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Cryptopsy - And Then You’ll Beg
( 2679 letture )
Tra tutte le opere che fanno parte della grande carriera dei canadesi Cryptopsy, tra i principali alfieri del technical death metal mondiale, And Then You'll Beg rappresenta forse l'episodio più controverso. Secondo ed ultimo album del periodo Mike DiSalvo, il disco è stato accolto in maniera differente, ricevendo ora pesanti critiche rivolte al cantato e alla scarsissima accessibilità, ora elogi per il coefficiente tecnico e l'intricatezza strutturale, ai livelli più alti mai toccati dal combo. La verità sta nel mezzo, dal momento che non siamo di fronte ad un capolavoro, ma nemmeno ad un album da cestinare senza pietà.

And Then You'll Beg è un disco folle, assolutamente e completamente folle. Un primo ascolto - specie per le orecchie poco allenate - porta solitamente a bollare il tutto come un gran caos privo di senso logico dal punto di vista del songwriting, nulla più che una mera esposizione di capacità strumentale. Di sostanza, tuttavia, ce n'è a sufficienza nelle nove tracce che compongono il disco, ma per rendersene conto occorre una forte dose di dedizione: Jon Levasseur - accompagnato in questo disco dalla new entry Alex Auburn alla seconda chitarra - si è sbizzarrito per comporre canzoni velocissime, articolate - alcuni pezzi superano i sei minuti di durata - e dalle partiture complesse. I riff cambiano continuamente e si susseguono a ritmi serrati in una maniera molto intelligente; dispiace però notare la presenza di svariate componenti filler, giri che paiono non sviluppati del tutto e piazzati nel mezzo delle canzoni per allungare il brodo laddove non se ne sentiva sicuramente il bisogno. Fortunatamente, questi momenti sono molto "diluiti" anche grazie alla grande velocità di progressione dei pezzi. La componente solistica, com'è abitudine per i Cryptopsy, è di alta qualità: assoli come quello di We Bleed restano dentro sin da subito, anche perché si tratta dei momenti più "catchy" del disco, che centellina le aperture melodiche ascoltate nel precedente Whisper Supremacy in favore di una sensazione di assoluta pazzia.

La sezione ritmica merita un plauso particolare: valorizzata da una produzione tra le migliori nella storia dei Cryptopsy, la performance di Éric Langlois è da applausi per tocco, gusto e tecnica - potremo ascoltare un finger picking magistrale, ma anche parecchio slap, sempre eseguito in maniera certosina - ed il suono del basso è sempre udibile e corposo, donando consistenza ai pezzi che ne traggono grande giovamento e ritagliandosi uno spazio da protagonista quando serve - a titolo di esempio si ascolti l'inizio dell'ottima Soar and Envision Sore Vision. Per quanto concerne la prova alla batteria, mi sembra superfluo spendere troppe parole per Flo Mounier, tra i sovrani assoluti del drumming estremo; basti dire che, come tutti gli altri componenti della band, raggiunge in And Then You'll Beg il suo apice come difficoltà delle partiture e velocità, gestendo i miliardi di cambi di tempo con la consueta disinvoltura e perizia.

La nota dolente di questo album è il cantato: Mike DiSalvo offre una prestazione davvero troppo monotona - a tratti pare che addirittura si incanti ripetendo gli stessi suoni -, che a momenti suona sforzata. Non aiuta la particolare timbrica vocale del cantante, inadatta al death metal. In Whisper Supremacy non rappresentava un problema così consistente, perché a parte le problematiche di timbrica, non dipendenti da lui, DiSalvo possedeva una maggiore energia e una minore freddezza. Questa apatia vocale è particolarmente grave in And Then You'll Beg, poiché questo disco è piuttosto chirurgico, poco emotivo e a volte il tutto concorre a fare sembrare le canzoni quasi asettiche.

Le nove tracce presenti nell'album sono di livello generalmente buono: spiccano per qualità la titanica We Bleed, perfetto mix tra melodie in pieno stile Cryptopsy e spastici bombardamenti di note che si alternano alla grande nei sei minuti di durata del pezzo, coronato da uno splendido assolo, e Shroud, una delle tracce più tecniche del lotto permeata da un feeling maestoso. Un ascolto tutto d'un fiato è sconsigliabile, anche perché tracce di notevole complessità sono ulteriormente appesantite dai già citati riempitivi - alcuni più fastidiosi di altri, come l'introduzione di didgeridoo, alquanto noiosa, alla conclusiva Screams Go Unheard , che si trascina inutilmente per due lunghi minuti.

