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Van Halen - Fair Warning
( 5177 letture )
Da cosa si evince se un disco è davvero un classico? Come si valuta se è degno di rimanere scolpito nella memoria degli appassionati? Certamente non esiste un metodo unico ed efficace per stabilirlo, ma se il fatto di non ascoltarlo da anni ed anni e poi, quando ci si trova a "rimetterlo su" ci si accorge di ricordare perfettamente ogni singolo passaggio; quando scattano immediati i ricordi e le associazioni che ti fanno tornare in mente luoghi e persone connessi a quei pezzi; quando ti sembra di ritornare ragazzo e di essere in grado di ascoltare il disco in questione provando la stessa gioia e le stesse sensazioni di quel tempo. Se tutto questo vale davvero qualcosa, allora Fair Warning, pur non essendo la loro prova migliore in assoluto ed a dispetto di una presunta commercializzazione sia del songwriting che dei suoni, è uno dei capolavori dei Van Halen. Lo so, questa mia affermazione farà storcere il naso a qualcuno, anche perché i dati di vendita immediati dell'album testimoniano come molti loro fan non accolsero affatto bene questa loro quarta realizzazione (stiamo comunque parlando un lavoro che alla fine ha venduto qualcosa come oltre 2.000.000 di copie, risultato oggi riservato ad alcune star del pop), ma essendo passati tanti anni dal quel 1981 in cui Fair Warning vide la luce, credo si possa affrontarne l'ascolto con qualche pregiudizio in meno valutandolo semplicemente per quello che è: un grande album hard rock arricchito da parecchie contaminazioni esterne e nobilitato dal tocco del gran visir delle sei corde che risponde al nome di Eddie Van Halen. L'axe-man infatti qui era ancora in grado di regalare brividi continui, anche se il risultato -non possiamo sottacerlo- è un compromesso tra le spinte chitarristiche di Eddie, tese a ricercare un tessuto musicale complesso ed in grado di esaltare le sue doti e quelle più da chart di David Lee Roth, tutt'altro che insensibile alle lusinghe del successo in quanto tale.

Uscito il 29 Aprile del 1981, Fair Warning faceva seguito al monumentale Women And Children First, un album caratterizzato da un suono un po' più heavy rispetto alla loro media, che aveva attirato l'attenzione anche dei nuovi adepti del culto della nascente ondata metallica che stava cominciando ad attraversare l'Europa. L'uscita di Fair Warning, connotato invece da una produzione più morbida e da un approccio musicale più variegato che includeva stili molto diversi, lasciò l'amaro in bocca a molti, tanto che in prima battuta fu più apprezzato dalla critica generalista che non dagli appassionati. Introdotto da una cover ricavata da un particolare di un dipinto di William Kurelek intitolato The Maze, il disco mostrava fin dall'inizio la solita grandissima vena di Eddie, il quale con l'intro di Mean Street -ed anche se Eruption rimane un momento di chitarrismo inarrivabile- irrompe nella casse dello stereo da par suo. Non si può fare a meno di spalancare le orecchie ed ascoltare rapiti, specialmente tenendo a mente l'anno di uscita del disco. Il brano così introdotto -Mean Street- è semplicemente ottimo, un mid-time vario con riff ed assoli eccellenti, che testimoniano lo stato di forma smagliante da parte di tutti e quattro i componenti della band, ognuno nei propri limiti più o meno elevati. Ritmi che si mantengono abbastanza bassi anche nella successiva "Dirty Movies", meno rilevante a causa dell'arrangiamento più volto a confezionare un brano maggiormente equilibrato ed a misura del frontman. Dopo due brani non troppo aggressivi è la volta dell'accelerazione imposta da Sinner’s Swing!, una specie di manuale che descrive come si inseriscono fraseggi chitarristici qualitativamente fuori scala nel contesto di un pezzo che funziona, ma che serve anche a mettere di nuovo sotto i riflettori il buon Eddie Van Halen. Non a caso i cori sono qui meno in evidenza rispetto ai due brani precedenti.
