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The Rolling Stones - Their Satanic Majesties Request
( 8882 letture )
La guerra del Vietnam fu un evento chiave della decade sessantiana a livello socio-culturale. Per quanto a posteriori sia stata ritenuta all'unanimità una disfatta sotto tutti i punti di vista, all'epoca divise l'opinione pubblica: l'opposizione ad essa nacque soprattutto in seno alla popolazione più giovane, bisognosa -come in ogni epoca che si rispetti- di qualcosa per cui credere, per cui opporsi e contro cui battersi, e questo evento fu l'ideale territorio per uno dei movimenti più significativi del '900, ovvero la controcultura hippy. Ideale continuatore degli stilemi della Beat Generation, il fenomeno trovò nella ribellione e nel suo fratello minore, il rock, il proprio strumento principale con cui combattere -seppur pacificamente- il nemico chiamato violenza e conformismo. Inutile dire quanto l'arte ne venne grandemente influenzata e, in misura più massiccia, la forma d'arte notoriamente più vicina alle giovani leve, la musica: nacque così la psichedelia e sembrò non risparmiare proprio nessuno; ogni artista del tempo abbracciò -in misura più o meno evidente- questa corrente, tanto in ambito più strettamente musicale, quanto nell'immagine e nelle proprie ideologie. I The Beatles in particolare, il gruppo più popolare ed influente, introdussero queste sonorità a partire dall'album Revolver del 1966, plasmando nell'anno successivo l'album manifesto del genere, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.
Com'è logico data la diretta competizione che esisteva a livello mediatico, anche i The Rolling Stones tentarono di percorrere questa nuova e sempre più popolare moda, cercando in questo modo di contrastare con le medesime armi l'incontenibile successo di pubblico e critica che i quattro scarafaggi di Liverpool parevano attrarre come una calamita ad ogni mossa che compivano. Ecco quindi rispondere con le ancora lievi influenze psych di Between the Buttons all'album del '66 dei propri (pubblici) rivali ed ecco, poi, replicare al colosso Sgt. Pepper's col tanto discusso (e discutibile) Their Satanic Majesties Request, uscito sul mercato l'8 dicembre 1967.

Basterebbe anche solo citare un aneddoto verificatosi appena quattro giorni dopo, il 12 dicembre, per comprendere il periodo in cui quest'album vide la luce: quel giorno Mick Jagger e Brian Jones comparirono davanti alla Corte per ascoltare la sentenza che poi condannò in appello quest'ultimo al carcere; da tempo, infatti, il biondo poli-strumentista manifestava segni di squilibrio ed alienazione, producendo il sempre maggiore distacco dalla creatura che contribuì anni prima a fondare e a cui diede egli stesso il nome; droga, alcol, violenze e personali risentimenti portarono concretamente ad un progressivo assenteismo, in studio quanto sul palco, estraniandolo di fatto dal processo creativo e decisionale.
Ma non fu l'unica "perdita" di quel periodo: Andrew Loog Oldham, primo storico manager delle pietre rotolanti nonché produttore -figura di grande rilievo nelle dinamiche interne del gruppo, non solo a livello musicale- finì per esser vittima della sempre maggiore ricchezza e dell'uso smodato di droghe che ne compromisero l'equilibrio psico-fisico, abbastanza da essere scaricato senza troppi complimenti da Mick e soci. Il compito della produzione passò quindi nelle mani della band stessa, unico caso nella loro discografia (tolte le numerose produzioni a firma The Glimmer Twins). Inutile aggiungere quanto quegli anni furono sotto il segno dell'eccesso e dei guai giudiziari anche per i restanti componenti della formazione: per quanto "meglio gestite" rispetto ai due precedenti esempi, queste dinamiche inevitabilmente influirono sulla musica, risentendone in qualità e affiatamento. Alla luce di tutto questo, in effetti, la svolta psichedelica pare tutt'oggi qualcosa di inevitabile e logico, conseguenza figlia dei tempi e della personale parabola artistica di questa storica band che fece dell'infrangere ogni limite e tabù il proprio personale modus vivendi.

Ma aggiungiamo un altro colore alla sfaccettata gamma che compone questo affresco di vita Sessantiana: il nero, o piuttosto il viola più torbido. Insomma, il colore che più preferite attribuire alla sinistra componente dell'esoterismo. Come ogni storia dell'epoca che si rispetti anche questa ha avuto a che fare con l'occulto, almeno nella misura in cui Mick Jagger e persone allora molto vicine ed influenti alla band come Anita Pallenberg si interessarono ed immedesimarono nella questione: improvvisamente libri chiave sull'argomento come The Book of the Damned, Manuscripts of Witchcraft o Il maestro e Margherita iniziarono a fare capolino tra le letture del periodo e sinistri personaggi come Kenneth Anger, discepolo a sua volta di Aleister Crowley, iniziarono ad aleggiare intorno e ad influenzare ideologie e comportamenti. Partendo dal titolo dell'album: estrapolando la frase Her Britannic Majesty's Principal Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affairs Requests presente su tutti i passaporti inglesi (traducibile in"Il primo segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth di sua maestà britannica richiede...") il frontman inglese ideò il celebre ed ambiguo Their Satanic Majesties Request.
