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Bloodshed Walhalla - The Battle Will Never End
( 1913 letture )

"Il talento proviene dall'originalità, che è un modo speciale di pensare, di vedere, di comprendere e di giudicare."

Guy de Maupassant, Pierre e Jean, 1889


Guy de Maupassant stroncherebbe sul nascere i Bloodshed Walhalla. Questa one-man band nasce nel 2006 dalla mente di Drakhen, materano per nascita, non per costumi, appasionato di mitologia nordica e devoto fedele del viking più puro. Da alle stampe il suo primo demo nel 2008, a cui ne segue un altro l'anno successivo. L'esordio sulla lunga distanza arriva nel 2010 con Legends of a Viking, un concept album che, se da una parte mostrava una buona qualità compositiva e un spiccato gusto verso le melodie tipiche del genere, dall'altra rimaneva troppo legato all'immensa figura di Quorthon, tanto da sembrare a tutti gli effetti un tributo verso i Bathory. Ma, nonostante questo, ai materani mancava un solo passo per entrare di diritto tra le band più interessanti del panorama viking italiano...passo che non hanno avuto il coraggio (o la volontà) di compiere.

Il più grande pregio del disco è il suo essere indiscutibilmente viking. E di questi tempi non è cosa da poco. Infatti è ormai all'ordine del giorno vedere quest'etichetta stuprata dalle case discografiche che ci bombardano di uscite melodic death o power con nordici guerrieri in copertina, spacciandole appunto per viking. Di band così ce ne sono fin troppe (Turisas, Ensiferum...per citare quelle di maggior qualità) e quindi un album che non faccia far andare di traverso l'idromele a Quorthon mentre si ubriaca nel Walhalla è cosa gradita.
Il più grande difetto dell'album è il suo essere indiscutibilmente viking. Il suo dovere tutto ai Bathory. I riff che alternano citazioni e rielaborazioni provenienti dagli svedesi. La voce, sgraziata, sia pilita che in screaming e gli straordinari cori. Il sound che rimanda senza mezzi termini ai due Nordland. L'atmosfera epica e il sapore nordico delle armonizzazioni. "The Battle Will Never End-A tribute to Bathory" sarebbe stato un titolo più appropriato.
Le canzoni d'altro canto sono tutte di ottima qualità e danno vita ad un vero e proprio mattone di epicità che investe l'ascoltatore. Si parte con Heimdallr, una traccia interamente strumentale che a momenti acustici alterna momenti tipicamente metal. La succesiva Blood and Fire si apre con un riff sincronizzato di chitarra elettrica e acustica che gli amanti dei Bathory non faticheranno a riconoscere: si tratta infatti di una citazione da Twilight of the Gods, opener dell'omonimo album. La terza, At The End Of The Wordl, è la canzone più breve del lotto, non supera infatti cinque minuti, e si configura più vicina ai due Nordland che ai primi tre immortali dischi viking della storia del metal. Anche la titletrack The Battle Will si apre con uno stacco acustico preso in prestito direttamente dal nono minuto si Twilight of the Gods e prosegue con una perfetta alternanza tra cori e screaming, per poi culminare con un ottimo assolo a tre quarti del brano. The Storm prosegue su atmosfere tipicamente "Twilightiane" cavalcando il sapore nostalgico tipico dell'album degli svedesi. La successiva Land of Fire si apre con l'icessante scroscio delle onde che riporta inevitabilmente indietro all'ascoltatore a Shores in Flames, ma che a differenza di quest'ultima va subito al sodo, aprendosi con un riff deciso sorretto da un ottima sezione ritmica. La conclusiva My Sword Again For You chiude in bellezza l'album, confermando l'ottima qualità media delle composizioni. Nonostante mi sia addentrato in una rapida e fredda analisi track by track sento il bisogno di sottolineare quanto questa sia riduttiva e poco esplicativa. Il disco è infatti un monolite di epicità, che trasuda pathos da ogni singola nota, in cui i meri tecnicismi sono messi da parte per lasciare spazio alla straordinaria atmosfera.

"Vi forse dopo tutto qualcosa di più prezioso dell'originalità; è l'universalità. La seconda contiene la prima e ne usa o non ne usa a seconda del suo bisogno."