Meno interessante come canzone Hear About it Later, ma ancora con un Eddie debordante, che sembra volersi ritagliare uno spazio maggiore rispetto agli altri, costringendo David Lee Roth a sforzarsi forse più di quanto non sembri per restare al passo; su questo dualismo però, torneremo in chiusura di recensione. A seguire il gioello Unchained, che oltre ad essere un grande brano di per sè, lascia un po' di spazio anche a Michael Anthony e ad Alex Van Halen, finalmente in grado di dire: "Sì, nei Van Halen ci siamo anche noi". Una della canzoni più note del gruppo. Nuovo rallentamento con Push Come to Show, mid-time molto "rothiano", mediato dalla consueta classe esecutiva del chitarrista, che però lascia alle linee vocali ed al basso il compito di sostenere il pezzo. Non di primissimo livello nemmeno So This is Love? che risulta più meritevole di essere ricordata, se questa può essere considerata una qualità. La vena oscura dell'album viene fuori prepotente nell'atipica Sunday Afternoon in the Park, strumentale tutta giocata su un mood pigro e darkeggiante, con l'uso di effetti e tastiere distorte a descrivere uno strano pomeriggio al parco. Album che si chiude con la corta e veloce One Foot Out the Door, tipica canzone dei Van Halen utile per dare l'arrivederci agli ascoltatori nel segno del tipico rock del gruppo.

Album più umbratile e meno amichevole rispetto ai precedenti (non parliamo dei successivi), è però quello in cui Eddie Van Halen mostra più voglia di sperimentare, di costruire i brani in modo più consapevolemente complesso. Per molti versi, inoltre, questo platter può essere considerato come il più malvagio dei Van Halen, per quanto questa definizione possa attagliarsi alla band in questione. Purtroppo il dualismo tra le spinte opposte di chitarrista e cantante portò ad una certa frammentarietà di base che si riflette sulla riuscita complessiva dell'album. Ciò non toglie che Fair Warning sia un lavoro che contiene canzoni eccellenti, una cifra tecnica spaventosa da parte di uno dei componenti (devo dirvi chi?) e alcuni riff e ritornelli che ancora oggi sono in grado di deliziare le orecchie dei rocker che vi si avvicinano. Non è l'apice della produzione della band, ma nonostante qualche filler è senza dubbio molto migliore di quanto si volle credere all'epoca della sua uscita.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
85.31 su 16 voti [ VOTA]
jaw
Martedì 27 Febbraio 2018, 21.45.40
43
Per me dopo il primo e' il migliore, tenendo ovviamente conto che con hagar sono un'altra band, un po' come i Maiden per altri aspetti
Aceshigh
Sabato 7 Ottobre 2017, 9.31.50
42
Capolavoro sfiorato, giusto per un paio di pezzi solo "carini" sul lato b. Il riff di Unchained è uno dei più belli della storia del rock! Voto: 88
venom
Domenica 12 Febbraio 2017, 14.27.12
41
Stupendo grandissimo album
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.25.14
40
Push comes to shove, un reggae notivolissimo, Unchained, So this is love? e la strana, ma bellissimo Sinner's swing sono i brani da tramandare ai posteri.
Peppe
Mercoledì 7 Ottobre 2015, 12.33.34
39
Il vero problema del periodo hagar, era..hagar! ! ..che personaggio ridicolo.
ginogirandola
Martedì 23 Giugno 2015, 23.43.13
38
Comunque "F.U.C.K." e "Balance" sono due signori dischi dei Van Halen. Il vero problema del periodo Hagar era la deriva pop del boss chitarrista nella seconda metà degli anni 80. Ascoltavo certi pezzi e non mi capacitavo d'essere di fronte ai "miei" Van Halen!!!!
Phil Gio 65
Domenica 4 Gennaio 2015, 16.16.06
37
Canto in una tribute band dei Van Halen (Bottoms Up!), appena entrato ho chiesto subito di poter fare "Mean Street" e "Unchained".... Qualcosa vorrà pur dire, no?
The Sinner
Venerdì 5 Dicembre 2014, 0.57.26
36
Album che riascolto spesso e con immutato piacere seppur inferiore ai suoi 3 illustri predecessori !!
doctorrock
Sabato 25 Ottobre 2014, 10.47.07
35
un disco da brividi.
Andrew Lloyd
Venerdì 8 Agosto 2014, 12.59.05
34
Commento sotto sbagliato. Era per 5150. Potete cancellarlo insieme a questo? Grazie.
