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Slash (feat. Myles Kennedy and The Conspirators) - 2011/2012
( 3481 letture )
Si sta avvicinando Natale, periodo di letizia e gioia, ma anche e soprattutto, nella nostra società, di frenetico scambio di regali. E cosa può esserci di meglio, per un pulsante cuore da rocker, di vedersi recapitare sotto l’albero il qui presente 2011/2012, corposo box set targato Slash feat. Myles Kennedy and The Conspirators? E’ indubbio difatti che il chitarrista conservi ancora un posto speciale nel cuore di molti appassionati di rock e che il cantante degli Alter Bridge costituisca una delle ugole più celebrate degli ultimi anni. E’ troppo allettante, pertanto, la possibilità di vederli uniti e potersi gustare le loro performance mentre si divora comodamente un torrone sul divano di casa propria. Ma cosa c’è, materialmente, di così gustoso (oltre alla prospettiva di mangiare un torrone) in questa edizione? Scopriamolo assieme.

L’imponente raccolta è composta da un corposo album fotografico e da ben quattro dischi: i primi due comprendono il CD ed il DVD del live Made in Stoke 24/7/11, registrato nella città natale di Slash al culmine della sua promozione del suo primo, omonimo album solista; come già abbiamo avuto modo di vedere, si tratta di un eccellente live che cattura tutta la passionale energia sprigionata dalla chitarra dell’ex ascia dei Guns ‘N Roses e tutta la potenza della formazione che lo accompagna. Naturalmente si tratta di un’opera incentrata pienamente sul già citato disco solista e sulla band con cui Slash ha raggiunto la fama, quindi non c’è troppo spazio per le altre sue esperienze, come i Slash’s Snakepit o i Velvet Revolver; questo potrebbe deludere qualche fan più oltranzista, ma l’album funziona ed è pienamente godibile, sia nella sua versione DVD, che riproduce lo show nella sua intera durata, sia in quella CD, monca di diversi brani rispetto al DVD ma comunque efficace. Il terzo disco, chiaramente, non può che essere la versione in studio del recente Apocalyptic Love, con i suoi punti di forza, ma anche con le sue debolezze che ne hanno fatto un disco assai discusso al momento della sua uscita, soprattutto per lo scarso sfruttamento delle enormi capacità canore di Myles Kennedy. Ma sarà sempre meglio un album discusso targato Slash piuttosto che un grande album di Justin Bieber, dico bene oppure no? Piuttosto, qualcuno potrebbe a questo punto chiedersi e chiederci perché dovrebbe acquistare quest’edizione limitata, visto che al suo interno si trovano prevalentemente prodotti già usciti e disponibili sul mercato da diversi mesi, se escludiamo il book fotografico. La motivazione principale risiede nel quarto disco, che contiene un lungo ed inedito live registrato a New York nell’ambito del tour promozionale di Apocalyptic Love, passato anche per casa nostra. Ed è per forza di cose su quest’ultimo prodotto, allora, che è necessario concentrare la nostra attenzione: lo show si apre con un estratto dalla colonna sonora di Scarface, poi la band sale sul palco ed apre le danze con la divertente Mean Bone, tratta da Ain’t Life Grand, seconda fatica degli Slash’s Snakepit; la scena viene rubata tanto dal carismatico singer quanto, ovviamente, dal chitarrista, che riesce a sprizzare pathos da tutti i pori nonostante un’orrenda maglietta bianca con un faccione di Topolino stampato. Il nostro lascia subito intendere di voler aggiungere più carne al fuoco rispetto a quanto proposto sul precedente live ed inserisce Dirty Little Thing, grezzo brano dei Velvet Revolver, prima di calare il primo asso con Nightrain, accolta ovviamente in modo positivo dal pubblico assiepato sotto il palco; interessante caratteristica dello show, infatti, è vedere gli spettatori molto vicini allo stage, il che crea un’atmosfera quasi intima che non può che far bene allo spettacolo. Myles Kennedy, da frontman consumato ed intelligente qual è, interpreta alla grande i brani suesposti benché siano cantati da tre artisti diversi, riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere nessuno dei tre, ma comunque non rinunciando ad una personale interpretazione; non si può non provare a maggior ragione un po’ di rimpianto nel constatare come, su Apocalyptic Love, non si siano sfruttate appieno tutte le straordinarie potenzialità di questa voce, che dal vivo recupera tutto il suo fascino. Solo a questo punto Slash in persona si rivolge agli spettatori annunciando un brano dal suddetto Apocalyptic Love, la non eccezionale One Last Thrill e poi accennando le note di Back from Calì, una delle tracce del debut album che vedevano al microfono lo stesso singer degli Alter Bridge. La scaletta prosegue agevolmente confermando quanto notato prima in tema di varietà: troviamo difatti i punti di forza dello Slash solista (Ghost e Doctor Alibi) le nuove tracce di Apocalyptic Love (Standing in the Sun) ulteriori chicche degli Slash’s Snakepit (Speed Parade) e dei Velvet Revolver (l’immancabile Slither) e, naturalmente, i classici dei classici fra cui Rocket Queen. Da notare, oltre alla perizia tecnica dei musicisti, anche l’efficacia del loro controcanto, che si integra bene con l’ugola di Myles Kennedy, sugli scudi per tutto il concerto al pari della Les Paul (e del cilindro) del chitarrista britannico. Semmai ci si potrebbe domande perché la telecamera indugi assai poco sul bassista Todd Kerns e sul chitarrista Frank Sidoris, quando invece abbiamo fin troppe inquadrature del pur bravo batterista Brent Fitz, ma si tratta in fondo di sottigliezze, anche perché è palese il fatto che, rispetto ai tre comprimari, la telecamera guardi con infinito amore a Myles Kennedy e Slash. Il picco dello show si raggiunge ovviamente con le ultime tracce, quando la Les Paul macina il riff introduttivo di Sweet Child O’Mine e, infine, quando i due assi a petto nudo (se vi interessa, Myles è in forma fisica sicuramente migliore rispetto al chitarrista, che viceversa ha qualche chiletto di troppo) chiudono lo show con una scatenata esibizione di Paradise City. E’ la chiusura che tutti ci aspettavamo, senza dubbio, ma fa comunque venire i brividi. L’unica assenza che davvero ci colpisce in questo Live from New York è quella del celeberrimo assolo mutuato dalla colonna sonora de Il Padrino, ma se vi manca troppo basta cambiare disco ed inserire nel lettore il DVD di Made in Stoke 24/7/11: qui, difatti, come del resto era noto a tutti coloro che già lo possedevano o lo avevano solo ascoltato, potete ammirare una meravigliosa versione del celebre assolo, combinato con tanti altri giochi di chitarra che mostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, perché Slash è ancora tanto amato, pur non essendo magari il musicista più tecnicamente dotato del pianeta.

