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Rotting Christ - Kata Ton Daimona Eaytoy
( 6722 letture )
Prima Recensione di: Jacopo Fanò “Ahti”
Uno dei compiti più ardui da portare a termine per un recensore è essere in grado di distinguere gli elementi portanti di un album dalla sua essenza coinvolgente oppure dissimulante i difetti ovvero le staticità dietro arrangiamenti magistralmente congegnati.

Esaminiamo il caso odierno: i Rotting Christ, ritornati al formato full-lenght dopo uno split ed una compilation pubblicati lo scorso anno, raccogliendo così l’eredità del discreto Aealo. E’ proprio dal precedente capitolo della loro discografia che vorrei cominciare la disamina, ponendo immediatamente in risalto le suddette immobilità, ossia le strutture inamovibili, conservatrici, centriste che vergano il sound della band ellenica, ostacolando un concreto sviluppo nel presente Kata Ton Daimona Eaytoy (“True to his own spirit”, la medesima scritta posta sulla lapide di Jim Morrison, a Parigi), simile al predecessore, dal quale eredita la carica vigorosa, il meccanismo degli intrecci dei registri vocali, la sezione ritmica robusta, il riffing quadrato, spartano (il termine è quantomeno calzante!), mancando purtroppo nel segnare un’evoluzione non impellente, tuttavia forse attesa.
L’album invece procede stancamente, raccogliendo difficoltosamente l’ossigeno necessario a compiere un altro passo nei riverberati ambienti ovattati ottenuti con l’impiego di una produzione legata ai primordi della scena, particolarmente azzeccata poiché atta ad amplificare l’orientaleggiante misticismo insito nelle produzioni dei blackster greci (tanto che, ascoltando per la prima volta il disco, è scattato spontaneo un paragone con i Venom). Questo nonostante siano presenti episodi baciati dalla gloria della musa della composizione, impersonati da passaggi singoli piuttosto che da tracce complete: il climax di Grandis Spiritus Diavolos, sorta di blasfemo Pater Nostrum, le melodie vocali di Cine Iubeşte Și Lasă, spezzata da un intrepido break nelle cui vene rimbomba il grido eroico delle Termopili, i latrati in mid-growl di Sakis in Ahura Mazdā - Aŋra Mainiuu, riconferma ulteriore della versatilità del Tollis polistrumentista, la maestosità oscura ed occulta della title-track, impreziosita dagli inserti di strumentazioni folk. L'espediente era stato ampiamente sperimentato nel capolavoro del 2007, Theogonia, probabilmente l’apice dell’arte visionaria dei Rotting Christ, prima di intraprendere una via pietrosa, alla cui fine non s’intravede nient’altro che consolidamento (lungi, comunque da essere un peccato capitale nemmeno quando nel contesto le linee di chitarra, prevalentemente, non siano particolarmente incisive), rafforzano la tesi di una politica rivolta a mantenere sotto controllo stretto gli impulsi centrifughi, prediligendo, come detto, la forza e l’affidabilità comprovata di elementi introdotti nel passato, quantunque sia parziale (e piuttosto illegittimo) negare la qualità oggettiva, somma della rigorosa applicazione dei dettami della musica epica e del talento tecnico maturato in cinque lustri di estremismo musicale coniugato in vari paradigmi e modalità.

Trarre una conclusione equa, scevra nel futuro di critiche feroci, è un’utopia. Come nelle considerazione riguardo alla pietra di paragone, il passato lavoro sulla lunga distanza, l’equilibrio del giudizio è turbato dal dover valutare i Rotting Christ del 2013 senza poter svincolarsi efficacemente dal pregresso. Mentire a se stessi inscenando una recita in cui album maestosi non siano mai stati concepiti né registrati per avere le mani “nette” e libere allorché il fatal momento della scrittura del numero in calce giunge inesorabile non è un percorso fattibile, in piena coscienza delle conseguenze.
