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Fall of the Idols - Solemn Verses
( 1642 letture )
Terza prova in studio per i doomsters finlandesi Fall Of The Idols, che dopo lo split Tales of Doom and Woe (2010) hanno subito la grave perdita del batterista Hannu Weckmann, mancato durante la lavorazione di questo lavoro. Circostanze così drammatiche hanno a volte, nell’animo di chi sa tirare fuori la propria forza, effetti positivi; e senza ombra di dubbio Solemn Verses ne è la conferma. L’album non solo dimostra che la band ha fatto molta strada dall’anno di formazione (2000), ma anche e soprattutto che la formazione è tornata sulla scena doom con rinnovato vigore e personalità, conquistando nuovi fan e rivelando di essere una delle realtà più interessanti del panorama estremo, insieme ai Cathedral ma anche ai Boris e ai Church of Misery, band con le quali i Fall Of The Idols hanno molto in comune.

L’impronta prettamente nord europea è onnipresente nel loro songwriting, ma mai esageratamente autocompiaciuta: il giusto equilibrio tra l’adesione a una certa matrice stilistica e l’inserimento della propria personalità emerge già in The One That Awaits, sibillino pezzo d’apertura che convince già dal primo ascolto.
Le sfumature quasi ambient che le chitarre di Turunen e di Sihvonen riescono a creare sono il pezzo da novanta dell’intero disco, capaci come sono di vibrare e far vibrare, supportate in maniera distinta dalla sessione ritmica. La voce di Hakomaki è vincente sia nelle growl vocals che nelle parti clean, in particolare nell’atmosferica Hymn - forse il brano migliore dell’intero disco - arrivando a toccare momenti non solo di onesta epicità, ma anche di forte emozione.
Non è la rabbia, non è l’angoscia nella nuance più collerica e aggressiva ad interessare alla band, quanto la capacità di pennellare a suon di mid tempo, chitarre armonizzate, e calibratissimi stop and go una serie di cosmi incastrati l’uno nell’altro, che evidentemente sono il bagaglio preponderante dell’intera formazione. In questa precisa direzione procedono i pezzi conclusivi, vale a dire Cycle of The Fallen e The New Crusade, energici e poetici allo stesso tempo.

Un bel disco che vale la pena di avere.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
piggod
Giovedì 3 Gennaio 2013, 22.32.23
3
Che disco, signori, che disco!!!!
organium
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 13.32.41
2
Concordo pienamente con Undercover, candidato a disco Doom dell'anno.Voto 92
Undercover
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 11.25.23
1
Già mio da tempo, ormai con Peter siamo in contatto costante, è il migliore della band e stavolta si va ben oltre il 90 per i miei gusti, questo è un CAPOLAVORO.
INFORMAZIONI
2012
I Hate Records
Doom
Tracklist
1. The One That Awaits
2. Descant Deific Psalms
3. Genius Loqi
4. Hymn
5. Cycle of the Fallen
6. The New Crusade
Line Up
Jyrki Hakomäki (vocals)
Rami Moilanen (guitar)
Tommi Turunen (guitar)
Jouni Sihvonen: (guitar)
Vesa Karpinnen (bass)
Hannu Weckman (drums)
 
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