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Testament - Live In London
( 6445 letture )
Arriva sempre il momento in cui all’interno di una band si rompe l’equilibrio, arriva sempre il momento in cui, o per le manie di protagonismo di qualcuno, oppure per divergenze di vedute e gusti musicali, un musicista è costretto a prendersi una pausa o addirittura a mettere la parola fine alla propria avventura. Ma il tempo passa, i dissapori si dimenticano e la voglia di suonare sembra tornare più forte di prima. Ed ecco che all’improvviso si susseguono gli annunci di più o meno credibili reunion. Dopo il ritorno di Bruce Dickinson negli Iron Maiden, quello di Rob Halford nei Judas Priest, di Joey Belladonna negli Anthrax e quello degli Exodus è toccato anche ai Testament annunciare la propria reunion.

Ma, al contrario della band succitate, il gruppo di Peterson e Billy dopo i cambi di formazione ha continuato per la sua strada partorendo ottimi dischi e giungendo con The Gathering quasi a superare le vette degli esordi. Viene allora da domandarsi il perché di questa decisione. Che bisogno c’era di allontanare gente del calibro di Paul Bostaph e Steve Di Giorgio per far posto ai ben più modesti membri originali? Fatemi dire la mia. C’è una sola cosa che può giustificare un tale comportamento, e non sono i soldi: lo sa bene chi ha avuto la fortuna di vederli dal vivo nelle loro ultime date italiane, chi ha potuto vedere Chuck Billy sorridere per tutto il concerto, chi ha ammirato Alex Skolnick divertirsi e saltellare come un ragazzino nel tornare ad eseguire scale e sweeps a velocità folli, dimenticando per un momento i fumosi jazz-club newyorkesi, lasciando a casa la chitarra acustica e riprendendo in mano la sua Ibanez rossa. Questa cosa si chiama passione, si chiama amicizia e voglia di divertirsi ed è l’anima del thrash, dell’heavy metal e di ogni musica di questo mondo. Non c’è stata una reunion più sincera di quella dei Testament, e lo si capisce bene ascoltando questo Live In London, registrato durante il tour celebrativo dei vent’anni di attività del combo californiano. Vengono fedelmente riproposti i grandi classici della band, dalla travolgente The Preacher, a The New Order arricchita da uno splendido assolo. Chuck Billy sputa in faccia al pubblico una The Haunting devastante, dimostrando un'ottima forma, nonostante qualche calo nei pezzi più melodici, come in Electric Crown. Una terremotante esecuzione della sottovalutata Sins Of Omission apre la serie di sorprese che vedrà poi riproposti brani raramente suonati dal vivo come Let Go Of My World (a dire il vero piuttosto anonima), The Legacy e la azzeccatissima Raging Waters.

L’intro di basso di Souls Of Black ci ricorda anche il ritorno sul palco di Greg Christian e dopo una micidiale doppietta come Into The Pit-Trial By Fire sale sul palco accanto ai vecchi compagni di avventura Louie Clemente, che va a prendere il posto dell’eccellente John Tempesta. Si riparte con Practice What You Preach con un Alex Skolnick sopra le righe, che dimostra di saper ancora suonare del sano heavy metal. Non manca all’appello Over The Wall, anche se mostra i limiti tecnici del drummer; Disciples Of The Watch infine chiude degnamente un'esibizione infuocata, un concentrato di grinta e passione che racchiude l’essenza della band e l’attitudine che tanto mi fa amare questo genere musicale. Ad essere sinceri l’assenza in set-list di capolavori quali Alone In The Dark o Burnt Offering lascia un po’ di amaro in bocca ma il risultato resta comunque una fedele e riuscita fotografia di cosa sono i veri Testament. Bentornati! E confidiamo in un nuovo disco all’altezza delle aspettative.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
46.06 su 45 voti [ VOTA]
Matocc
Sabato 3 Gennaio 2015, 14.01.11
5
ho la versione DVD e devo dire che è proprio una figata sto live. Chuck Billy è in formissima così come tutti i suoi compari, Tempesta batte come un fabbro (simpatica la staffetta tra i due drummer) e la scaletta è da urlo! poi vederli su quel piccolo palco -ancora più piccolo data la presenza di Chuck - mentre tirano giù il club londinese a furia di bordate thrash è una goduria immensa! da avere!
vitadathrasher
Mercoledì 22 Agosto 2012, 8.28.10
4
Album che racchiude in un live tutti i loro pezzi migliori, guarda caso i loro pezzi migliori furono sfornati nell'era Loui - Skolnick. Poi stiamo attenti quando si parla di "limiti tecnici del drummer": In una band un componente apparentemente scarso può essere quello che crea il contesto creativo giusto per tirare fuori dei grandi pezzi e in questo genere il batterista è il MOTORE del gruppo. Inoltre, aggiungo, che se parliamo di tecnica, il batterista dei Metallica dovrebbe auto esonerarsi all'istante per evidenti "limiti tecnici" se questo fosse il pensiero del recensore
The Void
Giovedì 26 Aprile 2012, 22.30.24
3
Ganzissimi da vedere cavolo! Peccato non abbiano preso nulla da The Gathering però!
AL
Venerdì 30 Gennaio 2009, 10.16.07
2
preferisco Tempesta a Clemente.. scaletta ottima anche se i pezzi da The Ritual stancano alla svelta... ma perchè non pescano qualcosa in più da Souls of Black??
Frank
Venerdì 9 Marzo 2007, 7.57.38
1
Greg Christian non lo definirei un modesto bassista.
INFORMAZIONI
2005
Spitfire
Thrash
Tracklist
1. The Preacher
2. The New Order
3. The Haunting
4. Electric Crown
5. Sins Of Omission
6. Souls Of Black
7. Into The Pit
8. Trial By Fire
9. Practice What You Preach
10. Let Go Of My World
11. The Legacy
12. Over The Wall
13. Raging Waters
14. Disciples Of The Watch
Line Up
Chuck Billy: voce
Eric Peterson: chitarra
Alex Skolnick: chitarra
Greg Christian: basso
John Tempesta: batteria (1/8)
Louie Clemente: batteria (9/14)
 
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