Tracciando un’analogia con un’altra compagine, i Nachtmystium, bloccata nel limbo, tra un universo demoniaco-pagano a cui nel caso specifico i nostri opliti inneggiano (punto a favore: il concept basato sull’indagine di diverse tradizioni pre-cristiane, anti-cristiane o animiste, collegabile alla ricerca positiva degli ultimi Enslaved) ed una beatitudine che sfugge dopo un iniziale approccio coronato da successo, il duo opera una scelta che potrebbe pagare se lentamente sconfessata, aprendo delle brecce nella solidità adamantina per permettere il filtraggio di nuove fonti di ispirazione, prima che una trombosi arrivi a compimento (con grave danno per una band fondamentale non solo all’interno dei confini nazionali).
Ebbene, che fare ora? Promuovere, garantire fiducia, bocciare lievemente, segnalando una discontinuità? Il lavoro nell’ottica “scientifica” funziona, sprona il fruitore a porlo sul lettore od in cuffia più volte, benché la sua longevità sia limitata, e, soprattutto, offre il fianco a critiche ideologiche, centrate sull’attitudine, mentre nulla è lecito muovere contro il monolite Kata Ton Daimona Eaytoy, contraddistinto inoltre da un’immediatezza da soppesare come variabile determinante nel ragionamento diretto all’espressione di un giudizio.
Rullo di tamburi rituali, i Titani reclamano la conoscenza della loro sorte...gioite, il verdetto vede il pollice alzato, che gli Dei abbiano cura di voi.

VOTO Prima Recensione: 67

Seconda Recensione di: Giovanni Perin “GioMasteR”
Kata Ton Daimona Eaytoy è il dodicesimo album in studio dei blackster greci Rotting Christ, un disco incentrato sulle tematiche più oscure e alla loro presenza in diverse culture antiche, portate in musica attraverso lo stile consolidato degli ellenici.

Fin dal primo ascolto appare opportuno tracciare una distinzione tra la musica e l'aspetto lirico/concettuale, che pesca a piene mani dalle tradizioni centroamericane (In Yumen - Xibalba, P’unchaw Kachun - Tuta Kachun) così come dalla mitologia ed il misticismo mesopotamico (Gilgameš, Ahura Mazdā - Aŋra Mainiuu), passando per il ritualismo rumeno (Cine Iubeşte Și Lasă) e africano (Iwa Voodoo), toccando la cultura slava (Русалка) e persino quella norrena (Welcome To Hel), senza tralasciare la patria dei nostri (Grandis Spiritus Diavolos, Κατά Τον Δαίμονα Ἐαυτοῦ, ΧΞΣ). È altresì corretto riconoscere una similitudine nell'approccio dei fratelli Tolis rispetto ai belgi Saille, che con Ritu hanno effettuato una ricerca analoga, tuttavia incanalato in modo differente all'interno della propria musica.
Senza troppi giri di parole, Kata Ton Daimona Eaytoy non si discosta più di tanto dalla produzione degli ultimi anni targata Rotting Christ; gli elementi caratteristici dei predecessori (specie Aealo) ci sono ancora tutti: composizione estremamente quadrata, con riff di chitarra massicci e ritmiche di batteria dai connotati tribali; il cantato di Sakis è in grado di spostarsi dalle tonalità di uno scream possente a puliti sporcati, sfruttando grida ed enfatizzando con molto pathos le proprie linee vocali, la pronuncia sostanzialmente immutata; le composizioni sono solide e ricche di elementi folkloristici, da qualche anno arma a doppio taglio per gli attici. Basterebbe un'affermazione del genere per accontentare tutti coloro che hanno sempre amato le produzioni degli ateniesi ed al tempo stesso tenere distanti i detrattori che hanno intravisto un passo falso in Aealo, tuttavia bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare. In quanto ad epicità, solennità e concitazione ritmica il quartetto non è secondo a nessuno: i pattern creati da Themis svolgono un lavoro fondamentale nel conferire marzialità ai brani, li lanciano anche quando non decollano e hanno quel calore nella percussione del tutto mediterraneo, capace di scaldare il sangue anche degli ascoltatori più algidi. Se però si supera l'impatto iniziale, il coinvolgimento che va oltre il fuoco dell'istinto si affievolisce dinnanzi alla ripetizione quasi ossessiva degli stessi pattern (per citarne una: In Yumen - Xibalba è praticamente concepita su un unico riff portante che, per quanto accattivante, dopo quattro minuti diventa lecitamente pesante) su cui i diversi brani sono costruiti, creando talvolta pericolose assonanze tra gli stessi. L'utilizzo di tempi simili, di tonalità identiche e la costruzione di sequenze di riff speculari inficia negativamente una produzione che disporrebbe tutti i requisiti per resistere al passare degli ascolti.
