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Artillery - Fear of Tomorrow
( 2815 letture )
Bisognerebbe rivalutare, e non di poco, l'importanza storica e artistica rivestita dai danesi Artillery nel panorama metallico internazionale: una band di primissimo livello, che pure non ha mai goduto delle attenzioni e delle lodi che meritava. Già col debut-album Fear of Tomorrow, gli Artillery ebbero modo di porre l'accento sull'importante quid qualitativo della propria musica, in quanto capaci di sciorinare una serie di fucilate secche e perentorie che non sfioravano mai la banalità o l'ignoranza compositiva, anzi. Per l'epoca, il prodotto era assolutamente d'avanguardia, anche perché -a parte poche eccezioni, come i soliti Metallica- nel 1985 il thrash metal era ancora concepito unicamente come genere grossolano ed irruente, con poco spazio per gli orpelli e le trame intricate. Gli Artillery, invece, stavano già esplorando sentieri stilistici di tutto rispetto, divenendo dei pionieri e dei precursori, troppo spesso dimenticati anche dalle enciclopedie. Il loro disco d'esordio forniva qualcosa di innovativo, personale, fresco e di grande valore tecnico, attraverso cui i Nostri si distinguevano senza fatica dalla massa di thrashers incalliti e dall'approccio dozzinale. La differenza tra un riff brillante ed uno mediocre è, per esempio, a dir poco seminale; lo ha sempre saputo bene la band nordica, che infatti poggia la sua proposta su un rifferrama incendiario capace di rendere caratteristici e riconoscibili i vari pezzi in scaletta. Sono riff in parte ancora debitori della tradizione classic-heavy, eppure già orientati verso un thrash tanto vigoroso quanto progressivo nelle dinamiche; l'influenza del metal old school risalta con evidenza anche nelle vocals di Flemming Rönsdorf, epiche e del tutto particolari. L'interpretazione del singer è teatrale, energica ma enfatica, e queste peculiarità non fanno che rendere ancora più originali le accelerazioni thrashy e le ritmiche da headbanging proposteci lungo i quarantuno minuti e mezzo di durata del platter. Si intuisce da subito la lungimiranza nel songwriting dei giovani danesi, alla prese con strutture articolate ed in continua alternanza: il loro è uno stile ancora perfettibile e abrasivo nell'incedere, eppure costituito da architetture ricche di spunti e varianti, che non alterano la scorrevolezza e la veemenza del disco stesso. Fear of Tomorrow resta così trascinante, fin dal primo impatto: certo, la produzione suona un po' datata, ma il flavour ottantiano ci concede un nostalgico tuffo in quell'alone di mistero ed oltraggio che oggi sta andando perso. Non sono ancora gli Artillery belli e compiuti di By Inheritance, quelli ultratecnici e dalle produzioni bombastiche, quelli sbalorditivi delle melodie mediorientali, eppure già così mettono l'acquolina in bocca. È letteralmente impossibile restare fermi di fronte ai loro irresistibili e velocissimi assalti ritmici a rincorsa, o al cospetto di refrain gonfi di tensione: provare per credere.

