Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Turilli / Lione Rhapsody
Zero Gravity (Rebirth And Evolution)
Demo

Wraith (USA)
Absolute Power
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/09/19
KOBRA AND THE LOTUS
Evolution

20/09/19
TUNGSTEN
We Will Rise

20/09/19
LEE AARON
Power, Soul, Rock N Roll

20/09/19
EXHORDER
Mourn the Southern Skies

20/09/19
URN
Iron Will of Power

20/09/19
SNOW BURIAL
Ostrava

20/09/19
AS I LAY DYING
Shaped by Fire

20/09/19
BRETUS
Aion Tetra

20/09/19
COFFINS
Beyond The Circular Demise

20/09/19
WHITE WARD
Love Exchange Failure

CONCERTI

19/09/19
DER WEG EINER FREIHEIT + DOWNFALL OF GAIA
LEGEND CLUB - MILANO

19/09/19
NILE + HATE ETERNAL + VITRIOL + OMOPHAGIA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

20/09/19
LIGHT THIS CITY
DAGDA - RETORBIDO (PV)

20/09/19
SOTO + GUEST TBA
LEGEND CLUB - MILANO

20/09/19
RAM + VULTURE + INDIAN NIGHTMARE
DEDOLOR MUSIC HQ - ROVELLASCA (CO)

20/09/19
NILE + HATE ETERNAL + VITRIOL + OMOPHAGIA
LARGO VENUE - ROMA

20/09/19
S.R.L. + VIOLENT INNER PROTEST + ORGANIC ILLUSION
SAXA BEACH - PORTO S. ELPIDIO (FM)

20/09/19
HORRID + STIGE
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

20/09/19
TMA FEST (day 1)
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO (TO)

21/09/19
NILE + HATE ETERNAL + VITRIOL + OMOPHAGIA
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Stone Temple Pilots - Core
( 6184 letture )
RICETTA DEL GIORNO: in una pentola mettete rilevanti dosi di Pearl Jam, Alice in Chains, Soundgarden e Nirvana; dopo aver mescolato a dovere ed aver ottenuto un composto più o meno uniforme, amalgamate il tutto con una passata di Jane’s Addiction. Fatto? Ora cuocete a fuoco lento a 1990 gradi di temperatura ed otterrete un piatto tanto particolare quanto discusso, tanto amato da molti quando odiato da molti altri: gli Stone Temple Pilots, probabilmente la band più discussa di tutta la storia del già discusso movimento grunge. Ci troviamo difatti a che fare, tanto per cominciare, con quattro ragazzi che, pur suonando a tutti gli effetti un mix degli stili proposto dai gruppi storici di Seattle, non provenivano dalla città di Jimi Hendrix, bensì da San Diego; in secondo luogo, non pochi hanno accusato negli anni il cantante Scott Weiland ed i suoi soci, il chitarrista Dean DeLeo, il bassista Robert DeLeo ed il batterista Eric Kretz, di aver semplicemente cavalcato la moda del grunge per fare facilmente successo; infine, senza citare qui l’eterno dibattito sull’esistenza o meno di un vero e proprio genere univoco definibile come grunge e senza parlare di coloro che questo genere lo odiano a prescindere, l’accusa peggiore rivolta al gruppo, proprio in virtù delle sue molteplici influenze, è stata quella di aver rubacchiato un po’ di qua ed un po’ di là, senza creare nulla di personale.

Quale che sia il vostro parere rispetto a questa band, tuttavia, una cosa va riconosciuta a priori, ancor prima di tirare in ballo gli intangibili gusti personali: la loro musica possiede una carica ed una capacità di arrivare dritta al cuore degna dei più grandi. Niente di più, niente di meno. Le note scritte dalle prolifiche penne dei fratelli DeLeo, soprattutto di Robert, unite alle liriche fortemente intimiste di Scottt Weiland, formano un connubio capace di smuovere nel profondo le emozioni più nascoste e sofferte di ognuno di noi, permettendo loro di erompere anche in virtù di alcuni momenti musicali assai incisivi e trascinanti, debitori dell’hard rock. Un esempio di questo connubio si ha già dalla prima traccia del primo album degli Stone Temple Pilots, quel Core, risalente al 1992, che avrebbe segnato uno dei più clamorosi successi commerciali dell’intera storia del movimento grunge: si parte infatti con Dead & Bloated, la cui introduzione vocale filtrata come attraverso una radio è il preludio ad un brano dotato di un riff muscolare ed una sezione ritmica granitica, un po’ nello stile dei primissimi Alice in Chains; i nostri mettono pertanto da subito in piazza le loro caratteristiche principali, rimarcandole con l’ancor più muscolare Sex Type Thing, la cui chitarra coinvolgente fa da sfondo ad uno Scott Weiland ancor più manifestamente debitore di Layne Staley dal punto di vista della tonalità vocale, con il suo testo allucinato che mette in correlazione sesso e dolore. Come detto, le influenze musicali dei quattro californiani sono oltremodo palesi e loro stessi non tentano di farne mistero, puntando però a rielaborarle in modo da offrire tracce che colpiscano il più possibile nel segno, dirette e senza particolari orpelli tecnici. Dopo Sex Type Thing, un classico della band, si arriva ad un brano che, oltre ad essere un classico della band, è divenuto anche un classico in generale del rock targato stelle e strisce, vale a dire Wicked Garden: il brano deve la sua fama non solo e non tanto al suo riff potente, di stampo vagamente soundgardeniano, quanto al doloroso testo scritto dal singer, di cui riportiamo uno stralcio.