Per questa ragione avrebbe poco senso estrarre qualche traccia a scapito delle altre, se non citando dei singoli momenti di forte coinvolgimento emotivo, più che brillantezza compositiva, all'interno delle stesse.
Menzione d'onore solo per la cover Cine Iubeşte Și Lasă, interpretazione curiosa di una canzone popolare rumena resa celebre da Maria Tănase, e per la produzione pregevole, in grado di creare un fondo melodico in ogni brano, attraverso cui emerge il lavoro ritmico alle pelli abbinato alla solidità delle pennate delle asce.

Kata Ton Daimona Eaytoy è, in definitiva, una nuova conferma di come i Rotting Christ conoscano bene il proprio potenziale e sappiano quali carte giocarsi per dare vita ad un disco piacevole; tuttavia è lecito avanzare un'obiezione sulla doppia fossilizzazione compositiva che la band sta conoscendo da qualche anno a questa parte: da un lato all'interno dello stesso album si potrebbero esplorare mood più eterogenei, dall'altro le malelingue facilmente accuseranno il quartetto di ripetere in modo sistematico la stessa formula compositiva da Theogonia. E, come spesso accade, anche la più gustosa ed intrigante pietanza può diventare indigesta se riproposta troppo spesso. Auspicando che i segnali positivi intravisti in questa uscita possano essere portati avanti nelle prossime composizioni, nel frattempo resta in mano un disco del tutto godibile: per quanto siano autoreferenziali, i Rotting Christ rimangono superiori ad una grossa fetta dei concorrenti ed imbattibili in termini di epicità.

VOTO Seconda Recensione: 71



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
84.39 su 48 voti [ VOTA]
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 18.59.14
47
Certamente ma la tua affermazione sinceramente non l ho richiesta anche perché non parlavo direttamente a te
lisablack
Domenica 21 Aprile 2019, 18.14.45
46
Lo so, ma io posso rispondere lo stesso..divieti non ce ne sono.
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 16.31.58
45
Lisa la mia domanda era rivolta alla redazione non a te
lisablack
Domenica 21 Aprile 2019, 16.23.34
44
Un motivo ci sarà.. Fatti due domande
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 13.26.06
43
Noto sempre con piacere che cancellate i miei commenti....
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 0.33.05
42
Però....
ObscureSolstice
Sabato 20 Aprile 2019, 21.30.41
41
È un mezzo capolavoro, nel periodo post-Theogonia. O senza fare i vaghi lo è a tutto tondo un capolavoro da epitaffio del post-duemila. Ma per me lo è sempre stato da quando è uscito. È quello che lo rappresenta piú da vicino al famigerato Theogonia, di elevata caratura e impatto sonoro. Volevo vedere come maturava e come si sarebbe comportato col tempo...sono passati pochi anni, sei per la precisione, e devo dire risentendolo: Me-ra-vi-glia! Assoluto! Greco, fortemente e fondamentalmente: Greco. Nel periodo più sperimentale, riflessivo e di pathos millenario come se piovesse è quello che peró non tralascia minimamente la potenza e le rasoiate minimaliste in old school black metal Rotting Chist style, pervaso e somministrato di spunti variegati d'atmosfere tipo indù e cantichi antichi dai sapori di altre culture a far del baratto tra spezie, liquori e suoni, a proporne, fondendone il tutto in modo da lavoro elevatissimo, sopraffino, di gran gusto non per menti scontate e quindi è raffinato e mistico a fior di pelle, di cui si udono anche lievi spifferi di richiami lievemente gothic del primo passato storico dei Rotting Christ come in Kata (la titletrack). Solenne e mediterranea la voce di Suzana Vougioukli donna greca, che si incastra da ospite perfettamente in questo lavoro che pare abbia lavorato solo in questo disco dove si sente che tocco dá alla traccia 5. Notevoli assoli di chitarra di Sakis come non notare es. in Iwa Voodoo. I chorus in certi frangenti seguendo l'album è come assistere a una narrazione di un vero saggio, o di un film mitologico che non ti stacca finchè non finisce. Unici, la band dei fratelli Tolis, Themis (batteria) percuote energicamente e Sakis (vocals, guitar) grande mente il pluristrumentista Sakis di cui è lui che mette mano anche alla produzione dell'album, e si preoccupa del mixing e mastering, fa veramente un gran lavorone di cui un vero e proprio artista che ho sempre rispettato da sempre, vantando la loro modesta importanza nell'intero genere black metal. Copertina fantasmagorica in pieno stile con quanto trattato. La fiamma ellenica è accesa e vi rimarrá per molto tempo. KATÁ...voto 92
Stagger Lee
Sabato 14 Aprile 2018, 18.22.54
40
Album bellissimo!!
