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Deftones - Koi No Yokan
( 7895 letture )
Nel pantheon delle band cosiddette nu metal, i Deftones si son rivelati sin dai loro esordi piuttosto atipici.
Difficilmente inquadrabili in toto nelle direttive impartite dall'allora neonato movimento di metà anni '90, i californiani svilupparono sin dai primi vagiti una propria fisionomia poco propensa ai canoni tanto cari alla corrente - come ad esempio le inclinazioni hip hop - maturando ben presto uno stile senz’altro meglio definibile come alternative metal: tale stile è la conseguenza di un gusto melodico più spiccato e sopraffino rispetto a gran parte delle altre realtà del movimento, forgiato e plasmato principalmente dal background new wave, nonché dall'estensione e tecnica vocale del carismatico leader Chino Moreno; attitudine e maturità musicali, le loro, concretizzate nel lavoro forse più osannato, White Pony, nonché palesati dai side project dello stesso vocalist californiano, Team Sleep e Crosses su tutti. Echi più specificatamente dark wave possono già rintracciarsi nel debut Adrenaline e nel successivo Around the Fur, miscelati sapientemente con la parte musicalmente più pesante per ricreare quel tipico schema che da sempre li contraddistingue: passaggi malinconici e cupi, alle volte malsani e dalla distorta emotività, a cui sistematicamente fanno da contraltare le urla rabbiose e psicotiche di Moreno ed una sezione ritmica granitica, impegnata a tracciare linee di fondo massicce come il piombo, mai fuori posto, mai invadenti, sempre precise nella loro spietatezza.
Già col nuovo millennio iniziò a materializzarsi la definitiva maturità compositiva del gruppo, delineandosi quelli che risultarono essere i reali e pressoché decisivi contorni e sostanza dei ragazzi di Sacramento: sound sempre più sgrezzato e vario, corposo e rotondo, ricco di nuovi inserti sonori derivanti dalle sempre più pressanti influenze extra-metal; una potenza volutamente controllata rispetto all'impetuosità degli esordi, divenuta finalmente il mezzo e non più il semplice fine di un heavy metal dal forte carattere introspettivo, saturo di anima e psiche.
In seguito a fisiologici cali ispirativi (Deftones), smarrimenti (Saturday Night Wrist), nostalgici ritorni al passato (Covers), il quintetto californiano da alle stampe in questo 2012 un lavoro attesissimo dagli addetti ai lavori e non, chiamato com’è a dare un degno seguito alla rinnovata forma mostrata appena due anni fa con l'ottimo sesto capitolo della carriera, Diamond Eyes, ideale trait d’union tra i due maggiori prodotti della band, quei White Pony e Around the Fur che seppero ridefinire i canoni dell'intero movimento alternative, riuscendo nell'affatto facile compito di mettere d'accordo un po' tutti, dal pubblico alla critica. Adagiarsi sui risultati raggiunti col lavoro targato 2010 sarebbe stata la cosa più facile ed umanamente comprensibile, e invece...

...E invece no, non è quanto accaduto.
"Deftones" è divenuta ormai una parola ridondante, un termine accostabile senz'altro a molti concetti come, per esempio, può ormai di diritto essere considerato sinonimo di ricerca e creatività: non una volta si è potuta vedere la band percorrere una stessa, identica strada; non una volta ha dimostrato di non essersi in qualche maniera evoluta -o quantomeno di aver tentato di farlo, secondo alcuni- nel sondare nuovi approcci e metodi, potendo contare su una larghezza di vedute non così diffusa nel mondo della musica pesante. D'altronde lo aveva già annunciato lo stesso leader: largo alla sperimentazione, alla ricerca sonora, al piacere di suonare e di far musica; segno che, per quanto possa apparire ricco e già sufficiente, se si ha il coraggio e la volontà di osare anche solo un po', l'orizzonte da sempre contemplato può rivelarsi nient'altro che una finestra verso altri -e perché no, più stimolanti- lidi.
Come non farsi investire dall'impatto di Leathers già ai primi ascolti, dall'intensità di Entombed o dai quasi sette minuti di Rosemary, in bilico tra il post-rock più delicato e l'heavy metal più poderoso? Ad affiancare le numerose ed imprevedibili divagazioni emozionali di questo album non pensiate, infatti, che manchino le chitarre: quando queste non tornano ad alzarsi di tono e veemenza come in Poltergeist, Gauze o Goon Squad, in realtà non fanno altro che creare perenni linee armoniche adatte ai diversi umori, discreti ma persistenti; una prova di maturità, prima ancora che dell'ormai solito e perfetto Chino Moreno, da parte di Stephen Carpenter, chitarrista che qui dimostra una volta per tutte le proprie qualità, togliendo qualunque dubbio a chi limitasse le sue capacità ai riff più oltranzisti.
