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Limp Bizkit - Three Dollar Bill, Yall$
( 4989 letture )
ERANO GLI ANNI NOVANTA
Erano gli anni Novanta e il nu metal andava per la maggiore. I Korn avevano già piazzato sul mercato dischi come il debutto omonimo e Life Is Peachy, due perle nel loro settore, e i Deftones avevano parallelamente sfornato Adrenaline ed erano vicini al far uscire Around the Fur, entrambi dischi che avrebbero fatto la storia, seppur nel breve periodo. I Limp Bizkit non volevano certo restarsene con le mani in mano e fu così che, in poco tempo, diedero vita a due demo. Il primo, intitolato Mental Acquaducts, conteneva quattro brani per un totale di poco più di tre minuti di durata (!) e non ebbe infatti grandi riscontri, mentre grazie alla seconda registrazione la band entrò in contatto col produttore Ross Robinson tramite i Korn, riuscendo ad ottenere a tal punto il suo interesse dal ritrovarsi in breve tempo con un album intero tra le mani. Dopo aver firmato per la Flip Records, infatti, i Limp Bizkit entrarono in studio ed in soli sei giorni registrarono tutto il primo disco. Il 1° luglio del 1997 l’album venne pubblicato e il successo fu questa volta immediato. I singoli estratti furono Counterfeit, Sour e Faith, curiosa cover di George Michael contenente inoltre una traccia nascosta, Blind, già presente nel primo demo, ma rivisitata per l’occasione. L’album vinse un disco d’oro e ben due di platino, confermando così il proprio spessore, e rappresentò il primo significativo passo per una band che aveva tutte le potenzialità per far ricordare il proprio nome a lungo. Ma non tutti erano d’accordo: la critica non li vedeva di buon occhio, il loro atteggiamento sul palco e fuori era portato sempre all’esagerazione, se ne fregavano di tutto e di tutti. Solo i fans restavano affascinati dall’indole folle dei cinque statunitensi e i tre milioni di copie vendute in tutto il mondo ne sono testimonianza.

L’ALBUM
C’è chi lo reputa un capolavoro, chi una pietra miliare del genere, chi ne evidenzia la poca consistenza musicale e infine chi -come il sottoscritto- lo ritiene essere sì un buon prodotto, ma ancora abbastanza acerbo; rabbioso ed energico, ma ben lontano dall’essere considerato un esempio imprescindibile all’interno del panorama nu metal. Three Dollar Bill, Yall$ è un disco molto fisico, molto pragmatico nel suo intento, con un Fred Durst ispirato che canta in maniera agguerrita e viscerale, un reparto chitarristico affilato e pesante in molti tratti, grazie all’apporto dell’unica ascia di Wes Borland, ed una sezione ritmica di alto livello, grazie alla quale si può felicemente affermare che non ci si annoia mai. I campionamenti, gli effetti delle tastiere e tutto il resto sono parte integrante dell’album, e non lasciano spazio a dubbi su quella che è l’effettiva proposta del gruppo. Un’introduzione parlata ci presenta la prima traccia, Pollution, canzone di grande sostanza in cui tutti gli elementi in gioco s’intrecciano a meraviglia, a partire ovviamente dal cantato a metà tra il rap ed il metal, per finire con le ritmiche mai blande ed i vari effetti inseriti qua e là per dar corpo al pezzo. Counterfeit ricorda da vicino i primissimi Korn, con quel cantato “folle” e quei ritmi tipicamente nu metal, mentre Stuck appare inizialmente più orientata verso il versante del rap/hip-hop, salvo sfociare nella parte finale e nei ritornelli in una canzone che fa ben emergere tutta l’aggressività di cui il gruppo è capace. Se Nobody Loves Me contribuisce ulteriormente a questa dimostrazione di aggressività, le grandiose Sour e Stalemate mettono in campo la volontà di creare composizioni più “pensate”, quindi meno dirette, ma tutto sommato più incisive. In special modo è davvero apprezzabile la seconda, non a caso la canzone più lunga del lotto -fatta eccezione per la traccia finale che è però una jam session. La gradevole ma non eccezionale Clunk ci porta ad uno dei momenti più originali del disco, che paradossalmente è la cover di George Michael. Dopo il divertissement di Faith, canzone che non si può spiegare a parole, ma che vale la pena ascoltare, Stink Finger ed Indigo Flow fanno tornare l’ascoltatore alle sonorità fin lì sperimentate, senza aggiungere nulla in più, ma contribuendo perlomeno all’inquadratura di una proposta talvolta davvero strana da assimilare. Tra le poche canzoni che mancano d’ispirazione vi è la successiva Leech, che ci trasporta alla già citata jam sessione finale dal titolo Everything. Proprio quest’episodio, nato probabilmente per gioco, risulta a mio parere tra i più interessanti all’ascolto: nella sua estrema lunghezza (circa un quarto d’ora di canzone) ci allieta con un’atmosfera del tutto particolare che proprio niente ha a che vedere con la pazzia messa in mostra fino a quel momento.