Can you feel pain inside?
Can you love?
Can you cry?
I wanna run through your wicked garden
Heard that's the place to find you
'cause I'm alive
So alive now
Out of the dark that blinds you


Quando pensavamo che il disco si appesantisse sempre di più dal punto di vista sonoro, ecco che il chitarrista Dean DeLeo sforna un breve e malinconico interludio di chitarra effettata, che funge da preludio a Sin, più strascicata rispetto alle canzoni che abbiamo analizzato in precedenza e basata principalmente sull’interazione basso/batteria. Naked Sunday apporta qualche cambiamento al sound del gruppo, inserendo una voce notevolmente effettata su una base carica di groove quasi funk, dove fanno nuovamente la parte del leone Robert DeLeo ed Eric Kretz; la traccia è l’antipasto del trittico centrale dell’album e, forse, dell’intera produzione del gruppo, dal momento che, inframmezzate da un brano interessante di stampo Soundgarden quale Piece of Pie, troviamo due perle: da un lato abbiamo Plush, ossessiva ed irresistibile al tempo stesso con la sua melodia vocale ed i suoi giochi di chitarra, palesemente mutuati dai Pearl Jam; una canzone che potrebbe idealmente fare da sottofondo a quasi qualunque momento della nostra esistenza. Dall’altra, viceversa, troviamo un brano di disarmante semplicità, ma che arriva dritto al cuore come e più di Plush: Creep, che curiosamente a volte viene millantata per una traccia dei Nirvana intitolata I’m Half the Man I Used to Be; si tratta del brano più delicato presente su Core, una ballad grunge sulla falsariga di Black dei Pearl Jam o di Something in the Way dei succitati Nirvana, che ci cattura per non lasciarci più andare. Dopo questo trittico, l’album si avvia verso la sua conclusione con altre tre tracce, la prima delle quali, Wet My Bed, costituisce una sorta di poesia malata affidata ad un sottofondo vagamente ambient; le ultime due, invece, ci riportano nell’ambito di un hard rock più classico, specie Crackerman, mentre Where the River Goes è meno pesante e riaffronta le soluzioni sonore già sentite in brani quali Piece of Pie.