Che altro dire? Lascio a voi lo spazio per farlo: Koi No Yokan va a toccare l'intima parte di sé, motivo per cui sbilanciarsi in qualsivoglia descrizione o giudizio univoci -che abbiano pretese oggettive- non ha molta ragion d'essere. Il giudizio, di fronte a prodotti come questo, andrebbe modellato sulla propria intima sensibilità; il suo ascolto, a dirla tutta, è un'esperienza indubbiamente da fare, per potere poi far proprio ciò che l'album ha in serbo per chiunque gli si avvicini.
Oggettivamente che dire, invece? Si può con sicurezza affermare che l'album è stato concepito e confezionato con grandissimo gusto e cognizione di causa, sotto ogni aspetto, a partire dal lavoro grafico e proseguendo per un songwriting di indiscusso spessore ed ispirazione. Da celebrare, infine, l'evidente volontà di mettersi in gioco e di sfidare se stessi, cercando di andare oltre quell'orizzonte fino ad oggi conosciuto, solcando nuove vie e possibilità, in cerca di nuovi oceani emozionali. E, ad oggi, questo settimo capitolo discografico sembra aver così tanto dell'odore fresco e dolciastro di cambiamento... di nuovo... di un nuovo futuro musicale.

Koi No Yokan in giapponese indica quel sentimento che, talvolta, può nascere all'incontro tra due persone sconosciute, nelle quali sorge la certezza di innamorarsi l'uno dell'altra; non va confuso con l'amore a prima vista che è un sentimento già esistente, che nasce nel momento stesso del contatto reciproco e della presa di coscienza. È, piuttosto, la consapevolezza che, prima o poi e in modo inevitabile e predestinato, l'amore con quella persona nascerà.
Mi sento, perciò, in dovere di dire una semplice cosa a tutti coloro i quali ascolteranno quest'album e che non se ne innamoreranno subito: tenete bene a mente il suo titolo, prima di ogni sorta di giudizio senza appello. E non è un arrogante invito, il mio, ma un sincero augurio.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
91.52 su 84 voti [ VOTA]
Havismat
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 18.39.07
34
Li seguo dal debutto e li ho visti dal vivo più volte. Secondo me questo è il loro miglior disco.
AnalBag
Martedì 5 Gennaio 2016, 0.28.48
33
Disco che stò piano piano cominciando ad inquadrare ed apprezzare,ogni loro disco è una sorpresa!
Asma
Venerdì 16 Ottobre 2015, 16.07.34
32
Ad ogni ascolto aumenta di valore, me ne sto pian piano innamorando. Album da 80, è quasi un miracolo che facciano uscire ancora melodie del genere.
sam
Giovedì 19 Settembre 2013, 14.11.55
31
Dai ragazzi, i def sono un gruppo della madonna, altrimenti sarebbero già scoppiati come gli altri, però questo album è in calo rispetto al precedente, che era decisamente più convincente. Ci sono delle buone tracce, e si intravedono le qualità indiscutibili di questa band, tuttavia questo non mi sembra l'Album dove le mettono a frutto come spero succeda in futuro. Voto: 7
Macca
Mercoledì 19 Giugno 2013, 11.27.21
30
Sono sempre i Deftones, per carità, ma questo disco a parte la loro indiscussa abilità non mi acchiappa proprio. Gli preferisco di molto "Diamond Eyes", che considero uno dei migliori in assoluto.
