Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Mayhem
Daemon
Demo

Pinewalker
Migration
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/11/19
GREAT MASTER
Skull and Bones – Tales from Over the Seas

14/11/19
GREAT MASTER
Skull And Bones - Tales From Over The Sea

15/11/19
THE DEATHTRIP
Demon Sola Totem

15/11/19
TULUS
Evil 1999

15/11/19
LIONHEART
Valley of Death

15/11/19
DIE KRUPPS
Vision 2020 Vision

15/11/19
DESPISED ICON
Purgatory

15/11/19
RAGNAROK
Non Debellicata

15/11/19
RAGNAROK
Non Debellicata

15/11/19
NECROPANTHER
The Doomed City

CONCERTI

12/11/19
GAAHLS WYRD + GUESTS
MAGAZZINI GENERALI - MILANO

12/11/19
DAVID ELLEFSON
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

12/11/19
MAYHEM + GAAHLS WYRD + GOST
MAGAZZINI GENERALI - MILANO

13/11/19
IMMOLATION + RAGNAROK + MONUMENT OF MISANTHROPY + EMBRYO
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

13/11/19
DAVID ELLEFSON
SUPERNOVA - TUORO SUL TRASIMENO (PG)

14/11/19
IMMOLATION + RAGNAROK + MONUMENT OF MISANTHROPY + EMBRYO
TRAFFIC LIVE - ROMA

14/11/19
PROFANATICA + DEMONOMANCY
CENTRALE ROCK PUB - COMO

14/11/19
DAVID ELLEFSON
LET IT BEER - ROMA

15/11/19
CLAUDIO SIMONETTI`S GOBLIN
LEGEND CLUB - MILANO

15/11/19
RIVAL SONS + GUEST TBA
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

Arcturus - La Masquerade Infernale
( 6822 letture )
PERSONAGGI DEL DRAMMA
TALETE: Narratore delle vicende, esterno all’accaduto e superpartes.
CORO: Inni tratti dalle musiche presenti nell’album.
ATE: Dio della follia, dalla parte dell’irrazionalità musicale.
NEMESI: Dio della vendetta, portatore di nefaste sentenze.
CRONO: Dio del tempo, giudice dell’intera questione e portatore di verità assolute.
DIOGENE: Portatore di sventure dal passato.

PROLOGO
TALETE: La scena si apre in piazza centrale: dove direte voi? La città non esiste, o meglio, esiste dentro ognuno di noi; quella città prende il nome metaforico di Musica. Una città che accoglie milioni di appassionati e dona le chiavi di se stessa a chi ne ha il diritto. I personaggi sono seduti su un marmo bianco, e stanno discutendo animosamente sulle sorti di un album che qualcuno definisce geniale e altri così così.
A destra troviamo Ate, sostenitore del verbo inscritto e forte comunicatore. Egli sostiene da sempre la magistrale caparbietà che portò a tale composizione.
A sinistra invece siede l’arcigno Nemesi. Critico e malvagio curatore di opere inespresse, costantemente alla ricerca del frammento che possa distruggere un’opera non gradita. Lo chiamano "il vendicatore retrogrado".
In ultimo, ma non per importanza, abbiamo Crono, magistrato del tempo e unico superstite delle notti di scrittura; egli sa la verità e gode nel vederli disquisire. L’unico problema è che, essendo passati diversi anni dall’inizio della tragedia messa in atto dai due, oggi ha scelto di porre un freno, intervenendo definitivamente per chiudere la questione. Una musica fluttua nell’aria e tiene viva la conversazione come sottofondo ad essa; ora stiamo zitti, ascoltiamo che hanno da dirci i vecchi burberi.