Torniamo dunque al problema accennato ad inizio recensione, alle questioni che ci siamo posti, per provare finalmente a dar loro una risposta, dopo questa lunga analisi: gli Stone Temple Pilots sono davvero un gruppo grunge? Soprattutto, sono davvero un gruppo grunge che merita di essere ascoltato? Per come la vedo io, assolutamente sì: il loro connubio di rock senza compromessi e liriche sofferte e trascinate è in tutto e per tutto grunge, forse anche più di alcuni dei gruppi storici del genere provenienti da Seattle; penso ad esempio agli Alice in Chains, di cui sono un grandissimo fan, ma il cui stile frammisto ad evidenti elementi metal appare assai lontano dalle atmosfere elaborate da altri artisti della scena. Scott Weiland ed i suoi compagni hanno cavalcato l’ondata del grunge? Probabilmente è vero, ma il rovescio della medaglia è che, in un periodo in cui i gruppi grunge spuntavano ovunque come funghi, questi quattro ragazzi hanno saputo elevarsi di molto sopra la massa, producendo con Core un lavoro che rivaleggia con alcuni dei migliori usciti dalla penna dei guru del grunge. Infine, è vero che si tratta di una band derivativa? Anche qui, come abbiamo avuto modo di vedere, ci sono elementi di verità, dato che il gruppo non fa nulla per nascondere i propri modelli ispirativi. Tuttavia, è il modo in cui gli Stone Temple Pilots rielaborano il proprio background a far di loro ciò che sono; potranno dunque essere anche gli artisti con meno fantasia di questo pianeta, ma ascoltate (qualora non l’aveste già fatto) il qui presente lavoro e raccontatemi, poi, quanto effettivamente conta la non troppa originalità rispetto alle emozioni che è in grado di suscitare.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
86.43 su 23 voti [ VOTA]
Dumpbuster
Giovedì 2 Maggio 2019, 23.45.40
26
Derivativi sì ma non più di diversi colleghi di Seattle. Per me uno dei capolavori dei primi anni 90, 90 come il voto che darei
Philosopher3185
Martedì 20 Marzo 2018, 0.18.58
25
Un buon album di rock alternativo,ma niente di piu'...qualche composizione di buon livello..nato e morto nel periodo in cui queste sonorita' andavano per la maggiore...i fuori classe del genere erano ben altri;pearl jam,soundgarden,Aliche in chains,per citare i piu' noti...
Undertow
Venerdì 20 Ottobre 2017, 8.46.01
24
Un album che non mi ha mai trasmesso nulla di nulla, come del resto la band. Troppo citazionisti, dai! L'album in sé mica è brutto, eh, ma essendo uscito un anno dopo Nevermind e Ten risulta veramente una raccolta di riproposizioni inutili. Inoltre Scott Weiland sinceramente...un buon frontman, ma rispetto a Vedder, Cornell, Cobain e Staley, una macchietta. Voto 72 ( e senza Plush sarebbe ancora meno).
redbulldt95
Sabato 12 Marzo 2016, 1.27.37
23
Per carità, bella canzone Creep, ma paragonarla a Black dei Pearl Jam è una bestemmia; Vedder surclassa Weiland e anche come musica è tutta un'altra cosa.
Marco75
Venerdì 19 Febbraio 2016, 19.19.22
22
Gran bel disco, come il successivo. Nonostante siano lampanti le fonti d'ispirazione degli STP non li ho mai considerati un gruppo clone, ma anzi un gruppo con uno stile ed una personalità ben definiti. Mi piacevano allora e mi piacciono ancora oggi. Dispiace per la triste fine di Weiland, un altro artista che ha perso la battaglia con i propri demoni.
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 14.18.46
21
In merito a questo album ho un ricordo vivissimo. Ero in un locale a Bologna nell'autunno del 1992 e misero su un cd. Chiesi al DJ se era il mio tanto agognato secondo album dei Pearl Jam e mi rispose che si trattava dell'esordio di un nuovo gruppo. Ecco perché più di un 80 non vado. Mai come questa volta il voto è soggettivo. Non riesco ad essere obiettivo
Kappa
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 22.56.19
20
Scott, mi manchi già un sacco. Non ci sono più veri frontman in giro, tu eri l'ultimo rimasto.
ivan
Sabato 5 Dicembre 2015, 11.25.27
19
RIP Scott
Carlitos
Sabato 17 Maggio 2014, 2.25.35
18
io dico che Bugs dei PJ è copiata da Wet my bed di Core!! come la mettiamo? eheh Per me come valore assoluto sono al livello di PJ AIC NIRVANA etc etc ..e Plush è tra le prime 5 canzoni grunge migliori di sempre. Anche i successivi album son degnissimi. Chi scopiazzava senza ritegno erano appunto gruppettini come creed come silverchair (che apprezzo un pò) , qua si parla di fuoriclasse della scena musicale. Contento di averli visti nel 2010 a Milano
Macca
Martedì 21 Maggio 2013, 11.54.56
17
