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Sapiency - Tomorrow
( 2172 letture )
Se dovessi paragonare i Sapiency a un gruppo, direi senza pensarci troppo: Soilwork. La somiglianza fra la voce di Lars Bittner e quella di Bjorn Stridd quando canta in clean è impressionante.
Nonostante suonino lo stesso genere, questo melodic death con parecchie sonorità thrash e ritornelli tipici di gruppi come Inflames o Trivium, i Sapiency si differenziano molto dai sopra citati Soilwork. Dopo appena un full length (Fate’s End, pubblicato nel 2010, aveva ricevuto consensi molto positivi), la formazione di giovani e promettenti musicisti di Francoforte ha già acquistato una propria identità, un proprio modo di comporre e di presentarsi al pubblico con la propria musica di smaccata ispirazione Soilwork ma originale e apprezzabile.

Solitamente, noi recensori c soffermiamo poco sul’art work, limitandoci ad apprezzarne o denigrarne i contenuti. Quello di Tomorrow, copertina e libretto, è spettacolare e ricco di significato. Il domani è idealizzato come un nichilismo apocalittico, un mondo umano distrutto dallo stesso uomo e dalla sua follia. Ma la speranza non è persa, è rappresentata da una bambina che spinge un carretto giocattolo dove ha piantato una piantina di acero. Molto suggestiva, complimenti all’illustratore Michael Huth.

Chiusa la breve parentesi (in cui mi sono sentito parzialmente Vittorio Sgarbi), passiamo alla musica, alla recensione vera e propria. Della serie “acquisto un cd dalla copertina”, vi posso assicurare che in questo caso ne vale la pena.
Le canzoni sono in prevalenza permeate da una fortissima melodia, sostenuta dalla voce di Bittner adattissime a queste sonorità, caratterialmente forte e potente sulle note più alte ma capace di estendersi anche su un tono più graffiato. A contendersi il palco, a sorreggere l’idea death di base, troviamo Krsto Balic, poco dinamico e versatile ma ottimo nel suo growl speech. Un’accoppiata azzeccata.
I protagonisti principali sono loro ma la prestazione degli altri musicisti non è propriamente da dietro le quinte, passatemi il paragone. Chitarre e basso ricalcano le orme dei patriarchi del genere, accompagnate anche da un filo di tastiera usata saggiamente e senza essere mai invadente, e oltre a sfoggiarsi in fraseggi dalla predominanza melodica non si risparmiano plettrate più potenti e riff propriamente death. Stessa cosa la batteria di Kai Voss Fels; potrebbe limitarsi a fare da sottofondo, a lasciar fare il grosso del lavoro ai suoi colleghi, e invece no, preferisce (e chi lo critica?) optare per un’esecuzione più tecnica e mai ripetitiva.

Bellissima l’iniziale Prayer for the Pain che canalizza l’ascoltatore verso quello che sarà il sound di un po’ tutto l’album. La seguente Hungry Again spazia da sonorità più aggressive ad atmosfere più ricercate e i suoi sei minuti non stancano mai. Con Unknown Enemy i Sapiency vogliono coglierci un po’ di sorpresa, sfoggiando una canzone devastante sin dalle prime note, senza allontanarsi dal contesto, che ribadisce la loro bravura compositiva e la loro capacità di spaziare nel song writing. Molto Soilwork anche nel suono la title track dove la voce di Bittner mette in mostra tutta la sua bravura. Fight On è una bellissima ballad (o piuttosto la canzone più calma dell’album). Breaking Chains è thrash irruente, di quello che durante un concerto istiga un pogo sanguinolento. Molto bella anche Turn the Tide, con le sue atmosfere oscure dove l’accoppiata Bittner-Balic da il meglio di sé. Degna di nota anche la classica Torn Apart.

Che dire? Quando non ci sono difetti in un album, quando i lavori di produzione e post sono encomiabili, i musicisti dimostrano non solo tecnica ma bravura (e i due termini non sempre coincidono) e c’è originalità, non c’è altro da dire. Speriamo solo ch non cadano nel baratro della ripetitività.
Vivamente consigliati.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
50 su 7 voti [ VOTA]
paju
Venerdì 7 Agosto 2020, 9.41.41
3
grande album e grande band. belle canzoni non ce che dire e prodotte pure bene.
diego80
Mercoledì 29 Maggio 2013, 20.00.43
2
ottimo album..non capisco il voto dei lettori...se date un voto basso almeno spiegate il motivo...
diego80
Giovedì 21 Marzo 2013, 21.20.13
1
..ottima recensione..approfondirò sicuramente!!!
INFORMAZIONI
2013
SAOL
Melodic Death
Tracklist
1. Prayer of the Pain
2. Hungry Again
3. Free Within
4. Unknown Enemy
5. Tomorrow
6. Weight of the World
7. Fight on
8. Breaking Chains
9. Turn the Tide
10. Torn Apart
11. Dying Ilusions
Line Up
Krsto Balic (Voce)
Lars Bittner (Voce)
Holger Wenck (Chitarra)
René Ritzmann (Chitarra)
Sebastian Fix (Basso)
Kai Voss-Fels (Batteria)
 
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