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Soilwork - The Chainheart Machine
( 3570 letture )
Spirits Of The Future Sun

Prima canzone, ventiseiesimo secondo: eccovi servita l’evoluzione dell’ultima evoluzione targata At The Gates. Era il 2000, uno dei tanti anni in cui il mondo sarebbe dovuto finire ed i Soilwork, non curanti dell’ennesima apocalisse annunciata e poi disattesa, non si accontentarono di cercare le conferme a quanto di buono avevano realizzato con l’esordio, Steelbath Suicide. I nostri, allora ancora giovanissimi, andarono ben oltre quanto prodotto in precedenza e, conseguentemente, The Chainheart Machine fu lo slancio definitivo nella loro carriera.

I sei ragazzotti, originari di Helsinborg ma con le orecchie sintonizzate permanentemente su Goteborg, erano cresciuti in un periodo particolare per il metal. Da una parte i Pantera erano diventati il punto di riferimento per chiunque ne avesse le scatole piene del thrash old school, dell’heavy più logoro, dei jeans elasticizzati e dei capelli cotonati, dall’altra, in Svezia, si era andati oltre il consueto già da qualche anno. Dark Tranquillity, In Flames, Dissection ed At The Gates guidavano un piccolo esercito di gruppi che pian piano si facevano largo tra le file dei conservatori più accaniti, suggerendo la migliore proposta possibile per un artista, quella che si fonda sulla novità.

In un tale ambito, i Soilwork dovevano compiere due operazioni:
1) Mantenere attento l’apparato auditivo, perché il circondario era quanto mai fruttuoso.
2) Sgobbare sugli strumenti per gestire partiture tutt’altro che semplici.

I nostri sono riusciti in entrambi i compiti prefissati e quanto è confluito in quest’album è il frutto di tale operazione. La cosa più sorprendente è però la velocità con cui la band è arrivata ai livelli più alti del proprio repertorio, quasi che dietro ci fosse stato un lavoro di anni. E’ evidente che il talento a volte precorra i tempi ed i nostri sono riusciti a dare il meglio proprio ad inizio carriera, tant’è che The Chainheart Machine ancora oggi può fornire ispirazione, sia da un punto di vista meramente tecnico che da quello creativo, a centinaia di band che vogliano cimentarsi in generi analoghi.

Nel disco c’è la qualità d’insieme ed è ciò che lo esalta oltre la media, ma vi sono anche tracce che superano di gran lunga il repertorio tipico del melodic death, seppure tale stile non sia stato certo avaro di gruppi o di canzoni. Che si abbia a che fare con un lavoro superbo lo si intende dall’omonima traccia di apertura, per poi proseguire attraverso le varie sfaccettature di cui è composto. E’ bene segnalare il susseguirsi fluido e per niente forzato del connubio tra tecnica, gusto per gli assoli, rabbia e brevi accenni melodici, il cui contemperamento favorisce un ascolto dopo l’altro, senza stancare, ma anzi invogliando a fruirne di nuovo proprio per comprendere meglio il tutto. In realtà è complicato scegliere una canzone piuttosto che un’altra, eppure ammetto che la doppietta Possessing The Angels - Spirits Of The Future Sun è la cosa che ricordo più limpidamente, e non solo di questo album, ma dell’intera discografia dei Soilwork.

Come per il lato tecnico e quello creativo, è opportuno spendere qualche parola per elogiare il lavoro di registrazione svolto da Fredrik Nordström, presso lo Studio Fredman, che per i pochi che non lo conoscessero, è il luogo dove sono stati prodotti i migliori lavori del death melodico, ancora oggi ineguagliati.

