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Finntroll - Blodsvept
( 5043 letture )
È giunto il momento in questo 2013 di aprire le porte ai portavoce mondiali delle sonorità humppa accostate alla musica metal estrema. Inutile specificare che il gruppo in questione consiste nei Finntroll e che Blodsvept è la loro ultima fatica discografica, anch’essa pubblicata sotto la tedesca Century Media. Il primo impatto con questo nuovo disco mi ha fatto ricordare quelle sonorità che tanto li hanno resi famosi: una prova deriva senza dubbio dalle solite e ineccepibili composizioni di tastiera di Trollhorn (Henri Sorvali) che appaiono caratterialmente meno sinfoniche e più folkloristiche rispetto a Nifelvind e Ur Jordens Djup. Detto questo non voglio assolutamente dire che i Finntroll abbiano compiuto un passo indietro, anzi, le sfaccettature e le ambientazioni contenute all’interno di Blodsvept sono senza dubbio varie e numerose, e in alcuni casi raggiungono toni molto cupi e introspettivi. Il cantato di Vreth si dimostra assolutamente perfetto per evidenziare le diverse variazioni emotive durante tutto lo scorrere dell’album; il suo screaming è vario, graffiante, acido al punto giusto, ed è in grado di valorizzare ogni brano con la carica e il pathos adeguati. L’impeccabile registrazione rende possibile l’ascolto minuzioso di ogni singolo strumento, in particolar modo del comparto ritmico costituito da basso e batteria e anche dell’ottimo lavoro svolto dalle chitarre, le quali presentano spesso e volentieri riff intriganti e assoli molto ben eseguiti. Come ultima cosa prima di passare al contenuto dell’album è giusto rendere omaggio all’ottima copertina disegnata ancora una volta da Skrymer (chitarrista della band), un disegno sicuramente diverso dal solito ma ugualmente bello ed efficace.

Il disco comincia subito tra rumori animaleschi e tra i classici motivetti musicali che caratterizzano da sempre il sound dei Finntroll. Già dai primi secondi della title-track veniamo travolti dalla varietà delle sezioni ritmiche e dall’efficacia degli accompagnamenti sinfonici. In questo caso è possibile notare come un brano veloce e breve come questo riesca a contenere al proprio interno una svariata serie di atmosfere e situazioni diverse: possiamo trovare cambi di ritmo, pause, stacchi acustici, trame elettroniche che costituiscono un semplice sottofondo oppure che mirano a catturare ulteriormente l’attenzione dell’ascoltatore. Successivamente ci imbattiamo nell’accoppiata Ett Folk Förbannat e När Jättar Marschera, senza ombra di dubbio il duo simbolo di questo Blodsvept: nel primo caso è impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle soluzioni musicali utilizzate dal combo finlandese, la composizione è fresca, veloce, travolgente e dotata di una carica e di una bellezza unica; stesso discorso per la seconda, dove ancora una volta le note di Trollhorn e Virta guidano con classe l’ottima progressione del prezzo tra scenari completamente differenti tra di loro, l’esempio più lampante è dato da momenti di puro e crudo metal seguiti da altri dove emerge tutto il lato humppa dei Finntroll. Arriviamo di conseguenza alla quarta Mordminnen, brano in cui denotiamo sonorità particolarmente eccentriche e non tanto lontane dall’effetto “swing”, ma in sostanza il risultato finale rimane invariato, infatti anche questi tre caratteristici minuti riescono ad essere coinvolgenti e assolutamente interessanti; in più non dobbiamo dimenticare l’elevato tasso di divertimento della composizione e più in generale l’allegria con cui ogni volta si ascoltano i lavori di questa band. La seguente Rösets Kung riprende sonorità più classiche (non mancano comunque nel finale momenti di pura “trollaggine”) e meno goliardiche: nel complesso il tutto si destreggia abilmente tra cori, momenti parlati e rapidi inserimenti in screaming da parte di Vreth; l’impatto sonoro è anche in questo caso molto alto e il coinvolgimento in esso è addirittura scontato.