M.V.F.
Venerdì 4 Agosto 2017, 12.48.21
39
Continuo a non esser d' accordo coi recensori sugli ultimi album della band. L' atmosfera ragazzi, l' atmosfera
Baron The Red
Lunedì 15 Giugno 2015, 16.20.21
38
Ultimamente li sto riascoltando parecchio....che dire Discone!!!!..
Necrotic
Venerdì 7 Novembre 2014, 21.31.25
37
Che gruppone ragazzi!Questi aignori qui meritano molto più di tante band come Marduk,Dark funeral che per quanto ottimi sono sopravvalutati a bestia.Spero che se un giorno si recensira quel capolavoro quasi inarrivabile di Sanctus Diavolus , Genesis,Thy mighty contract,Passage to Arcturus o Theogonia si diano i vkti giusti,ovvvero:92,90,90,91 e 95.
Danimanzo
Giovedì 31 Luglio 2014, 16.44.18
36
Devo assolutamente procurarmi la discografia intera di questa piccola grande band. Possiedo, in edizione deluxe, "Theogonia", "Aealo", "ÊáôÜ Tïí Äáßìïíá Ἐáõôïῦ" e sono dei gioiellini di metal estremo, epico e folkloristico. Onore ai fratelli Tolis !
costa
Venerdì 10 Gennaio 2014, 21.10.59
35
beh son d'accordo con rico ... disco da 90 95 , per me disco piu' ascoltato dell anno , ammetto che non li conoscevo ... disco pazzesco
rico
Sabato 14 Dicembre 2013, 0.39.00
34
Vedo che tutti l'avete ascoltato più di una volta, io alla prima l'ho trovato fantastico coinvolgente e ben fatto, certo ognuno di noi ha un'ascolto differente da ogni altro.... e meno male ... sarebbe un guaio il contrario, ma non capisco perchè nelle recensioni questi cosiddetti critici devono usare tutti questi paroloni e un monte di discorsi che non portano proprio a niente, tanto per far vedere che se ne intendono, sono dell'opinione che qualsiasi cosa piace o non piace, ad ognuno di noi danno delle sensazioni diverse, personalmente li trovo geniali.
Barabba
Domenica 20 Ottobre 2013, 14.18.17
33
Uno dei dischi Black Metal più belli dell' anno, se non il più bello. Un disco molto complesso che non basta un solo ascolto per capirlo (nel caso mio mi ci sono voluti 3 ascolti) il mio voto è un 95 pieno
Pikkio
Sabato 13 Luglio 2013, 11.37.19
32
I dischi come questo, densi, corposi, complessi, pregni d'atmosfere variegate, andrebbero ascoltati bene, molto bene, prima di essere recensiti. Altrimenti si rischia di fare recensioni frettolose, inesatte, ingiuste. Solitamente non ascolto questo genere di musica, né sono un fan del black metal, classico o meno. Però ho l'onestà intellettuale di riconoscere la buona musica, la bella musica, la qualità assoluta quando la ascolto. Questo è il caso. Questo è un discone, il mio voto è 90.