Specialmente se assunto a piccole dosi, And Then You'll Beg è un lavoro molto buono, interessante per tutti i fan della band e gli amanti dei virtuosismi strumentali. In particolare, si tratta di un album adattissimo agli amanti degli Origin e delle altre band che propongono un death metal tecnico fino allo sfinimento e anche oltre - Brain Drill e Monumental Torment, ad esempio -, dal momento che il disco in questione può considerarsi una sorta di precursore di quel determinato stile di death metal. Se invece non digeriste le velocità spaziali e se l'idea di infilare milioni di note in una singola canzone non vi allettasse, potete passare oltre.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
78.2 su 15 voti [ VOTA]
Silvio Berlusconi
Giovedì 13 Settembre 2018, 19.31.54
16
disco molto solido e compatto,non ai livelli dei tre precedenti ma comunque buono
Numbered Days
Sabato 15 Marzo 2014, 15.38.04
15
Qui DiSalvo è disastroso, ma se ci si concentra sulla sezione ritmica.. cazzo da brividi, basti ascoltare Shroud probabilmente la migliore canzone del disco e forse dei Cryptopsy in generale.
piggod
Domenica 17 Marzo 2013, 20.58.21
14
Orgasmo...
Galilee
Domenica 17 Marzo 2013, 15.38.44
13
Nemmeno a me è mai piaciuto questo cantante, ma questo lavoro in studio l'ho sempre adorato. I tre capolavori della band per me sono: 1 none so vile 2 once was not 3 and then you'll beg
thebelltollsforyou
Domenica 17 Marzo 2013, 11.47.11
12
Buona recensione, ma perchè rispolverare prima questo album piuttosto scadente al posto del grande esordio, Blasphemy made Flesh?
Bloody Karma
Domenica 17 Marzo 2013, 10.49.19
11
mi accodo a Undercover...non ho mai capito il perchè degli attacchi a Di Salvo...ok non era proprio un voce death ma cavolo dal vivo spaccava di brutto...parlando del disco, secondo me è inferiore ai precedenti (debut compreso), ma la band mette a segno ancora bei colpi...
il vichingo
Sabato 16 Marzo 2013, 20.19.52
10
Quoto Flag, solo che per me arriva anche ad un 68.
MrFreddy
Sabato 16 Marzo 2013, 18.48.28
9
Chiedo scusa per eventuali errori ma scrivo da telefono
MrFreddy
Sabato 16 Marzo 2013, 18.47.11
8
@Resurrection: non mi riferisco al tech death moderno in generale; parlo di un collegamento (forse ardito) tra questo disco ed il tech death proposto da band come origin e archspire, quello mega-tecnico che a volte si addita come "piripiri" accusandolo di totale carenza di songwriting (talvolta e' vero, ma non sempre). Dal momento che il disco in questione enfatizza molto la tecnica ed e' molto "meccanico" nel feeling (mentre in none so vile era molto diverso sotto questo aspetto, nonostante le performance mostruose) ho voluto evidenziare questa relazione che a mio parere c'è
Kriegsphilosophie
Sabato 16 Marzo 2013, 17.34.45
7
Quoto Resurrection e Undercover. Davvero bello, tecnico, furioso, catastrofico in certi frangenti... Per me è 80!
Ad Astra
Sabato 16 Marzo 2013, 14.30.16
6
questo disco mi fa venire in mente il live... SOOOOO LET'S BLEEEDDDDDD....
Resurrection
Sabato 16 Marzo 2013, 14.00.07
5
L'album più sperimentale dei Cryptopsy, secondo me ingiustamente sottovalutato. Comunque tutti i cantanti dei Cryptopsy hanno i loro lati negativi ma dal mio punto di vista il gruppo è sempre riuscito ad adattare la proposta strumentale alle qualità del cantante (tranne che nell'ultimo dove Matt è proprio inadatto). Infine non concordo sull'ultimo paragrafo dato che già None so vile era tecnicamente spaventoso e secondo me fu quello (con Onset of Putrefaction) a generare l'ondata di death tecnico degli anni 2000, ma ognuno ha i propri punti di vista.
Flag Of Hate
Sabato 16 Marzo 2013, 13.44.40
4
Mah, questo disco non mi è mai piaciuto particolarmente, troppe pippe strumentali a mio parere. Mentre lo ascolti ti vien voglia di dire "Oh, l'abbiamo capito che siete dei fenomeni, mò basta!". Il recensore l'ha definito poco emotivo ed asettico, definizioni molto azzeccate. Io aggiungerei "Stancante". Il voto sarebbe insufficiente, ma per l'indubbia bravura tecnica si arriva a un 62/100.
MrFreddy
Sabato 16 Marzo 2013, 13.23.41
3
Accipicchia, ero proprio convinto di aver ascoltato And Then You'll Beg prima di scrivere la recensione, vuoi vedere che mi sono sbagliato? Ritengo di aver scritto chiaramente perchè reputo DiSalvo un difetto del disco e inadatto alla proposta (reputo, dal momento che la recensione E' la mia opinione, completa di argomentazioni) e non mi sembra di aver asserito una cosa così fuori dal mondo.
Undercover
Sabato 16 Marzo 2013, 12.09.59
2
La nota dolente dell'album è il cantato di Mike Di Salvo: Ok... quale disco hai ascoltato? Non piace ok, dire che è inadatta punti di vista. E' l'ultimo cantante veramente valido che abbia avuto sta band. Il voto sale a 80 e il disco è anch'esso l'ultima cosa degna di memoria per il monicker Cryptopsy.
xutij
Sabato 16 Marzo 2013, 12.02.55
1
Bellissima recensione,mi è piaciuta molto. Per il resto,per quel poco che conosco del disco in questione,concordo.
INFORMAZIONI
2000
Century Media Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. ...and Then It Passes
2. We Bleed
3. Voice of Unreason
4. My Prodigal Sun
5. Shroud
6. Soar and Envision Sore Vision
7. Equivalent Equilibrium
8. Back to the Worms
9. Screams Go Unheard
Line Up
Mike DiSalvo (Voce)
Jon Levasseur (Chitarre)
Alex Auburn (Chitarre, Voce)
Éric Langlois (Basso)
Flo Mounier (Batteria, Voce)
 
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