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Oblivion - Called To Rise
( 2058 letture )
PROLOGO: IL GIUDIZIO UNIVERSALE

All'alba del nuovo anno, l'umanità ha tirato un sospiro di sollievo. Il temuto 2012 è ormai un ricordo e le paure riguardanti la fine del mondo - irrazionali, ma d'altronde viviamo nell'era moderna, non è così? - sono svanite. Tuttavia, il mondo si è sbagliato. Allo scoccare del primo giorno del nuovo anno, benchè già preannunciati da qualche mese dalla loro prima, fugace apparizione, fanno il loro ingresso nell'universo gli Oblivion. Il sommo giudice Nick Vasallo ed i suoi quattro giurati avanzano, le loro figure cariche di maestà e di malvagità. Ora è chiaro: il mondo sarà giudicato e gli Oblivion renderanno noti a tutti quanti lo svolgimento del processo e la sentenza.

SULLA BILANCIA DEL FATO
Il mondo è chiamato a sorgere e ad ascoltare, col fiato sospeso - infatti, le cronache di questi avvenimenti passeranno ai posteri con il titolo di Called To Rise. Diverse persone hanno visto alcuni dei giurati in precedenza - taluni giurerebbero di aver sentito della loro presenza in altre influenti associazioni, chiamate All Shall Perish ed Antagony - ma questa volta essi paiono più spietati ed imponenti che mai. Senza esitare, il giudice pone accanto a sè una bilancia, i cui piatti recano ciascuno una dicitura: rispettivamente, "Potenza" e "Solennità". Quindi, la figura proferisce parola:

"The end is now upon you, 
and I will unleash my anger against you 
I will judge you according to your ways, 
and bring all your abominations upon you.” 
Welcome back to the end of the world."

Il processo è pronto per iniziare.

LA PRIMA PESATA: EQUILIBRIO POSSENTE
L'assalto di giudice e giuria colpisce rapidamente e dolorosamente, il piatto della "Potenza" quasi tocca il suolo. Eppure gli astanti non possono non notare che si tratta di una crudeltà a lungo ragionata ed esercitata da autentici maestri nell'arte di colpire duro. Lentamente, il dislivello tra i due piatti inizia ad assottigliarsi: proseguendo, la forza degli inquisitori, seppur presentando una rocciosità ed una durezza preponderanti, si carica di pathos, dapprima solamente un poco, ma poi sempre più. L' arringa si fa a tratti struggente; al mondo ricorda le sensazioni suscitate pochi anni addietro da degli italiani che si fanno chiamare Fleshgod Apocalypse. Ma non c'è tempo per colui che è sotto processo di tirare il fiato, perchè il peso del giudizio si abbatte nuovamente su di lui con rinnovata furia. Brillante in particolare l'intervento del giurato Beniko Orum, che non si accontenta solo di dare pienezza al lavoro svolto dai suoi compagni, ma si ritaglia spazi da protagonista. Al termine di questa prima fase del processo, i piatti della bilancia sono quasi in perfetto equilibrio, ma innegabilmente la "Potenza" ha un peso maggiore.

LO SPARTIACQUE E LA SECONDA PESATA: EQUILIBRIO SOLENNE
Anche al più malvagio degli imputati può venire concesso un momento di tregua. E così fanno gli Oblivion, esattamente a metà del loro giudizio; si tratta di un interludio, se vogliamo, annotato negli atti come Canon 1 in E minor, e tuttavia resta innegabilmente uno degli episodi più sorprendenti. Se il giudicato aveva sperato di trarre un qualche sollievo da questi brevi minuti, viene amaramente disilluso, mentre il suo cuore viene stretto ed empito da una sensazione di pura angoscia, profondamente efficace perchè instillata con una grazia ed una raffinatezza senza pari. Si entra dunque nella seconda e decisiva fase, ed i piatti della bilancia ricominciano a salire ed a scendere in un'alternanza di emozioni senza dubbio più pronunciata di prima. Si toccano nuove vette in ogni campo e memorabile è l'affermarsi al centro della scena di Victor Dods e Ted O'Neill. Le ultimissime fasi del processo sono incredibili per intensità e chiunque non può che restare sbalordito da come gli Oblivion abbiano conservato le loro armi più terribili per questi attimi finali. Finalmente, tutto si ferma: come prima, la bilancia è quasi in equilibrio, ma questa volta è la "Solennità" ad avere la meglio.

LA CONCLUSIONE E LA SENTENZA

L'udienza si conclude senza che il giudice proferisca parola, lasciando che siano i giurati a terminare il tutto così come era iniziato. Gli Oblivion si alzano e se ne vanno senza aggiungere altro, lasciando il mondo annichilito, annientato dalla potenza più spietata e traboccante della tristezza più profonda. Gli atti di un tale processo saranno ricordati a lungo negli anni a seguire: non tutti saranno in grado di cogliere la grandezza dell'accaduto immediatamente e, anzi, parrà loro qualcosa di già udito, di già visto in passato. Occorre del tempo, infatti, per poter assimilare tutto quanto è accaduto e comprenderlo. Inoltre, si discuterà su come la prima parte dell'evento sia stata, nella sua efficacia, meno incisiva della seconda. Una cosa è però certa: gli Oblivion non hanno dimostrato che una parte di ciò che sapevano fare, e presto torneranno. Allora, nessuno può dire cosa avverrà...



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
80.8 su 5 voti [ VOTA]
Sambalzalzal
Mercoledì 13 Febbraio 2013, 8.38.31
3
E io quoto Andy@!!! Che mitragliatrici, porca puttana! 2013 ed esce una cosa simile: tanto di cappello!!! Questi da autoprodotti spazzano via un sacco di buste che stanno su major!
Andy '71
Mercoledì 13 Febbraio 2013, 8.28.56
2
Minchia che botta stò disco!
Resurrection
Mercoledì 6 Febbraio 2013, 16.33.41
1
Un buon debut che fa ben sperare per il futuro.
INFORMAZIONI
2013
Autoprodotto
Technical Death Metal
Tracklist
1. Oblivion part 1: The Chant of Tyrants

2. Black Veils of Justice

3. Between Suns of Light

4. Binary Souls
5. Reclamation

6. Canon 1 in E minor
7. Annunaki

8. Reigns in Fire

9. Cancer of Wraiths

10. Multiverse

11. Oblivion part 2: Infinite Descent
Line Up
Nick Vasallo (Voce)

Victor Dods (Chitarra)

Ted O'Neill (Chitarra)

Beniko Orum (Basso)

Luis Martinez (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Joe Ellis (Chitarra)
 
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