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Obsession - Methods of Madness
( 1847 letture )
Non sono mai riusciti ad esplodere gli americani Obsession, nonostante il carisma del leader e cantante Mike Vescera: e, forse, è giusto così, visto che la musica proposta da questa formazione di New Haven è interessante, ma canonica, commestibile, ma senza sapori particolarmente gustosi se non quelli tipici di quelle reliquie di culto emerse tra le polveri dell’underground. La fondazione nel 1982, il primo demo nell’annata successiva, l’EP Marshall Law sempre nel 1983, un nuovo demo e quindi l’esordio tanto atteso, Scarred for Life (1986), poi la tanto sospirata prova del nove: Methods of Madness, il disco numero due, la linea di demarcazione tra una carriera di bassa lega ed un’ascesa scintillante: purtroppo, gli Obsession non sono mai finiti sulle prime pagine, e mai ci finiranno, eppure la loro eredità non è da buttare, e di loro ci rimane qualche disco carino, migliore di molte altre release contemporanee che la stampa di settore spaccia come capolavori. Seguirà l’inevitabile split, per i volenterosi metallers a stelle e strisce, e l’ancor più inevitabile reunion (2002), con nuove pubblicazioni di buon livello (Carnival of Lies, Order of Chaos) ad arricchire un curriculum comunque rispettabile. Il quintetto proveniente dal Connecticut, soffermandoci sulla release del 1987, propone un heavy ultra-classico, energico ed intraprendente, per lo più legato alle valide vocals di Vescera, acute e caratteristiche, oltre che al chitarrismo validissimo di Art Maco e Bruce Vitale: le due asce sono infatti artefici di parecchi riff efficaci ed assoli fluidi, avvolgenti, parte fondamentale di un sound che trasuda un inconfondibile flavour ottantiano. L’epos di quell’epoca tanto eroica si coglie in ogni frammento, dal riffing alle parti vocali, con tutto il fascino e la forza che ne conseguono: e, per di più, con discreta varietà, dato che i Nostri sono ben capaci di spaziare da alcuni brani up tempos (pochi, per la verità: appena due) ad altri di media velocità, più melodici e orecchiabili, naturalmente senza tralasciare gli immancabili lentoni strappalacrime. Ne consegue una scaletta molto omogenea, con la maggioranza delle tracce che naviga su una sufficienza più che piena, due o tre brani senza infamia né lode, un picco massimo (l’opener Four Play/Hard to the Core) ed un solo scivolone apparente (Desperate to Survive).

Come detto, il pezzo d’apertura è anche il migliore del lotto, un biglietto da visita attraverso cui la band fa più promesse di quante, effettivamente, ne manterrà: Four Play/Hard to the Core poggia infatti su un riffone magnetico e si lancia in uno speed trascinante, con vocals tipicamente heavy; lungo e trascinante l’assolo di chitarra. High Treason è un mid-tempo tipicamente heavy, impostato su un riff importante ma globalmente meno coinvolgente, forse a causa di vocals troppo evocative; decisamente più avvincente è For the Love of Money, un altro mid-tempo che però gode di parti cantate più coinvolgenti, oltre che di un altro assolo azzeccato. Ritmiche più dinamitarde, anche se non ancora forsennate, si odono in Killer Elite, canzone dal rifferama affilato e tonante, arricchito da vocals che crescono drasticamente con l’avvicinarsi del chorus; si giunge dunque alla non imprescindibile Desperate to Survive, poco ispirata se non addirittura forzata. La titletrack, Methods of Madness, è veloce quanto l’opener, costruita su riff affilati e metallici; è però più aspra e meno affascinante dal punto di vista vocale, cosa che peraltro non ne inficia la resa. Con Too Wild to Tame siamo su lidi quasi hard rock, ma -al di là della sezione solista- il brano suona insipido, lasciando campo a Always on the Run, episodio dal bel ritornello ed ornato da un assolo ben congegnato, ma per il resto troppo ordinario, quasi radiofonico e scevro di picchi qualitativi rilevanti; la conclusiva Panic in the Streets si incendia attraverso riff affilati, e possiede un tiro notevole, alimentato anche da un assolo prolungato e di buona fattura. Presenti in tracklist anche due bonus track: la discreta Missing You e Waiting for Your Call, quasi malinconica.

