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Eagles - Desperado
( 4876 letture )
Come spesso accade, il vero valore di una band é da rintracciarsi nei dischi antecedenti quelli del successo commerciale, che vanno invece considerati come una sorta di contentino, di premio alla carriera, una possibilità per allargare gli orizzonti e prendersi i meriti anche al di fuori della scena musicale più genuina nella quale le band in questione avevano imperato, fatto il brutto ed il cattivo tempo fino a quel momento; la teoria non cambia se applicata agli storici Eagles, rockers californiani sorti nel 1971 a Los Angeles, rapidamente balzati agli onori delle cronache musicali con il debut omonimo del 1972. La loro musica era ancora imbevuta di copiose dosi di country ma, nonostante fosse un lavoro coi fiocchi, il successivo Desperado venne accolto freddamente dal pubblico, salvo essere poi ampiamente rivalutato con l'incedere del tempo. Un'altra epoca, un altro mondo: all'interno della band si muovevano figure affascinanti di polistrumentisti capaci di cambiare continuamente ruolo, così che é praticamente impossibile dire chi, nel disco, sia il bassista piuttosto che il chitarrista o il cantante. Tutti impugnano il microfono, i chitarristi giocano a confondere le idee passandosi a più riprese acustiche ed elettriche e, alla fine, cercare di mettere ordine nei crediti delle singole tracce diventa un'impresa cervellotica. Desperado é un superbo dischetto di country-rock, intriso di melodie disilluse e trame non banali; un piccolo gioiello nel quale la band losangelina spazia da pezzi lenti, toccanti e passionali, ad altre zampate rock'n'roll, sfumando attraverso caratteristici episodi puramente country. Il concept del disco si incentra sull'epopea western e sulle storie dei mitici fuorilegge chiamati appunto desperados; gli episodi più suggestivi dell'opera sono quelli caratterizzati da nostalgiche atmosfere stuggenti, come nel caso della titletrack (che pure é musicalmente dominata dal piano) o la squisita opener Doolin Dalton, che racconta le gesta di due tra le più famigerate bande di pistoleros vissute all'epoca dei saloon e dei cowboy: quella dei fratelli Dalton, appunto, e quella di Bill Doolin. Le parti di chitarra del disco sono generalmente delicate e molto composte nella dinamica, un sottofondo elegante che solo in casi sparuti cresce in qualcosa di più potente e aggressivo; un degno contorno a linee vocali alternate, ma sempre suadenti, orecchiabili.

La già citata Doolin Dalton, intonata prima dal drummer Don Henley e poi dal guitarist Glenn Frey, apre il disco con il suo flavour epico e struggente, una carezza malinconica adagiata su vocals passionali e sull'ottimo lavoro di Frey all'armonica, ideale nel cucire con classe le partiture chitarristiche; si prosegue col country scoppiettante di Twenty-One, tipico negli arrangiamenti e nei ritmi, totalmente guidato dall'estro di Bernie Leadon, un musicista poliedrico che qui si occupa di voce, chitarra, banjo e dobro. Il tema lirico é un viaggio attraverso i sogni dei pistoleros più giovani. Out Of Control é una dimostrazione di forza, nonostante venga spesso considerata uno dei punti deboli del disco: un hard rock roccioso che potrebbe tranquillamente aver ispirato qualcosa dei primi Queen o Aerosmith, una scarica elettrica nel quale é stavolta Glenn Frey a giganteggiare, occupandosi di voce e chitarra. Un'atmosfera ed una dinamica perfetta per sintetizzare la calata cittadina degli scellerati fuorilegge, assetati di dollari, donne e alcool. Con la memorabile Tequila Sunrise si torna al lento melodico intriso di trame malinconiche -con Frey al microfono ed alla chitarra acustica, coadiuvato da Leadon al mandolino- e forti parti corali, dedicate alle vicende amorose dei fuorilegge; la sublime titletrack, invece, viene affidata alle cure vocali di Don Henley (con Frey al piano) e vede affievolire il ruolo delle sei corde ad appannaggio di voce e piano, per l'appunto: il tema lirico è forse ancor più profondo e meritevole di riflessioni, in quanto si parla della carenza affettiva sofferta dai fuorilegge a causa della vita da loro condotta. Certain Kind of Fool, cantata da Randy Meisner, é un'altra nenia mesta che ci trascina -attraverso il breve intermezzo country, unicamente strumentale e dedito alla ripresa dell'omonima Doolin Dalton- a Outlaw Man (Frey alla voce, al piano e alla chitarra acustica, Bernie Leadon all'elettrica), brano aperto da un caldo assolo di chitarra e delineatosi come mid-tempo solenne. In coda, la sorpresa: la band accelera e piazza un'altra sberla di hard rock atipico, rispetto alle sonnacchiose ballate western alle quali ci aveva educato. Saturday Night e Bitter Creek sono ancora più esili e rilassate, anche se la seconda viene ritenuta un piccolo capolavoro di Bernie Leadon (che qui suona una sei corde, una dodici corde ed un dobro per gli assoli); il disco si conclude con Doolin-Dalton/Desperado (Reprise), una sorta di medley tra i due brani, con Henley che aggiunge strofe e modifica tonalità delle voci e qualche arrangiamento.