La sesta Skövlarens Död sembra quasi un separé tra la prima e la seconda metà dell’album: questo brano è infatti maggiormente lento e cupo rispetto al solito e questo è dovuto alla capacità di tutti i musicisti di essere riusciti a trasmettere alla perfezione anche queste sensazioni più oscure e slegate dalla spensieratezza che siamo soliti percepire. A questo piccolo stacco riflessivo segue la più diretta Skogsdotter, altra hit del disco dotata di una ritmica incalzante e di un comparto chitarristico di assoluto livello. Allo stesso modo è obbligatorio sottolineare la bellezza e la facilità con cui scorrono questi cinque minuti scarsi, dove il merito è principalmente delle incursioni folkloristiche, sia elettroniche che acustiche, che collaborano a dovere con il resto degli strumenti. La successiva Häxbrygd è sì una canzone molto ben eseguita e sviluppata, ma rispetto alle altre è forse un po’ più standardizzata e meno significativa, anche se dopo sette brani eccellenti un leggerissimo calo è giustificabile senza troppi problemi. Questo lieve passo indietro viene immediatamente ricompensato dal trittico finale: con Två Ormar ci ritroviamo catapultati in ambientazioni trolleggianti e decisamente amichevoli, anche se per tutta la durata del pezzo il sound dei Finntroll riesce a rimanere decisamente aggressivo e imponente; grazie a Fanskapsfylld (probabilmente la mia preferita di Blodsvept) possiamo per un momento ritornare ai primi anni di carriera della band, il brano è infatti velocissimo e all’interno di esso non è presente un solo attimo di respiro; infine abbiamo la conclusiva Midvinterdraken, traccia che chiude con assoluta classe questa sesta fatica del gruppo originario di Helsinki.

L’unica cosa che è rimasta da dire è che i Finntroll sono tornati più in forma che mai con un disco di altissimo livello. In più devo ammettere che Blodsvept è stato forse l’album che più ho faticato a comprendere di questa band, dato che l’opera in generale non è immediata come lo sono stati alcuni lavori passati. La mia ultima indicazione è dunque quella di ascoltare e riascoltare queste undici tracce perché non rimarrete assolutamente delusi dalla carica goliardica e grottesca di questi sette troll.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
93.28 su 21 voti [ VOTA]
Nergal
Giovedì 19 Gennaio 2017, 9.34.24
23
Album stupendo posseggo la tiratura limitata.Cofanetto con dentro il digipack,polsino e calamita dei Finntroll...magnifici!!!
Djkelino
Sabato 24 Agosto 2013, 11.09.37
22
A distanza di tempo ancora non riesco a dare un giudizio corretto. Forse certi momenti sono un po' troppo "forzati", insomma a volte ho la sensazione che sia io che mi costringa a farmelo piacere... Non un brutto disco, per carità, ma non so... Lo ascolterò ancora un altro po'...
enry
Giovedì 20 Giugno 2013, 15.51.45
21
Devo dire che mi è piaciuto più del previsto, forse (ma questo lo dirà il tempo) potrei azzardare un 'miglior disco dai tempi di Jaktens Tid e a pari merito con Nattfodd', ma classifiche a parte sono rimasto piacevolmente sorpreso, del resto in questo genere (che poi ha preso derive cazzare a me poco gradite) sono sempre stati i miei preferiti...Certo che l'oscurità e il dark-folk del debut purtroppo sono andati perduti, temo per sempre.
Unia
Giovedì 20 Giugno 2013, 15.17.09
20
Dopo molto tempo, ho ascoltato l'album! Ebbene, come già commentato in foro, lo stile musicale mi ha riportato immediatamente ai tempi Jaktens Tid, appunto con quella vena tipica"trolleggiante". Buonissimo e con un voto più che meritato! Ottimo ritorno in pista.