Quindi da un lato la semplice volontà di stare al passo coi tempi e contrastare gli storici avversari di Liverpool in un periodo di forti attriti e confusioni personali, dall'altro però una scelta che pare essere stata mirata e naturale, veicolata dallo stile di vita e dagli interessi che i vari componenti della band londinese avevano e stavano maturando, oltre che una scelta, mi vien da dire, di non poca vena ispiratrice. Come altro definire, infatti, brani come la corale Sing This All Together, la dura ed aspra Citadel, l'alienante In Another Land di Wyman, la doppia personalità di 2000 Man o la vivace e sgargiante She's A Rainbow, se non semplici e lampanti segni d'ispirazione, colpi di genio e talento che han saputo regalare tra gli episodi più rappresentativi, se non dell'intera e titanica discografia rollingstoniana, almeno del periodo e dell'intera corrente musicale di riferimento? È vero, non ci fu una chiara linea e guida artistica al tempo a condurre ed incanalare i cinque bad boys inglesi, ma ciò non impedì al talento e alla storia di fare il proprio corso tra le mura degli Olympic Studios. Studios londinesi che nel periodo di registrazione videro la comparsa di volti noti ai più: il duo Paul McCartney-John Lennon (cori nella traccia d'apertura all'album) e il talentuoso e giovane musicista John Paul Jones (arrangiatore degli archi nella traccia d'apertura al lato B dell'album), ad esempio, ad aggiungere spessore allo spessore.

...L'album fu un cumulo di stronzate. (Keith Richards)
Ad oggi, l'album pare aver subìto un processo di rivalutazione, ma come considerare questo dietrofront? Un sincero e meditato ripensamento o piuttosto un allinearsi alla moda, oggigiorno imperante, di rivalutazione di massa di tutto ciò che è "storico"? Ad ognuno la propria personale sentenza.
Vale la pena considerare due o tre dati oggettivi, a mio avviso: alla sua uscita l'album raggiunse la posizione numero 3 nel Regno Unito e la numero 2 negli Stati Uniti, dati di vendita che però iniziarono a calare repentinamente mostrando chiaramente quanto la tendenza iniziale fosse "falsata" dalla fiducia conseguente ai passati successi, invece che dal valore intrinseco del prodotto. L'essersi così tanto discostati dalle trame stilistiche ormai familiari e a loro più consone, evidentemente, ha prodotto l'effetto di snaturare il loro processo creativo, tanto che quando la band rivestì i panni dei sudici e trasandati The Rolling Stones e riprese a fare sul serio, il risultato fu un altro tassello di storia: Jumpin' Jack Flash.
Ma una grande band si dimostra tale anche dalla capacità di reinventarsi e sperimentare, nonché dai risultati che sa conseguire nel farlo: Their Satanic Majesties Request sembra possedere quella sinistra capacità di conquistare lentamente, ma in maniera inesorabile, grazie al suo status di piccolo gioiellino unico nel suo genere, dalla non comune potenza evocativa e maturità complessiva.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
71.16 su 18 voti [ VOTA]
GRC
Mercoledì 10 Agosto 2022, 16.25.34
16
Riascoltato oggi dopo tantissimo tempo, la sensazione rimane sempre la stessa, quella di qualcosa di raffazzonato, di fatto tanto perché si doveva fare. Si percepisce, per lo meno è mia sensazione, che a queste latitudini gli Stones si trovino come "esquimesi all'equatore". "Sing This All Together (See What Happens)" e "Gomper" davvero stucchevoli un pò meglio le altre, invece spiccano su tutte "The Lantern" (e direte: grazie al... è un blues) e soprattutto la "space" "2000 Light Years From Home" unico pezzo psichedelico, a mio avviso, straordinario dell'intera carriera degli Stones. Detto questo il mestiere c'è e la sufficienza (abbondante) ci sta tutta, ma i veri Rolling Stones non sono questi e aggiungerei per fortuna.
Renaissance53
Mercoledì 9 Marzo 2022, 0.22.32
15
Il rifiuto di molti per questo album degli Stones, con tutta probabilità, deriva dal fatto di risultare del tutto atipico rispetto a quella che era statat e sarà la loro produzione successiva, prevalentemente orientata al rock e al blues. Intendo dire che Their satanic non ha nulla a che spartire con Beggar's Banquet , Let it bleed, Exile on main street, etc. Ma proviamo ad ascoltarlo nel contesto dell'epoca e facciamo finta che sia un lavoro di un qualsiasi altro gruppo. Beh, forse grideremmo al capolavoro, o almeno sarebbe classificato come una un superba reliquia del periodo flower power e psichedelico. In ogni caso, Their Satanic Majesties Request è l'album che preferisco di tutta la produzione rollingstoniana. Alla sua ascolto nl lontano 1967, e tuttora, è in grado di far balenare suoni inconsueti, atmosfere magiche e misteriose. Voto : 100
Bongolampo
Martedì 8 Dicembre 2020, 19.40.04
14
Ottima recensione, mancano i commenti sui singoli brani di un grande disco, L' ultimo disco Beat dei Rolling ...