CAPOLAVORO O DERIVATO?
La domanda è questa: erano gli anni Novanta, il nu metal era il genere del momento, quello su cui puntare. La nascita di un gruppo come i Limp Bizkit è stata solo frutto dell’influenza dei vari Korn & Deftones o è frutto dell’unione di musicisti capaci ed ispirati capaci di creare un loro stile? Col senno di poi, direi nessuna delle due. Ma non fraintendetemi: non ritengo certo che quello dei Limp Bizkit sia il caso di una band creata solo per soldi, per business o per moda (o meglio, non esclusivamente per questi motivi), quanto piuttosto quello di un gruppo che in un primo momento era capace di infuocare il palco con esibizioni spettacolari e fuori dagli schemi, capace di sfornare dischi grandiosi con un tratto particolare -anche se non pienamente- e che ora sguazza sulla scia di quanto di buono fatto in quegli anni, rendendosi per alcuni patetica e per altri “una band tra tante”, la morte dello stile. Three Dollar Bill, Yall$ rappresentò un primo passo ben riuscito per la band della Florida, ma non ancora quel successo commerciale che fu invece il successivo Significant Other o la terza prova in studio Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water, i due apici della loro prima parte di carriera. C’era da aspettarselo allora: Three Dollar Bill, Yall$ non può essere né un capolavoro né un semplice derivato di altri gruppi simili, ma semplicemente il segnale che chi avrebbe osato sottovalutare i Limp Bizkit non avrebbe compiuto la scelta migliore.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
75.86 su 38 voti [ VOTA]
Michele
Giovedì 17 Ottobre 2019, 22.25.28
29
fantastico disco !!! 85 assicurato!!
Earthformer
Venerdì 31 Maggio 2019, 22.23.14
28
Discone nu metal, tra i capi saldi del genere.
GRC
Venerdì 17 Maggio 2019, 16.32.16
27
Nu Metal Head, tutto vero quello che dici, ma a me piace. A dire il vero i Bizkit non mi sono mai piaciuti così tanto, in campo Nu Metal preferisco di gran lunga Korn, Deftones e System of a Down, ma ripeto, The Unquestionable Truth part 1, mi è sempre piaciuto molto.
Nu Metal Head
Venerdì 17 Maggio 2019, 13.43.15
26
a dire il vero non fa schifo come disco, ma imita troppo lo stile dei RATM... che senso ha sentire i limp bizkit che scimmiottano i RATM? inoltre più che un disco sembra un EP, per durata e per numero esiguo di tracce... non un capolavoro insomma... e poi c'è da capire come mai non sia mai uscita la seconda parte...
GRC
Venerdì 17 Maggio 2019, 10.16.27
25
Scusate esiste qualcuno in questo universo a cui piace The Unquestionable Truth part 1 (o per lo meno a cui non fa schifo), o sono il solo.
Area
Venerdì 22 Giugno 2018, 16.14.04
24
Uno degli album fondamentali per comprendere il Nu Metal/Crossover. Se ami il Rap e la musica Metal/Rock/Alternative questo é tra i 10 dischi da avere. Probabilmente sarebbe potuto essere il mio preferito dei loro se l'avessi ascoltato prima di Chocolate Starfish.