Emiliano
Martedì 16 Aprile 2013, 12.44.36
19
Mi accompagnano da anni, da Midnattens Widunder a Nifelvild, quest'ultimo lavoro è l'ennesimo capolavoro di coerenza artistica e creatività visto che sono riusciti ad inserire elementi nuovi nonostante 14 anni di attività. Cattiveria e goliardia senza eguali, vero spirito dei Troll. Grandi. p.s. ascoltare a ripetizione
Francesco
Sabato 13 Aprile 2013, 23.53.05
18
Bell'album, molto più "chitarroso" e meno sinfonico (putroppo) dei precedenti., non male comunque, non c'è niente da fare, questi hanno classe da vendere.
Theo
Lunedì 8 Aprile 2013, 11.28.16
17
@Vecchio Sunko: se poi non ti piace però non è colpa mia, eheh Battute a parte, io posso ripetere che il disco è davvero di qualità alta (come detto da Giacomo nella bella recensione), e da parte mia sento di consigliarlo a chi ha gradito gli album precedenti, perchè "Blodsvept" è stilisticamente simile ai due predecessori, ma ha molte atmosfere che riportano dritti dritti nel 2001-2004 ai tempi di "Jaktens Tid" e "Nattfodd"
Vecchio Sunko
Domenica 7 Aprile 2013, 17.09.37
16
A leggere la recensione ed il commento di Theo deduco che mi conviene muovere il culo e correre a prenotare il disco...
Theo
Sabato 6 Aprile 2013, 19.20.02
15
Ah, e per la cronaca ho comprato il disco il giorno dell'uscita e per i primi 5 giorni NON SONO RIUSCITO ad ascoltare altro.
Theo
Sabato 6 Aprile 2013, 19.04.19
14
@Unia: Ahahahah! Ne sono fiero allora! Scherzi a parte, recensione ottima e disco di una qualità incredibile. Mi aspettavo un gran disco dai miei Finntroll e non solo non hanno tradito ne l'attesa ne le aspettative, ma hanno anche sfornato un disco che così bello non me l'aspettavo. Tra i loro sette dischi, come hanno detto in molti, non ce n'è uno sottotono e non saprei veramente dire quale sia il più bello. Di certo posso solo dire che di gruppi come questo ce ne sono davvero pochi e che avranno sempre un posto particolare nel mio cuore... Ok ora la smetto eheh, però quoto in tutto la disamina di Giacomo, che è ottima e confermo l'85 in pieno. In realtà forse salirei anche di qualche punto, ma alla fine sono sottigliezze davanti alla qualità di questo disco e di questo gruppo. Ok, li amo, si è capito credo, e penso che questo disco sarà il disco del 2013 per me (troppo presto? Forse... O forse no?)... Ma di sicuro lo sarà in ambito folk perchè sarà davvero difficile far meglio di così! Top songs, su tutte il trittico iniziale da paura, ma soprattutto Skogsdotter (assurda) e la bellissima Fanskapsfylld (che assieme all'amica di cui parlavo prima faranno macelli dal vivo!). Classe, classe e ancora classe poi l'ultima traccia Midvinterdraken... La coda di tastiera è da favola.
Unia
Sabato 6 Aprile 2013, 14.39.29
13
Il pressing di Theo negli ascolti ha funzionato! xD Comunque ascolterò e vi dirò.
Unia
Sabato 6 Aprile 2013, 14.37.47
12
Il pressing di Theo negli ascolti ha funzionato! xD Comunque ascolterò e vi dirò.