PRIMO ATTO: DE RE AEDIFICATORIA
CORO: Egli può apparire come un amico, ma i Santi nascondono molti satana. E’ disprezzante, questo lo sai data la stupidità donatati dal tuo Dio. Ti pone domande con modestia per fare di te oggetto di derisione.
ATE: Dunque ancora non mi credi Nemesi? Stai mentendo a te stesso ed io sono qui per contraddirti, desidero confermarti che tale uscita discografica sia di gran lunga l’esperienza migliore che possa mai presentarsi al tuo padiglione auricolare.
NEMESI: Smettila di ciancicare, queste sono parole che provengono da un fanatico. Non puoi semplicemente affermare che è eclatante solamente perché il tuo gusto personale non guarda oltre quella soglia che ti sei auto-imposto.
CRONO: Insomma, volete finirla voi due! Sembrate delle lucciole marine in cerca di sesso. Sapete che io ero l’unico presente. Sapete ancora di più che oggi è il giorno in cui ascolterò le vostre frottole per l’ultima volta. Prima di fare questo, lasciatemi raccontare definitivamente la storia di tale concepimento, sempre che abbiate la bontà di tradurre le mie parole in un pensiero logico.
ATE: Crono, mio caro, ti ascolterò tutto il tempo che serve per lasciar di stucco questo ebete.
DIOGENE: Anch’io penso che siate degli sperpera quattrini, anzi morirete decapitati da una ghianda!
NEMESI: Taci tu, escremento, ed ascolta il maestro, finalmente la verità sarà elargita.
CRONO: Nei mesi che intercorsero dal dicembre del 1996 al quinto mese dell’anno successivo, La Masquerade Infernale fu portata a termine. I componenti provenienti dall’esperienza precedente, tale Asperia Hiems Symfonia, decisero di porre un ulteriore ostacolo alle menti del pubblico pagante, portando a termine una creatura mai ascoltata prima. Sin qui ci siamo, sottosviluppati, giusto?
ATE: Ovvio! Però mio caro Crono ti sei dimenticato di un passaggio fondamentale.
CRONO: Quale sarebbe?
ATE: Il titolo del disco è stato modificato all’ultimo momento, infatti originariamente era stato scelto The Stanist come nome ufficiale. Il perché del cambiamento è dovuto, molto probabilmente, al desiderio di distaccarsi completamente dalle convenzioni black metal; il passato doveva essere sepolto in tutto e per tutto. Un altro indizio di questa svolta cosciente è anche riscontrabile nello scegliere come title-track l’unica traccia strumentale del disco; che poi definirla traccia musicale è un paradosso.
CRONO: Mi hai preso in fallo, chiedo vena. A volte la memoria mi inganna; ho una certa età in fin dei conti.
NEMESI: Perdi colpi vecchio saggio, attento. Ad ogni modo concordo anch’io sul discorso precedente, seppur abbia da ridire sulla creatura mai ascoltata prima, essendo il genere avant-garde di nascita precedente a tali date da voi citate. Direi piuttosto che si è voluto cercare un’espressività totalmente singolare del concetto di avant-garde.
CRONO: Su questo non ho nulla da eccepire Nemesi. Il punto sta che uno sviluppo teatrale e arcigno come questo era di difficile concepimento all’interno dell’ambiente metal. Soprattutto vorrei ricordarti che, sino a qualche mese prima, questi esseri suonavano un black metal sinfonico tendente al doom.
ATE: Ecco, è quello che sto cercando di fargli capire io. La grandiosità di questa creatura sta nell’essere discorde dai canoni che erano stati delineati negli anni precedenti. In fin dei conti lo so anch’io che di perfetto non c’è nulla.
CRONO: Lasciatemi continuare per favore. L’evoluzione intrapresa dagli Arcturus è sempre stata costante. Già all’epoca del monicker Mortem le composizioni era inusuali, pur suonando death metal in tutto per tutto. Cambiando nome, pubblicando My Angel prima e Constellation poi, il tutto assunse una parvenza diversa. Si sentiva l’esigenza di andare oltre i confini. Ancora più forte veniva mossa la critica di incoerenza del gruppo stesso. Le capacità c’erano, ma non si volevano sfruttare appieno.
NEMESI: Allora concordi anche tu, mio caro maestro, che questi omuncoli abbiano deciso di assecondare l’invalidità perenne che G. Wolf aveva dimostrato verso il cantato puramente black metal! Questo probabilmente è avvenuto anche a seguito della repentina mutazione del suo gruppo, tali Ulver, giusto maestro?
CRONO: No, sostengo piuttosto che compresero appieno quello che era il loro destino, riuscirono ad entrare in sintonia con se stessi in modo definitivo.
ATE: Giustissimo, ecco. Qui siamo tutti d’accordo adesso.
CRONO: Ora che siamo in quiete e Nemesi ha placato la sua ira, lasciatemi bere un goccio di cicuta e Dom Pérignon; poi tornerò da voi per la seconda parte.

TALETE: Ecco che il primo capitolo è finito e la storia, seppur breve, è stata chiarita; ora sarà l’analisi del tutto a portarci verso lidi inesplorati. Ma prima un breve stacco di pubblicità…


SECONDO ATTO: L’AVANT-GUARDISMO DEGLI ORRORI
CORO: Vi supplico, o Dio al quale molti peccatori porgono le loro preghiere, dal profondo oscuro abisso dove il mio cuore cadde. Mi hai espulso dalle tediose forche dell’inferno. Puoi cessare di deplorare il mio opposto ora. Io scesi per aeoni, nel profondo e conobbi verità terribili che l’uomo non saprà mai.