M0RPHE01978
Domenica 23 Giugno 2013, 12.53.09
31
Per me è da 85...non facilissimo da assimilare tutto ma comunque molto valido.
doomale
Venerdì 12 Aprile 2013, 23.16.31
30
lo ascolto da qualche tempo a questa parte..devo dire che mi piace..più dei suoi ultimi 2 già buoni predecessori..xibalba ti prende una cifra con quel riff lineare e la batteria a mille! A sto punto anche io penso che il voto sia un pò stretto..ma del resto i rotting christ sono sempre stati una band..come dire 'non per molti'..come tutta la scena black greca di quelli anni..Rimane il fatto che piacciono o meno album come The mighty contract (soprattutto) e Non serviam sono grandiosi..almeno per me che ho sempre ammirato questa band sempre coerente con se stessa.
Sudparadiso
Venerdì 29 Marzo 2013, 19.57.19
29
Sono almeno 3 settimane che lo ascolto ripetutamente in macchina.Un bel disco che ti prende con 4 riffs messi in croce,ma amalgamati con ingegno sonoro. Per uno come me che il black non lo digerisce del tutto,l'album è molto valido. Virtuosismi fini a se stessi spesso portano alla noia. Voto 80.
d.r.i.
Mercoledì 6 Marzo 2013, 13.25.40
28
Bello, non da 80 ma perchè sono moooolto esigente ma meno di 78 non riesco a scendere. Ad averne di dischi così!!
il vichingo
Domenica 3 Marzo 2013, 14.31.12
27
Grande band i Necromantia. Io apprezzo moltissimo anche gli Elysian fields di Adelain .
Steelminded
Domenica 3 Marzo 2013, 13.23.09
26
Thanks (-;
enry
Domenica 3 Marzo 2013, 13.15.11
25
*Thy non The, comunque.
Steelminded
Domenica 3 Marzo 2013, 12.53.12
24
Secondo me anche per i canoni black resta un disco rimarchevole, completamente originale e diverso rispetto alla scena norvegese - non a caso a distanza di 20 anni si parla ancora di scena black greca con tutto il rispetto che le è dovuto, come scena separata e autonoma rispetto a quella norvegese e svedese. Io oltre ai RC mi ricordo appunto i Necromantia e i Varathron. Evviva!
enry
Domenica 3 Marzo 2013, 12.02.00
23
I miei gusti si sono 'allargati' di molto ma quello che mi piaceva 20 anni fa mi piace anche adesso, The Mighty Contract resta un discone ancora oggi, anche se quello sì che era suonato in maniera appena decente (per non parlare del mitico Passage to Arcturo), che poi soprattutto in un certo tipo di black la tecnica è relativa, vedere gli Immortal di Battles in the North o per restare in Grecia i Necromantia. Andare a cercare le menate tecniche nel black ha poco senso, il genere poggia su altri cardini da sempre.
Steelminded
Domenica 3 Marzo 2013, 11.29.18
22
The Mighty Contract è stato il primo album di black che abbia mai ascoltato, quando avevo 15 anni. Mi piaceva un casino...ora (ovviamente) i miei gusti sono cambiati, ascolto ancora death ma il black non lo reggo... Però per un bel periodo sono stati tra i miei preferiti solo per quell'album... Quel disco mi colpiva perché mi sembrava venisse davvero dall'oltretomba, musica da girone infernale con delle atmosfere sulfuree e pregne di malvagità...Poi mi procurai, non so come, anche Passage to Arcturo (mi sembra si chiamasse così) con la mitica The Forest of n'Ghai, di una semplicità mostruosa dal punto di vista musicale, ma troppo catchy. La suonavo pure io con il mio gruppo, vedi un po'... Amarcord! Evviva!
