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TBP - Universe Of Emotions
( 3067 letture )
Siamo nel 2012, per cosa ci arrabbiamo quotidianamente? Si rompe il telefonino, non va la connessione internet, screzi col partner per cose inutili, perde la nostra squadra di calcio, si rompe l’automobile e così via. La domanda è quindi molto semplice: ma alla gente che ha qualcosa per cui lamentarsi davvero ci pensiamo mai? Ci sono persone là fuori in credito con la vita, persone che pagherebbero per averne una e ce ne sono addirittura di quelle che la buttano via come se niente fosse. No, non sono diventato un prete, ma mettere un tarlo nella mente di chi legge è d’obbligo: se ci mandano in crisi le inezie come reagiremmo se ciò che non funziona è il nostro corpo? Provate a pensarci, provate a pensare al fatto che il vostro involucro principale abbia qualcosa di veramente grave. Già, si può solo provare a capire, se le cose non le si sono provate sulla propria pelle.

Mario è di Roma, ha 27 anni e all’età di 5 gli fu diagnosticata la Distrofia Muscolare Di Duchenne. Una passione per la musica costante, in particolare per la batteria; passione che lo portò anche ad abbandonare il liceo scientifico che frequentava. L’anno successivo (2000) entrò a far parte, ovviamente come batterista, dei Ladri Di Carrozzelle: una band maggiormente composta da ragazzi affetti dalla sua stessa patologia. La batteria veniva suonata da 4 persone che usavano pad elettronici: questo servì molto a Mario per imparare la lettura ritmica e la scrittura dello strumento. In 6 anni fece circa 600 concerti, partecipò a manifestazioni e trasmissioni televisive e suonò al concerto del primo maggio a Roma davanti a migliaia di persone. Nel 2006 poi lasciò la band a causa di divergenze con gli altri membri e lo staff. Oggi Mario, a causa dell’avanzare della malattia, non ha più la forza di suonare. Gli viene incontro il computer, la tecnologia e software particolarmente avanzati. Crea quindi il suo progetto personale chiamato TBP; lo crea quasi per gioco realizzando una trentina di cover di canzoni famose stravolte in chiave hard rock. Parliamo oggi del suo primo disco, Universe Of Emotions.

Mettete su, schiacciate il tasto play e ascoltate in religioso silenzio quello che questo ragazzo è riuscito a fare da solo. La copertina raffigura una galassia, un universo appunto con migliaia di stelle e di emozioni: ciò che Mario riesce a far provare all’ascoltatore con una naturalezza disarmante. Universe Of Emotions è un disco strumentale, semplice e onesto; è innocente come il vagito di un bambino, tagliente come un rasoio quando alza il tiro, scanzonato quando serve e, soprattutto, è fatto col cuore. Traspare una gioia di vivere e un messaggio di positività che colpisce e mette le radici nel grigio delle nostre anime, trasformandole in luce. Mario spazia un po’ per tutti i generi: dal funky al progressive, dal blues al metal, dalla fusion all’hard rock; il risultato non cambia e mantiene sempre una qualità eccellente. Il disco è prodotto bene e onestamente è anche poco percepibile il fatto che non siano strumenti veri a suonare; la sezione ritmica è piuttosto semplice e in 4/4, la presenza è tutta incentrata sulla chitarra e sui suoi bellissimi fraseggi. Universe Of Emotions è sì un disco di solismo, ma non di sbrodolo: la sei corde comunica e si dibatte sinuosa durante tutti i dodici pezzi dell’album, non è mai a 620 bpm e anche quando suona partiture veloci è di gran gusto. Non è mai eccessiva e mai invadente, è giusta e bilanciata ottimamente in ogni cosa che fa. Mario ha trovato il giusto equilibrio e ci dona un universo stabile e armonioso, ciò che cerchiamo quando torniamo a casa da una dura giornata di lavoro: sensazioni positive e soprattutto pace.

Ora dovremmo fermarci a riflettere, ma neanche tanto: non c’è molto bisogno di descrivere il messaggio di Mario. Va solo ascoltato e assaporato in ogni sua sfumatura. La concezione proustiana dell’esistenza dice, in sostanza, che nei momenti felici non si impara niente ma nella sofferenza si capiscono molte cose, quasi tutte. Accettiamo la lezione in silenzio e con un immenso rispetto perché, noi che riusciamo ancora ad incazzarci per una partita di calcio, da Mario abbiamo solo da imparare.

Nella pagina TBP ufficiale è postato un video in cui Steve Vai in persona ascolta un pezzo di questo disco: lo ascolta, e tace.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
99 su 4 voti [ VOTA]
J
Martedì 1 Gennaio 2013, 9.27.16
6
gran qualità J.
fabio II
Mercoledì 19 Dicembre 2012, 13.39.28
5
Gianluca ' On a Storytellers Night' mi aveva già parlato di questo prodotto. Universe of Emotion, bravo Mario, quando si accende lo shred è tutto un altro mondo
Theo
Sabato 15 Dicembre 2012, 20.53.51
4
Bellissima recensione... Appena possibile sentiro il disco. Intanto, a prescindere, complimenti davvero.
Mario-TBP
Sabato 15 Dicembre 2012, 15.39.20
3
Grazie tanto piemme
piemme
Sabato 15 Dicembre 2012, 14.15.16
2
spero che Mario legga questa bellissima recensione, sono parole molto belle, purtroppo di situazioni che spesso ignoriamo e da cui scappiamo, ma che dovrebbero far riflettere tutti... i miei più sinceri complimenti Mario, per il tuo attaccamento ad una passione così bella che non è solo la musica
OSBOURNE
Sabato 15 Dicembre 2012, 13.38.40
1
Mi su el giovanelo el capo del batelo... belooooooooo!!!
INFORMAZIONI
2012
Zetafactory
Shred
Tracklist
1. That’s Enough
2. Is For You
3. Bluesy Screams
4. Universe Of Emotion
5. The Mystery Crop Circles
6. Jungle Island
7. Reneè
8. Life Is Joy
9. Smiling Soul
10. Damn War
11. The Power Of Mind
12. Mothman
Line Up
Mario Contarino: tutti gli strumenti
 
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18/01/2015
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