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Sulphur Aeon - Swallowed By The Ocean’s Tide
( 2899 letture )
Non erano fatti di carne e sangue. Avevano una forma, ma quella forma non era fatta di materia. Quando le stelle si allinearono, poterono spostarsi da un mondo all'altro attraverso lo spazio cosmico; ma quando le stelle non furono più allineate, non poterono sopravvivere e anche se non vissero più, non poterono nemmeno realmente morire. Ora giacciono tutti nelle loro dimore di pietra nella città di R'lyeh, difesa dagli incantesimi del Grande Cthulhu, in attesa di una gloriosa resurrezione quando le stelle e la Terra saranno di nuovo pronti.

Quante scritture e quanti personaggi sono stati ispirati al grande e potente Cthulhu?
Infiniti, talmente tanti che solitamente si tende a non dargliene più riscontro alcuno. Peccato che in alcuni casi specifici questa “moda della superficialità” abbia bisogno di essere negata e rivalutata. Questo accade nel caso specifico che vuole come protagonista una band tedesca, Sulphur Aeon e il loro primo disco ufficiale, Swallowed By the Ocean’s Tide.

Il traguardo non è così stupefacente, questo è vero, a sorpedere, però, è la capacità compositiva che risiede all’interno di queste undici composizioni, se proporzionata alla brevissima storia dei nostri. L’anagrafe musicale segna due, come gli anni dalla nascita ufficiale, due anni abbastanza intensi se scrutiamo bene: un demo ed un EP non sono poca cosa, penso che sia indubbio, giusto?
In maniera ancora più semplice: questo che sto recensendo è un piccolo gruppo con un’immensa capacità tecnica e un innato gusto compositivo che solitamente è inusuale ritrovare in un debut album. Gli elementi per un lavoro esemplare ci sono tutti e i grandi nomi di riferimento sono tra i capisaldi del death mondiale. Immaginate quindi una jam-session tra Bolt thrower, Zyklon e Vader e , perché no, aggiungiamoci pure Emperor e Dissection. Mi fermo altrimenti finisco per integrarci pure Amanda Lear e Enzo Braschi.

Come si legge dai gruppi menzionati, le influenze vanno dal death puro, passando per quello più contaminato, finendo nel black di matrice sinfonica. Questo è un pregio a mio avviso, perché essendo questo un concept album, riusciamo ad addentrarci al meglio nelle atmosfere, pescando un po’ qua e un po’ la dall’avventura che ci si presenta di fronte, minuto dopo minuto. Il tema principale di Swallowed by the Ocean’s Tide è la storia che ruota intorno al mito sempiterno di Cthulhu e la cosa che stupisce di più è che il tema lirico viene supportato anche dall'oculata produzione, che risente molto del suono abissale e catacombale scelto. Le vocals stesse non hanno un minimo d’imprevedibilità, il tutto gira sui regimi di un motore diesel 10.000 cc. Una moto smarmittata fa meno borbottio.

Specifichiamo l’aspetto musicale, o meglio "stratosferichiamo", anzi, sciabordiamo, ma perché non stramazziamo, a terra con le musiche. Che cosa voglio dire? Non lo so ma l’ho detto bene, ecco!
Scherzi a parte musicalmente si hanno ovviamente alti e bassi, altrimenti saremmo di fronte ad un capolavoro, peccato. Tracce come l’iniziale Incantation sono di un bello difficilmente riscontrabile altrove; qui si respira l’aria Svedese al 100%, Nodtveidt sarebbe orgoglioso di tale risultato. Stesso discorso può essere fatto per la titletrack e la sua rimembrante introduzione.
Molti gli attestati di merito sin qui spesi, peccato che non sempre convincano a pieno le soluzioni scelte. Prendiamo ad esempio Monolithic, brano che sembra voler finire alla svelta per mancanza d’idee, lasciando che sia il fade out stesso del pezzo a prendersi la scena. Un po’ inusuale, a mio avviso, come la successiva From The Star To The Sea, che viene ridotta a strascichi senza una motivazione vera e propria.
Non è il modo corretto di soffocare canzoni dalla potenzialità più unica che rara, probabilmente il prezzo dell’inesperienza viene pagato in situazioni come questa, dove il "vorrei ma non posso" la fa inevitabilmente da padrone.

