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Diabula Rasa - Ars Medioheavy
( 3338 letture )
Li avevamo lasciati nel 2010 con un disco interessante e promettente, ma per certi versi ancora acerbo. Tornano nel 2012 in piena forma, con un lavoro che dà corpo a tutte le potenzialità del disco precedente lasciandosi alle spalle i difetti, come una farfalla che esce finalmente dal bozzolo e sfoggia le sue ali variopinte. Ars Medioheavy mostra una maturità compositiva decisamente sopra la media, frutto di una profonda conoscenza musicale e di anni di esperienza sul campo: non c'è una nota fuori posto, non c'è un passaggio debole, non c'è niente che lasci l'amaro in bocca. Lo stile, particolarissimo, è lo stesso dell'album precedente: un mix tra melodie antiche e prog rock, ma con le chitarre più cattive. Rientra nel "metal" per un pelo, non è particolarmente aggressivo nè super-veloce, ma è diretto, coinvolgente, e non annoia mai. La ripetitività a volte eccessiva che caratterizzava l'album precedente lascia spazio un perfetto equilibrio tra reiterazione ed evoluzione: ogni traccia è un viaggio, un volo sulle ali di una melodia che cresce e varia in continuazione, fino a che non ti posa a terra lasciandoti senza fiato, ma pronto ad essere sollevato nuovamente dal brano successivo. Lo scopo, come spiegano Luca e Daniela all'interno del booklet, è quello di far provare agli ascoltatori moderni quello che potevano provare i nostri antenati quando ascoltavano musica nel medioevo, in un mondo completamente diverso e privo del rumore e della velocità che caratterizza l'epoca contemporanea:

"[...] melodie antiche prendono corpo attraverso strumenti contemporanei, elettrificati, con ritmi nuovi e riff di chitarra affiancati a quelli antichi come organo, cembalo, cornamusa, liuto, ghironda, con l’integrazione anche compositiva di parti in stile medievale [...] per essere compresi da un pubblico che non può udire ciò che un uomo medievale poteva udire. Il nostro mondo, infatti, pervaso di suoni e rumori è molto diverso da quello di un uomo del XIII secolo, animato dai suoni della natura, dai versi degli animali e, talvolta, dagli strumenti di lavoro manuale o dal suono delle campane: in pratica viviamo in due fonosfere diverse. Perciò quella che si è andata a costituire è una vera e propria fusione di orizzonti e di mondi tra i quali ci siamo fatti ponte, allo scopo di consegnare ad una storia e ad una realtà in continuo mutamento quelle melodie e quelle emozioni, rendendone partecipe l’ascoltatore."

Per raggiungere questo obiettivo, i Diabula Rasa usano melodie ispirate e riarrangiate dalla musica antica e testi che risalgono al dodicesimo o tredicesimo secolo, ma li inseriscono in un contesto contemporaneo. I testi sono quasi tutti in latino, e devo dire che sentirlo finalmente pronunciato come mi avevano insegato al liceo è un piacere (altro che in taberrna kvando zumuz e afe Maria). L'anima moderna del progetto, invece, pesca soprattutto dal rock degli anni '70, in particolare per quel che riguarda il sound degli strumenti elettrici e la struttura progressiva dei brani. I diversi strumenti sono in continuo dialogo tra loro, si alternano continuamente sulla scena in un fluido scambio di ruoli tra protagonisti e comprimari, anche grazie ad un uso magistrale dell'armonia che rende i brani corposi e mai scarni, ma allo stesso tempo immediati all'ascolto e non pesanti.