Giaxomo
Domenica 3 Marzo 2013, 9.59.27
21
@il vichingo: TI QUOTO IN TUTTO! Questi 4 signorini greci hanno già 40 anni a cranio e di strada ne hanno fatto parecchia visto che il già da te citato "The Mighty Contract" ha la mia età Quello e "Non Serviam" sono a mio parere 2 capisaldi del black e spero, se mai verranno recensiti in questo sito che rispetto moltissimo, di ricevere una recensione adatta al valore del (capo)lavoro. @Ancient Lore: scusami suoni qualche strumento per definire "imbarazzante" sia la tecnica che gli arranggiamenti dei RC? Posso dirti che tecnicamente non sono i Death di Symbolic o i Megadeth di RiP, o se vogliamo andare ancora più in là i Dream Theater dall'85 ad oggi e forse mai ci arriveranno a quei livelli, ma mi dispiace dirtelo...la composizione non si basa solo sullo stupramento delle 6 corde o del rullante con i tempi dispari...
il vichingo
Sabato 2 Marzo 2013, 17.27.38
20
Tecnica imbarazzante? Con tutto il rispetto possibile, non diciamo fesserie per favore. E poi, perdonate la sfogo, anche se fosse vero basta con queste tiritere sulla tecnica, non sempre è fondamentale. Se volete sentire onanismi sonori fini a se stessi allora andate ad ascoltarvi quelle band "pseudo-intellettualoidi masturba-strumento" (etichetta appena coniata) in stile Periphery. Per quanto attiene l'uso del latino, sicuramente lo utilizzano meglio di Lord Ahriman e soci, non serve aggiungere altro. @Billo: ad essere sinceri di strada ne hanno già fatta tanta, se consideri che Non serviam è del '94 e The mighty contract del '93 .
Sudparadiso
Venerdì 1 Marzo 2013, 23.31.12
19
Quoto anch'io in toto il vichingo. L'album sotto analisi devo ancora sentirlo e sarà uno dei miei prossimi acquisti,di conseguenza darò il mio voto una volta in mio possesso. Ma veramente sono basito dalla recensione di Alealo,per me un bel disco ed il trattamento un po troppo severo,ovviamente mio parere personale.Se fossero stati più vicini sarei andato a sentrili dal vivo molto volentieri.
BILLOROCK fci.
Venerdì 1 Marzo 2013, 20.00.01
18
vi dirò la mia da provano del genere Black. 1: le atmosfere dark sono molto belle e attraenti adatte ad un film di possessioni, ma allo stesso tempo la continua imposizioni di tali atmosfere alla lunga tenderebbe ad annoiare un non appassionato del genere. 2: il mescolare greco con il latino, crea un gran fascino e alone di mistero, però l'inglese è sempre avanti, faccio fatica a immaginarmi miriadi di fans a gridare: Grandis.. spiriutus.. diavolos... (che paradossalmente è la più orecchiabile del disco) 3: musicalmente e negli arrangiamenti sono una grande band, se non fanno cazzate hanno tanta strada davanti a loro. dunque i miei voti sono: soggettiamente 70, oggettivamente 80 !!
freedom
Venerdì 1 Marzo 2013, 19.52.14
17
Tecnica imbarazzante sto cazzo...
RC
Venerdì 1 Marzo 2013, 19.43.43
16
80 minimo !
inflames69
Venerdì 1 Marzo 2013, 19.15.49
15
ANCIENT LORE ammetto la mia totale ignoranza dei testi e dell'uso del latino e quindi potresti anche avere ragione in merito, ma sinceramente mi sembra da terza elementare anche solo minimamente pensare di paragonarli a Baglioni!!!! Cmq de gustibus... di certo il mio parere non vale ne piu ne meno del tuo. Saluti a tutti.
