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Paganland - Wind of Freedom
( 1178 letture )
Dopo circa sedici di anni di attività e una serie di problemi relativi alla line-up, gli ungheresi Paganland giungono alla pubblicazione del primo full-length, intitolato Wind of Freedom, un’uscita resa possibile anche dalla collaborazione con la loro connazionale Svarga Music, label fresca di nascita che si è già messa in luce con qualche buona iniziativa (in particolare la ristampa di Epoch of Aquarius dei Munruthel). Il progetto Paganland nasce con l’intento di esprimere il forte sentimento dei membri della band verso la propria terra natia, una caratteristica comune tra gli esponenti del metal di provenienza est europea. Dal punto di vista sonoro ci troviamo di fronte ad un pagan black metal dal suono particolarmente corposo e tendente all’epico. Questo significa che il lato estremo è sì presente, ma ricopre un ruolo più marginale rispetto ad alcune soluzioni che si avvicinano maggiormente alla corrente pagan: innanzitutto la voce in pulito compare in gran quantità e con risultati veramente ottimi; lo stesso vale per i momenti in cui al posto delle normali linee vocali vengono utilizzati i cori, i quali si dimostrano sempre funzionali per la canzone e ben inseriti all’interno del contesto in cui si trovano. Se invece poniamo la nostra attenzione verso il modo in cui le composizioni vengono strutturate, è possibile notare come mid-tempos e up-tempos si alternino con una certa regolarità e in un modo sufficientemente vario, evitando così di rendere le tracce troppo banali e scontate. Un esempio è dato proprio da Shadows of The Past, canzone resa molto bella sia dall’alternanza delle vocals, sia dall’approccio folkloristico delle tastiere e dei sintetizzatori. Riferendoci proprio a questi ultimi possiamo evidenziare l’anima folkeggiante dei Paganland, i quali fanno largo uso della componente elettronica anche per la creazione di sottofondi e di alcuni motivetti dal tono assai epico. Tutto ciò può benissimo essere testimoniato da un brano come Chornohora, a mio parere la vera hit di tutto l’album, che presenta una perfetta finalizzazione del sound della band e si fa ammirare per il suo carattere orecchiabile, ma allo stesso tempo in grado di colpire fortemente l’ascoltatore.

Per rendere i propri pezzi maggiormente caratteristici i Nostri si sono cimentati in una produzione che ha un sapore particolarmente tradizionale: il sound non è infatti perfetto e cristallino, ma si fa apprezzare per quel pizzico di “sporco” che aiuta ad immedesimarci con ciò che la band vuole trasmetterci. A parte questo gli strumenti sono comunque tutti perfettamente udibili: l’esempio più chiaro per spiegare ciò consiste nella quinta traccia, ovvero Podolyanka, all’interno della quale sono presenti attimi in cui ogni singolo elemento entra in scena rendendo il pezzo veramente ricco e piacevole all’ascolto. Durante lo scorrere dell’album ci si rende anche conto di quale sia la principale caratteristica dei Paganland, ovvero una solidità compositiva particolarmente alta che permette loro di non compiere grossolani passaggi a vuoto. Le soluzioni utilizzate si variano abbastanza regolarmente permettendo così un ascolto fluido e mai appesantito dalla noia. Solamente nel finale ho notato un piccolissimo calo prestazionale, specialmente in Night Forest, una canzone molto nella media, e in Fogs and Twilight, all’interno della quale è comunque presente un tentativo di diversificare il proprio lavoro.

Al di là di questo il prodotto dei Paganland scorre piacevolmente e senza intoppi, il disco è infatti molto rapido e di facile assimilazione, grazie anche ad un’atmosfera generale dal tono quasi amichevole. Ciò che ascoltiamo in Wind of Freedom non risulta essere assolutamente nulla di nuovo, infatti non mancano svariati momenti presi in prestito da alcune altre band dell’est-Europa (in particolare qualche passaggio dei Nokturnal Mortum), ma al di là di questo l’opera finale vanta una discreta personalità e un potenziale piuttosto convincente anche in previsione futura. In sostanza un buon disco che consiglio agli appassionati del pagan metal dai connotati slavonici.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Kara
Giovedì 28 Marzo 2013, 11.30.15
5
Non usate questo spazio per i vostri messaggi personali, per favore.
Fabio II
Mercoledì 27 Marzo 2013, 15.11.17
4
Ho controllato ora ma non la vedo, quando e' stata inviata? Al limite riprova, Grazie, a dopo...
Undercover
Mercoledì 27 Marzo 2013, 15.04.29
3
Ciao Fabio, ma non ti è arrivata la mia ultima mail?
Fabio II
Mercoledì 27 Marzo 2013, 15.02.16
2
Segnati Undercover, bella rece, grazie, provvederò!
Undercover
Mercoledì 27 Marzo 2013, 14.46.10
1
Giacomo bella recensione, anch'io li ho apprezzati parecchio e li ho già ricevuti da Slawa.
INFORMAZIONI
2013
Svarga Music
Pagan
Tracklist
1. Wheel of Eternity
2. Shadows of the Past
3. Power of Spirit
4. Chornohora
5. Podolyanka
6. Night Forest
7. Fogs and Twilights
8. Wind of Freedom
Line Up
Volodymyr (voce)
Vladislav (chitarra)
Ruen (tastiera)
Stanislav (basso)
Yor (batteria, percussioni)
 
RECENSIONI
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