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Living Colour - Vivid
( 4389 letture )
Fra le tante critiche che ho sentito fare all’heavy metal, anche da gente che pure è molto aperta musicalmente parlando, c’è quella secondo il quale il nostro amato genere musicale sarebbe razzista; ebbene sì, il metal si sarebbe macchiato di questa colpa perché vede impegnati solo musicisti bianchi, perché non dà spazio al multiculturalismo, perché non vi sono gruppi celebri che annoverino ragazzi (o ragazze) di colore. Senza bisogno di rilevare l’ovvia cecità di simili argomentazioni e senza nominare in questa sede i molti gruppi che si sono distinti per cosmopolitismo culturale e musicale, quest’oggi ci occupiamo di quattro ragazzi del tutto particolari: non solo, difatti, hanno fatto della propria etnia un motivo di distinzione, ma hanno anche immesso nella musica che scrivevano le proprie influenze afroamericane, creando una soluzione musicale basilare per lo sviluppo del crossover, del funk metal e, più tardi, del nu metal. Di chi potremmo star parlando, se non dei Living Colour? Proprio la band americana fondata nel 1984 dal chitarrista Vernon Reid, infatti, è stata fondamentale non solo per infrangere il fastidioso stereotipo (già in voga allora, peraltro) del metal-solo-per-bianchi, ma ha creato un miscuglio pressoché perfetto di riff pesanti, liriche a sfondo politico ispirate all’hip-hop, partiture di basso funky e parti di batteria variegate ed estroverse. All’epoca, i soli che si avvicinassero ad un simile livello di fusione di diverse sonorità erano gruppi del calibro di Faith No More, Red Hot Chili Peppers, Jane's Addiction e Primus.

L’approccio del tutto particolare ed accattivante dei Living Colour è riscontrabile già nel primo album rilasciato da Reid e soci, risalente al 1988 ed intitolato Vivid; il lavoro si apre con il singolo di culto (ignobile gioco di parole, lo ammetto) Cult of Personality, scritto ad otto mani da tutti i componenti della band, vale a dire il succitato Reid, il cantante Corey Glover, il bassista Muzz Skillings ed il batterista Will Calhoun: un breve estratto da un discorso di Malcolm X lascia spazio ad un riff di chitarra accattivante ed ossessivo al tempo stesso, mentre in sottofondo la sezione ritmica lo sopporta a dovere ed il singer recita un testo basato sulla contrapposizione fra figure dittatoriali e figure nobili della storia politica del 900, unite appunto dal culto della loro personalità. Il ritornello è fatto appositamente per piantarvisi in testa senza uscirne più e, se per caso trovate il riff troppo ripetitivo, vi basta aspettare un po’ perché Vernon Reid sfoderi un assolo a dir poco pazzesco, che lo distanzia anni luce da molti chitarristi funk/nu metal che verranno in seguito, molti dei quali si guarderanno bene dall’inserirne anche solo uno nei propri album. I Want to Know è più leggera sia come sound che come tematiche (parla infatti di un’attrazione per una donna), ma conferma l’attitudine del gruppo a basare i propri brani sulla compenetrazione fra chitarra e sezione ritmica -basso in particolare-, con qualche raro guizzo funk; il ritornello, invece, si alterna fra momenti corali e solisti, con una tecnica presa a piene mani dal gospel e dal soul ed entra ancora una volta efficacemente nella testa di chi ascolta. Middle Man prosegue su questa falsariga dal punto di vista delle linee vocali, ma musicalmente lascia più libero l’estro di Muzz Skillings e Will Calhoun, che in alcuni casi oscurano anche la prestazione del chitarrista; tanto eclettico è il Nostro che nella successiva Desperate People si concede un riff pienamente hard rock, sotto al quale Calhoun martella a dovere con la sua batteria, mentre in Open Letter (To a Landlord) resta più in sottofondo, lasciando spazio alla splendida ugola di Glover ed al sempre efficace Skillings al basso. Come ormai avrete capito perfettamente, i nostri amici si divertono a variare e ad attingere dal numero più elevato di influenze possibili e, in questo senso, Funny Vibe è l’apice del disco: un inizio che più metal non si può lascia difatti spazio, dopo quasi un minuto, ad un ritmo che più funk non si può, sul quale il singer adotta un cantato hip-hop, per poi tornare alla velocità sonora nella terza parte del brano. Memories Can’t Wait rispolvera quanto ascoltato sui primi brani di Vivid, ma è leggermente meno brillante nonostante un altro assolo eccellente, mentre Broken Hearts è una perfetta ballad che pesca a piene mani dalla musica afroamericana e, in parte, latinoamericana. Ci avviciniamo alla conclusione del lavoro ed ecco quindi che i Living Colour piazzano un altro dei loro brani divenuti in seguito più celebri, vale a dire Glamour Boys, dotato di un sottofondo musicale ancora una volta pienamente funk, al pari del resto di What’s Your Favourite Color?, che si caratterizza per una simpatica auto-citazione: nel testo, difatti, Glover chiede ad una ragazza quale sia il suo colore preferito e la risposta, ovviamente, non può che essere Living Colour. Si chiude con Which Way To America?, una delle tracce più pesanti dell’album, nonché sicuramente una delle più riuscite, dove i nostri confermano ancora una volta tutto quel che di buono abbiamo detto.