Andrew Lloyd
Venerdì 8 Agosto 2014, 12.57.52
33
Uno dei dischi più discussi della decade. A chi piace molto, a chi così così a chi nulla e ritiene impietoso il paragone con Eat'em and Smile degli dei Vai/Shehan . Fu il dopo-sbornia di 1984 e molti comprarono il disco a scatola chiusa pensando di trovare Jump-2 ( infatti 5150 schizzò subito al numero 1). Io ritengo che l'era Hagar sia andata in crescendo con il tempo, infatti i successi album risulteranno più convincenti e quadrati.
peppe
Mercoledì 11 Giugno 2014, 21.24.03
32
praticamente tutto! però anche diver è tanta roba. ad ogni modo i miei album dei van halen sono v h 1, v h 2 e 1984!
Robysus2
Mercoledì 11 Giugno 2014, 16.32.14
31
a me sto disco piace parecchio, lo preferisco al precedente Women and children... e al successivo Diver down. Oltre a Mean street e sinner, peppe, a me piacciono molto anche Unchained, Hear about it later, push come to shove. Anche So this is love e dirty movies non sono male. Per me è un disco da 7/7,5 , hanno fatto e faranno molto meglio comunque
peppe
Mercoledì 11 Giugno 2014, 15.42.16
30
è anche quello il bello no? al limite le divergenze arricchiscono!
Raven
Mercoledì 11 Giugno 2014, 15.30.23
29
Avevo intuito, ma 81 per me è un voto molto alto, che concedo raramente. Le valutazioni complessive mi pare siano quindi sostanzialmente divergenti, ma ci sta.
peppe
Mercoledì 11 Giugno 2014, 15.22.32
28
beh, anche se a mio modo, nn mi sembra di essermi allontanato molto dalla tua (giusta) recensione. torno più specificatamente a sostenere, che togliendo mean s. e sinner s swing, del resto (per quanto mi riguarda) "si nni pò fari benissimu a menu"!! ...sono siciliano anch io
Raven
Mercoledì 11 Giugno 2014, 14.57.22
27
Anche la mia. Che non sia d'accordo con te mi pare sia evidente dalla recensione, manca la tua spiegazione del perchè il resto sia poca cosa.
peppe
Mercoledì 11 Giugno 2014, 14.54.46
26
nn sei stato l unico, c ho 40anni, fai tu! è chiaro cmnq che si trattava di una battuta/provocazione anche per dire che davvero gli altri pezzi sono poca cosa.
Raven
Martedì 10 Giugno 2014, 14.54.54
25
Un tempo ne avevo di album simili, si chiamavano 45 giri.
peppe
Martedì 10 Giugno 2014, 14.41.10
24
se l album fosse stato formato solo dalla prima e dalla terza canzone, allora avrei parlato di capolavoro assoluto!
joe
Martedì 4 Febbraio 2014, 1.42.43
23
Fair warning e' l'album piu sottovalutato ancora oggi e non solo per le vendite mai decollate, inferiori addirittura a Diver Down ma questi sono i misteri della vita e della natura umana. Personalmente adoro questo album che va sparato a tutto volume per godersi appieno delle prodezze del grande Eddy e dell'ottimo lavoro di produzione. Unica nota stonata gli ultimi due brani molto particolari che pero' non dovevano essere inseriti nell'album ma tenuti come un break nei concerti un po' come le cover di Diver Down tanto divertenti quanto inutili su album. Su tutte l'intro di Mainstreet ma il lavoro e' ricco di spunti geniali e di riff taglienti che accompagnano gli ottimi brani. Respiro Van Halen da 30 anni e ancora oggi mi chiedo quanto questa band ( roth era) fosse avanti rispetto alle altre, con uno stile fresco , unico e inconfondibile .
Raven
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 22.13.47
22
Ho scritto che è meno interessante, non che non lo sia in senso assoluto.
marmar
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 22.08.13
21
Disco molto bello, con assoluti picchi in "Mean Street" e "Hear About..." (Gallina come fai a dire poco interessante?). Jimi the ghost, probabilmente siamo solo io e te in questo sito che nel '81 han comprato "Never too late" dei Quo (una bella merda), per il resto non riesco a capire come ti viene in testa di dire che fu un anno piatto per la musica, per me è stato e sempre sarà semplicemente fantastico (cito un certo "Killers" su tutti). Ah , il più bel disco dei Van Halen è "OU182", vera perla di saggezza e maturità artistica di Eddie, ineguagliabile; lo dico da qualche anno a questa parte, quando uscì mi fece quasi schifo...
