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Denouncement Pyre - Almighty Arcanum
( 1087 letture )
Come un refolo di vento gelido che arriva da nord e soffia sulle assolate terre dell’emisfero sud del mondo, i Denouncement Pyre, band australiana proveniente da Melbourne, pubblicano il loro secondo full-length con il chiaro intento di mostrare a tutti che si può fare un buon album black metal anche senza una storia di sangue e fuoco alle spalle.

Attivi da diversi anni, i Denouncement Pyre hanno disseminato una scia di EP e demo senza lasciare alcuna traccia evidente, osservando però a lungo, quali spettatori distanti e lontani, ciò che succedeva nell’esagitato scenario metal. E, a quanto pare, la lezione è stata appresa molto bene, guardando, rielaborando e imbevendosi di vent’anni di storia black e death, riassunti nell’album in modo diligente e assennato, senza mai uscire fuori tema.

Almighty Arcanum non presenta alcuna significativa novità, non ha innovazioni, si muove lungo un sentiero che percorre partiture tipicamente death metal, attraversa atmosfere morbose e sulfuree spezzate da riff prettamente black, senza sconvolgere l’ascoltatore, eppure…
Eppure tutto funziona alla grande, perché, alla fine, la carenza di originalità è compensata dalla grande energia sprigionata, sicuramente una delle qualità più evidenti di questo album.

Con un intro che, tra accordi stonati, cori inquietanti e lo stillicidio di gocce che sembrano portare alla pazzia, vuole subito mettere le carte in tavola ricreando un’atmosfera greve e soffocante, l’ascoltatore viene catapultato in un antro cavernoso e umido, dove l’aria è malsana e dove non si può scorgere alcun barlume di speranza. Scuote il torpore l’attacco fulmineo, prepotente di An Extension of the Void, brano sostenuto da un riffing maligno e dal growling aspro e prepotente di D.. Il pezzo cambia registro nella seconda parte, focalizzandosi su un unico riff ripetuto ad oltranza, insistentemente, con sempre maggior potenza espressiva e carica emotiva, in un crescendo di energie e malvagità di grande impatto.
Almighty Arcanum invece, il brano che dà il titolo all’album, è una fulminea svolta verso ritmi propriamente death metal, con le note che rotolano in un vorticoso assolo di chitarra, per poi ritornare a sonorità e riff più tipicamente black metal con He Who Conquers All, brano che inizia con un tempo molto più lento e cadenzato, accentuando la ripresa delle parti più veloci sottolineate da cori oscuri di grande effetto.
Altro pezzo degno di nota è sicuramente Circle of Serpents, che, dopo un paio di brani piuttosto anonimi, ridesta e cattura l’attenzione dell’ascoltatore con il suo ritmo incalzante e una chitarra che si esprime in sequenze perfide e maligne.

Almighty Arcanum è un disco black metal pennellato di ben corpose e lucenti influenze death/thrash. Senza particolari contaminazioni, senza alcun vento di cambiamento.
Ma fatto bene. Semplicemente. Supportato da grandi energie, ritmiche incalzanti e riff accattivanti e soprattutto da una ottima registrazione dove tutti gli strumenti e la voce sono ben equilibrati, senza annoiare e senza perdersi in passaggi prolissi e troppo monotoni.
Merita sicuramente una citazione anche l’artwork, un po’ barocco forse, ma la rappresentazione di una volta rovesciata, non una fuga verso l’infinito del cielo, ma una prospettiva che precipita in un mondo rovesciato, verso l’infinità degli abissi più oscuri, crea una suggestione ottica molto particolare.

Non è un album originale. E non è un album necessario. Ma funziona. Non annoia. Ed oggi, con un mercato così inflazionato, non è poco.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2013
Hells Headbangers Records
Death / Black
Tracklist
1. Intro: Breath of Tehom
2. An Extension of the Void
3. Almighty Arcanum
4. He Who Conquers All
5. The Deceiver
6. Drakon: All Is One
7. Circle of Serpents
8. Darkness Manifest
9. The Redeemer
Line Up
D. (Chitarra, Basso, Voce)
R. (Basso)
L. (Batteria)
 
RECENSIONI
70
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