L'album, realizzato sotto l'egida della Neat Records, si apre col riffone poderoso di Time Has Come, mettendo subito in primo piano le linee vocali molto evocative; alcuni rallentamenti nella parte centrale contribuiscono a creare un'atmosfera molto tesa, poi il pezzo riparte con una sezione tambureggiante ed assoli febbricitanti, irresistibili fin da subito. Incalza presto The Almighty, un impellente martellamento ritmico a forte velocità, infarcito di vocals al vetriolo e riff velenosi; durante l'assolo di chitarra elettrica è possibile scorgere, in sottofondo, una chitarra acustica che puntella i primissimi abbozzi di melodia orientale, prima dell'urticante ripartenza rapida. Show Your Hate fa sfoggio di ripartenze da capogiro, le solite rasoiate sferzanti e vocals leggermente più cupe; Out of the Sky si avvia cadenzata prima di accelerare repentinamente, esaltando il lavoro corposo di Carsten Nielsen col doppio pedale. Anche i riff si fanno qui sempre più tetri, e dopo un rallentamento centrale il brano si infuoca sulle ali di un lungo assolo a briglia sciolta. E' proprio nel corpo centrale del platter che si conferma la bontà del parco-riff di Jørgen Sandau, chitarrista di ottimo livello e capace di partorire idee taglienti e di notevole impatto. Riff d'apertura roboanti introducono Out of the Sky, composizione nella quale la band esegue un furibondo assalto ritmico con vocals concitate ed assolo dinamitardo; da torcicollo è pure Into the Universe, fin dai primi istanti, mentre l'irrequieta e bombarola The Eternal War poggia su un pesante giro chitarristico d'apertura, prima di scatenarsi nel consueto massacro ritmico. Qui il vocalism tocca uno dei suoi punti più ostici da digerire, ma il tutto viene compensato da un assolo fulminante, iper-thrashy. Posta come penultima traccia, la titletrack Fear of Tomorrow è l'ennesimo attacco frontale immediato; ancora una volta sugli scudi il drummer, preciso e potente: un apporto non comune per l'epoca. La chitarra di Michael Stütze imbastisce un assolo stordente che arricchisce il pezzo, e ci trascina alla conclusiva Deeds of Darkness; quest'ultima parte a fari bassi, minacciosa e misteriosa, prima di creare il consueto putiferio progressivo, costituito da frustate pericolanti e modulazioni interne ben congegnate.

Spesso sentiamo accostare il moniker danese a quello dei Coroner, per la ricercatezza musicale, ma è importante rimarcare come gli Artillery, in realtà, non si siano ispirati a nessuno, ed abbiano iniziato a suonare nel 1982, senza la consapevolezza di far parte del movimento thrash. Questo permette loro di rientrare nel ristretto novero dei primissimi esponenti europei del filone, un merito di cui andare fieri. Tornando al disco in oggetto, si può dire che l'intera scaletta sia improntata su pezzi dediti a mostrarci la facciata più thrashy ed energica dei metallers di Taastrup, impegnati in bordate violente e rapidissime: tanti i momenti da delirio nel susseguirsi delle nove tracce, con le chitarre sempre taglienti e veloci nel mitragliare riff di ottimo gusto; gli assoli restano ancora fortemente tradizionali, buoni ma non pazzeschi. La voce atipica di Rönsdorf, della quale già si è detto, rimane una sorta di trademark: a tratti è quasi operistica nella timbrica, ma sempre alle prese con linee molto rabbiose e serrate. Il risultato di tale mix è positivo, anche se va detto che in diversi momenti si ha la percezione di un approccio estremamente datato, difficile da apprezzare se si è abituati a sonorità moderne o refrain accattivanti. Non aspettatevi ritornelli orecchiabili o da pugni al cielo, ma chorus quasi pomposi ed iniettati di veleno, che solo il vero appassionato del genere può davvero capire ed amare. In realtà l'intero disco merita più di qualche ascolto superficiale per essere compreso ed apprezzato, pur non toccando ancora i vertiginosi apici tecnici dei suoi successori e rimanendo lontano dalla qualità tecnica, sonora e compositiva di questi ultimi. In Fear of Tomorrow ci sono molte idee e barlumi di genialità: tutto quanto di buono verrà poi ripreso e sviluppato con mezzi migliori e consapevolezza più affinata. Difficile eleggere qualche brano-simbolo: nessuna traccia spicca sulle altre, perché la qualità è molto omogenea e non ci sono filler. I pezzi sono già ricchi di elementi, eppure questo full length è solo l'inizio del cammino per una band che, di lì a poco, saprà stupire tutti, facendo ancora meglio.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
84.46 su 13 voti [ VOTA]
vitadathrasher
Lunedì 3 Dicembre 2012, 18.36.17
14
Album acerbo ma pieno di spunti interessanti. By Inheritance è il loro capolavoro, ma non è bastato a far decollare la band nell'olimpo. Thrash di livello altissimo.