TALETE: Al suo ritorno Crono trovò Diogene che stava complottando in favore di Gianni Drudi. Lo dava per vincente 2-1 come best avant-garde album degli anni 2000. Fondamentalmente perché non si capiva nulla di cosa c’era dentro, ma la reazione di chi ascolta l’avant-garde non è solo non capire la struttura (sempre se una ce ne sia), ma è immergersi e lasciarsi trasportare. Ma io chi sono per dire questo? La parola ai protagonisti…

DIOGENE: Drudi vince sicuro, te lo punto nel "best of" di Metallized; ti giuro, dammi venti dracme e farai un grande affare.
NEMESI: Lasciami in pace, mendicante che non sei altro, devo storpiare una misera composizione di cinque tizi norvegesi. Non ho tempo per te.
ATE: Smettila Nemesi, per una volta tanto, ascolta cosa ha da dirci Crono e vedrai. Qui la struttura diventa difficile da comprendere. Ora sentirai il verbo della giustizia eterna.
NEMESI: Ti vorrei ricordare che sono io la giustizia suprema e sono stato chiamato qui dal destino per compierla.
CRONO: Ora zitti e guardatemi nelle palle degli occhi, ascoltate il districarsi della mia lingua e comprendete il vero potenziale del tutto.
ATE: Raccontaci delle vicissitudini di Ad Astra, Painting My Horrors ed Alone. Sono curioso come una torpedine marina.
NEMESI: Sì, lo sappiamo tutti, Alone è un omaggio ad E.A. Poe, ormai è arcinota la storia.
CRONO: Volevo parlare io se possibile, signori. Pacate le vostre eccitazioni e decodificate il mio pensiero. Parto dalla traccia che avete citato, Alone, la quale, sì, è un omaggio allo scrittore americano e sarà riproposta in futuro dai Green Carnation. Può essere vista soprattutto come la traccia di maggiore violenza, quella con l’impatto emotivo più forte; può essere vista come una catarsi da parte di G. Wolf. Quello su cui mi vorrei concentrare maggiormente è il lato sinfonico, questo è chiarito prepotentemente all’interno di Ad Astra, della title-track e di Painting My Horrors. Perché secondo voi?
ATE: Semplice, la prima è una luce nel buio dello spazio che, racchiusa in sette minuti e quaranta, racconta le sensazioni interiori che si provano nel distaccarsi dal contesto terreno, come il coro recitava poco fa. La traccia che porta il nome dell’opera non è particolarmente significativa a un ascolto superficiale, mentre racchiude in sé la visione generale del disco sotto un aspetto teatrale-sinfonico. Vedasi anche alcuni richiami ad un’orgia di corpi dove il malcapitato è involontariamente assorbito dalle carni dei presenti. Le voci ed i latrati che accompagnano il tutto sono echi della mente umana. In ultima, ma non per importanza, Painting My Horrors offre la visione globale dell’estasi avant-guardiana dell’epoca, una sacca-poche, dove le note musicali vengono elargite senza ritegno e gli stacchi prepotenti da uno stile all’altro portano l’ascoltatore ad una vibrazione interiore difficilmente riscontrabile in altri ambiti.
NEMESI: Sì ma la produzione? La produzione è orribile, non si capisce molto spesso dove stiano andando i volumi, in certi passaggi perdi la cognizione della struttura base, sempre che ce sia una, e la voce si alza e si abbassa apparentemente senza alcun nesso logico.
CRONO: Il fatto è che tu non riesci a comprendere che il costante cambiamento di tecniche canore non è imputabile ad una semplice bassa qualità di registrazione, che tuttavia in alcuni frangenti è palese. Del resto, vorrei ricordarti come all’epoca non tutto fosse così professionale come oggi e, soprattutto, come l’impatto provocato da questo disco fosse inconcepibile.
