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I Lied - World Insane
( 1170 letture )
World Insane è il titolo del secondo EP dei finlandesi I Lied, i cui componenti provengono da diverse band note nel panorama underground, Cavus, Silent Dream, Profane Omen, Dienecia, per citarne alcune. Nel 2010, gli I Lied avevano rilasciato il loro primo EP, Damage Me, una buona prova del fatto che tutti i musicisti avevano già avuto anni di esperienza nel mondo del metal, un ottimo connubio di death e thrash con ovvie influenze scandinave.
Se Damage Done risultava un lavoro ancora da perfezionare e soprattutto rilasciato senza alcuna etichetta, World Insane si avvale del contributo della Violent Journey Records (casa discografica specializzata nel lato estremo della nostra amata musica metal) e rispetto al precedente EP presenta una non trascurabile maturità nel song writing, che risulta più personale, e nel sound, curato maggiormente rispetto al predecessore. E’ ovvio che ci sia ancora qualcosa da migliorare (il cantato non sempre perfetto di Pakarinen, il suono non sempre pulitissimo e qualche “sviolinata” da parte delle chitarre – per intenderci, la classica frusciata di corde) ma è indubbiamente un ottimo trampolino di lancio per un futuro full lenght degli I Lied.

- Remember, Sully, when I promised to kill you last?
- That's right Matrix, you did!
- I lied.


Inizia così Beaten Zone, con questa citazione del film Commando con Arnold Schwarzenegger. L’inizio è sicuramente dei più promettenti, potente, quello che ci si aspetterebbe di sentire da una band death-thrash, insomma. Dei due generi c’è subito tutto, velocità, decadenza, tecnica e impatto. La canzone ti trascina fino alla fine e ti mette dentro la voglia di ascoltare cosa viene dopo. Total Self Hatred si allontana da quanto fatto nella prima traccia e si avvicina di più a un death melodico tipico della zona scandinava ma rimane comunque un lavoro apprezzabile, seppur poco thrash. E anche This Shit Called Life si mantiene su questa linea molto melodica, deliziata da sottili fraseggi di chitarra e da melodie molto orecchiabili. La mia preferita, quella che meglio ricalca lo stile degli I Lied è la successiva Lizard Dreams, che inizia in maniera prepotente, devastante e si mantiene più o meno tale per il resto della canzone. Solo una brevissima parte cantata mi fa un po’ storcere il naso, nella parte centrale: a mio personalissimo parere evitabile. La conclusiva title-track chiude in bellezza l’EP, mostrando quanto già udito nelle quattro precedenti tracce, velocità, capacità compositiva, melodia e una presenza vocale niente male in cui Ben Pakarinen fa maggiore sfoggio di un growl potente, seppur ancora da perfezionare.

Se la domanda fosse “gli I Lied sono pronti per entrare in studio e registrare il loro primo album?” risponderei subito: ma certo! La loro musica è abbastanza coinvolgente, le loro idee sono alquanto originali e nonostante evitino di sfoggiare assoli lunghissimi o ricolmi di sweep-picking (anzi, di assoli non ne fanno per niente) presentano una tecnica esecutiva apprezzabile, vuota di tempi composti e rallentamenti improvvisi ma udibile nei riff di chitarra e basso e nella buona prova del batterista Doni Huovila. Migliorando ulteriormente il sound e variando di più la composizione generale, non c’è dubbio che la formazione finlandese possa mettere al mondo un buon album e iniziare a farsi un nome più consistente.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2012
Violent Journey Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Beaten Zone
2. Total Self Hatred
3. This Shit Called Life
4. Lizard Dreams
5. World Insane
Line Up
Ben Pakarinen (Voce)
Joni Koivuniemi (Chitarra)
Jani Tamminen (Chitarra)
Sami Varjola (Basso)
Doni Huovila (Batteria)
 
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