Michele
Sabato 6 Aprile 2013, 13.11.45
11
Confermo il fatto che ci sia bisogno di ascoltarlo più e più volte. A me all'inizio lasciò deluso, invece ci sono ottimi momenti che dal vivo sicuramente faranno sfacelo... Rece e voto corretti
BILLOROCK fci ( Forza Tommasino rocchi)
Sabato 6 Aprile 2013, 13.08.30
10
organium: post 3 @ cristo santo mi hai piegato dal ridere.... ahahahahahah la battuta del giorno sicuramente !!
il vichingo
Sabato 6 Aprile 2013, 11.26.06
9
Parlo da fan della prima ora e per quanto mi riguarda i Finntroll hanno dato il meglio con i due capolavori Nattofod e Jaktens Tid. Una delle pochissime band che a mio avviso non hanno mai sfornato un disco sottotono, MAI. Anche Visor om sludet mi piace molto. Questo devo ancora sentirlo e lo farò con calma quando mi arriverà .
Wild Wolf
Sabato 6 Aprile 2013, 10.10.00
8
I Finntroll hanno una gran capacità di reinventarsi senza svendersi, di evolvere senza dar vita ad inutili porcherie, di avere ancora voglia ed una vena creativa con già sette album (più un demo) alle spalle, senza scrivere musica solo per pagarci l'affitto (cosa che, per altro, potrebbero fare benissimo).. Dite che è poco? Nel metal odierno si contano sulle dita di una mano band del genere..l'85 ci sta tutto..
Ond
Sabato 6 Aprile 2013, 9.30.09
7
Visor Om Slutet, errore di ortografia...
Ond
Sabato 6 Aprile 2013, 9.25.43
6
Ai primi ascolti mi sembrava la solita (ottima) minestra riscaldata. Poi con gli ascolti l'album cresce enormemente svelando in realtà tutta la sua originalità e diventando una droga che dà dipendenza. I Finntroll non mi hanno mai (mai!) deluso e si confermano dotati di una intelligenza compositiva fuori dal comune. P.S. Considero questa uscita il settimo album della band, perché trovo ingiusto ignorare lo splendido Visor Om Sludet.
enry
Sabato 6 Aprile 2013, 8.16.50
5
Seguiti fin dall'inizio e per me i migliori restano sempre i primi due, soprattutto il debut, ho letto rece da 8 e altre da 6 stiracchiato, staremo a sentire, il vantaggio che hanno rispetto a loro tanti colleghi è la longevità dei dischi, cosa che per altre bands dedite al genere per me non supera i 2 mesi. Spero solo che non si siano dati al folk metal 'cazzaro'...
benji
Sabato 6 Aprile 2013, 0.25.27
4
mmm... mi ha convinto poco, forse hai ragione tu Giacomo lo devo ascoltare e riascoltare qualche volta in più, però al fosch fest li avrei visti volentieri
organium
Sabato 6 Aprile 2013, 0.03.45
3
A me, dato che qui in terronia la puntualità è relativa, deve ancora arrivare...recensione incoraggiante, speriamo bene!
fabriziomagno
Venerdì 5 Aprile 2013, 23.46.06
2
non ho letto la recensione ma conoscendo giacomo sono sicuramente in totale accordo con lui, 85 meritatissimo
Kara
Venerdì 5 Aprile 2013, 23.03.59
1
Non c'è niente da fare, io i Finntroll li amo! Riescono a rinnovarsi ad ogni album pur rimanendo sempre fedeli a loro stessi. Per me questo è il disco dell'anno, so che è presto per dirlo, ma non credo che cambierò idea!
INFORMAZIONI
2013
Century Media Records
Folk
Tracklist
1. Blodsvept
2. Ett Folk Förbannat
3. När Jättar Marschera
4. Mordminnen
5. Rösets Kung
6. Skövlarens Död
7. Skogsdotter
8. Häxbrygd
9. Två Ormar
10. Fanskapsfylld
11. Midvinterdraken
Line Up
Vreth (voce)
Skrymer (chitarra)
Routa (chitarra)
Trollhorn (tastiera, chitarra)
Virta (tastiera)
Tundra (basso)
Beast Dominator (batteria)
 
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