NEMESI: Sì, ma è ancora più discutibile il fatto che su canzoni come The Chaos Path si sia voluto ripiegare su un cantante come ICS Vortex per le carenze vocali del singer originale.
ATE: No, su questo non concordo, poiché l’interpretazione è soggettiva in merito a quest’argomento.
CRONO: La realtà è che i timbri vocali solitamente si sposano al meglio con certe atmosfere prettamente musicali; dunque è da imputare il tutto ad una volontà ben razionale. ICS vortex offre una prestazione più ambigua e schizofrenica. Se G. Wolf avesse offerto la sua prestazione in tale contesto sarebbe risultata poco conforme ai testi scelti, né più né meno.
NEMESI: Io continuo a sostenere che vi state prendendo gioco del sottoscritto.
CRONO: Andiamo avanti. Stavamo parlando di aspetti tecnici, dunque come non ricordare l’apripista, vale a dire Master of Disguise, in cui i continui cambi di tempo lasciano un po’ perplessi ad un primo ascolto, ma con l’andare del tempo rendono appieno l’intento primordiale, ossia quello di focalizzarsi su un cantato totalmente atipico, in netto contrasto con le partiture strumentali. Infatti, non c’è unione in molti casi tra quei due mondi che compongono la canzone nel suo complesso; l’aspetto della dualità appena descritta è riscontrabile in diverse occasioni lungo la tracklist.
ATE: Ovvio, lo pensavo pochi minuti prima. Qui non c’è una forma canzone pura, dove melodia e vocalizzi seguono uno stesso sentiero; piuttosto, il tutto sembra improvvisato in base alle emozioni del testo, fregandosene del tappeto musicale. Viceversa i "suonatori" creano un mondo tutto loro, dove portano a compimento un affresco di diabolica natura.
CRONO: Ottimo esempio, mio caro, ottimo. Peccato che tu abbia il difetto del fanatismo e non sia totalmente sincero con te stesso. Non sempre questo accade, ricordati che i tappeti di cui tu parli s’incontrano spesso e volentieri a differenza dei momenti di libertà, che sono sì pochi, ma rimangono fortemente impressi, lasciando di stucco. Questo è dovuto semplicemente al fattore "avant-garde".
Cosa intendo dire? Non avendo tale genere una struttura fissa (anzi, probabilmente non è considerabile nemmeno come genere musicale), la dose di personalità è di gran lunga vincitrice. Ecco perché le sperimentazioni sono così presenti. Ritornando al discorso precedente, vorrei ricordarti nuovamente come all’epoca non c’era uno studio così accurato come oggigiorno e molto spesso alcuni atteggiamenti erano lasciati al caso. Qui ciò è ben riconoscibile. Anzi, se ci fosse stato maggiore studio in alcuni parametri, probabilmente oggi non ne saremmo così orgogliosi.
NEMESI: Allora concordate con me che qui si parla fondamentalmente di poveri musicisti con idee da strapazzo che sono state unite forzatamente? Stiamo osannando una jam session!
CRONO: Smettila e lasciami riposare, la cicuta fa effetto, ora faccio un piccolo sonnellino e ci rivediamo dopo. Sono stanco di voi. Ci troviamo al calar delle tenebre per il resoconto finale.
DIOGENE: A proposito di tappeti: ne ho uno qui che proviene dalla Persia; vorreste comprarne uno per sole 20 dracme? E’ di qualità eccelsa, pura pelle di cincillà e in omaggio c’è anche la bambola gonfiabile di Hellhammer…