Manuel
Lunedì 18 Febbraio 2013, 13.32.06
29
Ascolto i Deftones da quasi 14 anni, non mi sono mai perso un appuntamento con un'uscita di un loro nuovo lavoro. Gli ultimi 4 album me li sono portati a casa uno ad uno e ogni volta mi sono messo le cuffie e ho spento la luce (lo faccio solo con loro e con gli Incubus). Ho viaggiato per oltre 50 minuti senza buttare via niente, nemmeno quella traccia di chiusura un po' molle ma che serviva per chiudere in serenità... Ormai, dopo mesi, l'album lo so a memoria, l'ho ascoltato a fondo e sono fiero di dire che per me é un capolavoro secondo a nessun altro album precedente, escludendo Adrenaline (uno degli album da me più ascoltati nella mia vita), che non lo posso paragonare xché é tutto un altro mondo, totalmente diverso, di un'altra epoca, come é giusto che sia. Beh... Koi No Yokan... voto 95
Gyroscope
Mercoledì 26 Dicembre 2012, 15.33.45
28
disco stupendo.. nei pezzi più tirati si sente molto l'influenza dei quicksand di sergio vega
Federico
Giovedì 29 Novembre 2012, 16.17.22
27
Recensione bellissima e perfettamente in linea con la realtà. Secondo me questo è l'ennesimo scalino verso l'alto che li separa da tutte le altre band in circolazione. Un disco che va approfondito e capito di giorno in giorno, ascolto dopo ascolto. Io sono fottutamente innamorato di questo CD.. è qualcosa che va oltre la normale percezione musicale secondo me. Un viaggio stupendo... per me 90/100
Daniele
Domenica 25 Novembre 2012, 17.50.29
26
Personalmente ,non mi convince pienamente,però Leathers è un capolavoro assoluto,una delle canzoni più belle dei Deftones.
Sonny
Domenica 25 Novembre 2012, 11.36.59
25
Lo sto ascoltando assiduamente da quando è uscito... Davvero spettacolare, di nuovo grazie a questo fantastico gruppo ed al suo frontman, quel Chino Moreno che per me è un idolo ormai da parecchi anni! Leathers mi fa impazzire, ma sono veramente tutte ottime tracks... Che viaggio mentale è Entombed?! Voto: 89
Almetallo
Venerdì 23 Novembre 2012, 14.10.49
24
freedom la penso come te non mi era mai successo con un loro disco strano
Edo
Venerdì 23 Novembre 2012, 10.48.21
23
Ma cosa non è l'intro di Rosemary!?!?!? diabolica...Cazzo mi sembra di avere ancora 16 anni!!!!! Bellissimo sempre di più ad ogni ascolto
freedom
Giovedì 22 Novembre 2012, 17.03.15
22
Strano, sto avendo lo stesso problema con questo disco...ad un certo punto mi annoia. Boh, sarò io...però con Diamond Eyes non mi succedeva.
Almetallo
Giovedì 22 Novembre 2012, 15.59.45
21
Tutto sommato mi sembra buono ma nn sono ancora riuscito ad ascoltarlo come si deve perchè queste canzoni non riescono a prendermi , però promette bene
Matteo
Mercoledì 21 Novembre 2012, 21.53.26
20
Cresce, cresce con gli ascolti... inchino.
N.I.B.
Mercoledì 21 Novembre 2012, 19.45.16
19
E anche con questo Album, i Deftones non deludono affatto... GRANDI...!!!!
Edo
Mercoledì 21 Novembre 2012, 17.40.41
18
Spettacolo, ricorda white pony
benny
Mercoledì 21 Novembre 2012, 17.32.51
17
impressionato come sempre........in puro stile DEFTONES........diventerà un' icona dell'alternative rock....voto 9/10
Nu Metal Head
Mercoledì 21 Novembre 2012, 15.15.43
16
gran bell'album... voto: 80.
lux chaos
Mercoledì 21 Novembre 2012, 0.35.07
15
Per ora, al secondo ascolto, lo reputo inferiore al precedente che mi aveva positivamente impressionato...questo stenta a decollare, grande classe ma per ora non mi cala...vedremo con gli ascolti successivi...per ora 65/70
anvil
Martedì 20 Novembre 2012, 18.25.51
14
Ascoltato a fondo , mi aspettavo qualcosa di più da questa band , per me non supera il 70 di voto .
Daniele
Lunedì 19 Novembre 2012, 23.01.51
13
L'ho ascoltato 5 -6 volte consecutive in macchina,massimo rispetto per questa band,ma per me non è un capolavoro . Un buon album,che merita un 70.
Swan Lee
Lunedì 19 Novembre 2012, 0.07.05
12
@il Perseverante : anche a me mi è piaciuto molto di più di Diamond Eyes, che forse è stato l'album dei deftones che meno mi è piaciuto in assoluto (pur essendomi piaciuto molto, eh!)...Intanto, avevo dato a questo un 85, ma continuando con gli ascolti ora darei un bel 90.
Il Perseverante
Domenica 18 Novembre 2012, 12.34.25
11
un signor disco! personalmente mi è piaciuto di più rispetto al precedente Diamond.
