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Darkenhold - Echoes From The Stone Keeper
( 2571 letture )
I Darkenhöld sono tornati e sono più carichi che mai. La band transalpina, dopo il convincente risultato di A Passage to the Towers..., fa il suo ritorno sulle scene europee con un nuovo, elegante full-length, dal titolo Echoes from the Stone Keeper. E, ancora una volta, il trio francese riesce nell’impresa di trasportare l’ascoltatore indietro nel tempo, facendo rivivere le atmosfere mistiche ed oscure che solo un genere peculiare come questo medieval black metal sa trasmettere.

Fin dalla primissima Under The Sign Of Arcanum, si comprende come i Darkenhöld, negli ultimi due anni, siano ulteriormente maturati, portando sulle scene uno stile sempre più accurato e originale. All’interno di quest’ultimo album, infatti, convivono l’aggressività dello scream freddo e graffiante del frontman Cervantes e la classe dei passaggi più lenti e atmosferici, fluentemente fusi tra loro. La band riesce a dare buona scorrevolezza alle tracce anche a livello strumentale, grazie soprattutto al talento di Aldébaran, capace di calibrare l’aggressività della componente black, grazie ad un riffing energico e puntuale (come in Wyvern Solitude Chant e Mesnie Hellequin). Il suono delle chitarre, tuttavia, non è mai troppo possente, per non intaccare la performance di Aboth alle pelli, particolarmente convincente in Nightfall and the Fire Doom. Ma il talento di Aldébaran non si ferma qui: notevole è la sua prova anche alla tastiera che trova, come da copione, ampi spazi in cui esprimersi, regalando perle come le ricercate e fin troppo brevi Subterranean Corridor o Interlude, gradevoli momenti di meritata tregua dall’assalto guerresco del terzetto di Nizza.
L’unica pecca, se così si può definire, che si rintraccia nell’album è l’artwork, scialbo e decisamente poco convincente che, assieme al logo, storicamente intricato, comunica poco rispetto a quanto quest’ottima release possa trasmettere. Se si considera, inoltre, che la nuova etichetta che ha prodotto Echoes from the Stone Keeper, la francese Those Opposed Records, è indiscutibilmente ancora di nicchia, è facile comprendere come un tale lavoro possa non venire giudicato in maniera opportuna, soprattutto ad un primo impatto e a scatola chiusa.

Una produzione generalmente curata, originale e ben registrata, che fa ben sperare per il futuro di un gruppo di recente formazione come i Darkenhöld, che ha certamente ancora moltissima strada davanti a sé. Un full-length decisamente consigliato per la sua completezza e originalità, che lo faranno apprezzare a molti.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
78.88 su 9 voti [ VOTA]
Alessio
Giovedì 18 Ottobre 2018, 19.05.56
6
Band ormai quasi di culto nel circuito...Molto bravi a rendere semplice una formula che lega un black dalle tinte atmosferiche mai troppo forzato a tematiche e immagini medievali. Per me sono andati sempre in crescendo...Sarebbe stato bello avere anche le recensioni di Castellum e Memoria Sylvarum, ma il treno ormai è passato. Un 8 meritato
Le Marquis de Fremont
Venerdì 28 Dicembre 2012, 13.16.05
5
Sono assolutamente d'accordo con Monsieur Il Vichingo. Veramente un bell'album che segue una serie di uscite del 2012, su alti livelli, con in testa (anche se mi ripeto), "Portal of I" dei Ne Obliviscaris, per me, l'album dell'anno. Effettivamente, la recensione è alquanto frettolosa e contrariamente a Madamoiselle Akaah, trovo la copertina molto suggestiva e di grande effetto. Cette Madamoiselle ha però il vantaggio di farmi conoscere band di assoluto interesse. Au revoir.
Ahti
Lunedì 24 Dicembre 2012, 19.35.50
4
Gran bel dischetto, di quelli che infondono fiducia. Peccato, parzialmente, per la rece un po' veloce!
GioMasteR
Lunedì 24 Dicembre 2012, 16.16.33
3
Mi piacciono ma per me gli Artefact rimangono due spanne sopra, l'alchimia che Aldébaran aveva con quei musicisti era incredibile..
il vichingo
Lunedì 24 Dicembre 2012, 15.24.46
2
Magico è la parola giusta. Sono d'accordo tanto per cambiare con Undercover, ad un primo ascolto mi ha impressionato e per ora non scenderei assolutamente sotto l'80/100. Consigliato a chi adora queste sonorità, ennesima perla che conferma, a mio avviso, quanto il 2012 sia stato un anno d'oro per il Black.
Undercover
Lunedì 24 Dicembre 2012, 11.39.39
1
Il disco è molto bello, la recensione un po' frettolosa, la cover la trovo decisamente indovinata, è una raffigurazione imperfetta come rovinata dal tempo. Non mi trovo d'accordo neanche col voto decisamente basso. Vado per un 83. La Those Opposed è ormai un lustro e più che lavora, di nicchia solo per chi non ascolta black, magari non ha mai avuto un roster solidissimo, son passati di lì comunque gli Austere, i Blood Red Fog e pure qualche altro nome interessante.
INFORMAZIONI
2012
Those Opposed Records
Black
Tracklist
1. Subterranean Corridor
2. Under The Sign Of Arcanum
3. Wyvern Solitude Chant
4. Echoes from the Stone Keeper
5. March of the Sylvan Beasts
6. Interlude
7. Mesnie Hellequin
8. Chasm of Asylake
9. Nightfall and the Fire Doom
10. Castle Ruins Anthem
Line Up
Aldébaran (Chitarra, Tastiera, Basso)
Aboth (Batteria, Percussioni)
Cervantes (Voce)
 
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