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Nocte Obducta - Umbriel (Das Schweigen Zwischen Den Sternen)
( 3180 letture )
L'aforisma non coincide mai con la verità, o è una mezza verità o una verità e mezzo. (Karl Kraus)

Era il 2006 quando i Nocte Obducta decisero di mettere in ghiaccio il proprio progetto musicale, culminato successivamente con lo splendido Sequenzen Einer Wanderung, a sua volta terzo diamante consecutivo da incastonare assieme ai due precedenti Nektar (Teil 1: Zwölf Monde, eine Hand voll Träume e Teil 2: Seen, Flüsse, Tagebücher). Ebbene, diciamolo fin da subito, il combo teutonico avrebbe dovuto verificare la quantità del ghiaccio utilizzato, perché ahi loro, ed ahi noi, questo si è sciolto troppo in fretta ed i risultati sono stati catastrofici.

Dopo lo sconfortante e "diretto" Verderbnis, i sei tedeschi decidono che anche per loro è giunto il momento di giocarsi la carta del vintage chiccoso ed ermetico, di fatto bruciando quasi dieci anni di saggia e meticolosa evoluzione. Umbriel (Das Schweigen Zwischen Den Sternen) (Il Silenzio tra le Stelle, ndr) è il risultato di questa "non-svolta" un po' progressive, un po' psichedelica e con un pizzico di kosmische musik che non guasta mai, tanto per far rivoltare nel proprio letto Klaus Schulze, o devastare l'eredità spirituale (e non solo) dei vari Tangerine Dream, Popol Vuh piuttosto che i Faust o gli Amon Duul II.

Già me li vedo, i nostri sedicenti evoluti blackster, con sciarpette, camicie a quadri sciancrate e jeans vintage, sfoggiare sguardi languidi e seriosi ad accompagnare emotivamente questo pseudo prog di facciata, minimale non tanto per le atmosfere, quanto per le idee. Questa inutile tendenza radical chic a voler edulcorare dal maligno, dall'arcigno e dall'attitudine una corrente musicale che di queste si nutre, per abbracciare la vastità di un genere che per prima cosa richiede umiltà e esperienza, oppure del semplice e raro talento. Doti che mancano e sono mancate ai Nocte Obducta.

Umbriel è fondamentalmente un disco prolisso, noioso, stantio, anacronistico, freddo e privo di ogni qualsivoglia spunto che possa dargli una minima dignità artistica. Si barcamena tra l'effettistica dell'hipster medio, la spuntata pesantezza dell'avanguardista senza bussola e lentamente sfuma nella rumorosa colonna sonora di un appartamento della periferia milanese, senza più distinguersi tra la sinfonia dei clacson e il vociare del fruttivendolo ambulante. E quando ciò non accade, complice l'irreprensibile attenzione a quanto prodotto dalla band di Mainz, a vincere è irrimediabilmente Morfeo con il suo richiamo decisamente più interessante.

L'aspetto forse più tragicomico è dato dal livello dei pro e dei contro che Umbriel mette sul piatto. Nulla che si possa salvare ed al contempo nulla che si possa buttare via a cuor leggero. Nessuno diventa incapace dalla notte al dì ed anche per i Nocte Obducta vale questa regola, ma ci si stupisce dell'assoluto degrado artistico in cui essi sono incappati. Prendiamo ad esempio un brano come 1-86 Umbriel, una lunga introduzione dal taglio new wave (assolutamente non disprezzabile) incastrata a forza con una lunga sezione depressive rock non molto felice, a cui manca il quid per sollevarsi al di sopra della mediocrità che nemmeno gli orpelli, manieristi, new age evitano. Ancora più sorprendete è la totale assenza di un brano che vada in controtendenza con il mare di lacrime che empie i solchi del dischetto; forse tra tutte salverei Mehr Hass e Leere, se non altro per la quadratura che sembra esserci, sia che le si analizzi a livello strutturale sia per quanto concerne la coerenza con il tema principale.

Senza andare troppo in là con ulteriori disquisizioni, l'analisi qui sopra prima che ad un voto riassuntivo deve e vuole giungere ad una domanda che trascende il gusto: dove sono i contenuti?

Non ci sono, Umbriel è una raccolta di frammenti, più o meno apprezzabili nella loro isolata concezione, ma inadatti o mal adattati ad un'interazione che possa trasformarli in canzoni capaci di vivere di luce propria, per quanto flebile questa possa essere. L'oscurità della notte questa volta si è ritorta contro i suoi stessi figli.

