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Gloryhammer - Tales from the Kingdom of Fife
( 4387 letture )
Il progetto Gloryhammer, al di là del nome non certo originalissimo, si presenta sulla carta abbastanza sfizioso. Dietro il martello della gloria infatti si nasconde in qualità di mastermind Christopher Bowes, voce e tastiere degli Alestorm, il quale, in veste soltanto di tastierista data la diversa natura della proposta targata Gloryhammer, esplora con Tales from the Kingdom of Fife, il versante epico/sinfonico del power metal in salsa leggendaria, dando vita ad una storia ambientata in una Scozia alternativa, antica e magica, ispirata all’eroe Angus McFife, al suo regno e alla lotta contro il malvagio Zargothrax per liberare le genti di Dundee, in the name of glory and steel.
L’ambientazione da saga fantasy, esplicitata già dalla cover a tema firmata Dan Goldsworthy (Accept, Hell, Sylosis), colloca la band all’interno di un filone che già non brilla certo per l’originalità generale della proposta, ed anche in questo caso, nonostante le buone prestazioni da parte di tutti i musicisti coinvolti ed un songwriting privo di reali inciampi, la situazione non è diversa da molte altre. Quello che abbiamo davanti è un album che cerca di trovare un punto di incontro tra le proposte delle migliori band dei settori epic e symphonic power e di unire al tutto una produzione ottima in grado di restituire un suono potente, ma cristallino, ottenuto presso gli LSD Studios in Germania. Anche se non si può negare che l’obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto, è proprio il genere di appartenenza a non lasciare troppo spazio alla creatività ed il prodotto finale, pur essendo formalmente inappuntabile sotto tutti i punti di vista, ne risente inevitabilmente.

Veicolato dalla voce di Thomas L. Winkler degli Emerald, l’album si connota sia per l’approccio musicale già enunciato, sia per l’uso molto mirato delle tastiere, sempre dentro al pezzo e mai invasive come si potrebbe supporre dal fatto che la mente dei Gloryhammer è per l’appunto presente solo in veste di tastierista. Tales from the Kingdom of Fife è un album che si fa ascoltare, con qualche eco lontana degli Alestorm, che agli appassionati può regalare momenti di grande piacevolezza all’ascolto. Ciò in particolare mediante la melodicità di The Unicorn Invasion of Dundee e con la rhapsodiana -fin troppo- Angus McFife, così come Mighty Dragon risente del tocco latente di Luca Turilli nel suo impianto musicale. Infine anche The Epic Rage of Furious Thunder, una volta accettato il mood del disco, risulta efficace. Di certo, però, Tales from the Kingdom of Fife è un continuo ripetersi di cliché, di soluzioni scontate, prevedibili, citazioniste. Ogni singolo passaggio di ogni singolo brano è assolutamente prevedibile, tanto da poter quasi sempre anticipare lo sviluppo di ogni pezzo già dal primo ascolto ed ognuno di questi tende ad assomigliarsi col procedere degli ascolti. Anche le mise prescelte poi, per quanto anche queste indubbiamente attinenti ad un concept “Heroic Fantasy Power Metal” (definizione loro), non aiutano affatto la band, in particolare l’armatura verdognola stile Marvel de noantri del cantante è ai limiti del presentabile, ma questi sono dettagli non essenziali.

