha regalato in tempi passati.
Flag Of Hate
Domenica 11 Novembre 2012, 19.46.06
19
Magari i "giovincelli" ascoltassero i Neurosis... comunque con un paio di ascolti 'sto disco lo si scalfisce appena, per entrare in profondità servono ascolti più ragionati. E qui si scopre la qualità di questo disco, che non innoverà forse nulla nella carriera dei Neurosis, ma rimane lo stesso un must di questo 2012.
Undercover
Domenica 11 Novembre 2012, 17.45.13
18
@Hiems non vali neanche il tempo da perdere per risponderti , @piggod non contesto mica il fatto che non siano loro o che siano prolifici, è il disco in sé che mi dice poco rispetto al passato della band. Poi Hiems se vuoi farti in giro in casa mia così ti fai gli occhi con la mia personale collezione, magari ti viene anche voglia di comprarlo qualche disco...
piggod
Domenica 11 Novembre 2012, 16.46.57
17
Calcolando che ormai l'ho ascoltato almeno 15 volte mi sento in grado di esprimere un giudizio. E' ai livelli di Enemy of th sun e Through silver in blood. Se veramente devo trovargli una pecca, allora dico che effettivamente non è innovativo. E ora: un bel chissenefrega. Il disco è qualitativamente enorme e a loro proprio non si può dire che siano prolifici, pertanto sono contentissimo di questa nuova uscita e la pongo fra i dischi del 2012 da avere. Non vedo come non possa piacere a chi li ha sempre amati.
Hiems
Domenica 11 Novembre 2012, 15.58.02
16
Grande disco, condivido la recensione di Witchcraft.
Hiems
Domenica 11 Novembre 2012, 15.56.06
15
Il problema è che Undercover fa il saccente, commentando quasi ogni disco di OGNI genere, quindi oltre a scaricare come un forsennato (per poi lanciarsi contro il download illegale) e ad essere un lazzarone, è anche un quaquaraquà del cazzo! Perchè è impossibile avere il tempo per ascoltare con attenzione tutti quei dischi! E giudica un disco dei Neurosis dopo 2 ascolti su youtube... ma nasconditi!
Undercover
Domenica 11 Novembre 2012, 15.08.12
14
@freedom rileggi il messaggio perché il senso non era quello, hai travisato del tutto
freedom
Domenica 11 Novembre 2012, 15.01.36
13
Finitela però con questa storia che il disco sta piacendo ai "giovincelli che adesso urlano al capolavoro ad ogni uscita"...che palle! Io ascolto i Neurosis dai tempi di Times of Grace e trovo questo disco fantastico. Più pacato forse, ma comunque ottimo.
il vichingo
Domenica 11 Novembre 2012, 14.17.50
12
Ho ascoltato veramente poco per esprimere un giudizio definitivo ma per il momento mi trovo grossomodo d'accordo con il buon Ubik ed Undercover. Ripasserò tra qualche giorno.
Undercover
Domenica 11 Novembre 2012, 14.15.05
11
@Flag Of Hate non è neanche due giorni che ascolto il genere però e seguo i Neurosis da quando le schiere di giovincelli che adesso urlano al capolavoro ad ogni uscita non sapevano manco chi fossero, più di una decade fa, quindi penso di non incrociare roba che non conosca, oltretutto quest'album è un "nulla di nuovo" palese.
Flag Of Hate
Domenica 11 Novembre 2012, 13.54.46
10
Undercover, ma tu pretendi di valutare un album del genere dopo un paio di ascolti? Và che non è mica metalcore.
freedom
Domenica 11 Novembre 2012, 13.30.24
9
Beh quello magari si...
Undercover
Domenica 11 Novembre 2012, 13.20.28
8
No Freedom, tu hai ragionissima, sono le frasi del tipo: Il peggior disco dei Neurosis rimarrebbe comunque il miglior disco per il 95% delle band in circolazione, che non hanno nessun riscontro nella realtà a meno che non si parli di gusti soggettivi, e buttata per com'è è un'affermazione che sembra tutt'altro che soggettiva, la ritengo del tutto fuori luogo.
freedom
Domenica 11 Novembre 2012, 13.11.46
7
Questo si che è un disco di quelli che dividono...io non ci sento niente di tutto quello che dice Undercover ad esempio, anzi, il disco è emozionante e doloroso come sempre, e non c'entra niente il monicker. Oh ragazzi, non è che se una cosa non piace a voi allora gli altri 'so scemi eh...
Mickey
Domenica 11 Novembre 2012, 13.06.11
6
Quoto Ubik e sono d'accordo con Undercover.
Undercover
Domenica 11 Novembre 2012, 13.02.49
5
Palloso, privo d'idee e decisamente il più brutto prodotto dai Neurosis, il tempo rubato dal progetto solista di Scott Kelly al songwriting, francamente poca cosa, e la scarsa resa delle soluzioni insita nell'album sono due delle ragioni che dopo un paio di ascolti me l'han fatto abbandonare. Le altre band fanno peggio? Non ne sarei così sicuro, non iniziamo con il misticismo da monicker per favore.
Flag Of Hate
Domenica 11 Novembre 2012, 12.37.38
4
Il peggior disco dei Neurosis rimarrebbe comunque il miglior disco per il 95% delle band in circolazione. Honor Found In Decay non sarà forse il capolavoro di questa band, ma rimane comunque un lavoro eccellente ed emozionante, da brividi. Promossi come sempre, 83/100, bella la rece di Witchcraft.
jeffwaters
Domenica 11 Novembre 2012, 12.26.26
3
inconcepibile
freedom
Domenica 11 Novembre 2012, 11.58.12
2
D'accordo con la recensione di Waste, confermo anche il voto, 85. Gran bel disco, per niente deluso. Sempre eccezionali i Neurosis!
Ubik
Domenica 11 Novembre 2012, 11.53.44
1
Per me, come già detto nella rece di TEOES, è stato una delusione. Dopo il buon Given to the Rising (che era il primo che dava segni di stanchezza creativa, ma dopo 8 album epocali ci sta) mi aspettavo decisamente di meglio. Questo è il primo disco dei Neurosis che non mi fa provare il brivido dietro la schiena, che non fa trasudare disperazione e dolore dal lettore. La classe non è acqua e lo dimostrano in Bleeding the Pigs e At the Well, tuttavia per ora non mi sento di andare oltre il 65 ma dubito crescerà in quanto seppur ottimamente suonato a livello emozionale mi dà poco e niente
INFORMAZIONI
2012
Neurot Records
Post Core
Tracklist
1. We All Rage in Gold
2. At the Well
3. My Heart for Deliverance
4. Bleeding the Pigs
5. Casting of the Ages
6. All Is Found...In Time
7. Raise the Dawn
Line Up
Jason Roeder (Batteria)
Noah Landis (Programming, Piano)
Dave Edwardson (Basso, Backing Vocals, Tastiere)
Scott Kelly (Voce, Chitarra)
Steve Von Till (Voce, Chitarra)
 
RECENSIONI
83
86
100
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08/07/2013
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Magnolia, Milano, 04/07/2013
 
 
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