Ci sono poche parole adatte a descrivere Vivid, alcune delle quali possono essere estrapolate da questa stessa recensione: eclettico, variegato, ricco di sonorità. Una di quelle che ancora non ho utilizzato, tuttavia, è capolavoro. Vivid è, a tutti gli effetti, uno degli album più importanti degli ultimi 25 anni in ambito rock/metal ed ha l’enorme merito, come del resto abbiamo già osservato nelle prime righe del presente scritto, di aver infranto lo stereotipo del metal come musica razzista, di aver sdoganato il crossover ed aver posto le basi dell’intero movimento funk metal, dettando per di più le coordinate su cui si muoveranno alcuni anni più tardi le band appartenenti al filone nu metal. In tutto questo, concentrandosi esclusivamente sull’album e non sulla sua estrema importanza, ha l’altrettanto non trascurabile merito di averci regalato alcune canzoni splendide ed una prestazione collettiva da parte dei quattro membri di livello assoluto. Come si dice in questi casi, scusate se è poco.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
88.31 su 32 voti [ VOTA]
Shadowplay72
Domenica 5 Novembre 2017, 12.09.25
45
Il primo album dei mitici living colour.assieme a time's up il meglio di questa band.dopo stain,altro grandissimo album,ma un po' inferiore!
Davide
Domenica 20 Agosto 2017, 20.06.22
44
Tutto bene, tranne il fatto che "Memories can't wait" non è una canzone dei Living Colour, ma una cover dei Talking Heads. Fare attenzione.
klostridiumtetani
Domenica 12 Giugno 2016, 19.28.18
43
Se intendi che erano di supporto a quella band di "It's Been Awhile " sono gli Staind, se invece intendi che era il tour di supporto all'album dei Living Colour, allora è Stain.
Metal Shock
Domenica 12 Giugno 2016, 19.05.11
42
@Simo: controlla bene è Stain, ho il cd in mano
simo
Domenica 12 Giugno 2016, 18.58.05
41
No era giusto staind
Metal Shock
Domenica 12 Giugno 2016, 17.02.55
40
Stain - errore mio
Metal Shock
Domenica 12 Giugno 2016, 16.38.17
39
Grandissimo album di una band che non ha avuto il completo successo meritato. Fino al 1988 nessuna band di colore aveva mai suonato così, quattro musicisti fantastici per un album di valore mondiale. Visti a Torino di supporto a Staind, concerto fantastico.
klostridiumtetani
Sabato 30 Gennaio 2016, 16.41.35
38
Disco che ho ascoltato a "manetta" appena uscito, e che mi sono quasi dimenticato di avere. Ottima occasione per dargli una "ripassata"
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 16.39.29
37
Alla fine resto dell'idea che sia il loro album più bello. Cult Of personality; Broken Hearts e la divertente Glamour boys all'epoca erano in heavy rotation su Videomusic ogni giorno. Bei tempi...78
Shall.
Venerdì 4 Dicembre 2015, 19.08.42
36
Entrombed, sei un ebreo
Ciao
Domenica 16 Agosto 2015, 15.08.49
35
Entrombed poco, eh...
the entrombed
Domenica 16 Agosto 2015, 14.22.40
34
i living colour sono la mia band black metal preferita
Nu Metal Head
Lunedì 22 Giugno 2015, 13.58.57
33
e come scordarsi dei mitici fishbone? il cantante angelo moore era un autentico pazzo! mi sto guardando proprio in questi giorni il video di "sunless saturday", dal loro capolavoro "the reality of my surroundings"... stupendo!
Ronnie
Sabato 16 Maggio 2015, 10.08.37
32
Che dire...Masterpiece assoluto di una band immensa!Recensione perfetta!!A proposito,ricordate i Sound Barrier?Io credo che per look e sonorità(erano una band US metal)erano ancor più singolari vista la loro etnia(tutti di colore)..