I Gloryhammer sono bravi, sanno suonare, sanno comporre ed arrangiare i brani e probabilmente soddisferanno gli aficionados del genere, che troveranno in questo gruppo un valido punto di riferimento per ribadire gli stilemi del tipo di musica che preferiscono ed in Tales from the Kingdom of Fife un prodotto molto valido se considerato singolarmente. Tuttavia è innegabile che siano assolutamente derivativi e privi di qualsiasi spunto di originalità, cosa che non può che contenere la valutazione finale in presenza di una nutritissima e spesso altrettanto dotata concorrenza.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
72.58 su 29 voti [ VOTA]
Eman Emanrus
Sabato 1 Giugno 2019, 13.20.05
17
Scusate il commento tardivo ma non so se avete capito bene i loro testi, se li avete letti, se avete visto bene la loro iconografia o visto i videoclip: questi si vogliono divertire, stanno facendo una parodia del genere, sono gli Spinal Tap del metal! I testi contengono tante assurdita' e iperboli in stile rhapsody che se li leggete bene e' difficile trattenere la risata, e loro lo sanno perfettamente, li scrivono apposta cosi'! Davvero come ha scritto qualcuno prima, fatevi due risate, non avete capito l'aspetto comico e parodistico per cui temo che non abbiate letto e capito le lyrics e l'attitudine in generale.
Dave
Sabato 17 Ottobre 2015, 20.42.39
16
mavaccagare 66. 85 e fatevi due risate!
Witchcult
Sabato 22 Giugno 2013, 13.16.47
15
metal for children
HeroOfSand_14
Mercoledì 10 Aprile 2013, 14.38.58
14
ho visto il video del singolo e, tralasciando come si sono conciati e le movenze del cantante, la canzone mi era sembrata troppo, troppo simile ai Rhapsody ma comunque gradevole. Dai, il power è da anni un genere quasi-finito (e lo dico da amante puro del genere, se non ci credete leggete i miei commenti nei dischi o news) e il power-symphonic è sempre stato ripetitivo, più del power in sè. Già i Rhapsody, capostipiti del genere, dopo i primi 2 leggendari dischi sono finiti nella ripetitività, con classe, ma ripetitivi e non è certo una novità
sonato arctico
Domenica 7 Aprile 2013, 23.29.57
13
60 basta e avanza e direi che alcuni momenti di canzoni sono molto buoni
W.Axl
Sabato 6 Aprile 2013, 15.02.52
12
Per chi volesse stasera se ho capito bene su Radio Lombardia dalle 9 alle 10 si parla dell'album
Radamanthis
Sabato 6 Aprile 2013, 11.20.13
11
Io non sono certo un blackster e credo ormai di aver spiegato i miei gusti quindi sarei addirittura di parte amando il power metal su tutti i sottogeneri dell'heavy però questi si vestono davvero ridicoli...(così come per me sono ridicole certe pose e certi clichè del black o le maschere dei Lordi ecc ecc), per il resto rimanendo sulla cosa principale che è la musica sono in linea con Raven. Ho ascoltato qualcosa sul tubo e confermo la sua analisi. Bravini, non c'è dubbio, orecchiabili, cloni dei Rhapsody senza un cantante come Lione o Conti, senza l'inventiva di Turilli o Staropoli ma certamente piacevoli all'ascolto e credo che il 66/68 sia un voto più che dignitoso per questo album ed in generale per questa band.
Raven
Sabato 6 Aprile 2013, 10.30.00
10
Ah capisco... quindi : la casa discografica richiede la recensione, questa viene effettuata DA SPECIALISTI DIVISI PER COMPETENZE SPECIFICHE (dai un'occhiata al nostro assetto redazionale) e valutata oggettivamente. Secondo te invece dovremmo rispondere: "No siccome potrebbe non piacermi, tenetevelo e mandateci solo dischi che ci piacciono mi raccomando". Guarda che le recensioni positive in tema power si sprecano, così come quelle negative, è che qui è proprio difficile far finta di nulla. Il disco poi, è sostanzialmente promosso e nella recensione c'è scritto pure che agli appassionati dovrebbe piacere. Vedo poi che non hai letto nemmeno le stroncature di dischi black dei nostri specialisti. In ogni caso hai un'idea della critica decisamente singolare, consentimelo. Recensire solo positivamente è assurdo ed i commenti poi non credo siano di blacksters in vena di scampagnate, è che il disco presenta oggettivi lati negativi.
Defender
Sabato 6 Aprile 2013, 10.10.21
9
A volte non capisco perché leggendo le recensioni dei centomila dischi di death, black, core o brutal, non si usano quasi mai certe parole come "derivativi", "prevedibili", "privi d'originalità", ecc., mentre per il power è sempre così... I Gloryhammer non saranno dei geni, saranno ridicoli come si vestono, ma la loro musica è estremamente piacevole, per chi ascolta questo particolare genere di metal e questo è un dato di fatto. Se il genere non vi piace, evitate di ascoltarlo e di recensirlo.
Marco
Venerdì 5 Aprile 2013, 20.50.48
8
Credo che non si prendano sul serio. Perché è così, vero, ditemi che è così o chiamo i Nanowar
Radamanthis
Venerdì 5 Aprile 2013, 19.12.52
7
per Odino...ma come si conciano questi? Sembrano dei power rangers in stile medievale... o_O
Theo
Venerdì 5 Aprile 2013, 17.18.58
6
Come dice Raven, loro sanno suonare... Pure molto bene. La musica non è male, ma giustamente troppo troppo derivativa... Si prendono, per me un 6 senza infamia e senza lode. Poi loro son ridicoli, ok... Però non do molta importanza al look di un gruppo.
Radamanthis (triste per El Trenza)
Venerdì 5 Aprile 2013, 17.04.56
5
Il nome della band è epico, la copertina favolosa, i titoli mi ispirano...mi sa pèroprio che un ascolto glielo darò sul tubo!
BILLOROCK fci ( W El Trenza )
Venerdì 5 Aprile 2013, 17.02.50
4
La cover del disco spacca di brutto....
il vichingo
Venerdì 5 Aprile 2013, 10.08.01
3
A me sono sembrati in più di un'occasione la brutta copia dei nostrani Rhapsody, il solito Power sinfonico sentito ormai mille volte. Per inciso, cercate delle foto in internet della band per vedere come si conciano questi: quando ho visto il cantante con l'armatura verde accompagnato dall'allegra compagnia dei puffi/crociati/sacerdoti oscuri mi sono piegato per terra dalle risate. 40/100 solo per queste pagliacciate.
fabriziomagno
Venerdì 5 Aprile 2013, 8.29.35
2
veramente mediocri...
xXx
Venerdì 5 Aprile 2013, 8.20.28
1
nn li ho mai ascoltati ma solo per la copertina mi eccita!
INFORMAZIONI
2013
Napalm Recods
Power/Symphonic
Tracklist
1. Anstruther’s Dark Prophecy
2. The Unicorn Invasion of Dundee
3. Angus McFife
4. Quest for the Hammer of Glory
5. Magic Dragon
6. Silent Tears of Frozen Princess
7. Amulet of Justice
8. Hail to Crail
9. Beneath Cowdenbeath
10. The Epic Rage of Furious Thunder
Line Up
Thomas Winkler (Voce)
Paul Templing (Chitarra)
Christopher Bowes (Tastiere)
James Cartwright (Basso)
Ben Turk (Batteria)
 
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