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Alex De Rosso - Lions & Lambs
( 2815 letture )
Alex De Rosso è uno dei migliori interpreti dell’hard di matrice italica da esportazione. Non ci sono dubbi a riguardo. La sua carriera pazzesca parla da sola: membro ufficiale dei Dokken per un biennio, ho detto tutto vero? A 13 anni dal suo ultimo lavoro solista, il chitarrista nostrano ritorna con la sua formazione e con questo nuovo lavoro che ha in carniere ospiti da strapparsi le sopraciglia: Don Dokken, Reb Beach, George Lynch, Timothy Drury (Whitesnake, Eagles), Doug Aldrich, Steve Lukather. Prodotto e registrato dallo stesso Alex, in maniera superba, la line-up è completata da Fabrizio Grossi al basso (Steve Vai, Steve Lukather, Starbreaker) e da Bob Parolin (Pushking) ai tamburi, il disco sforna dieci tracce potenti e maestose, con suoni efficaci e rocciosi che vi tramortiranno beccandovi in piena faccia. La chitarra, manco a dirlo, la fa da padrona con una vastissima gamma di suoni e sfumature, ma anche gli altri strumenti sono efficaci e le tracce vocali, in cui si cimenta lo stesso De Rosso sono buone, a volte ottime. Forse con un cantante di ruolo, alcune song avrebbero ottenuto un maggior flavour e spinta, ma il guitar-man è anche un buon cantante con gusto, quindi rispetto la sua scelta.

Si parte con un riff alla soda caustica e Disappear diviene subito un mid tempo alla Dokken che inebria, magari la band di Don suonasse ancora oggi con pezzi di così alto valore, postando in evidenza sezione ritmica e una sei corde magistrale. Resistance spara che è un piacere, ottimo il loop chitarristico e le aperture melodiche di un cantato crudo, azzeccato, e un solismo pirotecnico. Armonie iniziali che richiamano la Panama di Van Haleniana alla memoria in Something About You & Me, per una traccia che si apre dinamicamente verso un hard moderno, fatto con palle fumanti anche quando i ritmi rallentano. Rise My Life fa risalire la temperatura con riffing intricato e atmosfere che s’incendiano nel vostro lettore per un solismo sospeso tra hard piccante e tecnica sopraffina. Ballad delicata Your Mirror, dove la voce di Alex ha spunti, coloriture e similitudini con quella di Ritchie Sambora e un procedimento, ora delicato ora consistente, con una drum quadrata e secca, mentre It Doesn’t Matter Now gioca inizialmente con alcune arie alla Eddie Van Halen per poi trasformarsi in un segmento di roccia vulcanica che sfiora gli Alice In Chains percossa da un singing diretto e cantilenante. Another Million Years, invece, abbassa i ritmi indiavolati e si impala su un bel chorus e un lavoro della sei corde emozionante, con un solo anche acustico suonato alla grandissima. Feel The Hope, ottavo spaccato di questa release, è una song strana, una mezza ballata che cresce e decresce a seconda del feeling immesso con una prova vocale che risulta effettivamente convincente, oltre ad una mole di lavoro chitarristico degno di lode. Chasing Illusions si pone come una slow song acustica delicata e soffice, con un basso fretless che da corposità alla proposta e melodie vocali e seconde voci suadenti, mentre Them Bones piomba l’album con una fantastica cover degli Alice In Chains, segno che la band di Layne Staley ha condizionato, e influenza ancora, le scelte del nostro, abile a svettare sul terreno limaccioso con un assolo strappafalangi di qualità dominante.

Questo è, chiaramente, un disco per chi ama sonorità forti, per chi ha apertura mentale verso l’hard de luxe e il class metal avviato verso il ventiduesimo secolo, per chi divinizza chitarre atomiche e sound luccicante. I nei, per quanto mi concerne, sono un paio: con più coralità pompate, all’americana, il valore assoluto del CD sarebbe cresciuto ulteriormente; in secondo luogo, manca un singolo di riferimento, con striature spiccatamente melodiche, a trainare il tutto. Ma queste sono solo considerazioni soggettive su un lavoro sopra la media, che merita di spiccare nella vostra personale raccolta. Bentornato Alex De Rosso.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
88 su 3 voti [ VOTA]
Puk
Sabato 26 Gennaio 2013, 18.00.36
1
non so se è meglio la rece o l'album... comunque fantastici entrambi... yeahhhh
INFORMAZIONI
2013
Heart of Steel Records
Hard Rock
Tracklist
1. Disappear
2. Resistance
3. Something About You & Me
4. Rise My Life
5. Your Mirror
6. It Doesn’t Matter Now
7. Another Million Years
8. Feel the Hope
9. Chasing Illusions
10. Them Bones
Line Up
Alex De Rosso (Voce, Chitarra)
Fabrizio Grossi (Basso)
Bob Parolin (Batteria)
 
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