Talvolta gli Obsession sembrano voler riesumare lo stile caro a tante band della NWOBHM e ci riescono rinfrescandolo piacevolmente; peccato, però, che il platter inizi a suonare un po’ ripetitivo nella sua seconda metà, quando ha già detto tutto e sferrato i suoi colpi migliori. Alcuni pezzi della sezione finale trasmettono poco, pur con le eccezioni del caso: questo costa qualche punticino pesante in sede di giudizio complessivo, per un disco che -in ogni caso- si rivela piacevole e gradevole, senza grosse pretese, ma fatto col cuore e rifinito col mestiere. Vescera è protagonista assoluto con la sua voce acuta e pulita, anche se manca qualche refrain da tramandare ai posteri; il drumworking di Jay Mezias è ordinato, puntuale e scevro di eccessi, costruito appositamente per lasciare il proscenio alle chitarre, queste alle prese con riff convincenti e lunghi solos melodiosi. La band americana imbastisce composizioni semplici e basiche, incidendo con una produzione piuttosto buona, vista l’epoca; si resta sempre in un limbo, tuttavia, ancorati ad aggettivi graziosi ma non determinanti, rimbalzando dal “gradevole” al “niente male”, senza spellarsi le mani o sfociare in entusiasmi spiccati.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
89.66 su 6 voti [ VOTA]
Voivod
Mercoledì 30 Settembre 2020, 11.03.19
6
Anche a me questo album piace parecchio! Ottima prova di Vescera e un buon livello compositivo.
salvatore
Venerdì 12 Gennaio 2018, 1.58.08
5
Concordo ....non si piu dare solo 70...a un album cosi meravigliosamente true metal ...Mike Vescera : un altro grande portento ....Anche l'ultimo album "The order of Chaos" e ' fantastico!...Con Methods of Madness la band si consacro' con me uns delle . esponenti del true/heavy metal stelle e strisce a meta' strada tra il metal roccioso e robusto dei Malice, ma anche tipicamente influenzato da quello britannico (Judas Priest /Iron Maiden) ..... Io do un bel 85.... Grande band Defender!
Aceshigh
Martedì 12 Dicembre 2017, 9.33.53
4
Disco molto piacevole, heavy metal a stelle e strisce pienamente ottantiano, con -a mio avviso- il miglior Mike Vescera di sempre. 78
Dan Beehler
Domenica 27 Marzo 2016, 18.51.27
3
Ma stiamo proprio scherzando ??? Questo disco è da 100 tondo tondo,
maverick
Venerdì 16 Maggio 2014, 15.19.37
2
solo 70 a sto disco?? nooo qui ci vuole un 85 bello pieno.. .grande album
nat 63
Martedì 31 Dicembre 2013, 14.52.00
1
Strepitoso album di heavy metal a stelle e striscie.A volte più lucido e cromato,a volte più rude,ma sempre di altissimo livello.
INFORMAZIONI
1987
Enigma
Heavy
Tracklist
1. Four Play/Hard to the Core
2. High Treason
3. For the Love of Money
4. Killer Elite
5. Desperate to Survive
6. Methods of Madness
7. Too Wild to Tame
8. Always on the Run
9. Panic in the Streets
10. Missing You (Bonus Track)
11. Waiting for Your Call (Bonus Track)
Line Up
Mike Vescera (Voce)
Art Maco (Chitarra)
Bruce Vitale (Chitarra)
Matt Karagus (Basso)
Jay Mezias (Batteria)
 
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