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As They Burn - Will, Love, Life
( 1199 letture )
Nécessité est mère d'invention!

Ci sono parole e terminologie che indicano chiaramente un genere di riferimento piuttosto che un altro. Fuoco, cuore, fratello, famiglia, amore, sangue sono alcuni tra i riferimenti principali nonché simboli di un certo stile musicale, che per comodità chiameremo ‘core qualcosa’.
Quando ho cominciato ad occuparmi della band in questione, ho notato subito la presenza dei riferimenti di cui sopra e perciò ho presupposto che si trattasse della solita frittata metal/death/core. Invece, ancora una volta, ho avuto la conferma che giudicare prima di conoscere è stupido, oltre che errato.

Gli As They Burn non hanno molto a che fare col metalcore, né tantomeno col deathcore. Sono una band che pesca a piene mani da un insieme di generi moderni o comunque nati negli ultimi venti anni. All’interno di Will, Love, Life c’è un percorso che va dai primi Coal Chamber ai Deftones, per arrivare ai Devildriver meno impetuosi: più stoppate e minore velocità.
Il fatto che la band tenda anche a curare l’aspetto melodico non vuole assolutamente significare che si tratti dell’ennesimo gruppo nato sulle basi di interessi materiali, bensì che questi francesi abbiano in mente un qualcosa di differente dal solito prodotto.
La componente atmosferica è infatti determinante per segnare le differenze con i vari stili, assieme ai mid tempo frequenti ed alle variazioni che contribuiscono ad aperture facili da memorizzare.

E’ proprio quando l’album si ‘distende’ sulle proprie atmosfere (ad esempio col refrain di Dream Collapse) che il gruppo riesce a rendere meglio quel che vuole proporre, perché alterna i contenuti pur riducendoli nel medesimo spazio. Questi ultimi, in alcuni casi vengono amalgamati e le canzoni ne giovano. Per altri versi, quando la band si ripete con i tempi marziali, senza alternanze degne di memoria, ecco che il lavoro scema verso la noia.

Ad onor del vero va anche segnalata la presenza di parti tirate e pestate, a testimoniare che comunque le intenzioni rimangono ancorate a suoni metallici ma, almeno per me, i francesi sembrano essere davvero a proprio agio quando ricavano quei refrain che si piantano in testa. Proprio perciò ritengo che la fonte principale di ispirazione resti la band di Chino Moreno, la quale in questo disco è come il fantasma di Amityville Horror: lo si percepisce anche se non si vede.

In ultimo è bene spendere qualche parola sulla qualità della produzione. Sia la registrazione che l’esecuzione strumentale sembrano soddisfacenti, nonostante che per questi due aspetti non ci siano quei barlumi di originalità che invece sembrano trasparire dalle note.
Concludendo si può considerare Will, Love, Life quale prodotto discreto, che non fa gridare al miracolo ma nemmeno franare le gonadi al sottosuolo. Manca la continuità nella qualità di scrittura che pochi altri sono riusciti ad esprimere (i Deftones sono tra questi), eppure la band riesce -se non altro- a distaccarsi dalla massa informe, ovvero da quel conglomerato del ‘già sentito’ a cui assistiamo da anni.
Non sarà tanto, ma di questi tempi non è neanche poco.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
BILLOROCK fci
Lunedì 25 Marzo 2013, 21.23.30
1
mah ho avuto modo di ascoltarmi un paio di songs di questa band, non è malvagio come disco mi sa...
INFORMAZIONI
2013
Victory Records
Metal
Tracklist
1. Medicine
2. Origin
3. Dream Collapse
4. The Conscious Man
5. Isis
6. Frozen Vision (Part 1)
7. Frozen Vision (Part 2)
8. When Everything Falls Apart
9. Z(h)ero
10. F.R.E.A.K.S.
11. Sons of Shiva
Line Up
Kevin Trevor (Voce)
Hoby Arinosy (Chitarra)
Fabio Meschini (Chitarra)
Bastien Jacquesson (Tastiere)
Ronald Pastor (Basso)
Milton Bakech (Batteria)
 
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