Ancient Lore
Venerdì 1 Marzo 2013, 18.30.38
14
Tecnica imbarazzante, latino imbarazzante, inglese imbarazzante, testi da terza elementare, arrangiamenti da Baglioni, ma piagnucolate perchè almeno 72,35 il disco se lo merita.... ma va va..
enry
Venerdì 1 Marzo 2013, 18.07.21
13
Prima di valutare aspetterò che mi arrivi originale, per il momento dico solo che i tre pezzi ascoltati di certo valgono più di 69, ne riparleremo più avanti.
il vichingo
Venerdì 1 Marzo 2013, 17.02.44
12
@inflames69: capolavori forse no ma per quanto mi riguarda scendere sotto l'80/100 con Aealo è un reato, stesso discorso con questo disco . Comunque a parer mio ha la carte in regola per essere il disco Black dell'anno.
ftb
Venerdì 1 Marzo 2013, 16.02.05
11
OK, qui non si apprezzano i RC. Voto 80. Tutto il resto sono chiacchiere.
freedom
Venerdì 1 Marzo 2013, 15.42.21
10
Anch'io andrò a vederli a Catania, cazzo se ci vado! Comunque altrove questo disco ha subito un trattamento del tutto diverso, qualcuno lo ha anche nominato disco del mese e cose del genere...per me è un signor disco.
inflames69
Venerdì 1 Marzo 2013, 15.04.33
9
vichingo non avevo letto il tuo post. CONCORDO AL MILLE PER MILLE!!!!
inflames69
Venerdì 1 Marzo 2013, 15.00.36
8
Con tutto il rispetto e senza voler essere offensivo ma voi delle redazione di metallized mi spiegate cortesemente perchè continuate con le vostre recensioni a non gratificare un gruppo SEMPLICEMENTE ECCEZIONALE come questi greci. Ma cosa vi hanno fatto!!!. Dai cercate di essere oggettivi gli ultimi tre album incluso questo sono AUTENTICI CAPOLAVORI Possibile che li reputi tali solamente io?? Intanto a maggio li vado a vedere a Catania. Senza rancore ovviamente è solo il mio punto di vista
Enrico
Venerdì 1 Marzo 2013, 14.55.30
7
Voto basso. Per me 80.
freedom
Venerdì 1 Marzo 2013, 14.54.52
6
Voto troppo basso, il disco è ottimo e merita almeno un 80.
DarkTroll
Venerdì 1 Marzo 2013, 14.04.35
5
Questo è un album fantastico dal mio punto di vista, 80
Flv
Venerdì 1 Marzo 2013, 9.51.58
4
grand disco , potente oscuro e rituale
piggod
Venerdì 1 Marzo 2013, 9.44.37
3
Quoto in toto il vichingo.
Malleus
Venerdì 1 Marzo 2013, 9.39.39
2
Ma bho io a sto disco un bell'80 glielo sparo
il vichingo
Venerdì 1 Marzo 2013, 9.39.32
1
In totale disaccordo. Non sarà un capolavoro, questo penso sia fatto assodato, ma lo trovo davvero buono. Ispirato, oscuro, coinvolgente e con quelle atmosfere malefiche che ti prendono al primo ascolto. Ci sono un paio di filler (ad esempio Iwa voodoo mi ha convinto molto poco), ma tirando le somme non scenderei sotto il 78/80. Senza polemica ma, perdonatemi la franchezza, dopo aver visto anche la recensione di Aealo mi chiedo per quale motivo i Rotting Christ vengano trattati in questo modo nella webzine. A questo punto sono davvero molto curioso di leggere una recensione di Non serviam oppure Passage to Arcturo.
INFORMAZIONI
2013
Season Of Mist
Black
Tracklist
1. In Yumen - Xibalba
2. P’unchaw Kachun - Tuta Kachun
3. Grandis Spiritus Diavolos
4. Κατά Tον Δαίμονα Ἐαυτοῦ
5. Cine Iubeşte Și Lasă
6. Iwa Voodoo
7. Gilgameš
8. Русалка
9. Ahura Mazdā - Aŋra Mainiuu
10. ΧΞΣ
11. Welcome To Hel
Line Up
Sakis Tolis (Voce, Chitarre)
George Emmauel (Chitarre)
Andreas Lagios (Basso)
Themis Tolis (Batteria)
 
RECENSIONI
75
78
69
56
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18/11/2018
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WATAIN + ROTTING CHRIST + PROFANATICA
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 11/11/18
31/10/2016
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02/12/2012
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20/05/2011
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17/03/2008
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Il concerto di Bari
 
 
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