Il quarto disco del box, in sostanza, è un eccellente prodotto che ci presenta una band di grande talento al picco della sua forma, che non sbaglia praticamente nulla in quasi due ore di spettacolo e che regala emozioni a non finire. Parlando del solo Live from New York, il giudizio non può che essere dei più lusinghieri. Chiaramente, però, il prezzo complessivo del box è eccessivo per un solo inedito e, nel dare il mio voto finale (fermo restando che si dovrebbe sempre giudicare più il contenuto della recensione che il mero voto numerico), non posso non tener conto di questo. Siamo dunque di fronte ad una buona edizione limitata a prescindere da tutto, ma che non può essere un prodotto imprescindibile proprio a causa del fatto che, su quattro dischi, tre ci sono già noti.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
32.5 su 12 voti [ VOTA]
Sambalzalzal
Lunedì 10 Dicembre 2012, 12.20.58
13
E' da dire painkiller@ che cmq qua parliamo di gente che è arrivata a 50 anni quando a seguito di stravizi sarebbe dovuta morire a 25! Io li vidi con la formazione originale nei 90' e la era una storia totalmente diversa. Il discorso è che oggi come oggi il palco come lo reggevano loro ai bei vecchi tempi dubito ci siano molte bands in grado di farlo. Siamo sempre la, se non viene fuori qualche nome e proposta interessante rischiamo di vedere Slash in giro per concerti per i prossimi 20 anni.
Painkiller
Venerdì 7 Dicembre 2012, 14.31.36
12
Axl al gods é stato imbarazzante, duff non da meno, suoi giri di basso sembravano quelli di un ragazzino con la sua prima cover band...bah...
Sambalzalzal
Giovedì 6 Dicembre 2012, 12.56.28
11
Painkiller@ se parliamo di albums solisti dei vecchi guns io penso che uno veramente bello fu Believe In Me di Duff. Per ciò che concerne il resto come non darti ragione. Quello che molto probabilmente riesce ancora ad attirare attenzione è Axl, i dati di vendita parlano chiaro, e se devo dirti la verità quando lo vidi a Roma (2 anni fa?) alzò un bel concerto. ma Slash? Adler? Non ci siamo proprio. La cosa che più non riesco a capire è come mai si avvalgano sempre di cantanti avanti con l'età e oramai svociati quando penso che grazie alla fama di cui ancora godono possano reclutare elementi giovani che dal vivo specialmente spaccherebbero svariati sederi. Io continuo a sperare in una riunione anche se molto probabilmente invece è meglio così, ognuno per la propria strada e via. Se non altro in tutta l'ultima marmaglia di welcome backs qualitativamente pari allo zero c'è da dire che .uno che si è veramente comportato con coerenza e da signore è stato proprio Axl non volendo unirsi ai vecchi compagni nella Hall Of Fame.
Painkiller
Giovedì 6 Dicembre 2012, 12.13.50
10