Concludendo, i Soilwork con The Chainheart Machine hanno raggiunto il loro apice e forse, consci che meglio di così non si sarebbe potuto fare, già col seguente album hanno cominciato a mutare il proprio stile in vista di nuovi obiettivi. Personalmente li preferisco per come erano, non per omaggiare i tempi che furono e trovare caldo rifugio in un bieco "passatismo", ma perché ritengo che questo disco rappresenti appieno la loro dimensione. Ciò che invece hanno realizzato negli anni a venire, per quanto possa soddisfare formalmente, a me continua a sembrare una ricerca sterile e a volte schizofrenica, quasi come se nel frattempo il vero obiettivo fosse diventato il rinnegare se stessi.
Chissà, magari ci stupiranno col nuovo disco.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
82.5 su 8 voti [ VOTA]
Uno
Mercoledì 27 Maggio 2015, 11.15.40
21
Scusami Drake ma c'è un passaggio che non capisco: "pensare di suonare thrash (e in effetti la produzione lo era) scrivendo brani death mi fa strano, ma essendo AMERICANI". Ma ti riferisci ai Soilwork? Sarebbero svedesi di Helsinborg.
draKe
Mercoledì 27 Maggio 2015, 11.07.09
20
discone pazzesco! La cosa che mi lasciò ai tempi perplesso era una dichiarazione della band che asseriva di non voler essere raggruppata con i grandi del death-melodico (i gruppi segnalati nella recensione) bensì nel genere thrash...pensare di suonare thrash (e in effetti la produzione lo era) scrivendo brani death mi fa strano, ma essendo americani ovviamente le loro influenze erano diverse da quelle presenti in Europa, e forse dunque la spiegazione è che davvero ai tempi di stillbath suicide i soilwork i gruppi del movimento di goteborg (dark tranquillity e in flames) non sapevano chi fossero...comunque, sia questo che il precedente disco sono davvero delle perle di altissimo livello!
Swan Lee
Martedì 12 Marzo 2013, 23.07.47
19
Senza alcun dubbio il loro lavoro più riuscito, dopo il più che buono album d'esordio. Dopo inizierà il declino. Il mio voto è un 85..
Max
Martedì 12 Marzo 2013, 10.17.14
18
Questo sì che era un ottimo disco, pure per me che non amo i "cloni" degli at the gates, dopo è iniziato il declino lento ed inesorabile...
lux chaos
Domenica 10 Marzo 2013, 10.58.17
17
Per me il loro migliore, il loro piccolo capolavoro, e l'unico che apprezzo insieme al primo: quando ascoltai la title track mi esaltai come una belva, stupenda, e anche il resto dell'album segue a ruota! Gran disco
LUCI DI FERRO
Sabato 9 Marzo 2013, 20.23.50
16
a quando una rece.. su A Predator's Portrait, un album STUPENDO
Fagocitoergosum
Sabato 9 Marzo 2013, 18.21.09
15
Ve, sappi che ti amo. Quasi quanto questo disco. (Dimmi che ora recensisci pure Steelbath Suicide, ti prego)
Delirious Nomad
Sabato 9 Marzo 2013, 18.12.35
14
Un ottimo album, un po' troppo At The Gates forse. Millionflame (la cui intro mi sembra composta da un'Enya indemoniata) e la title-track sono splendide. Per me 80.
piggod
Sabato 9 Marzo 2013, 15.27.04
13
Quanto mi esaltai quando il disco uscì, poi la svolta e da allora non li considero più.
Undercover
Sabato 9 Marzo 2013, 15.03.55
12
Stavolta, c'è nulla da dire, sul voto non vado oltre l'85, ma sicuramente questi erano i Soilwork.
il vichingo
Sabato 9 Marzo 2013, 14.10.47
11
BILLOROCK fci.
Sabato 9 Marzo 2013, 14.09.36
10
muahahah difatti era una provocazione
il vichingo
Sabato 9 Marzo 2013, 14.08.13
9
Signor Billo, come osa nominare gli Slipknot in calce a codesta recensione? Al rogo! Al rogo! Blasfemia!! (scherzo eh...)
BILLOROCK fci.
Sabato 9 Marzo 2013, 14.02.59
8
senza offesa ma torno ad ascoltarmi Disaster piece, degli Slipknot... ih ih
BILLOROCK fci.
Sabato 9 Marzo 2013, 14.01.13
7
beh da quelle due o tre canzoni ascoltate sul tubo direi che non sono malaccio e decisamente più orecchiabili, promossi !!
il vichingo
Sabato 9 Marzo 2013, 13.59.58
6
Per me sono questi i veri Soilwork. Non serve aggiungere altro.
LAMBRUSCORE
Sabato 9 Marzo 2013, 13.48.34
5
Billo, vorrei un tuo parere sul disco, non dirmi che anche questi sembrano rane con chitarre....
BILLOROCK fci.
Sabato 9 Marzo 2013, 10.47.55
4
toh va chi si rivede, la bandierina del'odio . ciao lambrusco!!
Flag Of Hate
Sabato 9 Marzo 2013, 10.43.36
3
Bello questo e il precedente, poi il nulla assoluto, per quel che mi riguarda. 79/100
LAMBRUSCORE
Sabato 9 Marzo 2013, 10.37.08
2
Anche per me, i primi 2 ottimi,poi hanno cambiato troppo per le mie povere orecchie, abituate a sentire sonore legnate....
enry
Sabato 9 Marzo 2013, 9.52.22
1
Concordo anche sulle virgole, soprattutto sulla parte finale della recensione. Ottimo disco, il loro migliore insieme al debut.
INFORMAZIONI
2000
Listenable Records
Melodic Death
Tracklist
1. The Chainheart Machine
2. Bulletbeast
3. Millionflame
4. Generation Speedkill (Nice Day for a Public Suicide)
5. Neon Rebels
6. Possessing the Angels
7. Spirits of the Future Sun
8. Machinegun Majesty
9. Room No. 99
Line Up
Bjorn "Speed" Strid (Voce)
Peter Wichers (Chitarra)
Ola Frenning (Chitarra)
Carlos Del Olmo Holmberg (Tastiere)
Ola Flink (Basso)
Henry Ranta (Batteria)
 
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