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Katalepsy - Autopsychosis
( 2216 letture )
I Katalepsy appaiono per le prima volta nel 2004 in uno split assieme a Barbarity, Smersh, Posthumous Blasphemer e grazie alla casa discografica russa Soulflesh Collector Records. Incidono tre anni dopo il loro primo full length Musick Brings Injuries accolta positivamente dalla critica (molto notevole la cover di Symphony of Destruction dei Megadeth). Dopo altre uscite discografiche minori (un altro split, un EP e una demo) e un cambio di formazione totale (dei membri originari rimarrà solo Anatoly) i Katalepsy entrano a far parte del roster dell’americana Unique Leader Records, e fanno uscire il loro secondo album, Autopsychosis, contenente undici tracce della durata media di 4 minuti e presentato da una copertina piena di morte e carne sanguinolenta, in puro stile Cannibal Corpse.

Nonostante l’accordatura molto bassa, il suono risulta confusionario solo nelle parti più veloci. La tecnica è su livelli altissimi ma di rado sfocia nel virtuosismo; gli assoli sono melodici e comprensibili, pochi purtroppo, ma sono le ritmiche spasmodiche e i fraseggi mai noiosi a testimoniare la bravura di Dmitry, Anton e Anatoly. Ottima anche la prestazione vocale di Igor Filimontsev, che alterna il growl ad un grunt basso e molto simile a un grugnito, tipico del genere.
Il brutal dei Katalepsy è di ottima fattura, e ce lo dimostrano canzoni come Evidence of Near Death (E.N.D.), Cold Flesh Citadel, Unearthly Urge to Supremacy, Amongst the Phantom Worlds e Knifed Humility: i pezzi hanno tutte un’identità propria e non si somigliano fra di loro. È pure un brutal in cui non si rinuncia alla melodia, seppur sporadica (per non allontanarsi dal genere). I Katalepsy si discostano dalla definizione classica di brutal, valorizzando ritmiche più lente ma ugualmente massicce e coinvolgenti, senza tralasciare la parte speed (fondamentale per il genere), con chitarre e basso lanciati a bpm senza freno, seguiti da un blast beat mai lineare e sempre intervallato da fill di grande impatto.
Unici consigli che mi sento di dare per i lavori futuri sono di rendersi più originali possibili, anche a costo di osare troppo, e dare più voce in capitolo al basso.
Disco consigliato ai cultori del genere, soprattutto a quelli alla ricerca delle sue varianti più innovative.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
94 su 11 voti [ VOTA]
lisablack
Martedì 18 Ottobre 2016, 11.11.05
5
Che massacro, che goduria per me!! 90!
Doomale
Lunedì 29 Aprile 2013, 14.12.20
4
..ascoltato per la prima volta oggi..Devo dire che anche dovrò approfondire si tratta di un album brutal davvero ben fatto.Ti devastata..ma l'ascolto fila liscio sino alla fine senza problemi o inutili delungazioni. Una bella sorpresa, complimenti.
LAMBRUSCORE
Sabato 9 Febbraio 2013, 19.17.51
3
Il loro logo è simile a quello dei Cinerary, che purtroppo hanno fatto solo un ep nel 2001, consigliati a chi ama queste sonorità.
MrFreddy
Domenica 3 Febbraio 2013, 23.05.38
2
Devo ascoltarlo un altro pò per formulare un vero e proprio giudizio, ma finora, in linea di massima, concordo con la recensione: è un'uscita di qualità che fa la gioia dei fan del genere. Il punto è che è persino meno personale del loro debutto slammoso, roba stilisticamente troppo standard e già sentita un miliardo di volte.
Undercover
Domenica 3 Febbraio 2013, 22.30.47
1
Attendo che arrivi, una volta ricevuto e ascoltato lo commenterò
INFORMAZIONI
2013
Unique Leader Records
Brutal
Tracklist
1. Lurking in the Depth
2. Evidence of Near Death (E.N.D.)
3. Body Bags for the Gods
4. Cold Flesh Citadel
5. The Pulse of Somnambulist
6. Unearthly Urge to Supremacy
7. Gore Conspiracy
8. Amongst Phantom Worlds
9. Needles of Hypocrisy (Interlude)
10. Knifed Humility
11. Taedium Vitae
Line Up
Igor (Voce)
Dmitry (Chitarra)
Anton (Chitarra)
Anatoly (Basso)
Evgeny (Batteria)
 
RECENSIONI
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