Mick Sim
Lunedì 7 Dicembre 2020, 19.45.47
13
Dirò forse un'eresia, ma questo è l'album de Rolling Stones che amo maggiormente. Assolutamente psichedelico e misterioso, niente affatto una copia del Sgt. Pepper. Brani amatissimi : She's a rainbow e 2000 light years from home, davvero irraggiungibili.
Area
Giovedì 6 Giugno 2019, 15.48.12
12
Già 3 anni sono passati dal mio commento... io invece insisto nel consigliare a tutti di dare a questo album una possibilità un più. E' proprio la somiglianza con Sgt Pepper che mi fece avvicinare a questo album, che in verità come dicevo nel 2016, non é poi così simile... di sicuro é diverso da qualsiasi altro disco dei Rolling Stones. Come si fa a non amare She's a Rainbow? Un pezzo che ancora oggi é amatissimo e lo riconosci per il giro iniziale di piano. E con delle piacevoli orchestrazioni classiche. A questo album per essere perfetto manca solo il singolo Dandelion.
Tommaso calvino
Venerdì 25 Novembre 2016, 18.10.25
11
Recensione ben scritta ma un po'troppo benevola. Il disco lo considero il peggiore degli anni '60. Vogliono solamente copiare i Beatles di Sgt.Pepper's con questo disco.
Area
Martedì 8 Novembre 2016, 15.38.35
10
Anche se non é il loro capolavoro assoluto a me questo disco piace parecchio. Qui sono contenute alcune preziose gemme della loro discografia come She's a Rainbow, Citadel, 2000 man e 2000 light years from here su tutte. Nonostante io preferisca i Beatles agli Stones sinceramente trovo esagerato il fatto che questo disco venga spesso liquidato come un plagio del magnifico Sgt.Pepper. Se lo si ascolta bene si noteranno importanti differenza tra i due lavori. E' qualcosa di diverso nella loro discografia certamente, ma di sicuro non é un brutto album!
BLS Furlan Chapter
Mercoledì 13 Marzo 2013, 10.04.36
9
E delle atmosfere lisergiche di 2000 Light Years From Home ne vogliamo parlare???
Swan Lee
Martedì 12 Marzo 2013, 23.05.17
8
A me sto disco è sempre garbato assai. certo non è un capolavoro, ma nemmeno la ciofeca per la quale lo si vuole far passare. Brani ottimi ce ne sono eccome, dal rock blues psichedelico di "Citadel", a quel gioiello pop di "she's a rainbow"..
Matocc
Venerdì 8 Marzo 2013, 20.49.08
7
@ BLS Furlan Chapter: verissimo, a me fa impazzire Dandelion
BLS Furlan Chapter
Venerdì 8 Marzo 2013, 18.07.56
6
Ottima recensione!!! Disco sicuramente controverso ma con un fascino davvero particolare. Grandi anche i singoli del periodo non pubblicati nell'LP, a cominciare da "We Love You".
blackiesan74
Lunedì 4 Marzo 2013, 11.40.18
5
Non è scialbo come "Between The Buttons", ma a parte "2000 Man" e "She's A Rainbow" di questo disco non salverei proprio nulla.
Electric Warrior
Domenica 3 Marzo 2013, 19.54.02
4
Io sinceramente l'ho sempre trovato un signor disco, anche se purtroppo rimane più celebre per la sua ambiguità che per la musica (ottima) che contiene.
Matocc
Domenica 3 Marzo 2013, 13.36.25
3
non è sicuramente il loro capolavoro ma ci sono alcuni pezzi davvero interessanti
TheRamones-Fan
Domenica 3 Marzo 2013, 1.52.16
2
Citadel è una canzone coi contro-cazzi....
gianmarco
Sabato 2 Marzo 2013, 23.27.10
1
c'è un'edizione in cui i beatles compaiono nella copertina
INFORMAZIONI
1967
Decca Records (UK) / London Records (US)
Psychedelic Rock
Tracklist
1. Sing This All Together
2. Citadel
3. In Another Land
4. 2000 Man
5. Sing This All Together (See What Happens)
6. She's A Rainbow
7. The Lantern
8. Gomper
9. 2000 Light Years From Home
10. On With The Show
Line Up
Mick Jagger (Voce, Cori, Percussioni)
Keith Richards (Chitarra, Cori)
Brian Jones (Chitarra, Mellotron, Organo, Sitar, Dulcimer, Theremin, Flauto, Sassofono, Arpa, Basso, Percussioni)
Bill Wyman (Basso, Organo, Percussioni, Cori, Voce su traccia 3)
Charlie Watts (Batteria, Percussioni, Tabla)
 
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