fabio II
Lunedì 3 Dicembre 2012, 15.47.24
13
Sempre piaciuti molto, li ho visti anche on stage e sono trascinanti e genuini. 'Time has come' la vedrei bene in prima serata su Piss-Factor, godrei proprio a vedere la reazione di quel binomio di mentecatti spettatori/giuria ( ullallà che invenzione..... la giuria )
Celtico
Lunedì 3 Dicembre 2012, 13.13.50
12
grande album, molto sottovalutato anche dagli stessi fans che apprezzano molto di più i due lavori successivi...l' unica pecca è una produzione non perfetta, ma forse è proprio questo il bello dei capolavori anni 80.. concordo al 100% con la recensione tranne che per il voto..Questo è un debut album almeno da 90
Nightblast
Domenica 2 Dicembre 2012, 21.39.38
11
Grandissimo disco per una band enormemente sottovalutata...Il fatto di provenire dalla Danimarca, terra, in ambito Metal, indissolubilmente legata alla figura di King Diamond, di sicuro non ha giovato alla loro carriera...Ad ogni modo è una band da rivalutare assolutamente.
cultistapazzo
Sabato 1 Dicembre 2012, 17.25.30
10
veri eroi.
Cardinal Carlo Maria Martini
Sabato 1 Dicembre 2012, 16.10.04
9
Convengo in toto con la centratissima recensione e straquoto, particolare, la frase iniziale. Ora sotto con Terror Squad e i giochi sono fatti.
piggod
Sabato 1 Dicembre 2012, 14.41.48
8
Che bel concentrato d'ignoranza, comunque stiamo parlando di una band che avrebbe meritato molto di più di quello che ha ricevuto.
Ubik
Sabato 1 Dicembre 2012, 14.10.38
7
Non male come disco ma il vero salto di qualità lo compiranno con Terror Squad per poi arrivare a quel capolavoro di By Inheritance
il vichingo
Sabato 1 Dicembre 2012, 14.04.04
6
Lavoro più che buono ma preferisco di gran lunga Terror Squad ed il superbo By inheritance.
Undercover
Sabato 1 Dicembre 2012, 14.00.35
5
Concordo con quanto scritto da Saverio che mi ha rubato le parole di bocca
LIzard
Sabato 1 Dicembre 2012, 13.55.50
4
Grandissima band, davvero da rivalutare. Disco grezzo e seminale, già significativo, ma col prossimo Terror Squad faranno davvero un bel salto.
Flag Of Hate
Sabato 1 Dicembre 2012, 13.15.09
3
"Bisognerebbe rivalutare, e non di poco, l'importanza storica e artistica rivestita dai danesi Artillery nel panorama metallico internazionale" come si fa a non quotare questa frase? Uno dei gruppi migliori del vecchio continente. Come ho detto altrove, con "By Inheritance" avrebbero meritato una fama internazionale, ma purtroppo la storia e il destino sono stati crudeli con loro. Questo "Fear of Tomorrow" è un disco che lascia il segno. 89/100
anvil
Sabato 1 Dicembre 2012, 12.26.18
2
Ho il vinile e ho detto tutto .
xutij
Sabato 1 Dicembre 2012, 12.21.09
1
Oscuro,cattivo e ignorante. Questo erano gli Artillery, anche se questo Fear Of Tomorrow, per quanto bello, non regge il paragone con i due successivi. Flemming Rönsdorf è il mio cantante Thrash preferito, ho detto tutto
INFORMAZIONI
1985
Neat Records
Thrash
Tracklist
1. Time Has Come
2. The Almighty
3. Show Your Hate
4. King Thy Name Is Slayer
5. Out Of The Sky
6. Into The Universe
7. The Eternal War
8. Fear Of Tomorrow
9. Deeds Of Darkness
Line Up
Flemming Rönsdorf (Voce)
Michael Stütze (Chitarra solista)
Jørgen Sandau (Chitarra ritmica)
Morten Stützer (Basso)
Carsten Nielsen (Batteria)
 
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