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Hexvessel - No Holier Temple
( 2432 letture )
Quando mi hanno detto che avrei recensito una band autrice di un "folk psichedelico" proveniente dalla Finlandia non sapevo bene che cosa aspettarmi: un gruppo di suonatori di humppa sotto acido? Ebbene...No: la musica degli Hexvessel è piuttosto un incrocio tra il rock psichedelico anni '60/'70 (a me ha ricordato Pink Floyd, Jethro Tull, The Doors, Black Widow) ed il neofolk di Death in June e Current 93, il tutto fuso assieme da un'oscura aura di misticismo.
Inoltre, se non avessi saputo che si trattava di una band finlandese non avrei avuto dubbi nel considerarli inglesi. Non è un caso, e non si tratta di emulazione: la band è sì finlandese, ma il suo fondatore, il cantante e musicista Mat "Kvohst" McNerney, è inglese fino al midollo e il suo amore per la Finlandia non è abbastanza forte da mettere a tacere l'influenza della madre patria. Mat si è trasferito in Finlandia nel 2009, a Tampere ha conosciuto un gruppo di musicisti che condividevano le sue passioni per la psichedelia, per la natura finlandese e per il misticismo pagano, e così il progetto Hexvessel ha visto la luce.
No Holier Temple giunge ad appena un anno di distanza dal disco d'esordio della band, Dawnbearer, album molto interessante e caratterizzato da un lato neofolk più presente e da influenze blues più massicce rispetto al secondo. Dawnbearer era un disco oscuro ed intimista, trasportava l'ascoltatore in una stanza fiocamente illuminata dalle candele, pervasa dal fumo dell'incenso, in cui pesanti tendaggi rossi impedivano l'ingresso al chiarore del giorno. No Holier Temple, invece, è più luminoso: conduce nel cuore della foresta, dove l'aria odora di terra e pioggia, lungo un sentiero che attraversa zone oscurate da una vegetazione fitta ed antica, per giungere a radure rischiarate dalla luce dell'alba. Le due anime della band, quella folk e quella psichedelica, si alternano in maniera fluida di brano in brano, bilanciando la loro influenza. In alcuni pezzi è la parte acustica ad avere il sopravvento (ad esempio in Heaven and Earth Magic ed Elegy to Go, dove la voce parlata di Matt è degna di un rituale esoterico). Altri, invece, si lasciano trascinare dal suono vibrante delle chitarre settantiane (Woods to Conjure e Unseen Sun, che non sfigurerebbero in un film sugli effetti dell'LSD o della mescalina).
Se il lato psichedelico degli Hexvessel si esprime principalmente grazie al tipico sound delle chitarre ed all'organo stile The Doors, il lato folk emerge soprattutto grazie ad un lugubre violino (ad esempio, nell'ipnotico intermezzo Wilderness Is), alla delicata chitarra acustica, ai flauti (His Portal Tomb) ed all'occasionale intervento di scacciapensieri, fisarmoniche e percussioni etniche. Ad accompagnare l'ascoltatore in questo viaggio mistico è la voce limpida ed ispirata di Mat, rapita nel canto, solenne nelle parti parlate. Il suo ruolo è quello del sacerdote, anzi, del druido, che di brano in brano conduce l'ascoltatore alla scoperta dello spirito arcano delle foreste, a contatto con una natura incontaminata e primordiale.
Inoltre, una delle caratteristiche principali della musica della band è il ritmo delle canzoni: incredibilmente lento e dilatato, dà l'impressione di volersi adeguare ai tempi della natura. Una lentezza degna di competere con il doom metal più flemmatico, in particolare nel brano His Portal Tomb, dove la pesantezza del ritmo viene accompagnata da chitarre distorte altrettanto plumbee. Solo l'ultima canzone del disco spezza questa indolenza ed accelera, ma questo dipende dal fatto che si tratta di una cover: un omaggio agli Ultimate Spinach, gruppo americano degli anni '60.

In conclusione, vista la quantità di richiami al rock psichedelico '60/'70, questo album è praticamente un regalo a chi ama la musica di quel periodo. Inoltre, pur rifacendosi marcatamente al passato, gli Hexvessel non sono la brutta copia di nessuno: hanno una loro personalità piuttosto forte ed una voglia di sperimentare che li porta ad introdurre di brano in brano influenze ed elementi diversi, a volte sorprendenti (es. una tromba in Woods to Conjure, o una voce da cabaret in Are You Coniferous?), inseriti con un'eleganza impeccabile. Vi consiglio di tenerli d'occhio.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.33 su 6 voti [ VOTA]
Fero
Martedì 11 Febbraio 2014, 15.38.12
7
Gran bella scoperta, sentiti insieme agli Alcest (mannaggia a Neige e alla sua scaletta iper zuccherosa) Un viaggio non indifferente, mi procurerò qualcosa
Fabio II
Lunedì 1 Aprile 2013, 23.02.30
6
PAGAN WINDS AC WILD !
organium
Lunedì 1 Aprile 2013, 22.54.03
5
L'ho scoperto da poco e me ne sono subito innamorato! grandissimo disco!
alzailcorno93
Lunedì 24 Dicembre 2012, 15.42.35
4
incuriosito dalla recensione e dalla classificazione del loro genere 2 settimane fà mi sono fiondato sul tubo ad ascoltare le loro canzoni...bè che dire: già oggi ho entrambi i loro cd a casa veramente eccezionali, mi fanno provare delle sensazioni indescrivibili
Il Perseverante
Giovedì 29 Novembre 2012, 0.19.22
3
sto ascoltando adesso la seconda traccia e la voce mi ricorda tantissimo quella di Garm dagli ultimi lavori degli Ulver !
Daniele
Mercoledì 14 Novembre 2012, 17.55.47
2
Come spesso accade,appena leggo di un gruppo che fa un genere particolare,in questo caso Psychedelic Rock e che chiaramente non conosco,me lo vado ad ascoltare su youtube. Sono stato 1 ora a sentirmi le loro canzoni e ringrazio per l'ennesima volta Metallized,che da spazio a gruppi come questi,lontano anni luce dal metal ma che possono essere apprezzati.
Lizard
Mercoledì 14 Novembre 2012, 15.40.03
1
Saranno miei
INFORMAZIONI
2012
Svart Records
Psychedelic Rock
Tracklist
1. Heaven and Earth Magic
2. Woods to Conjure
3. Wilderness Is
4. A Letter in Birch Bark
5. Elegy to Goyahkla
6. His Portal Tomb
7. Are You Coniferous
8. Sacred Marriage
9. Dues to the Dolmen
10. Unseen Sun
11. Your Head is Reeling
Line Up
Mat McNerney (voce e chitarra)
Marja (cori e percussioni)
Vesa (chitarra)
Jukka (batteria)
Simo (chitarra solista)
Niini (basso)
Kimmo (violino)
Jussi (organo, campionamenti)
 
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