Slash, Duff, I Guns odierni...basta please. Appetite for destruction è stato un disco spaventosamente bello, tirato, incredibile ma quanto fatto dai vari membri separatamente dimostra che l'alchimia di quel periodo era magica e solo grazie a quello ne è uscito un capolavoro. Presi singolarmente non sono dei fenomeni...leggere news sugli ex-membri dei guns mi fa sempre male, ma se per altre reunion (di comodo o non) ho nutrito e nutro speranze circa la qualità del prodotto finale, nel caso dei guns mi fa ancora più male al solo leggere o scrivere la parola reunion. Due anni fa Duff al gods mi ha fatto quasi pena, Axl rabbia per quanto non ce la faccia più ma si ostiti a sbeffeggiare sé stesso ed i fans, con tanti di chitarrista che imita Slash sul palco. Che tristezza.
vascomistaisulcazzo
Giovedì 6 Dicembre 2012, 1.09.04
9
visto a Padova una delle serate peggiori della mia vita, Slash è inutile e sopravvalutato come pochi nel panoramo rock.
Barry
Mercoledì 5 Dicembre 2012, 14.43.31
8
Ma certo che è così, difatti era una semplice battuta, seppur magari non riuscitissima
il vichingo
Mercoledì 5 Dicembre 2012, 14.21.21
7
Sono assolutamente d'accordo con i commenti precedenti, tutti questi box set, raccolte e menate varie hanno davvero stufato. Per il resto sottoscrivo l'intervento di blackiesan74, a meno che non siate dei metallari con il paraocchi (onde evitare polemiche, parlo in generale) la buona musica non conosce confini e generi, per cortesia.
blackiesan74
Mercoledì 5 Dicembre 2012, 12.17.24
6
Sinceramente non ho capito la frase "sarà sempre meglio un album discusso targato Slash piuttosto che un grande album di Justin Bieber". Io penso che sia meglio un grande album piuttosto che un album discusso/discutibile, a prescindere dal genere. Quando (e soprattutto SE!!!) Justin Bieber farà un grande album ci sarà solo da fargli i complimenti...
alex
Mercoledì 5 Dicembre 2012, 9.20.55
5
Trovo Slash uno dei chitarristi più sopravalutati di tutti i tempi...il gruppo che ha messo in piedi è solo un pretesto per suonare cover dei Guns dal vivo, cantate dal singer più dotato degli ultimi anni. Appunto, quel Myles Kennedy che a parer mio è assolutamete sprecato in un contesto simile. Poi boh...il fatto che se ne escano con dischi ogni anno, live, boxset, limited edition etc...è la prova del fatto che alla gente piace il duo Slash-Kennedy...e questo mi lascia ancora di più perplesso
Radamanthis
Martedì 4 Dicembre 2012, 17.06.42
4
Sinceramente han rotto tutti un pò il cazzo....QUESTO NON E' HEAVY METAL!!!
Fanthresh
Martedì 4 Dicembre 2012, 16.33.54
3
E' solo una trovata pubblicitaria. Quattro dischi per venderne uno. Poi dicono che uno la musica se la scarica.
fabio II
Martedì 4 Dicembre 2012, 16.16.16
2
Si appunto stavo per scriverlo anch'io, manco fosse Woodstock o gli Yes. Il bello è che hanno un solo disco all'attivo:' Apocalyptic marketing'
oldmetalheart61
Martedì 4 Dicembre 2012, 16.03.58
1
Ebbbastaaaaaaa!!!!! con queste raccolte - live - boxset - special edition - bonus track......
INFORMAZIONI
2012
Eagle Rock Records
Hard Rock
Tracklist
DISC ONE: “MADE IN STOKE 24/7/11” DVD
1. Been There Lately
2. Nightrain
3. Ghost
4. Mean Bone
5. Back From Cali
6. Rocket Queen
7. Civil War
8. Nothing to Say
9. Starlight
10. Promise
11. Doctor Alibi
12. Speed Parade
13. Watch This
14. Beggars & Hangers On
15. Patience
16. Godfather Solo
17. Sweet Child O’ Mine
18. Slither
19. By the Sword
20. Mr. Brownstone
21. Paradise City