Jimi The Ghost
Lunedì 28 Gennaio 2013, 8.19.36
20
@Roberto: è molto interessante il tuo giudizio. Adoro la timbrica di Hagar, ma l'insieme che si andava ad amalgamare con gli odi e gli asti sempre più forti tra i componenti dei Van Halen emergevano in ogni studio album, ma soprattutto ascoltando le loro interpretazioni sempre piene di auto coverizzazioni e filler. Già questo disco ne era la prova. David Lee Roth e Hagar? non saprei. Penso che la chitarra di Van Halen erano accordata sulle note di David Lee Roth e l'ultimo disco, A Different Kind of Truth, ne è la prova inconfutabile. Questo si. Un saluto. Jimi TG
malice
Domenica 27 Gennaio 2013, 17.57.21
19
Se mi permettete di darvi un consiglio: per me tutta la discografia dei van halen è eccellente non c'è un solo passo falso. 1978 - Van Halen voto 10 1979 - Van Halen II voto 8,5 1980 - Women and Children First voto 8,5 1981 - Fair Warning voto 8,5 1982 - Diver Down voto 8 1984 - 1984 voto 9 1986 - 5150 voto 8,5 1988 - OU812 voto 8 1991 - For Unlawful Carnal Knowledge voto 9 1995 - Balance voto 8,5 1998 - Van Halen III voto 8. Posso chiedervi se mi lasciare fare i commenti con google crome se no per lasciare un commento di quattro righe ci metto un quarto dora. Grazie KHAINE.
Roberto
Domenica 27 Gennaio 2013, 17.25.24
18
@ Jimi the ghost: prova ad ascoltare FUCK con hagar, il migliore capitolo dei Van hagar, per me disco eccellente. Apprezzo molto il periodo Hagar, non c'è una prova sottotono anche se lo stile è un'altra cosa rispetto a Lee Roth. Anche Balance è un buon dischetto, più "umbratile" (per citare Raven della recensione) frutto dei tempi che stavano cambiando. Gli unici album per me indigesti sono 3, veramente poco ispirato e Diver Down, troppe cover e una band che pare stanca. Fair Warning è molto bello da inizio a fine, non un assoluta gemma come il primo Van Halen ma un album di tutto rispetto, lo preferisco al precedente Women and children first. De gustibus
jek
Domenica 27 Gennaio 2013, 15.04.18
17
@Celtic Warrior: concordo 100%.
Jimi The Ghost
Domenica 27 Gennaio 2013, 14.47.16
16
@Celtic Warrior:...bè si, ho voluto "salvare" in parte quello del 1986 "5150", ...e ovviamente il disco del 1988 non è compreso...OU812.: Declino definitivo dei Van Halen.
Celtic Warrior
Domenica 27 Gennaio 2013, 14.37.48
15
@Jimi The Ghost sei stato umano per me sono morti nel 1984 e risorti nel 2012 il periodo con Sammy Hagar alla voce proprio non sono riuscito a digerirlo @therox68 il riff di apertura di Mean Street è un "capolavoro" di originalità.
Raven
Domenica 27 Gennaio 2013, 13.49.53
14
Io feci più o meno lo stesso con Ghost in The Machine
Jimi The Ghost
Domenica 27 Gennaio 2013, 13.27.08
13
1981. Pochi soldi in tasca. Riuscii a comprare con eneorme fatica questi vinili: "Metropolis" di Francesco Guccini, "La voce del padrone" di Battiato, "Fabrizio de André" (per lo più rimasi affascinato dalla canzone Hotel Supramonte e "Se ti tagliassero a pezzetti") e poi mi fu regalato "Ghost in the Machine" dei Police. Quando ascoltai nel negozio di dischi "Fair Warning (si poteva ascoltare il vinile in negozio prima di comprarlo e giudicarlo insieme ad altre persone....) non mi fece esaltare più di tanto e decisi di spendere le mie lire acquistando "Never Too Late" degli Status Quo. Oggi, con più età e giudizio, posso fire che i I riff erano geniali, forse scontati per il manico di un Van Halen, ma decisamente brillandi per un 1981 noisamente "piatto" dal punto di vista della musica e del rock e Eddie era riusvito a riempire quelle profonde lacune. Acquistai questo disco solo dopo molti anni.. non ricordo con franchezza qundo, insieme agli altri pubblicati, ma solo fino alla produzione del 1988... dopo questa data il vuoto più totale intorno alla family Van Halen. Raven, Come tuo consueto, hai fatto un' Ottima recensione così come il voto dato a questo disco. Jimi TG
therox68
Domenica 27 Gennaio 2013, 1.50.26
12
il riff di apertura di Mean Street è uno dei più originali di sempre.
