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Primal Fear - Seven Seal
( 5213 letture )
L’aquila d’acciaio dei Primal Fear torna a volare, ed a solo un anno di distanza da “Devil’s Ground” appone il suo settimo sigillo (come si evince dal titolo) alla storia di Ralf Scheepers e soci. “Seven Seals” è un album di pieno, potente, onesto power metal, che di certo non deluderà i fans dei tedeschi. Un’opener forse un po’ poco originale ma potente come “Demos and Angels” dà il via ad un platter variegato, multiforme forse come non mai, nel quale il quintetto teutonico gioca a fare il “cattivo” (“Rollercoaster, “Evil Spell”, due autentiche bombe veloci e devastanti) e il “buono” (ascoltare per credere il terzo pezzo, “Seven Seals”: una power ballad davvero bella, dolce ma ‘pesante’, come si conviene ad un gruppo power). L’esperienza c’è, eccome, e si sente un po’ dappertutto in questo disco; ciò non toglie che il suddetto presenti qua e là vistosi cali di verve compositiva (l’opener, per l’appunto, o “Immortal Ones” e “Question of honour” sono un po’ troppo ‘filler’ per reggere il confronto con le sorelle dell’album). C’è tanta esperienza, si diceva; la suddetta affermazione si può anche leggere come ‘furbizia’ quando, in “All for one” per esempio, si ricicla (mi si passi il termine) “Hallowed be thy name” nella strofa; l’intero cd è peraltro disseminato di continui ‘appoggi stilistici’ a certi Judas Priest più moderni, o ai Rage della prima era. Ciò non toglie che la voce di Ralf sia un marchio di fabbrica ormai, anche se a volte tende ad esagerare con le parti in screaming, perdendo definizione ed espressività. L’album fila via che è un piacere, con una potentissima sezione ritmica e delle chitarre davvero belle; una piccola nota, a proposito: è interessante notare come bands di questo calibro pongano la massima attenzione ai piccoli dettagli, nello specifico le distorsioni delle chitarre: lontane anni luce da quelle dei primi lavori, sono accostabili talvolta quasi a quelle di Rammstein, Fear Factory, con una pasta più ‘industrial’, per capirci, mentre altrove ritornano più morbide nell’EQ o leggermente caricate di chorus ed armoniche. Ciò è segno, ancora una volta, di grande esperienza e di un sapiente lavoro dietro al banco mixer.
In conclusione, potremmo dire che “Seven Seals” è di certo un album maturo e gradevolissimo, seppur non faccia gridare al miracolo. La band del pelatone Ralf sa il fatto suo, anche quando le idee sembrano un po’ venir meno, e, come si suol dire, “piuttosto che niente, meglio piuttosto”.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
54.24 su 57 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 1 Ottobre 2017, 10.26.53
3
Con Seven Seals hanno dato un taglio più melodico alla loro proposta, spuntano le tastiere e qualche power ballad. Di fatto l'esperimento è riuscitissimo, questo e il successivo New Religion rimangono due tra i migliori album della loro discografia. Scheepers sugli scudi come sempre, ma anche la sezione ritmica non scherza (Randy Black probabilmente negli Annihilator aveva le mani legate). Per me 80/85
xXx
Sabato 22 Marzo 2014, 18.33.29
2
idem x devil's ground! no comment...
Maurizio
Venerdì 29 Aprile 2011, 18.08.00
1
By far il migliore della band. Potentissimo, ben prodotto e vario. Fa tremare i muri.
INFORMAZIONI
2005
Nuclear Blast
Power
Tracklist
1. Demons & Angels
2. Rollercoaster
3. Seven Seals
4. Evil Spell
5. The Immortal Ones
6. Diabolus
7. All For One
8. Carniwar
9. Question Of Honour
10. In Memory
Line Up
Mat Sinner: Bass, vocals
Randy Black: Drums
Ralf Scheepers: Vocals
Stefan Leibing: Guitar
Tom Naumann: Guitar

www.primalfear.de
 
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