Insomma death-metallers, voyeurs di Cthulhu ed appassionati di Lovecraft, unitevi e prendete questa prima opera targata Sulphur Aeon con i giusti accorgimenti e non scoraggiatevi se all’inizio sembrerà di ascoltare una caffettiera in ebollizione fatta evaporare in un garage, questo è lo scotto da pagare per il viaggio nelle profondità degli abissi musicali e non.


That is not dead which can eternal lie,
And with strange aeons even death may die
H.P. Lovecraft (The Call Of Cthulhu, 1926)



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
77.22 su 9 voti [ VOTA]
Marco 75
Martedì 8 Settembre 2015, 12.01.12
7
Dimenticavo...concordo con "Ad Astra" sul giudizio su Incantation, un pezzo assolutamente stupendo, il disco meriterebbe l'acquisto solo per questa canzone...
Marco 75
Martedì 8 Settembre 2015, 11.56.49
6
Sono ai primi ascolti e già sento che l'album necessiterà di tempo per essere assimilato. L'impressione iniziale è di un lavoro di buon livello, molto ispirato e tecnicamente ineccepibile. I Sulphur aeon cercano di mettere in note le atmosfere maligne e cupe dei racconti di Lovecraft (scrittore di cui sono fan accanito) e devo dire che centrano il bersaglio, anche se non tutte le tracce sono a fuoco. Come sottolinea la recensione il suono generale del disco è molto pastoso e soffocato, non so se sia una cosa voluta o meno, ma secondo me le chitarre ne escono mortificate, si fatica a cogliere le sfumature dei riff, in alcuni pezzi si crea una sovrapposizione di suoni pressati e caotici che a mio parere rovinano in parte la resa delle canzoni. Comunque, a conti fatti, l'album è potente e molto evocativo, insomma i ragazzi hanno la stoffa e penso che rimedierò anche il disco successivo, che stando alla recensione che già ne avete fatto sembra essere migliore di questo.
Il Grande Dio Polpo
Domenica 19 Maggio 2013, 13.56.59
5
Il Grande Dio Polpo gradisce che si parli di sé, pertanto non lancerà anatemi contro questi musicisti che per questo atto di sottomissione saranno divorati per ultimi. La musica qui non è certamente innovativa, ma è ben composta e ben suonata ed in più si respira la giusta atmosfera malefica, nulla a che vedere con l'abisso di dolore nel quale Il Grande Dio Polpo vi precipiterà tutti, ovviamente. La rappresentazione in copertina ci ingrassa un pochetto però... [Ci si rivolge al Grande Dio Polpo con deferenza e rispetto anche come Sommo Cthulhu o Grande Dio Polpetta]
Benji
Venerdì 26 Aprile 2013, 23.51.40
4
io esagero e dico che un 80 ci sta tutto
Galilee
Giovedì 18 Aprile 2013, 19.35.39
3
Gran disco cazzo, l'ho preso la scorsa settimana. Ha un ottimo sound old School e le canzoni sono tutte buone. 75 meritato.
Sorath
Giovedì 18 Aprile 2013, 15.14.23
2
Questo è uno degli album da mettere in classifica a fine anno. Melodia e violenza viaggiano di pari passo e il tutto è creato per rendere più d'impatto la proposta musicale.
Max
Giovedì 18 Aprile 2013, 15.08.38
1
Band veramente valida, debutto notevole e che non può far che prevedere cose belle per questa band tedesca, o almeno è quello che si spera...
INFORMAZIONI
2013
Imperium Production
Death
Tracklist
1. Cthulhu Rites
2. Incantation
3. Inexorable Spirits
4. The Devil’s Gorge
5. Where Black Ships Sail
6. Swallowed By The Ocean’s Tide
7. Monolithic
8. From The Stars to The Sea
9. Those Who Dwell In Stellar Void
10. Beneath.Below.Beyond.Above
11. Zombi
Line Up
Martin Hellion (Voce)
Torsten Horstmann (Chitarra, Basso)
Daniel Dickmann (Batteria)
 
RECENSIONI
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