La noia segue l'ordine e precede le bufere. (Leo Longanesi)



VOTO RECENSORE
52
VOTO LETTORI
90.9 su 10 voti [ VOTA]
GKN
Giovedì 14 Novembre 2013, 15.39.11
8
@Le Marquis ma va d'è via l'cul!!
Le Marquis de Fremont
Lunedì 18 Marzo 2013, 17.27.44
7
Probabilmente ha ragione lei, Monsieur piggod. Diciamo che quando si stappa la bottiglia Nocte Obducta non si è sicuri di che sapore avrà il vino contenuto dentro, perché sotto lo stesso nome, ne hanno fatti di gusti "molto" diversi e non di variazioni sulla stesso tema. Però, si vous me permettez, avessero fatto un disco con un "black" atmosferico sui livelli di Leere, il gusto sarebbe stato magari diverso dai precedenti ma decisamente su un livello molto più alto. Almeno a mio parere, bien sûr. Au revoir.
il vichingo
Lunedì 18 Marzo 2013, 15.06.48
6
@Nagash: ti ringrazio per il chiarimento, evidentemente avevo frainteso quella parte . Comunque il disco l'ho ascoltato questo weekend e sinceramente non mi dispiace. Certo, non è ai livelli del magnifico Nektar 1 ma "Leere" è impressionante mentre pezzi Dinner Auf Uranos sono molto piacevoli ma allo stesso tempo mi sembra che la band "si perda". Molto meglio del precedente comunque, a mio avviso ad un 75 ci arriva tranquillamente.
piggod
Lunedì 18 Marzo 2013, 14.59.42
5
@Marchese: beh, se è per quello anche i Nocte Obducta di Taverne e Galgendammerung (che già presentano differenze enormi fra di loro) suonano qualcosa di estremamente diverso dai Nektar, così come fra i due Nektar e Sequenzen c'è un solco. La verità è che i Nocte Obducta non hanno mai fatto due dischi uguali, anche nella fase in cui suonavano un black metal con una concezione più tradizionale del genere.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 15 Marzo 2013, 13.13.44
4
Effettivamente di black metal ne è rimasto davvero poco. Più che sperimentatori, qui mi sembra un cambio di genere e i Nocte Obducta di Nektar e Sequenzen Einer Wanderung suonano decisamente qualcos'altro. Però Leere, rimane un pezzo bellissimo e di grande atmosfera. Au revoir.
NagasH
Lunedì 11 Marzo 2013, 16.44.03
3
@il vichingo: "sono mancate" è in riferimento all'attuale proposta, ho parlato di 3 diamanti consecutivi proprio in riferimento ai due Nektar e Sequenzen. Volevo solo chiarirti quell'espressione. Buona continuazione.
il vichingo
Lunedì 11 Marzo 2013, 11.27.18
2
Questo devo ancora sentirlo quindi non mi pronuncio in merito ma Sequenzen einer wanderung e Nektar 1 non si toccano, ergo mi stupisce moltissimo quel "sono mancate" in relazione alle doti della band.
piggod
Domenica 10 Marzo 2013, 22.54.47
1
Sono in titale disaccordo con la recensione. Se il precedente Cerderbnis era un album che non faceva trasparire minimamente la classe dell'ensemble tedesco (nonostante fosse, tutto sommato, accettabile), questo riporta i Nocte Obducta al posto che loro compete: sperimentatori che non si fanno problemi a provare qualsiasi tipo di soluzione. Per adesso lo metto fra le migliori uscite di questo 2013 e sono sicuro che con il passare del tempo crescerà e non poco. Più che promossi e bentornati.
INFORMAZIONI
2013
MDD Records
Avantgarde
Tracklist
1. Kerkerwelten - Teil 1
2. Gottverreckte Finsternis
3. 01-86 Umbriel
4. Dinner Auf Uranos
5. Mehr Hass
6. Leere
7. Ein Nachmittag Mit Edgar
8. Reprise Dinner Auf Uranos
9. Kerkerwelten - Teil 2
Line Up
Torsten (Voce)
Flange (Voce)
Stefan (Chitarra, Voce)
Mercel (Chitarra, Tastiere, Voce)
Heidig (Basso)
Matze (Batteria, Theremin)
 
RECENSIONI
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