TALETE: Detto questo, i tre, infastiditi dalla presenza indecorosa di Diogene, se ne andarono per le loro strade. Le tenebre erano dietro l’angolo e lì, sotto l’anfiteatro, malvagie e indomite. Crono era atteso alla sua sentenza. Pur essendo noi di parte e ovviamente vicini ad una soluzione della questione, è giusto che ci avviciniamo all’ultima parte con modestia e attenzione.


TERZO ATTO: EPILOGO
CORO: io non sono stato più lo stesso da quando sono un diavolo di professione. Vedo il mondo sotto una luce grottesca. Esibisco il male con parvenze da clown. Puro, io vivo nella blasfemia, sono Mefisto nascosto con la tunica della Madonna.

CRONO: Siete in ritardo, cosa avete combinato figli di Zeus ignoto?
DIOGENE: Colpa mia padrone, cercavo di fargli capire come Wanna Marchi sia la vera scoperta del terzo millennio nel metal: come urla in scream lei, non lo fa nessuno! Ahahahahah…
NEMESI: Lo lasci perdere, stavo quasi per crederci, in fin dei conti con i cantati di oggi…
Ma veniamo a noi. Ora è tempo di proclamare una sentenza e sono sicuro che le tue parole non andranno a scalfire il mio pensiero. Che siamo di fronte ad un buon album ma concepito in maniera malsana, improvvisando parti e camuffando le vere carenze dei musicisti? Sii onesto verso te stesso e riduci in cenere i pensieri di questo fantoccio di fronte a me.
ATE: Parla parla, ma tanto sarà la verità a cucirti la bocca, richiuderti nella caverna dove potrai ascoltare solamente i Mucupurulent.
CRONO: Signori, basta per favore. Ora zitti. Parlerò una volta sola e chi non comprenderà sarà bannato dal regno celeste. Come fare per comprendermi? Semplice: zittite le vostre lingue luciferine.
Ora, come Nemesi ha cercato di far comprendere, La Masquerade Infernale non è perfetto a meno che non ci si mettano in mezzo i sentimenti. Possono essere riscontrati diversi piccoli difetti al suo interno, ma sono questi che lo rendono unico, come nient’altro al mondo. Vero è che per creare una tale distorsione mentale si doveva necessariamente avere problemi di percezione cognitiva, altrimenti tutto sarebbe stato palesemente scontato. Dunque cosa posso dirvi: la scelta degli Arcturus è sotto gli occhi di tutti, cioè è quella di distaccarsi dal passato in modo radicale, di cambiare il titolo all’ultimo e di concepire un prodotto che li avrebbe portati al limite del baratro oppure innalzati verso la luce eterna. Cosa voi scegliate dei due non sono affari miei, anche se penso di avere un’idea. In qualsiasi delle due parti deciderete di stare, vi prego solamente di comprendere la genialità che risiede alla base delle composizioni qui eseguite. Noi tutti le ascoltiamo già nella veste finale, ma i cinque pionieri hanno dovuto crearle da zero; è qui che sta la differenza tra noi e loro.
ATE: Concordo, un giudizio corretto che lascia trasparire molto e mette fine a questa diatriba. Nemesi devi accettare la realtà, che seppur i concepimenti musicali non siano di tuo gradimento, qui ci sono cinque persone che hanno creato un album personale ed intimo, tecnicamente imperfetto, ma sentimentalmente unico.
NEMESI: Sì, effettivamente su questo non ho da eccepire, rimane il fatto che sia imperfetto, e ciò mi basta per riportarmi alla dimora col sorriso.
CRONO: Ricordati che se l’imperfetto è definito come un male, allora ogni cosa è un male, perché ogni cosa è imperfetta. Ed ora addio!
DIOGENE: Io no!

TALETE: Con queste ultime parole, la notte prese il sopravvento e gli spiriti faustiani presero vita. Sono loro i padroni e la loro ricerca costante della suprema conoscenza li ha portati sino a noi. A loro è dedicata La Masquerade Infernale, come da volontà dei compositori stessi. Io mi associo, guardo gli atri e vi lascio con le parole qui pronunciate dal nostro coro.

CORO: Ho cercato in tutto il mondo e non l’ho trovato in nessun luogo. Così ho riposto la fiducia nel dolore ed ho preso in mano il punteruolo insanguinato. I corpi freddi dei cieli infiniti hanno, entro il mio spirito freddo, fascino di occhi che mi accolgono verso la morte. In segreto, dentro la mia anima, questi sono gli ideali di un tempo che fu.