Pogo Gacy
Domenica 28 Gennaio 2018, 6.27.41
23
Un album d’impatto ! A mio parere la migliore rappresentazione del rap metal qualora ci fossero stati altri album. Fred Durst (per quanto insulso possa essere) qua ne aveva a pacchi per tutti Wes Borland con la sua chitarra (quasi sprecato per questa combriccola) rappresenta il punto di forza del gruppo. E Dj Lethal (vecchio House of Pain) dà pure il suo contributo prima di essere lasciato in ombra nei successivi lavori. Per quanto possa essere fracassone va a finire che questo è il miglior album che hanno fatto. Sarà perché erano entusiasti e il tutto anche se acerbo era molto più genuino ? Voto 78
Demanufattura
Domenica 3 Dicembre 2017, 21.53.55
22
Album pazzesco, molto diverso da tutto quello che hanno pubblicato dopo e molto pesante. Pur apprezzando anche i due successivi, il mio preferito é proprio questo qua. 90/100
Pork Omaometo
Lunedì 4 Settembre 2017, 19.06.49
21
Ottimo disco Rap Metal, anche se la bamd in questione darà il meglio nei due album seguenti, 86/100
Biscotto Moscio
Martedì 7 Febbraio 2017, 15.04.50
20
A 1:20 di Stuck c'è un riff che mi ricorda Immortal Rites dei Mirbid Angel
Feffa la cagna
Sabato 9 Luglio 2016, 2.22.56
19
Unico disco ottimo dei Limp Bizkit. Cattivo, grezzo ed ignorante. Pollution, Counterfeit, Clunk e Leech tracce eccezionali. Ascoltandolo non si direbbe che sarebbero diventato dei pagliacci in futuro... voto: 83
MetalMan
Martedì 28 Gennaio 2014, 21.39.27
18
Sarà pure acerbo come lavoro essendo il primo, ma merita come album, carico di rabbia fino all'ultimo e poi ci sono tracce molto valide tipo Pollution, Stalemate, Counterfeit, Sour... voto 85
Alessandro Bevivino
Sabato 2 Novembre 2013, 19.53.23
17
91
Nu Metal Head
Mercoledì 16 Ottobre 2013, 15.17.45
16
eccessivo entusiasmo nel mio post n. 6, correggo il voto in 87.
Macca
Giovedì 20 Giugno 2013, 12.08.32
15
Mai piaciuti, sempre trovati insopportabili e un pò troppo di plastica.
Gyroscope
Martedì 11 Dicembre 2012, 19.47.26
14
mi metto in linea di voto con la recensione.. è un buon album ma soffre di essere ancora troppo derivativo da gruppi come korn,deftones e soprattutto (hed)pe pur intravedendo una certa personalità..per il resto stalemate è una delle loro migliori composizioni;stuck, counterfeit, sour e nobody loves me..wes borland al massimo impegno! Significant other però segna il punto dove iniziano a crearsi un proprio stile riconoscibile e non essere più "quelli che sembrano i korn ma che rappano.."
Swan Lee
Venerdì 23 Novembre 2012, 1.53.55
13
Questo era anche decente. Nudo e crudo Rap Metal sulla scia di band come Downset e Urban Dance Squad. Merita un 65, perchè alla fine è divertente ed ancora genuinamente grezzo. Su tutto ciò che questa "band" sarà dopo stendo un velo pietoso..
LAMBRUSCORE
Giovedì 22 Novembre 2012, 13.12.19
12
Dj lethal al giradischi, ma non avete scritto chi c'era al mangianastri.
Daniele
Lunedì 19 Novembre 2012, 20.04.56
11
L'unico vero album dei Limp Bizkit,il problema è proprio quello che è venuto dopo. Se dovessi dare un voto ,direi 85.
freedom
Lunedì 19 Novembre 2012, 16.15.31
10
Sei sicuro?
enri sixx
Lunedì 19 Novembre 2012, 16.06.02
9
Album veramente brutto , quelli dopo sono i veri limp bizkit
Nu Metal Head
Sabato 17 Novembre 2012, 20.18.27
8
p.s. del mio post n. 6: oltre al fatto che significant other presenta influenze più marcatamente hip hop rispetto agli altri lavori del gruppo... a chi vota 30 invece dico che spero solo che abbiano ascoltato il disco e che tale giudizio sia dettato effettivamente dal fatto che non gli sia piaciuto, e non che sia un voto per partito preso solo per aver letto "nome del gruppo: limp bizkit" e "genere: nu metal"... me lo auguro di cuore...
Nu Metal Head
Sabato 17 Novembre 2012, 18.54.55
7
io all'ottima lista di fabryz ci aggiungerei iowa degli slipknot, toxicity dei SOAD, il primo coal chamber, il primo soulfly, il primo ill nino, il primo mudvayne, machine degli static-x, il primo otep e oracle delle kittie, tutti dischi che spaccano il culo alle balene (e non solo a quelle).
