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Abstrusa Unde - Introspection
( 1687 letture )
Pubblicato originariamente come autoproduzione lo scorso anno, Introspection, esordio degli Abstrusa Unde, viene ora ristampato e distribuito da Apathia Records, giovane etichetta indipendente e da sempre interessata alle realtà di nicchia che già opera con i Wormfood, con cui gli esordienti condividono l'axeman Renaud Fauconnier.
Nati nel 2007 con l'intento di dar vita ad un'immensa opera di settanta minuti ispirata al mito di Orfeo, dopo due anni di lavoro i francesi hanno preferito mettere a riposo le ambizioni iniziali per dedicarsi a composizioni meno elaborate tecnicamente (frase da rileggere a fine ascolto di Introspection per comprenderne l'ironia), dando vita ad un debutto incredibilmente curato.
Il lavoro poggia le proprie fondamenta sull'avantgarde, attingendo anche ad elementi del black sinfonico, e conta ben dieci strumentisti impegnati nella sua realizzazione, annoverando la presenza di diversi musicisti di formazione classica nei propri ranghi oltre alla tipica sezione metal. Violino, violoncello e clarinetto (non certo il tipo di strumento che si sente tutti i giorni in una produzione di questo genere) contribuiscono ad arricchire le elaborate composizioni del combo parigino, fregiandole di melodie raffinate.

Il sipario si apre con la titletrack: se dalle prime note ci si potrebbe attendere il classico lento preludio di pianoforte, molto presto le aspettative vengono deluse dal susseguirsi di accelerazioni e rallentamenti delle due mani, come se ci trovasse su delle bizzarre montagne russe d'avorio. Le aperture d'archi e i carillon amplificano la sensazione di ritrovarsi in un mondo fiabesco, attraversando uno strano luna park dalle tinte gotiche in cui ogni giostra sembra vivere di vita propria. L'iniziale impressione di spaesamento presto sfocia nella consapevolezza di essere una marionetta nelle mani degli Abstrusa Unde, abili burattinai che con abilità variano le ambientazioni di brano in brano. Passando per la spettrale Al Aklorodan si toccano cascate di arpeggi dissonanti, perdendosi tra le vertigini hammondiane e gli equilibrismi vocali di Perrine G. fino a congedarsi con una cantilena di bambini; affrontando l'elaborata Carrousel, brano più sostanzioso di tutto il platter, si incontra una sintesi di tutte le varie influenze che ruotano attorno alla band transalpina: dal cabaret al circense, passando per derive elettroniche, black metal ed una buona dose di progressive, accentuata specialmente a livello ritmico.
Tra suoni retro' e melodie degli idiofoni, pianoforti scordati ed organetti, in Introspection la varietà non manca: i brani hanno durate anche molto differenti e alle tracce più ostiche si intervallano episodi più abbordabili, come The Gutter, intermezzo in cui i ricercati passaggi di chitarra si fondono ai synth offrendo un intrattenimento leggero ma per niente banale.
Il tris conclusivo costituisce il nucleo più sperimentale di tutto il disco: si passa per la sognante Hastra Na, che espande i confini dell'ascolto grazie all'utilizzo di arrangiamenti ariosi e fraseggi di chitarra clean molto cadenzati; ci si lascia sedurre dai monologhi usignoleschi del soprano in contrasto alla veemenza del growl in Lost For Life approdando alla solenne Suune Kvalta in cui un incredibile assolo di clarinetto lascia a bocca aperta.
La bonus track strumentale 4.12.12.12.1 cambia leggermente rotta, optando per un approccio più contaminato dall'elettronica e facendo anche uso di campionamenti, fino all'inaspettata virata, vera e propria sorpresa considerate le stravaganti premesse del brano.

Pur non mancando i margini di miglioramento, il ten piece riesce a coniugare una formula interessante e sufficientemente originale, valorizzata da un songwriting molto curato. Gli arrangiamenti mettono in luce una concorrenza di tutti gli strumenti coinvolti nel voler arricchire in profondità le atmosfere bizzarre che caratterizzano i brani, riuscendo a tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore per tutta la durata del disco. Tuttavia, si ritrovano anche dei germi di genialità che avrebbero potuto essere sviluppati ulteriormente, dando l'impressione che quello che viene accolto come un buon debutto avrebbe potuto essere un disco eccellente, se solo fosse stato dato spazio anche alla vena più schizofrenica della band. Certo le risate sinistre, le accelerazioni e l'utilizzo dell'effetto sorpresa funzionano bene, ma la sensazione che la band capitanata da Thibault Schwartz avrebbe potuto spingersi ancora più in là, insistendo ancor di più sulla componente recitata ed avvicinandosi a quanto fatto in passato dai Le Grand Guignol, permane anche dopo ripetute riproduzioni. Se tale strada fosse intrapresa in un futuro prossimo, non c'è dubbio che il seguito di Introspection riuscirebbe a colmare le (lievi) lacune evidenziate e a concorrere senza troppe difficoltà con i nomi più affermati nel settore.

In conclusione: Introspection è un'uscita che saprà conquistare i palati più nobili e colti, riuscendo a mostrarsi in tutto il proprio splendore specialmente a coloro che sapranno lasciar schiudere delicatamente il carillon, al suono delle composizioni degli Abstrusa Unde. Allora gli arrangiamenti si riveleranno in tutta la loro complessità, lasciando intravedere la miriade di infinitesimi particolari che caratterizzano l'album, andando a dipingere un quadro incredibilmente sfaccettato eppure compatto, che necessita di un approccio paziente per rivelarsi appieno nella propria ricchezza.
Infine, tutto il disco è ascoltabile (e gratuitamente) attraverso i canali ufficiali della band, servono forse ulteriori motivazioni per convincervi a dare una chance a questa band?



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
88 su 3 voti [ VOTA]
Nikolas
Martedì 11 Dicembre 2012, 14.43.34
3
Dopo il primo ascolto sono davvero incredibilmente colpito! Gran disco!
Delirious Nomad
Domenica 9 Dicembre 2012, 22.35.47
2
Ultimamente il database viene sommerso da ottimi dischi avant-garde. Bene!
Wasp
Domenica 9 Dicembre 2012, 20.05.30
1
Ho appena finito di ascoltare l'album per intero e posso già dire che, sebbene abbia bisogno di qualche altro ascolto, il contenuto mi piace eccome... questa Francia sta sfornando gruppi uno meglio dell'altro, complimenti.
INFORMAZIONI
2012
Apathia Records
Avantgarde
Tracklist
1. Introspection
2. Hamsa Lonri
3. Al Aklorodan
4. Carrousel
5. The Gutter
6. Hastra Na
7. Lost For Life
8. Suune Kvalta
9. 4.12.12.12.1
Line Up
Thibault Schwartz (Drums, Vocals, Composition)
Diane Hazael-Massieux (Violin)
Renaud Fauconnier (Guitars)
Alexis Fartek (Bass)
Céline Eme (Cello)
Matthieu Marchand (Keys)
Augustin Bernard-Roudeix (Vocals)
Perrine G. (Soprano Vocals)
Aurelien Demaison (Vocals)
Elodie Vosgien (Clarinet)
 
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