VOTO RECENSORE
97
VOTO LETTORI
94.28 su 56 voti [ VOTA]
zakyzar
Venerdì 18 Ottobre 2019, 18.46.12
45
cazzohai scritto sto disco e" un capolavoro bastava poco x dirlo nvece cosi ci mandi tutti al manicomio-e" la semplicita' che e" difficile a farsi-bertold brecht-
Macca
Martedì 9 Aprile 2019, 16.17.06
44
Comprato usato qualche mese fa da Pagan Moon a Torino, è probabilmente l'opera più importante e rappresentativa degli Arcturus, nonché uno degli album simbolo di un (non) genere come l'avantgarde, uscito nello stesso anno di altri due capisaldi come The Linear Scaffold e Omnio. In ogni caso per me il loro capolavoro rimane The Sham Mirrors, un vero gioiello.
Aceshigh
Martedì 21 Agosto 2018, 9.15.53
43
Opera visionaria, geniale, unica e ancora affascinante a più di vent'anni dalla sua pubblicazione. Uno dei manifesti dell'avant-garde. Voto 92
Shadowplay72
Mercoledì 29 Novembre 2017, 11.42.39
42
che vuoi dire steelminded?sto album e' un capolavorone.una delle mie band preferite in assoluto.adoro l'avantguarde metal!
Steelminded
Venerdì 18 Agosto 2017, 18.58.08
41
Perché era un disco?
zakyzar
Venerdì 18 Agosto 2017, 18.27.05
40
ma sto disco com'e'...?
Nick
Domenica 4 Settembre 2016, 22.16.48
39
Disco stupefacente, difficile da apprezzare, ma una volta che ti entra dentro non esce più. Master of disguise e alone assolutamente fantastiche. La recensione è un po' complessa ma scritta col cuore, azzeccata per un disco così, solo non capisco le critiche al singer Garm, qui G. Wolf, che a mio parere è uno dei migliori cantanti di metal estremo che abbia mai ascoltato, sia nel cantato in screaming, che nel canto folk e rock (con gli Ulver) e nelle clean vocals in generale e che qui sfoggia una delle sue migliori performance.
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 16.00.25
38
Lo ammetto quando uscì lo ascoltai e preso da altri interessi lo lasciai lì dov'era. Di recente gli ho voluto dargli un'altra possibilità. Ed è scattato l'amore. Più del valore intrinseco dei singoli brani (comunque elevatissimo) è l'insieme che è da brividi. Prezioso 85
Galilee
Martedì 22 Dicembre 2015, 16.48.20
37
Io queste recensioni non le leggo proprio. Si fa per dire...nel senso che non arrivo nemmeno a metà. Non m'interessano e mi annoiano. Però magari è un mio limite. Sinceramente non mi emozionano e spesso mi rendono antipatico sia il disco che il gruppo, perchè ancora prima di sapere che musica viene proposta e la sua qualità, capisci già che la band veine messa sopra un piedistallo e a me questa cosa non sta bene. Con nessuna band. Poi che sia scritta egregiamente è un'altra cosa. Difatti bravo Astra. Ma non è il mio stile.
Ziltoid
Martedì 22 Dicembre 2015, 16.15.21
36
Ma si dovrebbe sempre avere ben chiaro cosa stai scrivendo: una recensione ha il compito di far capire come suona un disco, almeno per sommi capi. Sta poi alla bravura del recensore incuriosire, stuzzicare e interessare il lettore, ma non dimenticandosi mai il proprio ruolo. Per fare questo ci sono mille modi, ognuno può avere un suo stile, ma da qua a sbrodolarsi addosso come in questo caso, c'è veramente un universo di mezzo.
Metal3K
Lunedì 21 Dicembre 2015, 18.25.02
35
Beh, sicuramente si tratta di un testo non propriamente canonico, che facilmente può prestare il fianco a critiche disfattiste come le vostre. Chi l'ha scritta si sentiva di farla esattamente così. Se avessi chiesto ad altre 100 persone di scriverla, sarebbe venuta in 100 modi diversi, difficilmente sarebbe stata così, perché è frutto del modo di sentire e vedere le cose di una persona e non di altre. Potrà anche non piacere, non per questo bisogna oltrepassare la soglia del rispetto. Piuttosto che disseminare critiche feroci a destra e manca, sarebbe apprezzabile capire con parole vostre quali pensieri e sensazioni vi provoca questo disco, ammesso che siate anche capaci di fare questo, oltre che di sputare sentenze. Io penso di sì, penso che abbiate da dire molto di più di questo, ma magari mi sbaglio e siete come quelle persone aride che sanno solo criticare l'operato degli altri restandosene con le mani in mano perchè non hanno niente di personale da trasmettere agli altri. Pensateci.
andy usurper
Lunedì 21 Dicembre 2015, 18.17.36
34