Nu Metal Head
Sabato 17 Novembre 2012, 17.57.11
6
dite quello che volete, ma a mio parere vi trovate di fronte all'unica vera pietra miliare dei limp bizkit, nonchè a uno dei lavori meglio riusciti del genere, punto. chissenefrega delle vendite milionarie di significant other e chocolate starfish, il meglio del gruppo sta in questo straordinario disco (non a caso prodotto dal guru ross robinson, il "megaproduttore" dei capitoli più aggressivi del nu metal). sinceramente nella mia personalissima classifica dei loro album più belli, intendendo con tale definizione i primi 3, che sono poi gli unici meglio riusciti che han fatto, il primo posto è occupato ovviamente da quest'album, l'ottimo chocolate starfish è la seconda scelta, mentre il tanto osannato significant other, dai più indicato come il loro disco migliore, secondo me è invece il più debole dei 3, troppo discontinuo e disomogeneo con troppi brani poco ispirati affiancati a troppi pochi brani davvero forti (uno su tutti, nookie). tornando a noi, di questo three dollar bill mi piacciono tutte, salto solo l'ultima perchè troppo lunga. le urla finali di fred in pollution sono storia, counterfeit ricorda davvero i primi korn, nobody loves me c'ha un riff da spaccarsi la testa contro il muro, stalemate è la più "tecnica" e articolata, faith sarà pure spassosa ma spacca di brutto, stinkfinger mi ha sempre ricordato i deftones, e leech seppur breve ci "delizia" col vomito di durst verso la fine. che dire, secondo me (fatte lo dovute proporzioni) questo qua è un disco che spacca il culo alle balene. purtroppo in futuro i bizkit non saranno più in grado di replicare tale potenza, però, molto probabilmente proprio grazie a questa scelta, otterranno il successo esagerato delle chart. voto 92, solo perchè non lo reputo un gruppo all'altezza siderale di korn e deftones.
freedom
Sabato 17 Novembre 2012, 17.23.15
5
Gran bel disco questo, il più "vero" dei Limp Bizkit. Fabryz sei stato un grande a menzionare gli Amen!
FABRYZ
Sabato 17 Novembre 2012, 17.17.58
4
Il cd + grezzo e incazzato che hanno fatto, a me era piaciuto quando e' uscito (meno i successivi,molto + mainstream),ma , x cio' che riguarda il nu metal e affini, x me, il primo cd dei korn, around the fur dei deftones, science degli incubus, il primo slipknot, we have come for your parents degli amen, il primo deI SOAD e candyass degli orgy rimangono su un altro pianeta rispetto a tutta la scena nu che si e' creata da meta' anni 90 fino a inizi 2000.....certo e' che pollution sentita a volume spropositato e' spettacolare, aldila' di tutto quello che si puo' dire dei limp bizkit...in definitiva x me sono partiti bene,avevano i mezzi x distinguersi e crearsi uno stile personale ma sono arrivati male x il continuo inseguire il successo e x la sovraesposizione mediatica di fred durst
Aelfwine
Sabato 17 Novembre 2012, 16.31.03
3
Quoto blucry. Bella la recensione, bilanciata e motivata.
the True
Sabato 17 Novembre 2012, 12.45.20
2
mai piaciuti più di tanto !!
blurcry
Sabato 17 Novembre 2012, 11.33.55
1
buonissimi & validi nel loro genere solo i PRIMI DUE il resto (che poi ha dato maggior fama e profitti $ ) è solo una successione di album di qualità sempre più mediocri => ma vincenti nel fine di rendersi più commerciali su larga scala internazionale
INFORMAZIONI
1997
Flip/Interscope
NuMetal
Tracklist
1. Intro
2. Pollution
3. Counterfeit
4. Stuck
5. Nobody Loves Me
6. Sour
7. Stalemate
8. Clunk
9. Faith
10. Stink Finger
11. Indigo Flow
12. Leech
13. Everything
Line Up
Fred Durst (Voce)
Wes Borland (Chitarra)
DJ Lethal (Giradischi, Tastiere, Campionatore)
Sam Rivers (Basso)
John Otto (Batteria, Percussioni)

Musicisti ospiti:
Scott Borland (Tastiere nelle tracce 1, 2 e 6)
 
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