Paul Valéry, Tal quale, 1941/43


Avvicinatevi a quest'album solo se condividete l'opinione di Valéry, se siete alla disperata ricerca di novità non degnatelo del vostro tempo, ma guardate e passate. Perchè dopo i tentativi di Gjallahorn, Ereb Altor e degli stessi Bloodshed Walhalla, sono lieto di annunciarlo. Il figlio bastardo e successore Nordland II è venuto alla luce. Non nelle terre bagnate dal freddo mare del nord, ma nella nostra penisola, sulle calde rive delle Mediterraneo. Il disco in questione, nonostante sia solo una pallida ombra di ciò che sono stati, sono e saranno i Bathory, riesce ad essere la degna continuazione della straordinaria epopea conclusasi tragicamente il 3 giugno del 2004 con la morte di Ace Börje Thomas Forsberg, meglio conosciuto come Quorthon. Dovendo pesare sui piatti della bilancia meriti e demeriti di quest'opera, scelgo di non scegliere e mi limito a dare una meritata sufficienza. Chi sbava su Blood fire Death, conosce da tempo a memoria Hammerheart e Twilight of The Gods, venera Blood on Ice e si commuove sulle note dei due Nordland, non potrà fare a meno di alzare il voto di una decina di punti. Edi aprezzare questo disco per quello che è e vuole essere. Un omaggio agli immensi Bathory.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
81 su 7 voti [ VOTA]
Sambalzalzal
Lunedì 22 Luglio 2013, 11.22.57
14
Lavoro strepitoso che ho appena finito di ascoltare! Grande omaggio a Quorthon e ad i Bathory! 80 per me! Grazie Vichingo@ per l'aiuto in privato!!!
One~Eye
Domenica 21 Aprile 2013, 14.08.49
13
In attesa del nuovo Falkenbach direi che come ascolto va benissimo...
il vichingo
Venerdì 19 Aprile 2013, 11.01.26
12
Ho ascoltato per curiosità At the end of the world sul tubo... mi son venute le lacrime nell'ascoltare questo "discepolo di Quorthon". Certo, come scritto nella recensione e come detto da Undercover, è al limite della cover band, se mi passate l'espressione, ma io alzo il voto a 75 in quanto mi si stringe il cuore quando sento qualcosa che mi fa solo ricordare la parolina "Bathory" ed effettivamente questo disco è piacevolissimo da ascolare, anche se per me gli eredi del Maestro rimangono i Moonsorrow. HAIL QUORTHON!
Quorthon, my master
Giovedì 18 Aprile 2013, 18.54.53
11
Il grande Mario è delle mie parti, è un grandissimo! Ha suonato veramente di tutto con moltissime band e, a mio modesto parere, è lodevole che dal profondo Sud d'Europa ci sia il discepolo n°1 del Grande Maestro dell'estremo Nord Europa!
nerkiopiteco
Giovedì 18 Aprile 2013, 10.00.07
10
Hanno praticamente inventato un modo di fare musica, era giusto e anche fisiologico che qualcuno riprendesse e portasse avanti la via tracciata...e questo disco è anche piacevolissimo da ascoltare.
Jezolk
Giovedì 18 Aprile 2013, 9.45.29
9
@Amorphis si i Bloodshed Walhalla (è) di Matera! Personalmente quoto tutto, però la qualità c'è, almeno un 70 ci sta! Comunque sta arrivando uno shitstorm per la definizione della voce di quorton 'cornacchia' xD
Amorphis
Giovedì 18 Aprile 2013, 9.19.41
8
I Bloodshed Walhalla per quanto ne sappia sono Lucani, Hanno registrato solamente in puglia!!! Spettacolari
Sambalzalzal
Mercoledì 17 Aprile 2013, 15.11.17
7
Ahhhhhhhhhhhhh! Critiche alla voce di Quothon mai!!!!!! Non ho ascoltato questo album ma mi avete incuriosito!
Undercover
Mercoledì 17 Aprile 2013, 15.10.01
6
Come direbbe Paolo Bitta: piace ciò che piace.
il vichingo
Mercoledì 17 Aprile 2013, 15.06.05
5
@Fabrizio: Blasfemo!
fabriziomagno
Mercoledì 17 Aprile 2013, 14.37.58
4
undercover, già che non c'è una cornacchia al microfono è un bel passo in avanti! ))
Undercover
Mercoledì 17 Aprile 2013, 13.02.43
3
Concordo con il recensore, intendiamoci il progetto è pure piacevole, ma rimane pur sempre una creatura di Quorthon che vien pubblicata sotto altro nome, non c'è nulla di suo e di questo va tenuto conto. Magari sul voto si sarebbe potuti essere meno stretti, dare dieci punti in più per la qualità in sé della proposta, che è innegabilmente buona, personalmente ritengo ci possa pure stare. @fabriziomagno mi spieghi come si fa a non amare i bathory e a farsi piacere questo progetto che suona totalmente e inequivocabilmente alla bathory? E come dire a me i Pooh stanno sul cazzo, però oh, stasera suonano i "Parsifal" tribute band degli stessi, e me li vado a vedere che son fighi... scusami, ma qualcosa stride... e non poco.
Giuseppe
Mercoledì 17 Aprile 2013, 12.35.57
2
anch'io adoro i Bloodshed, ho comprato i loro cd dalla Fog. Grandiosi
fabriziomagno
Mercoledì 17 Aprile 2013, 12.20.36
1
da un gruppo nato come tributo ai bathory con la volontà di proseguire musicalmente quanto iniziato da quorthon non si può e deve pretendere originalità o fare il passo di distaccarsi dalle sonorità dello svedese. A me i bathory non piacciono ma i bloodshed walhalla sì... voto: 75
INFORMAZIONI
2013
Fog Foundation
Viking
Tracklist
1. Heimdallr
2. Blood and Fire
3. At he End of the World
4. The Battle Will Never End
5. The Storm
6. Land of Fire
7. My Sword Again for You
Line Up
Drakhen (voce, tutti gli strumenti)
 
RECENSIONI
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