Rece giusto un attimo complicata,però così com è questo capolavoro.....Complicato ma travolgente,ispirato e con delle voci all'interno pazzesche ,di un altro mondo,come per altro lo sono gli Arcturus,UNICI!
Ziltoid
Lunedì 21 Dicembre 2015, 17.02.11
33
E non ci capisci un cazzo comunque. Mi chiedo che senso abbia scriversi addosso così, a parte l'onanismo letterario (!) dell'autore. Già che oggi le recensioni non hanno senso, figuriamoci una "cosa" dalla quale non si capisce assolutamente nulla, se non la tracotanza dell'autore.
terzo menati
Lunedì 21 Dicembre 2015, 16.46.58
32
Per leggerla tutta serve una giornata di ferie o una laurea
Ziltoid
Lunedì 21 Dicembre 2015, 15.54.50
31
Se uno non sapesse come suona il disco, da questa recensione non ci capirebbe nulla.
SapoMalo
Venerdì 8 Maggio 2015, 17.27.15
30
Voto 666! Punto!
spiderman
Mercoledì 12 Novembre 2014, 21.31.31
29
Non si puo' descrivere a parole, ascoltetotelo e basta.Troppo bello.
trimlex
Mercoledì 12 Novembre 2014, 21.20.30
28
immenso,di più e oltre.il mio voto è 999
Delirious Nomad
Giovedì 3 Aprile 2014, 23.22.47
27
Per anni ho ripreso questo disco per riascoltarlo una volta ogni tanto, apprezzandone l'originalità, alcune melodie, restando però freddo, esterno all'atmosfera che emana. Oggi penso di averlo capito nella sua meravigliosa teatralità. Fantastico.
Christian
Domenica 30 Marzo 2014, 11.28.29
26
Mi sento terribilmente in colpa: come ho fatto a non venire a conoscenza prima di questo disco monumentale? Non è possibile.. 97 meritatissimo: lungimiranti.
Danimanzo
Martedì 17 Settembre 2013, 10.29.00
25
Questo disco rappresenta il concetto di "guardare avanti". Fare a pezzi, ricombinare una volta, poi un'altra ed infine ricucire il nuovo. E riuscire a fare centro creando, di fatto, un nuovo genere per le future band che hanno voluto sperimentare a partire dalla miccia accesa da questo disco. Encomiabili, eclettici, geniali ed unici.
Danimanzo
Martedì 17 Settembre 2013, 10.26.08
24
Q
Ste
Mercoledì 3 Luglio 2013, 19.48.00
23
ecco...questo è il clessico disco che dovrei avere prima di molti altri e che per qualche arcana ragione per molto tempo ne ignoravo l'esistenza stessa o non pensavo che ci fosse in giro roba del genere... forse perchè sottovalutati enormemete..disco da rispolverare assolutamente!!
enry
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 16.21.26
22
Bah, i gusti son gusti, ma Arcturus sopravvalutati è davvero la prima volta che lo sento, il solo Aspera Hiems Symponia basta e avanza per stracciare il 90% del sympho-black, ma va bè, tutti i capolavori hanno qualche detrattore, fa parte del gioco.
Michele
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 15.59.58
21
Poe era americano D: A parte questo, la recensione è splendida...
Charlie Cobret
Mercoledì 30 Gennaio 2013, 15.08.06
20
Cd e band davvero sopravvalutati. the sham mirrors e sideshow symponies mi piacciono, ma questo per niente. è come una modella bellissima con in testa un cacatone di cane...sembra tutto ok, poi guardi bene e capisci che è da buttare!
waste of air
Domenica 27 Gennaio 2013, 13.36.04
19
@lif: "come tutte quelle di.." implica che le hai proprio lette tutte! Ma grazie! Dato poi che ti limiti a dare del cane senza motivazione alcuna, invidiamo la tua padronanza lessicale e vedremo di appaiarla nei prossimi scritti. Saluti.
MrO
Domenica 27 Gennaio 2013, 11.59.20
18
@LIF: certo, la libertà di parola è un diritto, ci mancherebbe. Però, quando a qualcuno si dà del cane, a questo qualcuno deve essere concesso sapere da chi viene l'accusa. La cosa migliore, secondo me, è che ti presenti (nome, cognome, indirizzo, città, data di nascita, e-mail) e che motivi le tue accuse, magari nelle sedi opportune. @ Ad Astra e Waste of Air: non è mia intenzione difendere il vostro lavoro, dato che sapete difenderlo egregiamente da soli. Il mio intervento è di carattere generale ed è un caso che capiti proprio in questa discussione. Sull'album: l'ho ascoltato solo una volta, perché fino a ieri non lo conoscevo. Tra qualche mese ci si sente per un parere che, come al solito, non avrà nulla di tecnico (per mia ignoranza, s'intende). Bye
LIF
Domenica 27 Gennaio 2013, 11.37.25
17
Delirious, perchè conosco bene il disco e mi interessa leggere opinioni in merito. Poi qualcuno dovrà pur dirglielo che sono dei cani a scrivere.