Celtic Warrior
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.22.38
11
58 anni portati benissimo auguri mitico EDDIE VH , un grandissimo chitarrista .
blackie
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.19.49
10
grande album uno dei piu belli anche secondo me e stato sottovalutato.
jek
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.18.56
9
Concordo con Raven su tutto. All'epoca rimasi deluso, tranne alcni spunti come la stupenda Mean Street il resto scorre bene ma senza troppa gloria. Certo che come accarezza la chitarra Eddie fa sempre gridare al capolavoro.
Raven
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.13.15
8
Tra l'altro... oggi non è il compleanno di Eddie?
Federico95
Sabato 26 Gennaio 2013, 13.55.55
7
Bel disco molto sottovalutato, così come Diver Down... 85
Celtic Warrior
Sabato 26 Gennaio 2013, 11.39.20
6
Si.. Si...Raven non ho voluto fare una critica al tuo modo di valutare gli album , infatti la recensione e come sempre ottima , ma il tempo delle "mele" è finito!!! e si come sul sito vedo dei voti "esagerati "dati a dischi che io reputo solo discreti , ho scritto come valuto io questi album , poi è chiaro che è questioni di gusti e ogni recensore ha il suo modo di valutare gli album ci mancherebbe . Ciao!
Raven
Sabato 26 Gennaio 2013, 11.03.38
5
Riguardo ai voti sulle mie recensioni più vecchie, riporto qui un post già inserito altrove ."Vedete.. questa recensione è una delle prime che ho scritto per questo sito, e rispecchia perfettamente l'educazione che ho avuto. Dato che il sottoscritto ha alcune primavere sulle spalle, ha avuto la ventura, o se preferite la sfortuna, di crescere in un'epoca in cui i voti venivano concepiti in un certo modo. Quando frequentavo le medie prima, ed il liceo classico dopo, il 6 era recepito come un ottimo voto; il 7 era riservato ai più bravi; il 7,5 agli exploit dei più bravi. Per quanto riguarda il voti superiori a 7,5 , bè... nessuno era certo che esistessero veramente, si vociferava di alunni che in anni che si perdevano nella memoria avessero sfondato la soglia dell'8, ed alcuni sostenevano che oltre l'8 esistessero anche voti superiori, ma lì si entrava nel mondo della religione, dell'atto di fede nell'esistenza del trascendentale. Tutto ciò per dire che quando davo certi voti, per me erano veramente altissimi, quasi il massimo possibile, data la mia educazione. Andando avanti mi sono reso conto che alcune cose erano cambiate negli ultimi trent'anni, ed oggi come oggi mi adeguerei ad una votazione più alta, ma senza mutare il giudizio di merito. "
Celtic Warrior
Sabato 26 Gennaio 2013, 10.56.35
4
Voto basso lo metto sullo stesso piano di Women and Children First cioè da 90/93 pure il voto del primo VH è Basso quello vale 100 , parere mio nè.....
LORIN
Sabato 26 Gennaio 2013, 10.55.22
3
Per me invece questo disco non è un "capolavoro" ma un'ottimo album di hard rock,ricordo quando uscì e da loro all'epoca mi aspettavo di più.......
malice
Sabato 26 Gennaio 2013, 10.13.56
2
Inserire il testo ...Fair Warning per è un capolavoro voto 85/100. Qui non attaccherò Raven perché ha fatto bene ad inizio recensione a far capire che ci può scappare la parola capolavoro e ci aggiungo io ci sta eccome se ci sta!!!!!!!!!!!!
Electric Warrior
Sabato 26 Gennaio 2013, 9.54.31
1
Concordo, in generale un ottimo disco ma non un capolavoro. Ma "Mean Streets" e "Unchained" rimangono delle bombe inarrivabili.
INFORMAZIONI
1981
Warner Bros
Hard Rock
Tracklist
1. Mean Street
2. "Dirty Movies"
3. Sinner’s Swing!
4. Hear About It Later
5. Unchained
6. Push Comes to Shove
7. So This is Love?
8. Sunday Afternoon in the Park
9. One Foot out the Door
Line Up
David Lee Roth (Voce)
Eddie Van Halen (Chitarre, Cori)
Michael Anthony (Basso, Cori)
Alex Van Halen (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
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