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Borknagar - Borknagar
( 5396 letture )
Il nome dei Borknagar ad oggi è indubbiamente considerato uno dei più importanti nell’ambito di tutto il metal europeo nonché uno dei più influenti sia che si parli del vecchio periodo che del nuovo. Questo album, primo di una discografia abbastanza nutrita, è senza alcun dubbio una pietra miliare, in quanto responsabile di aver dettato stilistiche completamente innovative in ambito black e viking meal.

Siamo nel 1996 e la creatura di Oystein G. Brun e Krystoffer “Garm” Rygg ha finalmente rilasciato il suo primo album: un disco che oltre ad essere qualitativamente eccelso sarà una delle influenze principali per chiunque suoni un certo tipo di black metal, senza contare il suo impatto anche sul viking, che nello stesso periodo aveva già conosciuto realtà come Windir ed Enslaved, entrambe fondamentali per chiunque abbia deciso di suonare quel genere negli anni seguenti. Per quello che riguarda il black metal, invece, questo disco è responsabile di aver dato delle coordinate stilistiche fondamentali per quella che poi è diventata la scena moderna del genere, oggi particolarmente prolifica, influenzata ovviamente anche da tutta quella schiera di gruppi norvegese meno intransigente e più sperimentale, vicinissima a sonorità folk e in molti casi anche progressive, di cui facevano parte anche Ulver, Arcturus, Solefald ed Enslaved.

Dopo aver descritto l’importanza del disco dal punto di vista della sua influenza, è certamente d’obbligo analizzare, oltre alla musica, anche l’argomento della line-up, che durante la vita della band è stata molto mutevole ed ha ospitato per la maggior parte gruppi provenienti da altre formazioni di spessore. In quest’album oltre al leader e fondatore Oystein G. Brun alle chitarre, responsabile di tutta la composizione, troviamo anche il vocalist Garm che porta nell’album una marcatissima influenza dei suoi Ulver, in particolare dell’opera Nattens Madrigal, con cui Borknagar condivide le sonorità sporche (non è un caso infatti, che il master sia stato proprio opera dello stesso Garm). Troviamo anche il leader dei Gorgoroth Infernus al basso, il defunto Erik “Grim” Brodreskift alla batteria, anch’egli tra le file dei già citati Gorgoroth ed infine Ivar Bjornson degli Enslaved alle tastiere. Una formazione composta dunque da nomi molto ingombranti che nel 1996 probabilmente non venivano osannati quanto oggi, ma erano comunque già molto rispettati per la loro notevole creatività artistica.

La prima traccia del disco intitolata Vintervredts Sjelesagn è una delle canzoni migliori dell’album, si distingue per il suo impatto unico e per l’affascinante atmosfera che esso riesce a creare: da una parte grezza e sporca a causa delle chitarre e degli scream e dall’altra più melodica ed evocativa per via dell’uso dei synth e dei cori vocali puliti. I rimandi agli Ulver sono evidenti in tutto l’album: come già detto, si sente chiaramente l’influenza dell’aggressivo Nattens Madrigal nella registrazione e nell’uso di chitarra e batteria, ma non mancano anche i rimandi a Bergtatt durante i passaggi più melodici e di origine folk. Oltre al black metal più irruento (altri maestosi brani sono Grimskalle Trell, Daudeh, Svartskogs Glide) compaiono come accennato poco fa anche delle raffinatissime soluzioni folk (un esempio è lo splendido intro di Nord Naagauk) e tappeti tastieristici evocativi come pochi (il brano d’apertura già nominato ne è un esempio), senza tralasciare i richiami ad altri generi completamente esterni al metal che si possono sentire nelle due parti di Tanker mot Tind (unici brani non composti da Brun, ma da Bjornson), che ricordano la musica sinfonica e marziale (elementi che poco tempo dopo utilizzeranno gli Arcturus per il loro capolavoro La Masquerade Infernale) e il passaggio di Ved Steingard, che oltre al folk nordico incorpora anche degli acidi accenni di bluegrass.

Oltre ad un songwriting perfetto in ogni minimo passaggio, tutti gli strumenti offrono delle performance eccelse ed assolutamente singolari. La voce di Garm, si conferma un marchio di fabbrica sia per le parti in scream, con il suo tipico urlo lacerante e disperato, sia per i pezzi di canto pulito, che sebbene siano davvero pochi riescono a farsi ricordare senza alcun dubbio. Le chitarre sono taglienti come rasoi nelle parti black e delicate e trascinanti nelle parti folk, ed offrono un lavoro superbo su ogni fronte, sia su quello emozionale per il mood freddo e malinconico dei riff, che su quello tecnico per gli ottimi intrecci presenti durante le parti acustiche e gli assoli di chitarra elettrica. Il bassista Infernus oltre a qualche discretissimo passaggio si distingue indubbiamente per un suono distorto e caotico, che si rivela comunque perfetto nel contesto dell’album. La batteria martella in maniera irruenta durante i velocissimi blast beats, dando all’album un notevole impatto sonoro. Le tastiere invece aggiungono quel tocco più caldo e trascendentale a tutti i freddissimi brani che compongono questo capolavoro.