Ascarioth
Domenica 27 Gennaio 2013, 11.02.52
16
Bella recensione, ho provato a sentire qualche pezzo ma ancora non riescono a penetrarmi nell'animo come si deve... sarà che il genere non è il mio preferito, visto tutto l'entusiasmo che c'è qui proverò almeno a dargli qualche altra possibilità
Delirious Nomad
Domenica 27 Gennaio 2013, 10.46.17
15
LIF, visto che ormai conosci il loro stile, cosa li leggi a fare?
LIF
Domenica 27 Gennaio 2013, 10.00.26
14
Recensione pretenziosa come tutte quelle di Ad Astra e Waste of Air. Il disco è un capolavoro anche se il drumming di Hellhammer è spesso fuori contesto.
Salvo
Sabato 26 Gennaio 2013, 22.43.26
13
poco da dire: 95 all'album 100 e lode al recensore.
Orpheus
Sabato 26 Gennaio 2013, 22.27.00
12
Da un album perfetto, una recensione perfetta. Complimenti!
andrea
Sabato 26 Gennaio 2013, 19.55.29
11
la miglior recensione del 2013, caro omonimo! del resto il disco se la merita.
Delirious Nomad
Sabato 26 Gennaio 2013, 17.01.45
10
Uao, la recensione è straniante e contorta quanto il disco e trasmette perfettamente l'idea, complimenti vivissimi. Un pelo nell'uovo? "Allan" non era il secondo nome, ma il cognome adottivo di Poe, di conseguenza non andrebbe abbreviato. Abbiamo presentato: "La pignoleria definitiva", di D. Nomad.
crusher
Sabato 26 Gennaio 2013, 15.30.20
9
si capisce nulla sta rece
Vecchio Sunko
Sabato 26 Gennaio 2013, 15.18.03
8
Capolavoro con la "C" maiuscola! complimenti ottima recensione voto confermato : 97
Mickelozzo
Sabato 26 Gennaio 2013, 15.05.43
7
Finalmente La Masquerade Infernale tra i rispolverati!!! 98! Bizzarro, teatrale, ricchissimo di atmosfera, coinvolgente come pochi. ce ne fossero, di album così!
xutij
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.06.17
6
Lo sto riascoltando ora,stupendo ! Personalmente preferisco il successivo,ma si tratta solo di un mero gusto personale che non può assolutamente intaccare il valore di quest'opera d'Arte. P.S. Sono l'unico matto che sente delle chiare influenze da Angel Dust dei FNM ?
Undercover
Sabato 26 Gennaio 2013, 14.00.06
5
Decisamente inarrivabile per tantissimi e per me rimane la vetta più elevata della loro discografia.
il vichingo
Sabato 26 Gennaio 2013, 11.09.54
4
Ecco, qui si può parlare di capolavoro senza problemi. A mio avviso una band che è "progressive" nel vero senso del termine, avantgarde allo stato dell'arte. 100/100.
Mickey
Sabato 26 Gennaio 2013, 10.57.17
3
Evviva! Finalmente questo capolavoro recensito! Che dire, ci sono legato in modo particolare e mi è impossibile valutarlo oggettivamente. Complimenti per la recensione, bizzarra quanto il disco.
Ubik
Sabato 26 Gennaio 2013, 9.54.18
2
Tra i migliori dischi di sempre. Of Nails and Sinners e Ad Astra sono tra le migliori cose che abbia mai ascoltato. Voto massimo.
enry
Sabato 26 Gennaio 2013, 9.06.07
1
Comprato appena uscito, reazione a caldo dopo il primo ascolto: 'nooo che è sta roba, ridatemi Aspera...'. Dopo due settimane mi resi conto della grandezza di questo disco e del significato della parola Avantgarde...voto 95, per la qualità artistica e per il coraggio. Da incorniciare The Chaos Path e Master of Disguise.
INFORMAZIONI
1997
Music For Nations
Avantgarde
Tracklist
1. Master of Disguise
2. Ad Astra
3. The Chaos Path
4. La Masquerade Infernale
5. Alone
6. The Throne of Tragedy
7. Painting My Horror
8. Of Nails and Sinners
Line Up
G. Wolf (Voce, Campionature)
Knut M. Valle (Chitarre)
Steinar Sverd Johnsen (Tastiere)
Hugh Steven James Mingay aka "Skoll" (Basso)
Hellhammer (Batteria)

Musicisti Ospiti
Simen "ICS Vortex" Hestnæs (Voce su "The Chaos Path", Cori su "Master Of Disguise" e "Painting My Horror")
Carl August Tidemann (Chitarra Aggiunta su "Ad Astra" e "Of Nails And Sinners")
Idun Felberg (Corno su "Ad Astra")
Erik Olivier Lancelot aka "AiwarikiaR" (Flauto su "Ad Astra")
Svein Haugen (Contrabbasso)
Vegard Johnsen (Violino)
Dorthe Dreier (Viola)
Hans Josef Groh (Cello)
 
RECENSIONI
82
85
80
99
s.v.
97
ARTICOLI
09/05/2015
Live Report
ARCTURUS + VULTURE INDUSTRIES + KRAKOW + SEVEN IMPALE
Locomotiv, Bologna - 03/05/15
06/11/2013
Live Report
ARCTURUS + RIUL DOAMNEI + NO MORE FEAR + ARTAIUS
Tempo Rock, Gualtieri (RE), 02/11/2013
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]