DISC TWO: “MADE IN STOKE 24/7/11” CD
1. Been There Lately
2. Ghost
3. Mean Bone
4. Back From Cali
5. Starlight
6. Promise
7. Doctor Alibi
8. Speed Parade
9. Watch This
10. Patience
11. Sweet Child O’Mine
12. Slither
13.By the Sword
14. Paradise City

DISC THREE: “APOCALYPTIC LOVE” CD
1. Apocalyptic Love
2. One Last Thrill
3. Standing in the Sun
4. You’re a Lie
5. No More Heroes
6. Halo
7. We Will Roam
8. Anastasia
9. Not for Me
10. Bad Rain
11. Hard & Fast
12. Far and Away
13. Shots Fired

DISC FOUR: “LIVE FROM NEW YORK” DVD
1. Mean Bone
2. Dirty Little Thing
3. Nightrain
4. One Last Thrill
5. Back From Cali
6. Ghost
7. Standing in the Sun
8. Rocket Queen
9. Doctor Alibi
10. Speed Parade
11. Apocalyptic Love
12. Watch This
13. Starlight
14. Just Like Anything
15. Halo
16. You’re a Lie
17. Sweet Child O’ Mine
18. Slither
19. By the Sword
20. Paradise City
Line Up
DISC ONE & TWO
Myles Kennedy (Voce)
Slash (Chitarra)
Bobby Schneck (Chitarra, Voce)
Todd Kerns (Basso, Voce)
Brent Fitz (Batteria, Voce)

DISC THREE
Myles Kennedy (Voce, Chitarra)
Slash (Chitarra)
Todd Kerns (Basso, Voce)
Brent Fitz (Batteria, Piano elettrico)

DISC FOUR
Myles Kennedy (Voce)
Slash (Chitarra)
Frank Sidoris (Chitarra)
Todd Kerns (Basso, Voce)
Brent Fitz (Batteria, Voce)
 
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