Vandalo
Venerdì 17 Ottobre 2014, 20.36.19
31
Il titolo di questo disco rispecchia fedelmente il suo contenuto, una esplosione di vitalità dirompente, come sottolineato in recensione, sia nelle prove dei singoli musicisti che nell'impatto "globale". Un bellissimo disco di Hard Rock venato di Funky e molto altro, il tutto con moltissima energia. Secondo me va alla voce "imperdibili" degli anni 80, un pò perchè la tdk su cui me l'ero copiato mi accompagnò per 365 lunghi giorni di naja e quindi ha un bel valore affettivo, ma anche perchè è un gran bel sentire..
TheBluesBreaker
Domenica 21 Settembre 2014, 12.00.50
30
Non scordatevi di Phil Lynnot dei Thin Lizzy però eh,forse il capostipite dei neri nell' Hard & Heavy
blackinmind
Lunedì 5 Agosto 2013, 17.12.20
29
Anche i D-xtreme erano una band di colore, crossover anche loro. Non male! Io ho "The truth shall be told" ma poi non so cosa abbiano pubblicato oltre a quello.
Nu Metal Head
Lunedì 5 Agosto 2013, 16.01.28
28
*...e benji webbe dei dubwar/skindred...
Nu Metal Head
Giovedì 18 Luglio 2013, 17.41.03
27
...e oltre a loro, solo in ambito crossover-nu metal, si potrebbero citare anche il cantante degli (hed)pe, il cantante dei sevendust e il bassista dei p.o.d., e chissà, negli altri sottogeneri del metal ce ne sarà sicuramente qualcun altro che ora mi sfugge... quindi, come si può vedere, il metal non è affatto solo un genere per bianchi... la musica non ha davvero confini...
Nu Metal Head
Giovedì 18 Luglio 2013, 17.18.05
26
opeth72: ci si è clamorosamente dimenticati dei bad brains... i componenti sono tutti di colore come i living colour...
vecchio peccatore
Mercoledì 5 Giugno 2013, 11.06.44
25
Un grande disco veramente, il 90 della recensione se lo merita tutto, forse in ambito Crossover/Funk-Rock preferisco i Jane's Addiction, ma di poco.
opeth72
Lunedì 29 Aprile 2013, 15.07.34
24
Aavevo 16 anni quado usci questo album...(oggi ne ho piu' di 40) su video Music passavano spesso il video di Cult of personalyti. alcune leggende narrano che il gruppo fu scoperto nientemeno che da Mick Jagger... bellissimo... vorreri ricordare solo che il batterista dei THRESHOLD Johanne James e' di colore , il chitarrista degli ANIMALS AS LEDERS Tosin Abasi e' di colore, mi sono venuti in mente cosi' mentre scivevo... e chissa se ce ne sono altri.. la musica no ha confini...
-Cobray
Martedì 23 Aprile 2013, 5.54.26
23
Ascoltato grazie a questa recensione! Che dire? Bello, bello, bellissimo!
Andy \\\'71
Sabato 13 Aprile 2013, 10.41.01
22
Pietra miliare del genere,strepitoso!4 musicisti pazzeschi e canzoni bellissime,chi avrebbe mai detto che Corey dopo aver fatto Francis in Platoon,avrebbe esordito da cantante interpretando con una voce pazzesca questo capolavoro?Per me anche più di 90!
precision88
Giovedì 11 Aprile 2013, 15.40.49
21
che dire, capolavoro assoluto!
Nu Metal Head
Lunedì 8 Aprile 2013, 21.53.55
20
riascoltato poco fa (grazie alla vostra "esilarante" recensione! ) dopo un po' che non lo ascoltavo, mi sono ricordato che io ho la versione con le bonus tracks, per un totale di 16 canzoni, e tra remix e versioni live dei brani presenti nella tracklist ufficiale come unico inedito spicca la riuscita (a mio avviso) cover di "should i stay or should i go" dei clash... così, solo per segnalarlo... GRANDI LIVING COLOUR!!!
Barry
Lunedì 8 Aprile 2013, 14.52.14
19
Giustissimo, Reid non si rifaceva ad Hendrix solo nel modo di suonare
Folkemon
Lunedì 8 Aprile 2013, 13.54.32
18
@Barry: non solo. Era volontà ferma di Vernon Reid quella di riprendere in mano le sonorità dure del rock con l'approccio nero e cosmopolita, cercando di riavvicinare i giovani neri ad un tipo di musica che avevano abbandonato da anni. I Living Colour lavorarono moltissimo sul linguaggio del rock continuando, mutatis mutandis, un cammino che si era interrotto con Hendrix, aggiornandolo alla consapevolezza (pure politica) del periodo.
Folkemon
Lunedì 8 Aprile 2013, 13.50.13
17
La più grande rock band di sempre.