Inoltre, uno dei lati particolari dei Diabula Rasa, che li distingue ulteriormente dal resto del panorama folk/medieval metal, è l'inconsueto uso delle voci: a cantare sono soprattutto Samantha e Daniela, ma le loro voci non hanno il classico ruolo da protagonista in tutti i brani, com'è consuetudine nel rock e nel metal. Le parti esclusivamente stumentali sono parecchie, e nell'economia delle canzoni le voci vengono poste sullo stesso piano degli altri strumenti: i momenti di canto solista sono limitati e c'è un ampio utilizzo di cori polifonici. Il risultato è riuscitissimo: le voci di Daniela e Samantha sono limpide e cristalline (in particolare quella di Samantha, che raggiunge note talmente acute che se non l'avessi vista dal vivo non ci crederei) e quando cantano in coro melodie complementari, con quel po' di eco che non guasta mai, creano un effetto ultraterreno. Sembra un coro angelico! In più, a volte interviene la voce bassa e ruvida di Luca, che fornisce una controparte umana - o demoniaca, come in Tsanich - alle celestiali voci femminili, e arricchisce ulteriormente i brani.
Ciliegina sulla torta, l'album è valorizzato da un' ottima produzione che rende giustizia alle tracce donando loro l'incisività che meritano. Per rendersi conto del contributo che la produzione apporta all'effetto finale, basta ascoltare Tsanich e In Taberna, presenti anche nello scorso lavoro e qui risplendenti di nuova luce.
Ars Medioheavy è un disco che va ascoltato tutto d'un fiato, magari durante un viaggio in auto, in un giorno di sole, verso le montagne. Non è facile trovare un highlight o un punto debole, le canzoni qui contenute si mantegono tutte sugli stessi livelli, e rendono al meglio se ascoltate una dopo l'altra. Ars Medioheavy cattura l'ascoltatore dalle prime, incalzanti note di Ghirondo e non lo lascia libero fino alla conclusione dell'ultima, romantica Ahi Amours. Ad ascolto terminato la voglia di premere nuovamente play c'è, eccome.
L'unica "controindicazione" di questo album è data dal fatto che il genere, piuttosto particolare e di nicchia, lo rende una chicca per pochi. Soddisferà gli amanti della musica medioevale e delle sue rivisitazioni moderne, probabilmente potrà piacere anche a qualche estimatore del progressive rock, ma difficilmente riuscirà ad attirare l'attenzione di ascoltatori del tutto estranei ad entrambi i generi. In ogni caso, quest'album è uno dei lavori più interessanti e curati che mi sono capitati per le mani negli ultimi anni, e sono sicura che girerà nel mio stereo ancora per molto.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72 su 14 voti [ VOTA]
Mylos666
Lunedì 3 Febbraio 2014, 16.27.23
18
E' un piccolo capolavoro quest'album.
Ulv
Martedì 16 Aprile 2013, 10.51.54
17
In effetti...
Borgia Orgia
Lunedì 15 Aprile 2013, 17.58.24
16
Visti dal vivo tempo addietro, bravi, ma i costumi fantasy cozzano!
il vichingo
Lunedì 15 Aprile 2013, 17.27.31
15
Quoto Fabrizio e Kara. Comunque nel frattempo sono riuscito ad ascoltare il disco e devo complimentarmi con la band, veramente un'ottima uscita, probabilmente una delle migliori del 2012 in questo ambito. Voto molto vicino a quello presente in calce alla disamina.
fabriziomagno
Lunedì 15 Aprile 2013, 17.25.27
14
ce ne vuole di fantasia per dire che i diabula rasa sono la brutta copia dei folkstone...
Kara
Lunedì 15 Aprile 2013, 17.03.47
13
non concordo, i Diabula Rasa sono nati prima e musicalmente sono parecchio diversi dai Folkstone
Amon
Lunedì 15 Aprile 2013, 16.57.36
12
la brutta copia dei mitici Folkstone!!