Malleus
Domenica 18 Novembre 2012, 12.10.21
10
Lavoro fantastico, per me hanno raggiunto livelli davvero fenomenali, si evolvono sempre e migliorano di volta in volta, personalmente considero koi no yokan una delle uscite dell'anno... voto 92
Hellion
Domenica 18 Novembre 2012, 11.04.53
9
Bellissimo!!!
Witchcraft
Sabato 17 Novembre 2012, 23.53.41
8
@Swan Lee, no siamo in due, anzi in tre visto il post di No Remorse
NoRemorse
Sabato 17 Novembre 2012, 19.38.56
7
No, io anche lo considero un gran disco... Beware, cherry waves, xerces e soprattutto quel capolavoro di combat sono canzoni incredibili ma tutto l'album è davvero valido. questo koi no yokan però è incredibile.
Swan Lee
Sabato 17 Novembre 2012, 19.08.01
6
Ps. Sono uno dei pochi a considerare Saturday Night Wrist invece un grande disco?
Swan Lee
Sabato 17 Novembre 2012, 18.58.05
5
Un grande album, veramente. Loro sono una delle poche band che non mi han mai deluso. Per quanto riguarda il Nu Metal, (oltre ad esser stata più che altro un etichetta inventata dalla stampa, almeno agli inizi), questi son sempre stati oltre. Li seguo dai tempi di Adrenaline, e quando dopo qualche anno la stampa iniziò a sbatterli in quel calderone assieme a Limp Bizkit, Adema, Linkin Park ed altra cacca starnazzante mi prese un colpo! Avevano pochissimo o niente in comune con gli altri gruppi del cosiddetto Nu Metal. Oggi poi sono davvero lontani anni luce da quel mondo. Infatti sono ancora in giro a stupire. Voto 85.
Alexius22
Sabato 17 Novembre 2012, 17.55.37
4
In questo album riff duri e puri si mischiano con l'emotività e il romanticismo, per me uno dei migliori dischi del 2012. Voto 90 senza indugi.
freedom
Sabato 17 Novembre 2012, 17.06.05
3
Ottimo album come al solito, cresce ad ogni ascolto, ma per me resta leggermente inferiore a Diamond Eyes, che invece entra di diritto tra i capolavori della band. Comunque sempre grandi i Deftones. Voto 80.
Matteo
Sabato 17 Novembre 2012, 16.43.34
2
Però per me Deftones e Saturday Night Wrist sono ottimi album... in pratica non hanno ancora sbagliato un colpo . Forse il secondo ha qualche leggerissmo smarrimento. Ma a cercare proprio il pelo nell'uovo Grandi grandi grandi e bellissimo questo nuovo. Sono particolarmente in fissa con Poltergeist e Rosamary adesso che ho l'album in mano e dopo aver consumato i singoli(Leathers, col quel testo è una bomba atomica). La prima sopratutto perchè spacca tutto(sparata in cuffia tra le strade della città poi), la seconda per la sua delicatezza e un testo particolarmente sentito dal sottoscritto Devo dire che in questo album sono rimasto particolarmente rapito come mai prima, dove invece è sempre il Chino prima di tutto ad incantarmi, dalle trame di Stephen. E proprio oggi, dopo tanti anni, ho realizzato e interiorizzato, creato in me un'immagine perfetta del suo stile chitarristico: l'essenzialismo e il tocco fugace della pittura e poesia tradizionale giapponese. Credo che questa immagine me l'abbia incisa definitivamente quel semplice riff portante di Entombed che mi ha fatto venire in mente proprio l'immagine di un tenue ruscello in questo stile. Influenzato del titolo giapponese dell'album? No, sono un appassionato di queste forme e credo che anche a loro non siano estranee.
Witchcraft
Sabato 17 Novembre 2012, 15.48.13
1
uno dei capolavori di questo 2012....album incredibilmente affascinante ed emozionante...era dai tempi di White Pony che non rimanevo così stregato da un album dei Deftones....bellissima recensione Andrea, complimenti
INFORMAZIONI
2012
Warner Bros./Reprise
Alternative Metal
Tracklist
1. Swerve City
2. Romantic Dreams
3. Leathers
4. Poltergeist
5. Entombed
6. Graphic Nature
7. Tempest
8. Gauze
9. Rosemary
10. Good Squad
11. What Happened To You?
Line Up
Chino Moreno (Voce, Chitarra)
Stephen Carpenter (Chitarra)
Sergio Vega (Basso)
Abe Cunningham (Batteria)
Frank Delgado (Tastiere, Campionatore, Giradischi)
 
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