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Killers Lodge - Killers Lodge
( 2018 letture )
Prendi tre malviventi, li sbatti in una saletta con una strumentazione basica e cerchi di mettere assieme quello che viene fuori. Questo quello che viene in mente ascoltando la prima volta Killers Lodge, prima release degli omonimi Killers Lodge. Poi prosegui con l’ascolto e dopo un po’ è chiaro che questi brani non possono essere il frutto di tre casinisti e basta: c’è del gusto, ci sono delle qualità tecniche non indifferenti e c’è una qualità complessiva tanto del songwriting che del mixaggio e della produzione in generale, che non possono essere appannaggio di tre improvvisati. Allora prendi il libretto e leggi i nomi dei tre loschi figuri, e tutto torna: i Killers Lodge sono la band di John KillerBob, bassista di Cadaveria ex-Necrodeath e Raza de Odio, di LJ Dusk, chitarrista dei DyNAbyte (sempre assieme a John) e di Christo Machete ex batterista dei Raza de Odio. Insomma, tre che di strada insieme e per conto proprio ne hanno fatta parecchia e che a fine 2011 hanno deciso di mettere su questo nuovo progetto. Dopo un breve periodo iniziale col monicker KillerBob & the Black Lodge, il cambio di nome per il definitivo ed attuale Killers Lodge porta all’uscita del qui presente promo autoprodotto. Sei brani al fulmicotone per un totale di poco più di diciotto minuti. Pochi, maledetti e subito.

La band non si nasconde dietro a sofisticazioni o paramenti paludati e spara diretta sei tracce brucianti ed ignorantissime, palesemente debitrici di un metal grezzo e primordiale che vede Motorhead e Venom come riferimenti principali ed irrinunciabili. Ritmiche forsennate, sempre condotte su velocità notevoli, riff che prendono tanto dal punk quanto dal metal, basso presentissimo e distorto, costantemente improntato al continuo sostegno e rilancio per una voce gutturale e carta vetrosa, alla Cronos/Demolition Man, tanto per intenderci. C’è altro da dire? In realtà no, perché le coordinate sono talmente chiare e definite che si potrebbe anche chiudere qui il discorso ed invitare tutti gli amanti del genere a farsi avanti. Ma un qualcosa proviamo comunque ad aggiungerlo. Innanzitutto, in un genere così codificato e di evidente ispirazione, la differenza non può che farlo il songwriting e, seppur senza mai toccare chissà quali vette di profonda ispirazione, bisogna ammettere che le canzoni filano via che è un piacere, lasciando la piacevole sensazione di aver ascoltato un qualcosa di estremamente ben fatto e convincente. Non cambieranno la storia e la vita di nessuno, ma quanto a potenza, velocità e competenza in materia hanno di che insegnare a molti. Altro punto fondamentale diventa la prestazione strumentale e sotto questo profilo il promo ci dà probabilmente il suo meglio, con un Christo Machete sugli scudi per qualità tecniche e capacità di immedesimarsi nel ruolo, sia quando sono gli elementi punk a prendere il sopravvento, come in The Grudge, sia quando invece è l’elemento metal a prevalere come in Cosmos, Ship of Fools e nella conclusiva New Life. Buona la prova di KillerBob al basso, elemento chiave di tutti i brani, base e punto di volta della proposta contenuta in Killers Lodge. Forse l’elemento che soffre un po’ di più nell’equilibrio generale è proprio la chitarra di LJ Dusk, costretta un po’ dagli altri strumentisti ad un ruolo di rifinitura ed accompagnamento, che raramente la pone al centro dell’attenzione. Comunque, la qualità dei riff offerti è più che buona, come le rare sortite soliste. La conseguenza di questo leggero ridimensionamento dell’apporto chitarristico, è una certa linearità dei brani, che offrono degli arrangiamenti calibrati ma piuttosto basici e non si aprono a grandi evoluzioni. E’ ovviamente il genere che richiede immediatezza e sostanza a discapito dell’approfondimento, ma effettivamente qualche escursione in più non avrebbe guastato. Altro punto da rivedere in futuro è la prova vocale del leader, che appare migliorabile ed ancora poco sviluppata sotto ogni punto di vista. Sulla lunga distanza di un album completo, potrebbe rivelarsi un limite invece di un’arma in più a disposizione della band.

Nel complesso, siamo quindi di fronte ad una release curata e ottimamente realizzata, nella quale tutto il lavoro di preparazione e quello “dietro” alla musica è pensato e valutato attentamente. Il che parrebbe contrastare con l’approccio diretto, fisico e sporco della musica proposta, ma permette in realtà alla stessa di emergere nella sua identità complessiva. Suono crudo e diretto, estremamente live, ma mixaggio bilanciato e giusta spazialità degli strumenti. Istinto, ma anche cervello. La sensazione iniziale, deve quindi tenere conto anche della qualità dei musicisti in questione e della loro esperienza nel campo, il che è un valore aggiunto, per un promo che comunque all’ascolto va giù come un bicchiere d’acqua. O forse sarebbe meglio dire di vodka? Buona la prima quindi, aspettiamo la band per le prossime evoluzioni.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
Radamanthis
Venerdì 23 Novembre 2012, 23.42.57
4
Beh The True, se fosse stata vera la storia dei galeotti non sarebbe stata nè la prima nè l'ultima band...Mr. Varg Vikernes ti dice qualcosa?
Er Trucido
Venerdì 23 Novembre 2012, 23.06.18
3
Vabbè... Domani sera suonano a Genova e me li perdo, porca zozza. (il batterista veniva alla mia stessa scuola, lol)
Lizard
Venerdì 23 Novembre 2012, 22.26.21
2
Mica lo sono per davvero!! Era un modo di dire
the True
Venerdì 23 Novembre 2012, 19.43.18
1
ambè, mò ci mancava la band di galeotti....annamo bbene...
INFORMAZIONI
2012
Autoprodotto
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Like a Rock
2. Cosmos
3. The Grudge
4. Inefficiency
5. Ship of Fools
6. New Life
Line Up
John KillerBob (Voce, Basso)
LJ Dusk (Chitarra)
Christo Machete (Batteria)
 
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