-Cobray
Domenica 7 Aprile 2013, 13.22.07
16
@Barry: thank you!
therox68
Domenica 7 Aprile 2013, 11.32.52
15
Grande idea recensire questo disco che merita veramente e confermo alcune opinioni lette qui sotto: dal vivo erano grandi e 10 volte più heavy che da studio.
Barry
Domenica 7 Aprile 2013, 2.37.59
14
Ciao Cobray, approfondisci perché i ragazzi meritano quanto alla tua domanda, non credo ci sia un motivo particolare, ma di sicuro i primo anni 90 negli USA hanno visto un enorme aumento di flussi migratori da paesi più poveri a causa di varie vicissitudini politiche, inoltre ci sono in generale stati molti problemi di criminalità, guerre fra bande e disordini (penso alla celebre rivolta di Los Angeles). Immagino che tutto sia nato come conseguenza di questi problemi
Gabriele
Domenica 7 Aprile 2013, 2.14.09
13
L'album l'ho scoperto di recentissimo. Un capolavoro immenso, avanti a tutti, soprattutto considerando il periodo. 100.
-Cobray
Sabato 6 Aprile 2013, 15.36.06
12
Grazie per la bella recensione! Approfondirò! Ma è una caratteristica propria del metal anni '90 (qui siamo a fine '80, okay, ma la corrente musicale dei Living Colour credo sia esplosa nella decade successiva, no?) l'esser pieno zeppo di testi di rivolta e protesta sociale? Gruppi come i RATM, per intenderci... Il fatto di unire il Metal ad altre forme di musica (il funk, l'hip-hop) è andato di pari passo con il modificarsi degli argomenti trattati? Grazie per le eventuali risposte!
Lizard
Sabato 6 Aprile 2013, 15.19.02
11
Capolavoro, in tutto e per tutto, un album e una band immensi. E sì, dal vivo sono anche meglio: visti anch'io due volte
LORIN
Sabato 6 Aprile 2013, 14.53.59
10
Disco bellissimo,geniale. All'epoca questo album dimostrava quanto era creativo l'heavy metal....
Nu Metal Head
Sabato 6 Aprile 2013, 14.15.11
9
cambiamento dell'ultimo secondo... un bel 92 mi sembra più appropriato!
Nu Metal Head
Sabato 6 Aprile 2013, 14.10.45
8
grande, grande, grande album... quando lo acquistai il negoziante mi fece addirittura i complimenti... mi disse: "caspita, ottima scelta, è un disco da intenditori!"... e come dargli torto... bello dall'inizio alla fine (anche se io ho il brutto vizio di saltare le ballad...), ma le canzoni più "rock" sono divine... come è divina l'ugola di corey glover, capace di portare una ventata di soul e di gospel all'interno del metal, e il chitarrismo di vernon reid, che più di qualcuno ha azzardato a paragonare a quello hendrixiano... il voto non può che essere molto alto... confermo il 90.
Undercover
Sabato 6 Aprile 2013, 13.58.57
7
Spettacolari, visti live due volte e mi hanno lasciato un ottimo ricordo anche in quella sede, veramente fantastici.
LUCI DI FERRO
Sabato 6 Aprile 2013, 13.05.55
6
@ bandiera dell'odio ascoltalo bene su youTube te lo da in full album dall'inizio fino alla fine vedrai che dopo cambi idea e lo amerai alla follia, ascoltalo ascoltalo bene.
Flag Of Hate
Sabato 6 Aprile 2013, 12.19.06
5
Mah, mai piaciute certe sonorità.
BILLOROCK fci ( Forza Tommasino rocchi)
Sabato 6 Aprile 2013, 11.59.57
4
Ottimo disco sonorità sporche e dure, me gusta mucho caramba!!
Electric Warrior
Sabato 6 Aprile 2013, 11.36.21
3
Questo disco è una bomba, il più bel mix di metal e funk che abbia mai sentito.
Hellion
Sabato 6 Aprile 2013, 11.21.42
2
Disco stupendo!
LUCI DI FERRO
Sabato 6 Aprile 2013, 11.16.39
1
Living Colour - Vivid = SUPER CAPOLAVORO, masterpiece, pietra miliare della musica... (tutta). NO filler, ALL beautiful. 95/100.
INFORMAZIONI
1988
Epic Records
Crossover
Tracklist
1. Cult Of Personality
2. I Want To Know
3. Middle Man
4. Desperate People
5. Open Letter (To a Landlord)
6. Funny Vibe
7. Memories Can’t Wait
8. Broken Hearts
9. Glamour Boys
10. What’s Your Favorite Color?
11. Which Way To America
Line Up
Corey Glover (Voce)
Vernon Reid (Chitarra)
Muzz Skillings (Basso)
Will Calhoun (Batteria)
 
RECENSIONI
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