Le Marquis de Fremont
Lunedì 11 Marzo 2013, 13.29.56
11
Monsieurs, posso far notare che sulla scia del successo dei Folkstone, abbiamo tutto un fiorire di band folk, più o meno epocalizzate, dai Ad Plenitatem Lunae a questi Diabula Rasa. Un petit peu suspecte di qualcosa di modaiolo... Ma probabilmente la loro musica è ottima come quella degli Ad Plenitatem Lunae. Mi ricorda il periodo, guarda caso degli anni '70, quando oltre a King Crimson, Yes e Van der Graaf Generator, si ascoltavano anche gli album degli Amazing Blondel. Lo ascolterò di sicuro. Au revoir.
Andy '71
Domenica 10 Marzo 2013, 9.37.25
10
Davvero bravi,li conoscevo molto poco,una bella sorpresa!L'unico appunto,che poi è una cosa che và molto a gusti,secondo me la distorsione della chitarra è troppo grezza,troppo invadente nel contesto e nell'amalgama con gli altri strumenti.Sicuramente è una scelta della band,ma per mio gusto una distorsione più grassa e dolce e meno invadente me li farebbe gustare al 100% e ne verrebbe fuori un capolavoro assoluto.Ovviamente è un mio modestissimo parere.Cmq ancora,bravi!
Cristiano
Domenica 10 Marzo 2013, 1.05.10
9
Che strumento è il chitarrino di merda?
Onafets
Venerdì 8 Marzo 2013, 19.52.58
8
Chi si è sorpreso di questo lavoro sicuramente non conosce lo spessore culturale di Luca e l'accurata ricerca in fatto di composizione
sgrunf
Venerdì 8 Marzo 2013, 18.30.21
7
Un mio amico ha fatto il roadie per il gruppo,me ne ha sempre parlato bene ma li ho sentiti oggi per la prima volta nel tubo.Molto bravi ma per caso sono di quà della Romagna ?
MrFreddy
Venerdì 8 Marzo 2013, 17.57.50
6
Stefano Clò (Chitarrino di merda) XD Sono davvero curioso di ascoltare quello che sembra un disco molto promettente
DIABULA
Venerdì 8 Marzo 2013, 16.30.57
5
CHE DIRE............GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE A TUTTI!!!! \m/
il vichingo
Venerdì 8 Marzo 2013, 14.01.12
4
Visto il commento di Fabrizio sono estremamente curioso di sentirlo ma sul tubo non trovo nulla... sigh .
fabriziomagno
Venerdì 8 Marzo 2013, 12.46.27
3
disco bellissimo, un gran passo in avanti rispetto al lavoro del 2010. Grande sorpresa e grande musica, l'85 è meritatissimo!
antonio thrashfolk
Venerdì 8 Marzo 2013, 12.38.37
2
Luca e Daniela, insieme agli altri componenti dei Diabula, hanno sfornato davvero una grande opera. Chi li segue da tempo conosceva bene il potenziale esplosivo, ma ora questo lavoro - complice anche una produzione finalmente all'altezza e la scelta di "appesantire" il sound - li proietta di diritto nell'olimpo della musica italiana. Difficile catalogare la loro arte, come giustamente sottolinea il recensore: ma i Diabula non vogliono nemmeno essere catalogati....
il vichingo
Venerdì 8 Marzo 2013, 11.06.48
1
Sinceramente li ricordavo come una band discreta, ma non a questi livelli. Sono davvero curioso di ascoltare questa uscita per ricredermi .
INFORMAZIONI
2012
Moonlight Records
Folk
Tracklist
1. Ghirondo
2. Tsanich
3. Cataclism
4. Congaudentes
5. Madre de Deus
6. Astarte
7. In Taberna
8. Vermell
9. Maledicantur
10. Ahi Amours
Line Up
Luca Veroli (Voce, ghironda elettroacustica, cornamuse)
Daniela Taglioni (Voce, organo a canne, cembalo, tastiere)
Samantha Bevoni (Voce, basso)
Stefano Clò (Chitarre elettriche ed acustiche, chitarrino di merda, bouzouki)
Sonia Nardelli (Chitarre elettriche)
Moreno Boscherini (Batteria)
 
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