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Wheels - Wanna Change My Life
( 2103 letture )
Se dovessimo rappresentare il qui presente disco con un grafico, risulterebbe una U quasi perfetta, indicando con questo un inizio ed una fine promettenti, ma una parte centrale praticamente priva di qualsiasi interesse. Ho detto “quasi” perfetta, perché c’è solo una traccia in quella maledetta parte centrale che si salva, ma di questo ne parleremo dopo. Chi sono gli Wheels? Innanzitutto, già col monicker iniziano i primi problemi d’identità. Sì, perché ancora adesso non mi è chiaro se il nome corretto sia Wheels (più probabile) oppure The Wheels, visto che riferendoci alla loro pagina Facebook li troveremo cercando The Wheels, ma poi qualunque altro indizio sembra indicare che il nome corretto sia senza l’articolo iniziale. Dubbi sul monicker a parte, la band nasce a Torino nel 1995, l’era del grunge, come sottolineano fin da subito loro stessi. Dopo qualche normale cambio di formazione, la band giunge alla pubblicazione nel 2011 del primo EP, intitolato Big Snake, a cui fa seguito il primo full length, il qui presente Wanna Change My Life.
Di che disco si tratta? È presto detto: un hard rock minimale e senza particolari intenzioni che lascia molto a desiderare. Sia per i suoi contenuti puramente musicali, sia per le liriche (che ancora potremmo far passare visto lo stile ricercato), sia per le qualità dei singoli. La prima impressione è che la loro volontà sia quella di fare il verso a gruppi come Motorhead e simili, proponendoci un cantato sporco e grezzo, dei riff di chitarra sempliciotti e delle ritmiche ben squadrate, che certo non cercano guizzi di alcun tipo. A dir il vero, l’unico elemento che in parte si salva sono proprio le chitarre, in particolar modo quella solista, unica ancora di salvataggio nei momenti più bui del disco.

Partiamo passando in rassegna i pochi momenti qui presenti al di sopra della sufficienza: l’iniziale Beneath the Rainbow, che ha le parvenze di un brano alla Motorhead, merita di essere citata per via della grinta che è in grado di trasmettere, di strofe e ritornelli azzeccati seppur non certo di livello eccezionale, e di un assolo davvero gradevole presente dopo il terzo minuto di ascolto. Così anche 3611, che ci presenta inoltre una struttura già più varia, e che va a parare dove i Lordi riuscirono qualche anno fa, con tutto ciò che ne può scaturire; davvero notevole l’accelerata che si può sentire ad un minuto e mezzo dalla fine, con una chitarra che finalmente esplode in tutto il suo splendore. La conclusiva When I Think è quantomai rivelatrice nel titolo: quando pensano, gli Wheels sembrano sapere come si tengono in mano degnamente gli strumenti. Il brano si sviluppa con un andamento lento e dalle atmosfere malinconiche, almeno fino alla parte centrale, in cui gli strumenti danno il via ad una canzone vivace, smorzata solamente da un cantato non del tutto adatto al contesto.
Andiamo a vedere cosa ci propongono i rimanenti brani? Di tutti, e dico tutti, i restanti pezzi si salvano solo -e solo in parte- Wheel e Devil Take Me, canzoni grezze ed ignoranti ed in perfetto stile hard rock da serata marcia al pub. Qualunque altro brano non vale nemmeno la pena di essere citato, ma solo criticato, con tutte le buone intenzioni del caso. E non chiedetemi di estrapolare qualche titolo specifico, perché è proprio la totalità di questi pezzi ad essere deficitaria. Ciò che manca più di tutto agli Wheels è una voce all’altezza della situazione: il cantato di Claudio Caroli, anche con tutta la buona volontà che ci vogliate mettere nel giudicare, è estremamente “amatoriale”, caratterizzato da stonature facilmente percepibili e privo di qualsiasi spiraglio di qualità. Per fare del buon hard rock non basta la passione musicale o l’amore incondizionato per certe sonorità, bisogna metterci anche della professionalità e, al momento, non è questo il caso di Caroli. Per quanto riguarda il lavoro alle chitarre, è generalmente buono l’apporto di Enzo Pignataro alla chitarra solista, mentre è nuovamente Caroli a mancare di spunti degni di nota alla ritmica. Basso e batteria svolgono parallelamente il proprio compito senza evidenziare un grande spirito d’iniziativa, ma perlomeno fanno “quadrare i conti”, presentando una struttura di base da cui potrebbero partire anche grandi cose.

Alla fin fine il disco non dispiace nemmeno così tanto, non è del tutto privo di momenti interessanti e può perlomeno far sperare che il futuro non ci possa portare qualcosa di peggio. La speranza è che gli Wheels non si vogliano limitare solamente a canzoncine così poco rilevanti, ma proporci qualcosa di ben più sostanzioso visto che le potenzialità -almeno dal punto di vista chitarristico- non mancano. Wanna Change?.



VOTO RECENSORE
46
VOTO LETTORI
83 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2012
G-Records/Rough Trade Germany
Hard Rock
Tracklist
1. Beneath the Rainbow
2. Wheel
3. Power of the Rock
4. 3611
5. Big Bon Star
6. I Won’t Be Cool
7. Easy Foxy Lady
8. Big Snake
9. Devil Take Me
10. When I Think
Line Up
Claudio Caroli (Voce, Chitarra ritmica)
Enzo Pignataro (Chitarra solista, Cori)
Davide Scarpelli (Basso)
Paolo Gazzola (Batteria)
 
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