Sull'album nulla da dire, un manifesto per il genere di importanza pari a Ten e Nervermind, per citarne un paio...ma come gruppo, essendo stati costruiti a tavolino, mi sono sempre stati un pò sulle palle.
Alessandro Bevivino
Lunedì 11 Marzo 2013, 18.48.35
16
Un 76 mi sembra più congruo
Galilee
Venerdì 1 Marzo 2013, 21.40.50
15
Non mi hanno mai detto nulla, per carità bravi, ma non mi pigliano. Ai tempi su questo versante ero decisamente più votato a gruppi come Alice in chians, Pearl jam etc...
Gabriele
Venerdì 1 Marzo 2013, 16.08.18
14
Non mi è mai piaciuta la voce di Weiland, ma probabilmente mi riascolterò l'album, magari mi piglia bene...
Daniele
Giovedì 28 Febbraio 2013, 0.24.44
13
Ahahah BILLOROCK fci. ma perchè , su ogni disco che è un capolavoro come questo,c'è un tuo commento negativo? Voto 90.
P2K!
Domenica 24 Febbraio 2013, 15.28.39
12
Io ho sempre adorato questo disco pur riconscendone le derivazioni, ma di contro aveva dei brani (quasi tutto il disco) micidiali. Poi a mio avviso sono un po calati dopo aver abbandonato la sponda grunge (sentito il puzzo di declinio hanno cercato di imitare altre correnti) come nel successivo Purple dove ancor qua e la qualche sprazzo di core (con meno potenza) si avvertiva ma erano evidenti anche echi alternative. Poi il terzo con quel suo dirottarsi verso territori glam non l'ho mai sopportato. n°4 si riaddrizzò la schiena anche se suonava spesso troppo Alice In Chains, ma era un bel rialzarsi. i successivi 2 veramente una cagata!!!
sgrunf
Domenica 24 Febbraio 2013, 12.21.15
11
Lo adoravo a 20 anni,lo amo a 40 e se non mi rincoglionirò del tutto anche a 80 gli darò un ascolto ...capolavoro.
Lizard
Sabato 23 Febbraio 2013, 19.45.08
10
Disco che ho letteralmente consumato. Concordo nel ritenere che le influenze siano fortissime e talmente evidenti che non si può neanche dirne male, alla fine. Rimane una qualità di scrittura dei brani notevolissima, fino all'ultima canzone. I due album successivi si distingueranno anche a livello di personalità, ma qui siamo davvero sul discone.
Screamforme77
Sabato 23 Febbraio 2013, 19.29.16
9
Album storico e bellissimo.Una vero emblema del movimento grunge ! (che bei ricordi )
FABRYZ
Sabato 23 Febbraio 2013, 16.23.46
8
Bel cd anche se hanno fatto di meglio con il successivo purple..comunque restano figli del periodo grunge e derivativi o meno hanno fatto la storia del genere insieme a nomi ben + blasonati.. x me i veri followers non sono loro ma gruppi insulsi come i creed che hanno avuto un successo,anche di critica,maggiore rispetto agli stone temple pilots ... concludo dicendo che , aldila' delle traversie che hanno costellato la sua vita, scott weiland era ed e' tuttora un grande cantante
Undercover
Sabato 23 Febbraio 2013, 14.12.15
7
Un discone fantastico, i primi quattro sono veramente dei gran album e poi "Creep" l'avrò ascoltata tipo un milione di volte, bei tempi.
Freakindie
Sabato 23 Febbraio 2013, 13.06.15
6
Che bei ricordi ,Creep e Plush sono qualcosa di fenomenale. Il disco comunque non è perfetto,c'è qualche brano anonimo e non regge il confronto con i capisaldi del grunge,ma si tratta indubbiamente di un lavoro valido.Come voto gli darei un 73/100.
Metal3K
Sabato 23 Febbraio 2013, 12.51.49
5
Questo album non poteva mancare nella mia collezione grunge; bei ricordi di gioventù, mi piaceva tutto, soprattutto Creep!
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Febbraio 2013, 12.39.17
4
Per l'amor di Dio.... ho dato una rinfrescata di ascolti su questa band e ora ricordo bene, che son da evitare come la peste aarrr
Bloody Karma
Sabato 23 Febbraio 2013, 12.37.38
3
grande band con un grande cantante...Core forse è troppo agganciato al filone grunge, preferisco di più i due successivi nei quali espandono il loro raggio d'azione su diversi fronti, ma nulla toglie che è un disco con i controcazzi...
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Febbraio 2013, 11.27.51
2
Non li conosco molto gli Stone temple pilot, proverò ad ascoltarmi qualche songs....
Luci Di Ferro
Sabato 23 Febbraio 2013, 11.25.40
1
secondo me ''core'' è uno di quei album che prendono il 100/100. Sono pochi gli album che prendono il 100/100 ma ''core'' appartiene a questa categoria.
INFORMAZIONI
1992
Atlantic Records
Grunge
Tracklist
1. Dead And Bloated
2. Sex Type Thing
3. Wicked Garden
4. No Memory
5. Sin
6. Naked Sunday
7. Creep
8. Piece of Pie
9. Plush
10. Wet My Bed
11. Crackerman
12. Where the River Goes
Line Up
Scott Weiland (Voce)
Dean DeLeo (Chitarra)
Robert DeLeo (Basso)
Eric Kretz (Batteria)
 
RECENSIONI
84
85
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]