Il concept lirico della band è principalmente ispirato alla mitologia nordica ed è chiaramente anche questo un elemento che accomuna con un’ulteriore certezza la band al genere viking metal. Anche lo stesso nome, a detta di Garm, viene dalla mitologia norrena, poiché si tratterebbe dall’anagramma di Ragnarok, l’avvenimento apocalittico presente nelle leggende scandinave, con l’aggiunta di una B.

Si può dunque affermare con certezza che Borknagar sia un opera assolutamente intoccabile. Non solo il suo stile ha fatto scuola, insieme a molti altri titoli, per le band più sperimentali sul fronte black e viking metal, ma questo disco si rivela in più uno dei capisaldi di tutto il metal degli anni 90, norvegese e non, in quanto considerato quasi unanimemente un must indiscusso. Senza il minimo dubbio un capolavoro, che difficilmente il tempo riuscirà ad oscurare.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
91 su 13 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 28 Maggio 2018, 10.08.46
12
Grandissimo album d'esordio per questa sorta di supergruppo black. Anch'io mi schiero dalla parte di chi preferisce The Olden Domain, ma anche qui ... tanta roba. Voto 88
LUCI DI FERRO
Sabato 14 Settembre 2013, 10.54.00
11
Borknagar - 1996 un MONUMENTO della musica punto e basta, ''PIETRA MILIARE'' 100/100
Moro
Domenica 3 Febbraio 2013, 14.20.28
10
io mi tengo sul 75. Bellissimo disco ma l'impronta "borknagar" verrà fuori più tardi, soprattutto con the Olden Domain.
Ftb
Sabato 2 Febbraio 2013, 19.53.44
9
Il miglior lavoro del gruppo. Disco immenso. Garm spaventoso. Tutto il resto conta molto meno.
Bloody Karma
Sabato 2 Febbraio 2013, 15.22.52
8
che disco...
dfdsfdf
Sabato 2 Febbraio 2013, 14.24.52
7
capolavoro, grande atmosfera 100% norvegese
organium
Sabato 2 Febbraio 2013, 14.11.26
6
Grandissimo album, ma anch'io preferisco the olden domain, comunque 90 meritatissimo P.S Garm straordinario come suo solito
il vichingo
Sabato 2 Febbraio 2013, 13.47.53
5
A parer mio il migliore della band resta The olden domain, probabilmente l'unico dei Borknagar che merita una valutazione uguale o maggiore al 90. Questo è un disco tra il "molto buono" e il "quasi ottimo", sicuramente non perfetto, ma con alcuni momenti epici e in termini numerici siamo intorno ad un 83-85. Per quanto concerne il resto della loro discografia arrivo con molta fatica sino a Empiricism, ed anche qualche traccia di Epic mi piace non poco, oltre non riesco ad andare .
lux chaos
Sabato 2 Febbraio 2013, 13.07.02
4
Finalmente trovo qualcuno qua sotto di me che non considera oro colato ogni scoreggia che incide questo gruppo...purtroppo con certi personaggi succede frequentemente nella scena. Quoto Undercover e enry, considero questo lavoro buono, i due successivi ottimi, poi per me la partita si chiude
enry
Sabato 2 Febbraio 2013, 12.13.48
3
Buon debut ma per me non così clamoroso come fa intendere la recensione. Stringi stringi a me ne piacciono tre: questo, The Olden Domain e Quintessence.
Nikolas
Sabato 2 Febbraio 2013, 12.06.40
2
Band di cui ascolto e amo in realtà solo The Olden Domain, certo che ovunque mette l'ugola Garm vengono fuori dischi memorabili...
Undercover
Sabato 2 Febbraio 2013, 12.03.56
1
Uno dei pochi lavori che apprezzo di questa band, forse il migliore , se la gioca col successivo, decisamente sopravvalutati e sopratutto Garm batte Vintersorg 100 a 0.
INFORMAZIONI
1996
Malicious Records
Viking
Tracklist
1. Vintervredets Sjelesagn
2. Tanker mot Tind (Kvelding)
3. Svartskogs Glide
4. Vlad Stengard
5. Krigsstev
6. Dauden
7. Grmiskalle Trell
8. Nord Naagauk
9. Fandens Allheim
10. Tanker mot Tinde (Gryning)
Line Up
Krystoffe “Garm” Rygg (Voce)
Oystein G. Brun (Chitarra)
Ivan Bjornson (Tastiere, Synth)
Infernus (Basso)
Erik “Grim” Brodreskift (Batteria, Percussioni)
 
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