A conti fatti, Desperado é un disco meritevole per due ragioni complementari: é valido dal punto di vista musicale, annettendo arrangiamenti, trame e melodie per niente piatte o frivole, ed oltre a questo ci regala delle canzoni intense e godibili, molto più assimilabili di molti ostici esperimenti di musicisti coevi. D'accordo, forse manca un pezzo talmente epocale da essere conosciuto vagamente da ogni essere vivente (alla Smoke on the Water, per intenderci), ma nonostante questo possiamo considerare il full length una sorta di pietra miliare, nel suo genere. In altre parole, la musica dei primi Eagles combina valore effettivo e feeling intrinseco, suonando semplice e piacevole senza per questo scadere nel commerciale o nel prevedibile: un merito non da poco, del quale solo le band più ispirate ed incisive possono fregiarsi. Padri del country-rock e autentici pionieri della scena nella quale si sarebbero mossi fino al primo scioglimento, datato 1982.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.76 su 13 voti [ VOTA]
Fabio Rasta
Martedì 21 Gennaio 2020, 15.45.07
13
Questo è il vero Capolavoro degli EAGLES, non Hotel California. I motivi: composizioni, esecuzioni, arrangiamenti, affiatamento ed armonia. Desperado è a tutt'oggi uno degli omaggi + belli, sentiti, qualitativamente alti ed aventi una certa classe innata, di tutta la Country Roots Americana.
Rob Fleming
Martedì 19 Gennaio 2016, 14.54.00
12
Uno dei più grandi album della storia. Magnificenza assoluta. E pensierino a Glenn Frey che ieri ci ha lasciato Voto 100
sipe
Martedì 4 Dicembre 2012, 19.03.10
11
classicissimo e imperdibile
Richard
Martedì 27 Novembre 2012, 22.28.05
10
Doolin Dalton
anvil
Martedì 20 Novembre 2012, 19.51.26
9
Disco favoloso , il mio pezzo preferito Desperado .
Matocc
Martedì 20 Novembre 2012, 19.40.34
8
gran bel disco e gli Eagles sono una band strepitosa. adoro Doolin Dalton
Jimi The Ghost
Lunedì 19 Novembre 2012, 20.14.51
7
Ottimo. Jimi TG
Andy '71
Giovedì 15 Novembre 2012, 12.42.51
6
Maggio 2006 Arena di verona,strepitosi,con un Glen Frey assolutamente in palla,perfetto!grandissimi tutti,un pò meno Walsh,con voce un pò stonata,però che serata.....
the Thrasher
Giovedì 15 Novembre 2012, 12.40.16
5
ahaha okk okk infatti non mi era ben chiaro a quali vittime tu ti riferissi!
fabio II
Giovedì 15 Novembre 2012, 12.37.36
4
ovviamente ho scritto una cazzata, ho confuso i viaggi, nel 2003
fabio II
Giovedì 15 Novembre 2012, 12.34.59
3
Rino credo fosse il '95, ricordo che ci fu molta commozione perchè eseguirono 'Hole in The World' che è presente in una compilation se non erro , ed è dedicata alla vittime di New York.
the Thrasher
Giovedì 15 Novembre 2012, 12.28.04
2
quando li hai visti?
fabio II
Giovedì 15 Novembre 2012, 11.55.53
1
Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo all'MGM di Las Vegas; grande band, Don Henley ha una voce stupenda; musica da bivacco sul fiume, caffè lunghissimi e armonica attorno al fuoco.
INFORMAZIONI
1973
Asylum Records
Rock
Tracklist
1. Doolin Dalton
2. Twent-One
3. Out of Control
4. Tequila Sunrise
5. Desperado
6. Certain Kind of Fool
7. Doolin-Dalton (Instrumental)
8. Outlaw Man
9. Saturday Night
10. Bitter creek
11. Doolin-Dalton/Desperado (Reprise)
Line Up
Glenn Frey (Chitarra, Tastiera, Piano, Voce, Armonica)
Randy Meisner (Basso, Chitarra acustica, Voce)
Bernie Leadon (Chitarra, Mandolino, Banjo, Voce)
Don Henley (Batteria, Percussioni, Voce)
 
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